<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.91"><channel><title>WEB NEWS</title><description>Notizie dal WEB in tempo reale</description><link>http://www.mmimmagine.it</link><language>it</language><item><title><![CDATA[Dati societari sul sito web, obblighi di legge]]></title><description><![CDATA[Sono state recentemente modificate le disposizioni in termini di dati che devono obbligatori essere comunicati nella corrispondenza ufficiale delle società.
In particolare in base alla legge 88 del 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14/07/2998, sono state introdotte modifiche in base agli obblighi comunitari, all’art. 2250 del Codice Civile.<br><br> 

In particolare le società, sia di persone che di capitale, dovranno indicare negli atti e nella corrispondenza (ad es. atti, contratti, fatture, lettere, ordinativi, etc) le seguenti informazioni:<br><br>

•	sede della società <br>
•	ufficio del Registro Imprese dove è iscritta e il relativo numero di iscrizione, che coincide con il codice fiscale della società<br>
•	capitale effettivamente versato e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio (società di capitali)<br>
•	stato di liquidazione in seguito allo scioglimento<br>
•	stato di unipersonalità (spa ed srl) <br><br>

La legge in commento ha inoltre disposto, per le società di capitali, la facoltà di pubblicazione degli atti per cui e’ prevista l’iscrizione o il deposito in apposita sezione del Registro delle imprese, anche in altra lingua ufficiale della Comunità europee. 
Tale pubblicazione dovrà essere corredata da traduzione giurata di un esperto. 

Sanzioni
Pesanti le sanzioni previste in caso di mancato adempimento agli obblighi pubblicitari. Tutte le società che omettono o ritardano gli adempimenti pubblicitari previsti incorrono nella sanzione stabilita da un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.065 euro - secondo la previsione dell’articolo 2630 del codice civile – da porsi a carico di ciascun componente l’organo amministrativo.<br><br>

Testo della legge (citazione)<br>
Citiamo per intero la parte della legge citata che riguarda questo punto:<br><br>

* Negli atti e nella corrispondenza delle società soggette all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese [2188]devono essere indicati la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso il quale questa è iscritta [2199, 2200] e il numero d’iscrizione.<br>
* Il capitale delle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata deve essere negli atti e nella corrispondenza indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio. * Dopo lo scioglimento delle società previste dal primo comma deve essere espressamente indicato negli atti e nella corrispondenza che la società è in liquidazione [2484 ss.].<br>
* Negli atti e nella corrispondenza delle società per azioni ed a responsabilità limitata deve essere indicato se queste hanno un unico socio. * Gli atti delle società costituite secondo uno dei tipi regolati nei capi V, VI e VII del presente titolo, per i quali è obbligatoria l’iscrizione o il deposito, possono essere altresì pubblicati in apposita sezione del registro delle imprese in altra lingua ufficiale delle Comunità europee, con traduzione giurata di un esperto (1).<br>
* In caso di discordanza con gli atti pubblicati in lingua italiana, quelli pubblicati in altra lingua ai sensi del quinto comma non possono essere opposti ai terzi, ma questi possono avvalersene, salvo che la società dimostri che essi erano a conoscenza della loro versione in lingua italiana (1).<br>
* Le società di cui al quinto comma che dispongono di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico forniscono, attraverso tale mezzo, tutte le informazioni di cui al primo, secondo, terzo e quarto comma (1).<br>
* (1) Comma aggiunto ex art. 42, c. 1, l. 7-7-2009, n. 88 (legge comunitaria 2008).<br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=241]]></link></item><item><title><![CDATA[Le novità Internet, informatiche e tecnologiche del 2010. ]]></title><description><![CDATA[Il 2009 è stato un anno difficile per l’economia e gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle aziende. La crisi ha imposto a larga parte delle grandi industrie di puntare soltanto sulle tecnologie di più sicuro impatto sul mercato e di lasciare da parte le sperimentazioni più ardite e le produzioni non coperte da un ritorno economico certo. Ciononostante, quest’anno ormai quasi concluso ha visto gettare numerose basi per soluzioni tecnologiche che troveranno piena evoluzione e compimento nel 2010.<br><br>

Proviamo a elaborare delle previsioni a breve termine su cosa accadrà nel comparto di Internet e dell’informatica.<br><br>
 
<b>Splendore e miserie dei social network.</b><br>
Il 2009 è stato l’anno che ha consacrato a fenomeno del momento Facebook e in parte anche Twitter. Buona parte dei navigatori del web dedicano un tempo consistente ad aggiornare il proprio stato nel portale inventato da Mark Zuckerberg o a condividervi contenuti multimediali, giocare con le infinite applicazioni che continuamente circolano in modo virale o a scambiare messaggi con contatti con i quali si ha una maggiore o minore confidenza. La certezza è che Facebook continuerà la sua crescita per tutto il 2010. Ma non senza segni di cedimento.<br><br>
 
Il primo problema del più grande social network occidentale è l’eccessivo ingombro di contenuti poco interessanti e pertinenti rispetto a quelli che ciascun utente trova stimolanti e di proprio gusto. Risultato: passato il primo periodo entusiastico in cui normalmente ci si eccita come bambini utilizzando innumerevoli applicazioni che non si considererebbero neanche minimamente significative fuori dal contesto di Facebook o collezionando centinaia di amici con i quali non c’è quasi nessuna affinità, si inizia a sentire il peso della più profonda inconcludenza. Si scrivono brevi messaggi, si pubblicano contenuti, si mandano messaggi, ma a un certo punto si avverte che il feedback ottenuto è estremamente più ridotto rispetto a quello atteso. Inoltre i contenuti e i messaggi immessi dagli altri utenti della propria rete di amicizie sono nella maggior parte dei casi completamente irrilevanti o perfino fastidiosi. E allora inizia la noia. E l’abbandono.<br><br>
 
Insomma, il 2010 sarà l’anno della maturità di Facebook, che potrebbe avviarsi a quel declino che ha già colpito MySpace (il social network più in voga del 2008) e sta già sferzando Twitter (non appena ha incontrato un po’ di notorietà, ha già mostrato forti cenni di cedimento, con un tasso di abbandono di circa il 60% degli utenti iscritti).<br><br>

Quali saranno le realtà web che entro un anno potrebbero sostituire la sbornia dei social network più generalisti è presto per dirlo. Secondo numerosi osservatori, si tornerà a un modello di social network verticale (un esempio il network di professionisti LinkedIn), che cercherà di riunire a monte gli iscritti intorno a tematiche di interesse specifico, offrendo però agli appassionati opportunità e strumenti di dialogo e di comunicazione molto più ampi di quelli avuti finora in qualunque community di vecchia concezione.<br><br>
 
<b>Facebook e gli introiti non consolidati.</b><br>
Nonostante queste previsioni non proprio rosee, Zuckerberg sta puntando a quotare in borsa la società che gestisce la sua creatura e lo farà proprio nel 2010. Da parte degli analisti però il sospetto che Facebook possa essere una nuova grande bolla è forte: finora l’intero capitale di iscritti accumulato nel portale non è stato monetizzato adeguatamente. In sostanza, al momento i costi dell’impianto Facebook superano le entrate, malgrado il successo planetario del portale.<br><br>
 
Come si potrà ottenere un risultato in termini di introiti reali – e non solo finanziari – del social network è tutto da vedere. C’è chi ritiene che Zuckerberg punterà a vendere alle aziende e alle società che ne faranno richiesta tutti i dati inseriti da ciascun utente, capaci di caratterizzare ogni persona in un modo che mai prima d’ora nessuna banca dati di potenziali clienti ha mai potuto fare. Ma, ovviamente, per fare questo dovrà violare la privacy di ciascun membro di Facebook, che potrebbe vedere ceduti i suoi dati personali e sensibili a imprese che potrebbero farne usi invasivi o tali da ledere la riservatezza o la libertà personale. Basta pensare a una compagnia di assicurazione che può ottenere informazioni attendibili e capillari sullo stato di salute dei membri del social network, negando polizze sulla vita a chi ha raccontato ai suoi amici di Facebook di essere affetto da qualche particolare patologia o gli esiti di un esame predittivo del proprio DNA. Non c’è dubbio che presto potrebbero insorgere dei casi che imporrebbero in tempi rapidissimi un chiaro intervento legislativo. E a quel punto Facebook potrebbe trovarsi al centro di una bufera i cui esiti non sono affatto prevedibili.<br><br>

<b>Le nuove leggi su Internet.</b><br>
Il 2009 ha iniziato a mettere in rilievo proprio l’esistenza di un vuoto legislativo per quanto concerne il comportamento e i diritti degli utenti di Internet in generale. Quanto una persona è libera di agire all’interno della Rete? Può dire e fare qualsiasi cosa che la tecnologia delle reti le consente? O ci sono dei vincoli a cui deve attenersi per evitare che il suo operato arrechi danno ad altri utenti? La legislazione attuale non è in grado in modo diretto di applicarsi a Internet e ai netizen.<br><br>
 
Per di più Internet è una realtà sovranazionale, che interessa tutto il mondo. Un utente che si connette a un sito Giapponese risponde del suo comportamento alle leggi italiane o a quelle giapponesi? E un utente che si collega a un sito gestito in Giappone ma che gira su server collocati in India a che leggi deve piegarsi? E quando un utente effettua acquisti da una nazione all’altra e qualcosa nell’operazione di vendita va storto a chi deve appellarsi per vedere soddisfatte le sue ragioni? Insomma questi sono solo alcuni dei problemi che stanno via via emergendo in modo sempre più consistente e si può prevedere che il 2010 sarà l’anno dei dibattiti nazionali e internazionali riguardanti la ricerca di una normativa capace di regolamentare correttamente e non restrittivamente la Rete.<br><br>
 
<b>La diffusione dell’universo software web-based.</b><br>
Internet non è però solo social network e difficoltà legislative. Il 2010 segnerà l’avvento del nuovo sistema operativo Google Chrome OS, costruito per girare in modo da trasferire alla Rete larga parte delle risorse necessarie all’espletamento di qualsiasi operazione svolta dai software. Il cosiddetto modello web-based, ossia l’utilizzo di software che lavorano tramite la connessione via Internet di computer diversi, e il cloud computing, ossia l’elaborazione di calcoli complessi affidati a numerosi computer che dialogano mediante la rete, inizieranno a guadagnare sempre più consensi e quote di utenza proprio nel 2010. Ci sono già degli esempi sempre più apprezzati di software di questo genere: per tutti basta pensare a Google Docs, ma Mountain View ha lanciato da poco Google Wave per la condivisione di operazioni software largamente web-based. Insomma, Internet sta cambiando il modo stesso di concepire computer e sistemi operativi e Microsoft, a partire dal 2010, inizierà davvero a tremare, al punto da rendere plausibile l’ipotesi che il CEO Steve Ballmer potrà perdere la sua poltrona.<br><br>
 
<b>Nuove tecnologie per essere connessi sempre e comunque.</b><br>
Anche l’hardware cambierà lentamente fisionomia. Se il 2009 ha visto l’affermazione dei netbook, i piccoli computer portatili finalizzati a permettere una navigazione sul web pienamente soddisfacente in mobilità, il 2010 vedrà l’esplosione di tutti i dispositivi che consentiranno l’accesso alla Rete da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. La filosofia è quella dell’always connected, dell’essere sempre online in qualsiasi occasione, per condividere via Internet qualsiasi situazione della propria vita. I cellulari in questo avranno un ruolo determinante: l’anno che sta entrando vedrà una sempre crescente diffusione degli smartphone che lentamente sostituiranno i telefonini finalizzati solo alle comunicazioni vocali e agli asfittici SMS. Le compagnie di telefonia mobile offriranno tariffe e modalità contrattuali di abbonamento sempre più favorevoli alla connettività Internet mobile, mentre alle soluzioni ADSL degli operatori tradizionali inizieranno ad affiancarsi soluzioni alternative come il WiMax, che però non avrà il grande boom auspicato, o la connettività via satellite, che potrà portare la banda larga anche dove la complessità del territorio non permette di averla via rete telefonica.<br><br>
 
<b>Gli smartphone e la convergenza a 360 gradi.</b><br>
I cellulari non si limiteranno a garantire l’accesso a Internet. Diventeranno degli esempi pieni di convergenza a 360 gradi di tutte le tecnologie digitali attualmente esistenti: dalla connessione in Rete alla fruizione di contenuti multimediali di ogni genere, all’uso delle applicazioni più disparate, alla georeferenziazione propria dei navigatori satellitari, all’impiego dei borsellini elettronici che permetteranno di effettuare pagamenti di valore limitato – ma perfetti per piccoli acquisti, per ogni tipo di biglietteria o per trasferire rapidamente somme di denaro non eccessive –, fino alla lettura di e-book e giornali.<br><br>
 
<b>Libri e giornali elettronici, un boom inarrestabile.</b><br>
Libri e giornali digitali nel 2010 potrebbero iniziare a sperimentare soluzioni a pagamento, terminando l’era dei contenuti editoriali totalmente gratuiti sul web. In compenso il 2010 potrebbe iniziare a generare un’accelerazione vertiginosa della diffusione degli e-book. Il loro limite finora è stato il fatto che potevano essere fruiti solamente al PC, cosa che risulta fastidiosa alla quasi totalità dei lettori. Ma dal momento in cui i cellulari dotati di display molto ampio e i nuovi e-reader (i lettori portatili di e-book e giornali digitali) come il Kindle di Amazon troveranno una sempre crescente diffusione, i testi digitali avranno un vero e proprio boom. Già Amazon ha reso noto che Kindle è stato il prodotto più venduto in assoluto sul suo portale: vero o falso che sia, il 2010 proseguirà questa tendenza.<br><br>
 
<b>Il futuro prossimo dei dispositivi digitali secondo Apple.</b><br>
Ovviamente non è possibile concludere una rassegna di tendenze a venire senza dare un’occhiata a quello che si prepara in casa Apple. L’azienda di Cupertino è sempre all’avanguardia nella generazione di innovazioni che condizionano l’evoluzione della tecnologia digitale a livello planetario. Il 2010 sarà l’anno del nuovo tablet PC, di cui al momento si conosce davvero poco. A partire dal nome, che potrebbe essere iTablet o addirittura Magic. Quello che è assodato è che sarà una tavoletta dotata di un grande schermo verosimilmente multitouch, che permetterà di agire come e-reader, personal computer, tavoletta grafica e non si sa ancora in quanti altri modi. Difficile prevedere l’impatto di un oggetto di cui si sa ancora così poco, ma quello che è fuor di dubbio è che questo nuovo oggetto firmato Steve Jobs farà a lungo parlare di sé per tutto il 2010.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=237]]></link></item><item><title><![CDATA[10 anni di Internet]]></title><description><![CDATA[Circa un mese fa la redazione della rivista Wired ha proclamato Internet come meritevole dell’assegnazione del Premio Nobel della Pace 2010. Un riconoscimento anomalo, visto che la Rete non è una persona, ma soltanto una tecnologia capace di mettere gli uomini in grado di scambiarsi informazioni senza limiti di volume, a costi irrisori e a qualsiasi distanza. In sostanza però è una candidatura che mette l’intera umanità e il suo stesso desiderio di pace sull’altare del riconoscimento più insigne: una tecnologia, per la prima volta, rappresenta uno strumento che l’umanità ha regalato a se stessa per combattere ogni forma di oscurantismo e di dominio di idee assoggettate a qualche potente di turno.<br><br>

Insomma, Internet è la via maestra per consentire all’intera umanità di aprire e mantenere un dialogo continuo e incessante, attraverso cui mettere al vaglio di un’intelligenza collettiva ogni pensiero e ogni fatto. In questo modo la Rete diventa strumento di realizzazione di un mondo che sia veramente e in senso pieno a misura d’uomo. Per usare le parole del Direttore di Wired Italia, Riccardo Luna: «Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace».<br><br>

Sulla stessa onda di Wired si colloca l’International Academy of Digital Arts di New York, l’istituto che da 14 anni a questa parte assegna annualmente i Webby Awards, qualcosa di simile all’Oscar applicato all’universo Internet. Quest’anno, in attesa dei Webby del 2009, l’Accademia ha voluto guardare all’intero decennio 2000-2009 per evidenziare ciò che nel web è stato più significativo e rilevante in questa prima decade del secondo millennio. L’obiettivo è quello di fare il punto di ciò che Internet ha portato in termini di innovazione nella cultura e nelle abitudini quotidiane del mondo occidentale, attraverso una classifica che rappresenta anche una rassegna di pietre miliari che hanno contribuito, o stanno contribuendo, a cambiare la nostra vita. I portali e le tecnologie presi in considerazione sono stati scelti innanzi tutto sulla base degli effetti portati alla popolazione mondiale e i benefici che sono stati in grado di generare.<br><br>

Considerando che il punto di vista è quello americano stupisce meno, allora, trovare al primo posto il portale di annunci gratuiti Craiglist, che dalle nostre parti è davvero poco conosciuto. In realtà negli USA la comparsa di Craiglist ha avuto l’effetto di un vero e proprio terremoto editoriale ed economico, trasformando ciascun cittadino in un potenziale commerciante. In un paese in cui la libertà di fare economia è uno dei pilastri portanti di tutta la nazione, Craiglist rappresenta il trionfo del liberalismo più genuino, sano e popolare.<br><br>

Al secondo posto si trova Google AdWords. La motivazione, a ben vedere, non è molto lontana da quella che sostiene Craiglist, ma si applica questa volta al contesto della comunicazione pubblicitaria. Con AdWords qualsiasi azienda è in grado di elaborare rapidamente e in piena autonomia una sua campagna pubblicitaria, spendendo in modo adeguato al risultato conseguito e avvantaggiandosi della possibilità di spalmare il proprio messaggio commerciale su una vasta molteplicità di siti a tema che garantiscono il raggiungimento del target a cui mira. Non c’è alcun dubbio che la nascita di AdWords abbia profondamente rivoluzionato l’ambito della pubblicità on line e abbia introdotto degli orientamenti che in futuro condizioneranno tutti i modelli della comunicazione di marketing che utilizzeranno la Rete. La perplessità, che per qualche verso gioca a sfavore di Google, è che il colosso di Mountain View possa finire per monopolizzare larghissima parte delle risorse di Internet, con il rischio che nel lungo termine si possa compromettere proprio quella libertà assoluta che oggi appartiene alla Rete. Proprio su questo punto gli osservatori si concentrano assiduamente per elaborare possibili previsioni, ma Internet è un organismo la cui evoluzione frenetica e continua è così rapida e complessa che sfugge quasi sempre a ogni predizione.<br><br>

Al terzo gradino del podio c’è Wikipedia. Un portale che rappresenta un’inversione radicale della creazione del sapere: non più custodito e gestito da esperti deputati alla ricerca e alla redazione di contenuti enciclopedici, ma una raccolta di informazioni distribuite e generate da tutta la popolazione del mondo e controllate dalla stessa comunità globale che le ha introdotte nel portale. In sostanza, il sapere di pochi che viene erogato ai molti, che ricorda un po’ il modello ideale degli illuministi Diderot e D’Alembert, diventa un sapere dei molti che grazie al vaglio dell’intera comunità umana si legittima e diventa progressivamente conoscenza condivisa e affidabile. Scrisse il filosofo idealista Johann Gottlieb Fichte: «Quando ogni scoperta utile fatta in un punto della terra verrà immediatamente resa nota al resto del pianeta, allora, senza alcuna ulteriore interruzione, senza ostacoli o regressi, l’umanità procederà verso una cultura di grado più alto, che al tempo presente non siamo neanche in grado di concepire». Fichte scriveva all’inizio dell’Ottocento. Oggi quel tempo è arrivato e Wikipedia ne è uno degli esempi più rappresentativi.<br><br>

Al quarto posto troviamo la chiusura di Napster nel 2001. Napster rappresentò nei primi tempi dell’universo Internet l’applicazione per eccellenza mediante cui gli utenti potevano scambiarsi direttamente dati in modalità peer-to-peer. Intimorite da una perdita consistente di ricavi, le major di contenuti ne ottennero la chiusura. Il risultato fu però quello che non si auguravano: la proliferazione di una quantità di altri sistemi di scambio dati che oggi ha raggiunto proporzioni decisamente inarrestabili. Alla stessa chiusura di Napster qualcuno fa risalire l’idea della nascita generalizzata del Web 2.0, inteso come universo web in cui i contenuti sono introdotti e veicolati dagli utenti stessi, in barba alle logiche per cui spetterebbe solamente ad alcune aziende con dei rigidi modelli di produzione e protezione dei diritti d’autore la creazione e la distribuzione dei contenuti.<br><br>

La quotazione in borsa di Google del 2004 è alla quinta posizione. Qui c’è poco da commentare: è il momento in cui l’impresa fondata da Brin e Page inizia ufficialmente un’escalation che la porta oggi a essere una delle aziende da cui dipende il futuro tecnologico del mondo.<br><br>

La nascita della condivisione dei video on line nel 2006 è al sesto posto. YouTube rappresenta nella sua dimensione più macroscopica la piena maturità della rete: Internet è adesso a pieno titolo veicolo di multimedialità piena, al punto da diventare pienamente un competitor della televisione e della sua offerta di contenuti. Ma YouTube è anche uno degli esempi più eclatanti del fatto che ogni utente può diventare a pieno titolo creatore di contenuti spesso pregevoli e che può diffonderli a un pubblico senza bisogno di intermediazioni da parte di aziende che si occupino di distribuzione e promozione. Interrogato sui problemi che attualmente stanno affrontando le major, uno dei top manager del gruppo Sony Music Entertainment dichiarò: «In effetti noi siamo come quelli che cercano di vendere acqua mentre piove». La pioggia di YouTube, per restare nella metafora, non c’è vento che potrà mai più spazzarla via.<br><br>

L’apertura di Facebook, quello che oggi è il più grande social network occidentale, è al settimo posto. Chi ha stilato la classifica pone però sullo stesso gradino anche il varo di Twitter nel 2006. Facebook e, in parte minore e ancora da definire, Twitter, stanno infatti cambiando in modo definitivo il modo in cui è possibile utilizzare la Rete. Internet non è più solo uno strumento di fruizione dei contenuti, ma innanzi tutto un canale di partecipazione attiva, in cui ogni utente è contemporaneamente fruitore e produttore di idee e di contenuti. Qualsiasi sarà il futuro di Facebook e Twitter, il nuovo ruolo creativo e partecipativo di chi usa la Rete rimarrà sempre.
Nel 2007, dopo un lungo periodo di battage preliminare, viene lanciato sul mercato l’iPhone. Lo smartphone di Apple raccoglie tutta una serie di caratteristiche già in nuce in tutti i dispositivi portatili esistenti e li riunisce in un unico device. Uno strumento versatile e capace di funzionare in innumerevoli modi diversi a seconda delle applicazioni che volta per volta si installano. È l’archetipo della convergenza di tecnologie diverse in un unico dispositivo mobile. Ancora oggi è appena profilato il percorso dell’uso di Internet da mobile. Ma l’iPhone rappresenta, a detta di molti, l’accensione del motore che ha permesso di iniziare la corsa. L’iPhone è all’ottava posizione nella classifica.<br><br>

Alla nona e alla decima posizione l’International Academy of Digital Arts pone l’uso di Internet per sostenere l’elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti e le proteste contro Ahmadinejad in occasione della recente tornata elettorale segnata da pesanti brogli in Iran. Due esempi complementari di come Internet sia attualmente diventato uno strumento imprescindibile nella lotta politica e nel sostegno delle azioni civili e sociali. Internet può mettere le persone in condizione di dialogare, di incontrarsi, di conoscersi, di mettere in confronto posizioni anche fortemente contrastanti. In questo modo è in grado di aprire nuovi orizzonti e realizzare un universo di idee che non è più solo patrimonio di uno solo o di un gruppo ristretto che si difende innalzando barricate e repulsioni contro ogni diversità, ma dell’intera umanità, pur mantenendo il pieno rispetto delle diverse opinioni e delle molteplici identità. In questo senso, davvero Internet ha le caratteristiche per portare il genere umano a una nuova era della sua storia, una fase in cui ogni essere umano che ha accesso alla Rete è unito a ogni altro uomo, mediante un legame che è fatto di comunicazione a doppio senso.<br><br>

Se forse questo non basta ad aggiudicare a Internet il Premio Nobel, come vorrebbe Wired, sicuramente è una ragione sufficiente per assegnare alla nostra epoca il titolo di era di Internet. Un’era appena iniziata, in cui ciascun uomo è e resterà a pieno titolo protagonista.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=236]]></link></item><item><title><![CDATA[Programmi copiati e pirata: non è reato se li usa il professionista secondo Cassazione]]></title><description><![CDATA[La lotta dei produttori di software contro gli utilizzatori di programmi non coperti da licenza d’uso accusa un duro colpo. Questa volta non da parte dell’ennesimo sistema peer-to-peer con il quale distribuire applicazioni piratate, ma dalla Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 49385 del 22 dicembre 2009 sancisce l’applicazione di larghe attenuanti al libero professionista che utilizza software non coperto dal marchio SIAE.<br><br>

La sentenza mette in rilievo una differenza sostanziale tra aziende e liberi professionisti nelle finalità d’impiego delle applicazioni informatiche. I primi svolgono attività sempre finalizzate a ottenere lucro, quindi in questo senso l’uso di software senza licenza costituisce a pieno titolo reato, essendo in questi casi obbligatoria l’esposizione del marchio SIAE e il riconoscimento dei diritti d’autore e di produzione.<br><br>

Viceversa, i liberi professionisti iscritti a un albo vengono assimilati ai privati, che fanno un utilizzo dei software non finalizzato a ottenere direttamente un guadagno. Perciò questa categoria può utilizzare i software sottintendendone un uso personale e non aziendale, con l’effetto di ridurre in modo consistente le misure punitive.<br><br>

La sentenza, che solleva sicuramente gli spiriti dei liberi professionisti, non assolve invece dal reato di copia e distribuzione dei software privi di licenza. Se l’uso personale è in qualche maniera tollerato, la clonazione e diffusione tramite qualsiasi canale dei software, particolarmente se legate a operazioni di rivendita, sono paragonabili a pieno titolo al furto o alla ricettazione e quindi aspramente sanzionate.<br><br>

Da notare che questo verdetto ha già innescato un vespaio di polemiche, in quanto tende a scardinare la logica per cui qualsiasi utilizzo di materiali e contenuti provenienti dal lavoro dell’ingegno e quindi tutelati da copyright rappresenta comunque per principio una violazione. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=235]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet delle cose: i 10 migliori prodotti al mondo. Due sono italiani.]]></title><description><![CDATA[Il New York Times ha stilato la Top 10 Internet of Things Products of 2009, la classifica dei migliori prodotti ispirati alla filosofia della cosiddetta Internet delle cose, ovvero dispositivi in grado di interagire con la Rete. La Top 10 Internet of Things Products of 2009 parla anche italiano. Il prestigioso quotidiano statunitense, infatti, ha inserito nella classifica due prodotti made in Italy, Arduino e WideNoise.<br><br>

Arduino è una piattaforma prototipo open source realizzata da Massimo Banzi, ingegnere di Ivrea, basata su hardware e software semplici e flessibili, che permettono a progettisti e appassionati di creare oggetti e ambienti interattivi, ricevendo stimoli da una serie di sensori che possono condizionare un ambiente, controllando, per esempio, luci e motori.<br><br>

WideNoise, invece, è un’applicazione per iPhone realizzata da WideTag, società con sede in California ma costituita da ingegneri italiani. WideNoise trasforma il microfono del melafonino in un rilevatore di rumori allo scopo di monitorare l’inquinamento acustico. L’obiettivo è di rendere iPhone in grado di controllare l’inquinamento acustico a vasto raggio, per esempio in relazione a un quartiere o a una città intera, e di scambiare i dati raccolti con altri utenti.<br><br>

Nella classifica stilata dal New York Times troviamo, inoltre, Pachube, le soluzioni RFID e le tecnologia per sensori di IBM, SenseAware di Fedex, CeNSE (Central Nervous Systems for the Earth) di HP, Suica Card, Oyster Card e Octopus Card, Mir:ror di Violet, ioBridge e Citysense.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=234]]></link></item><item><title><![CDATA[I siti più visitati al mondo. Classifica con alcune sorprese.]]></title><description><![CDATA[Sono i siti Internet targati Microsoft a catturare la più alta percentuale di ore trascorse on line dagli utenti della Rete. A dirlo è una ricerca comScore World Metrix, che ha calcolato e analizzato le ore passate on line nel mese di settembre.<br><br>

Sono in totale 27 miliardi le ore trascorse on line dagli 1,2 miliardi di utenti dai 15 anni in su nel mese di settembre, vale a dire circa 22,5 ore mensili on line a testa. E i siti Microsoft raccolgono il 14,5% del totale, seguiti dai siti di Google con il 9,3%, di Yahoo! con il 6,3% e di Facebook con il 5,1%.<br><br>

Facebook, evidenzia la ricerca di comScore, registra un aumento del 193% rispetto all’anno precedente. La piattaforma di social networking sembra destinata a sorpassare i siti a brand Yahoo!: nel mese di settembre, l’azienda di Sunnyvale ha totalizzato 1,7 miliardi di ore, mentre il gruppo di Mark Zuckerberg ha raggiunto quota 1,4 miliardi.<br><br>

Microsoft è al primo posto soprattutto grazie a Windows Live Messenger: il servizio di instant messaging di Redmond, infatti, totalizza il 70% del tempo totale passato sui prodotti del gruppo statunitense. Dei 2,5 miliardi di ore totalizzate dai siti di Google, 1,2 provengono dal tempo trascorso su YouTube. Da segnalare la presenza in classifica del gruppo cinese Tencent Inc., che totalizza il 3,3% delle ore passate on line a livello mondiale, grazie all’enorme bacino d’utenza del paese orientale.<br><br>

Se ci riferiamo alla sola Europa, le percentuali dei player di mercato cambiano sensibilmente. Microsoft si ferma all’8,6%, Facebook sale al 6%, Google si mantiene sostanzialmente stabile con il 9,1%, mentre Yahoo! balza al primo posto con l’11,2%.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=232]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet Explorer 9: le novità e la primo demo. Velocità e privacy assicurate.]]></title><description><![CDATA[In occasione della Professional Developer Conference di Los Angeles, Microsoft ha reso noti alcuni dettagli di Internet Explorer 9, il browser destinato a succedere all’attuale Internet Explorer 8.<br><br>

È stato Steven Sinofsky, presidente di Microsoft Windows e della divisione Windows Live, a fare il punto dello stato dell’arte in merito ai lavori intrapresi a Redmond sul nuovo browser. Lo sviluppo di Internet Explorer 9 è iniziato da tre settimane, ha detto Sinosky, e il team di sviluppo si focalizzerà in particolare su tre aree che Microsoft ritiene essenziali per la riuscita del prodotto: supporto per gli standard, performance del browser, migliore utilizzo delle risorse hardware dei client. Un altro aspetto chiave sul quale si lavorerà è la privacy.<br><br>

Per quanto riguarda la prima area, Internet Explorer 9 supporterà il linguaggio di markup per le pagine web HTLM5 e i fogli di stile CSS3. Il browser, inoltre, sfrutterà il motore di rendering D2D nei clienti, ottimizzando, per esempio, la visualizzazione del testo e delle pagine e la fluidità delle animazioni. In merito alle prestazioni, Sinosky ha annunciato lo sviluppo di un rinnovato motore JavaScript, che già mostra risultati più che soddisfacenti. L’obiettivo di Microsoft è di sfornare un browser veloce quanto o addirittura più di Mozilla Firefox e di Google Chrome.<br><br>

A Los Angeles, Microsoft ha mostrato una demo del nuovo Internet Explorer e i risultati dei test Acid3: 32/100 la valutazione ottenuta, destinata ad aumentare mano a mano che i diversi elementi del browser saranno completi e ottimizzati.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=231]]></link></item><item><title><![CDATA[Chiavette USB 3.0 con velocità da 200 MB/s per trasferimento dati. In vendita tra 2 settimane.]]></title><description><![CDATA[Super Talent Technology Corporation, azienda specializzata nella produzione di dispositivi di storage Flash e di memoria DRAM ad alte prestazioni, ha annunciato l’arrivo sul mercato della nuova SuperSpeed USB 3.0 RAIDDrive, in grado di supportare una velocità di trasferimento dati fino a 10 volte superiore rispetto a quella offerta dai drive USB 2.0.<br><br>

La nuova chiavetta USB di Super Talent, si legge nel comunicato stampa, sarà disponibile in tre tagli di storage, da 32, 64 e 128 GB, e sarà in grado di trasferire dati alla velocità massima di 320 MB al secondo, grazie all’adozione di un driver basato sul protocollo USB Attachee SCSI (UAS). I 320 MB al secondo, quindi, costituiscono la velocità di picco. Nella pratica, le nuove chiavette USB 3.0 di Super Talent garantiranno una velocità di 200 MB al secondo.<br><br>

Super Talent assicura la piena compatibilità della SuperSpeed USB 3.0 RAIDDrive con le porte di collegamento USB 2.0, anche se, precisa l’azienda, in questo tipo di utilizzo le velocità di trasferimento dati risulteranno inferiori, all’incirca 35-40 MB al secondo. L’USB 3.0 RAIDDrive, prosegue la nota, utilizza un brevetto denominato «multiple pair of differential serial data lines technology», una tecnologia RAID interna in grado di incrementare la parallelizzazione dei trasferimenti e di ottimizzare le prestazioni delle memorie NAND Flash.<br><br>

Ricordiamo, per concludere, l’indiscrezione circolata in Rete pochi giorni fa, riguardante una nuova scheda di espansione per PC sviluppata da Asus, denominata U3S6, capace di gestire fino a 2 connessioni USB 3.0 e due porta SATA 6.0.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=230]]></link></item><item><title><![CDATA[Facebook sta per introdurre Vivox, la chat vocale. La fine del VoIP?]]></title><description><![CDATA[Facebook potrebbe presto fornire un servizio di chat vocale. Non in maniera diretta, ma attraverso un’applicazione distribuita da terze parti da installare come plug-in. Le terze parti in questione hanno un nome già noto nell’ambito delle piattaforma di comunicazione su Internet:<a href="http://www.vivox.com/">Vivox.</a><br><br>

Trattasi di una società fondata nel 2005 da Jeff Pulver, le cui tecnologie di comunicazione sono già state integrate su Second Life e in diversi videogame che offrono la possibilità di giocare in modalità multiplayer. Al momento, Vivox è in fase di Beta testing all’interno della piattaforma di social networking più popolare del mondo e le prime indiscrezioni indicano una qualità delle chat vocali davvero elevata.<br><br>

Facebook conta più di 250 milioni di utenti. L’introduzione di una chat vocale, seppure sottoforma di applicazione distribuita da terze parti, apre uno scenario che può rivoluzionare il mercato del VoIP, con particolari ricadute su Skype. Vivox potrebbe incidere significativamente anche sullo stesso Facebook, sinora caratterizzato da un flusso continuo di messaggi scambiati attraverso le bacheche, i gruppi, i messaggi e la chat tradizionale integrata. Se gli utenti del social network si affidassero sempre più a Vivox, Facebook potrebbe, dunque, cambiare pelle e le interazioni scritte affiancarsi in modo sempre più consistente alle conversazioni virtuali.<br><br>

Se è lecito ipotizzare che Facebook perderà parte del traffico generato con i metodi di interazione sin qui seguiti, potrà però sfruttare Vivox per inserire messaggio audio di advertising all’interno delle conversazioni e trovare un’ulteriore strada per monetizzare il bacino d’utenza.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=222]]></link></item><item><title><![CDATA[Google Chrome 3, disponibile al download la nuova versione del browser. Funzioni e novità.]]></title><description><![CDATA[Dopo l’annuncio della disponibilità di alcune estensioni nel Dev Channel del progetto Chromium, da Mountain View arriva la versione 3.0.195.21 di <a href="http://www.google.com/chrome/index.html">Chrome</a>, che porta con sé novità sostanziali sia dietro le quinte che sul piano estetico e grafico.<br><br>

A partire dal rinnovato motore Javascript, che risulta più potente del 25% rispetto alla precedente versione. Dalla prima release di Chrome a quella odierna, Google ha implementato la potenza del motore Javascript di oltre il 150%, un incremento di prestazioni raggiunte in poco più di anno di vita del browser. Chrome 3.0 è stato migliorato anche in relazione al supporto al linguaggio HTML5.<br><br>

L’utente noterà soprattutto la nuova organizzazione della pagina dei Tab, che offre una funzione di aiuto che spiega le diverse funzioni del browser e che può essere completamente personalizzabile. Per esempio, suggerisce il blog ufficiale di Google, l’utente può nascondere le parti della pagina che non vuol vedere o scegliere una visualizzazione essenziale di tutti i siti Internet maggiormente visitati. La Omnibox, ovvero la stringa dove si effettuano le ricerche, mostra ora un menu a tendina con icone identificative volte a distinguere tra i siti suggeriti, le ricerche, i preferiti e le pagine presenti nella cronologia.<br><br>

Da segnalare, infine, la possibilità di personalizzare Chrome tramite i temi grafici resi disponibili da Google nella pagina dedicata ai tools.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=221]]></link></item><item><title><![CDATA[Risultati su Google in tempo reale già disponibili con un trucco. Sarà la prossima novità?]]></title><description><![CDATA[Al Searchology 2009 , Google aveva presentato il servizio Search Options, che, fra le varie features, permette di filtrare i risultati delle query in base alla data di pubblicazione on line.<br><br>

Ran Geva, CEO di <a href="http://omgili.com/">Omgili</a>, ha pubblicato <a href="http://blog.omgili.com/?p=108">un set di istruzioni</a> che consente di modificare i parametri di ricerca di Google al fine di ottenere risultati in real time. Di default, infatti, Search Options permette di filtrare i risultati in base ai seguenti parametri: Any time, Past year, Past week, Recent results e Past 24 hours. Al massimo, quindi, si possono ottenere i risultati indicizzati nelle ultime 24 ore. Basta un trucco, però, scrive Geva, per avvicinarsi a risultati forniti in tempo reale. Nelle URL dei risultati rimandati da Google, si può notare il parametro qdr.d. Geva ha ipotizzato che qdr fosse l’acronimo di Query Date Range e che d indicasse Day.<br><br>

Il manager ha iniziato a sostituire il valore associato al parametro stesso e nel post mostra i diversi risultati che si ottengono ricercando Barack Obama in base ai parametri messi a disposizione da Search Options e le informazioni ricevute quando, invece, si modifica manualmente il valore di qdr. Se la posto di d inseriamo n, Google rimanda i risultati indicizzati negli ultimi minuti. Se a n aggiungiamo 10 riceveremo i risultati dei contenuti indicizzati negli ultimi dieci minuti. Ci possiamo spingere fino ai secondi, inserendo s, e specificare anche in questo caso la quantità di secondi (es s30).<br><br>

Il trucco individuato da Geva ha dato al via alle ipotesi che vedono nella ricerca in tempo reale, alla Twitter per intendersi, come la prossima big feature che Google introdurrà nel suo search engine, dopo il recente annuncio della sperimentazione di Caffeine.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=223]]></link></item><item><title><![CDATA[Risparmiare sull'elettricità producendola in casa con Volkswagen. Si parte in Germania. Rivoluzione?]]></title><description><![CDATA[Dalle auto al mercato dell’energia. Volkswagen vuole estendere il suo business e ha in serbo progetti ambiziosi, che la stampa tedesca ha già definito rivoluzionari.<br><br>

Grazie a un accordo con Lichtblick, società di Amburgo specializzata nella fornitura di energia verde, nelle case di milioni di tedeschi saranno installate minicentrali termoelettriche a gas, che serviranno sia a riscaldare le abitazioni degli utenti che aderiranno all’offerta sia a creare un vero e proprio network capace di operare come un tradizionale mega impianto.<br><br>

A fornire i motori a metano per la realizzazione degli impianti sarà proprio Volkswagen, mentre Lichtblick si occuperà dell’installazione delle minicentrali. L’obiettivo di lungo periodo, riporta l’ANSA, è produrre l’equivalente dell’energia erogata da due centrali nucleari di una capacità complessiva da 2.000 megawatt. Le minicentrali private saranno collegate tra loro in rete, in modo da comunicare in tempo reale come un grande impianto e conservare l’energia in eccesso per i momenti di maggiore necessità o per immetterla nei canali di distribuzione di Lichtblick, che conta mezzo milione di utenti.<br><br>

Il cuore delle centrali in miniatura consiste in una versione modificata del sofisticato motore della Golf a metano, in grado di assicurare ai nuovi impianti un’efficienza del 94%, rispetto al 30-40% delle centrali nucleari e al 40-60% di quelle a carbone.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=224]]></link></item><item><title><![CDATA[Migliorare velocità computer: come fare con un programma gratis per la gestione della memoria]]></title><description><![CDATA[Chi conosce i sistemi Windows, dovrebbe sapere che durante il caricamento dell’OS di Microsoft vengono avviati numerosi programmi automatici, alcuni indispensabili e utili, altri, invece, responsabili di impegnare inutilmente le risorse di memoria del computer.<br><br>

Per ovviare a questo problema, soprattutto se non si dispone di una quantità di memoria elevata, e per limitare il carico di lavoro richiesto da altri processi, si può ricorrere ad alcuni strumenti capaci di ottimizzare la gestione della memoria stessa e, di conseguenza, di migliorare le prestazioni del PC in termini di velocità e tempi di reazione.<br><br>

Uno dei migliori software in circolazione deputati a questo scopo è <a href="http://main.kerkia.com/Tools/Minimem/description.aspx">Minimem</a>, un programma gratuito giunto alla versione 1.3, disponibile anche in versione portable, in grado di diminuire il consumo di RAM per determinati processi attivi in Windows. A favore di Minimem, giocano l’intuitività e la semplicità dell’interfaccia e la presenza di filtri per escludere alcuni servizi. Compito di Minimem è rimuovere dal processo selezionato le pagine di memoria che non risultano necessarie al sistema e ai bisogni dell’utente. Tramite l’interfaccia di Minimem è possibile assegnare un valore di memoria in un range compreso fra 5 e 100 MB.<br><br>

Il software, inoltre, consente di predisporre l’ottimizzazione della memoria secondo cicli di tempo configurati dall’utente, che di default trova come valore un’impostazione pari a 30 secondi. Per poter utilizzare il software occorre aver installato Microsoft .Net 2.0 Framework.<br><br>

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=225]]></link></item><item><title><![CDATA[Venditori su eBay controllati dalla Guardia di Finanzia: prime denunce per evasione fiscale]]></title><description><![CDATA[La lotta all’evasione fiscale passa anche per Internet. Sotto osservazione sono gli utenti di eBay, nello specifico i venditori che traggono profitto dalle operazioni effettuate sul noto sito di aste on line.<br><br>

Il primo frutto dell’attività di monitoraggio si è avuto ieri, quando la Guardia di Finanza di Terni ha scoperto un evasore totale della città umbra, accusato di non aver dichiarato al fisco 60 mila euro di ricavi ottenuti in un solo anno. L’uomo, che su eBay vende pietre preziose e prodotti di bigiotteria, avrebbe dunque evaso l’IVA per circa 18.000 euro.<br><br>

Non tutti i venditori che operano su eBay sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza. Chi vende prodotti in maniera sporadica e discontinua e chi opera come collezionista non viene preso in considerazione. Le Fiamme Gialle, infatti, stanno tenendo d’occhio quelle attività che possono essere associate a una vera e propria attività commerciale. In sostanza, gli uomini della Guardia di Finanza scandagliano le migliaia di utenti di eBay alla ricerca di coloro che beneficiano di transazioni di un certo rilievo e che ottengono un valore del venduto di una certa consistenza.<br><br>

eBay si è sempre messa a disposizione della Guardia di Finanza e non ha mai ostacolato controlli di questo tipo, anche perché i gestori della società non sono responsabili in alcun modo delle operazioni fiscali degli utenti che si servono della piattaforma. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=219]]></link></item><item><title><![CDATA[MySpace lancia un nuovo servizio email innovativo. Caratteristiche e funzionalità.]]></title><description><![CDATA[Il suo nome era sinonimo di social network. Poi è arrivato Facebook. E ora MySpace è costretto a inseguire e, quanto pare, anche a ridurre i costi di gestione e a tagliare posti di lavoro.<br><br>

MySpace deve attuare strategie che gli consentano di recuperare il gap da Facebook e di giustificare i milioni di dollari investiti da Rupert Murdoch nel 2005. Una delle vie per il rilancio sembra passare dall’avvio di un nuovo servizio di posta elettronica, attualmente in fase Beta, denominato MySpace Mail.<br><br>

Gli utenti del social network possono creare un indirizzo email @myspace.com e ottenere come identificativo la parte della URL personalizzata per il loro profilo (es. myspace.com/john; nomeutente@myspace.com). Le funzionalità offerte da MySpace Mail sembrano replicare quelle dei più diffusi servizi di posta elettronica, fra i quali Gmail, con il quale condivide la possibilità di storage illimitato. Come emanazione di un social network, MySpace Mail non può non offrire la possibilità di inserire le fotografie caricate sul profilo dell’utente in un messaggio di posta elettronica, così come di scegliere come allegati i contenuti uploadati sul sito, quali brani video e audio. Oltre ai messaggi inviati e ricevuti, scambiati sia con gli utenti di MySpace che con contatti esterni al sito, MySpace Mail fornirà anche le notifiche sull’attività del social network e della propria rete di amici.<br><br>

Grazie a Google Gears, inoltre, l’utente potrà effettuare ricerche rapide all’interno della sua casella di posta elettronica. MySpace Mail, infine, fornirà anche il servizio Mail Activity Stream, che permetterà agli utenti di ricevere aggiornamenti in tempo reale sulle attività dei loro contatti.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=218]]></link></item><item><title><![CDATA[Facebook Lite: più veloce e leggero per usarlo ovunque anche con connessioni lente.]]></title><description><![CDATA[Si chiama Facebook Lite e consiste in una nuova versione del popolare sito di social networking, più leggera, a caricamento rapido, che consente di accettare nuovi amici, di lasciare commenti e messaggi, di vedere le foto e gli aggiornamenti di status.<br><br>

È stata la stessa società di Mark Zuckerberg a precisare in una nota le caratteristiche e gli scopi di questo Facebook in versione dimagrita. Una precisazione che si è resa necessaria dopo che in Rete si era diffusa l’ipotesi che Facebook Lite fosse un’ulteriore risposta di Zuckerberg a Twitter, una nuova piattaforma che avrebbe cioè strizzato l’occhio al microblogging. Ipotesi rafforzata dalla recente acquisizione di FriendFeed da parte del re dei social network.<br><br>

Niente di tutto ciò, a quanto pare. Solo una versione ottimizzata per coloro che dispongono di poca banda, pensata soprattutto per i netizen di paesi quali India e Cina e, in generale, del continente asiatico. Facebook, infatti, ha raccolto milioni di utenti in Europa e negli Stati Uniti e si prepara a bissare il successo di pubblico anche in Oriente. Facebook Lite è stato reso disponibile a una limitata quantità di utenti selezionati in qualità di Beta tester. Chi lo ha provato, lo descrive come una piattaforma scarna e minimale, dove compare una semplice bacheca e dove l’utente ha a disposizione una sola barra di navigazione con 4 categori: Muro, Info, Amici, Foto & Video.<br><br>

Gli utenti possono solo scrivere brevi messaggi, aggiornare il proprio status, pubblicare foto e video, peraltro di qualità ridotta rispetto ai file inseriti sulla versione standard. I feedback ricevuti dai tester potrebbe servire anche a ottimizzare l’utilizzo del social network sui telefonini. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=217]]></link></item><item><title><![CDATA[Google Chrome 3.0: disponibile da scaricare la versione Beta. Novità e caratteristiche]]></title><description><![CDATA[Prestazioni migliorate del 30% rispetto all’attuale versione e una serie di temi per personalizzare l’aspetto grafico: sono le due principali novità di Google Chrome 3.0 rilasciato in versione Beta.<br><br>

I benchmark V8 e SunSpider, spiega un post pubblicato sul blog dedicato a Chrome dall’azienda di Mountain View, dimostrano che le performance del browser sono state implementate e che, nello specifico, risultano migliorate del 30% rispetto all’ultima versione stabile disponibile.<br><br>

Nei laboratori del Googleplex, ingegneri e sviluppatori che si occupano del progetto Chromium, hanno messo le mani anche sull’Omnibox e sulla pagina dei TAB: ora gli utenti possono ordinare i siti tramite la funzione di drag&drop. Chrome 3..0 Beta porta con sé anche la possibilità di modificare l’aspetto grafico del browser di Google. Una scelta, quella di BigG, che ricorda in parte quella effettuata con iGoogle, la funzionalità introdotta per consentire la personalizzazione della home page classica di Google con l’inserimento di news, gadget, tool e temi. Anche su Chrome, infatti, gli utenti potranno adottare alcuni temi già resi disponibili da Google.<br><br>

Da Mountain View fanno sapere, inoltre, che nella versione stabile di Chrome 3.0 si inizierà a introdurre il linguaggio HTML 5. Nei giorni precedenti, Google aveva anche reso noto di aver sviluppato funzioni cloud da integrare in Chrome per la sincronizzazione dei dati dell’account Google, disponibili a breve nel canale Dev di Chromium.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=216]]></link></item><item><title><![CDATA[Roma e Milano interamente cablate con fibra ottica e ADSL super veloce entro pochi anni]]></title><description><![CDATA[Roma sarà la prima città metropolitana europea ad essere interamente cablata con una rete di nuova generazione. Questa nuova potenzialità servirà a erogare ai cittadini nuovi servizi, a fare un salto di livello nella digitalizzazione della vita pubblica e ad aumentare la capacità della capitale di attrazione di nuove imprese.<br><br>

Queste le parole del sindaco della città capitolina Gianni Alemanno, in occasione della presentazione del progetto «Roma Città Digitale»: un piano da 600 milioni di euro, nato su iniziativa dell’Unione degli Industriali di Roma e del Lazio (UIR) e sostenuto da Confindustria, per realizzare una NGN a larghissima banda, da 100 megabit al secondo.<br><br>

Ad oggi, la capitale conta 2.000 chilometri di fibra su 8.000 chilometri di strade. Il progetto prevede la posa per altri 4.000 chilometri. I primi 300 milioni di euro saranno investiti nei primi tre anni (2009-2011). Telecom Italia si farà carico del 75% dell’investimento, ma i singoli operatori si accorderanno poi sui finanziamenti dei lavori nelle varie zone della città in base alle indicazione dell’Authority TLC. I servizi ultra-broadband a 100 Mbps saranno portati a un milione di clienti, mentre l'ADSL a 7 megabit sarà garantita in tutte le aree del comune. Inoltre, saranno ampliati i servizi broadband mobile a 14,4 Mbps e, in prospettiva, a 28 Mbps. Quest’ultima è la velocità di cui (a livello teorico) possono godere i cittadini di Milano, dove Telecom Italia ha lanciato il suo servizio di ultra-broadband mobile.<br><br>

Proprio Milano contende a Roma il primato di prima città europea a banda larghissima. In vista dell’Expo 2015, infatti, è stato approntato un piano di copertura che punta a portare al 65% della popolazione velocità di connessione superiori ai 50 megabit al secondo.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=220]]></link></item><item><title><![CDATA[Cancellare vecchie pagine web sarà obbligatorio per legge? Altrimenti multe assai salate.]]></title><description><![CDATA[L’onorevole Carolina Lussana, Lega Nord, ha presentato un disegno di legge volto a tutelare in Rete il cosiddetto diritto all’oblio, ovvero il principio secondo il quale non è legittimo che una condanna o un precedente pregiudizievole o un dato personale venga riproposto quando la questione non è più di attualità.<br><br>

Un principio già sostenuto dal Garante per la protezione dei dati personali, chiamato a pronunciarsi in merito ad alcuni ricorsi presentati nei confronti di un editore che aveva reso disponibile ai motori di ricerca parte dell’archivio storico del proprio quotidiano.<br><br>

La proposta dell’on. Lussana, intitolata «Nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su Internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale», punta a norme severe e stringenti. L’art. 1 vieta la diffusione o il mantenimento di dati che consentono l’identificazione della persona su pagine web liberamente accessibili dagli utenti o attraverso i motori di ricerca, quando sono trascorsi, per esempio, tre anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per una contravvenzione e cinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, in questo caso solo se la pena inflitta è inferiore a cinque anni di reclusione.<br><br>

I dati, inoltre, devono essere definitivamente rimossi e cancellati quando è trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, se è stato pronunciato decreto di archiviazione o se è intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione. In caso di violazione, sono previste sanzioni pecuniarie che vanno da 5 mila e 100 mila euro.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=215]]></link></item><item><title><![CDATA[Wi-Fi gratis a Venezia dopo Milano e provincia. Tutti i dettagli.]]></title><description><![CDATA[Fornire servizi innovativi ai residenti, a chi lavora, studia o visita Venezia. È l’obiettivo della rete basata su fibra ottica e wireless realizzata dall’amministrazione comunale della città lagunare, in collaborazione con VENIS, già disponibile da tempo nell’area del Lido e ora estesa all’intero territorio comunale. La scorsa settimana la Provincia di Milano ha inaugurato gli hotspot gratuiti all’Idroscalo, i primi di un progetto destinato a coprire tutta l’area metropolitana milanese. Le possibilità di connettersi a Internet durante l’estate 2009, dunque, si moltiplicano.<br><br>

La rete veneziana sarà disponibile a partire dal 3 luglio, inizialmente solo per i residenti, e da settembre per studenti e lavoratori senza residenza. Già da oggi, però, i residenti possono ottenere user-id e password per accedere gratuitamente alla rete Wi-Fi. Per entrare in possesso delle credenziali di accesso, si dovrà fornire un indirizzo di posta elettronica valido e compilare un modulo di iscrizione on line disponibile sul sito di Cittadinanza Digitale. I cittadini maggiorenni che possiedono una carta SIM italiana intestata a proprio nome e una carta d’identità valida, riceveranno un codice via SMS per completare la registrazione on line.<br><br>

In mancanza di SIM o documento d’identità, ci si dovrà recare presso gli sportelli comunali URP, muniti dei documenti ricevuti via mail dopo l’iscrizione. I minorenni, invece, dovranno presentarsi direttamente agli sportelli URP, accompagnati da chi esercita la patria potestà.<br><br>

Per quanto riguarda i turisti, si legge nel regolamento del servizio, l’accesso alla rete avrà un costo modico e potrà essere acquistato sul sito Venice Conncected. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=214]]></link></item><item><title><![CDATA[HTML 5 prenderà il posto di Flash?]]></title><description><![CDATA[Secondo Jon von Teztchner, CEO di Opera Software, la piattaforma Flash di Adobe potrebbe essere sostituita in molti casi dagli standard HTML 5. La voce di von Teztchner è solo una delle tante che circolano in Rete e che indicano prossimo il ridimensionamento del ruolo della piattaforma proprietaria di Adobe, in favore degli standard aperti del linguaggio HTML 5.<br><br>

Come racconta Giorgio Pontico su Punto Informatico, però, Shantanu Narayen, CEO di Adobe, non crede affatto che Flash Player sia destinato ad andare in soffitta. Sul mercato, ragiona Narayen, sono presenti diversi browser, con caratteristiche differenti. Basterebbe solo questa costatazione per giustificare la presenza nel futuro di un player universale come Flash. Se non altro perché Internet Explorer, il browser più diffuso al mondo, non è ancora in grado di supportare molte delle caratteristiche previste da HTML 5. E in ogni caso, conclude Narayen, tutte le aziende che stanno spingendo per l’adozione di HTML5 non fanno altro che favorire Adobe.<br><br>

Il CEO si riferisce in particolare a Google, che di recente ha mostrato un’anteprima di Google Wave, un servizio scritto interamente in linguaggio HTML 5 e che promette di rivoluzionare il web. BigG, di recente, ha rilasciato sul canale Dev anche il packaging delle estensioni per la versione 3.0.189.0 di Chrome, dove è stato introdotto il supporto ai nuovi standard.<br><br>

Uno degli obiettivi della specifica HTML5, sostiene invece Ian Hickson, membro del WHATWG (Web Hypertext Application Technology Working Group), consiste nel rendere la Rete libera e non dipendente da tecnologie proprietarie. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=213]]></link></item><item><title><![CDATA[Informatica e Internet previsioni positive per il 2010 dopo un 2009 negativo]]></title><description><![CDATA[Le previsioni più nefaste per il mercato europeo dell’Hi-Tech nel 2009 non dovrebbero avverarsi. Il volume d’affari relativo ai prodotti e ai servizi ITC subirà sì un calo, a causa della crisi che ha investito l’economia mondiale, ma si tratterà di una flessione contenuta, pari all’1,7%.<br><br>

A dirlo è l’ultimo rapporto dell’EITO (European Information Technology Observatory), che prevede, invece, un futuro più roseo per l’ICT già a partire dal 2010. La congiuntura negativa ha frenato soprattutto gli investimenti nell’innovazione, ma i consumatori hanno continuato a fare acquisti.<br><br>

Nel dettaglio, nel 2009 il mercato europeo delle TLC farà registrare un calo dello 0,1%, con differenze tra i singoli settori di mercato. Il fatturato delle telefonate da rete fissa diminuisce del 6,8%, mentre il volume d’affari relativo agli accessi web aumenta del 7,2%. Nonostante il numero crescente di utenze, invece, il fatturato per le telefonate da cellulare rimarrà fermo a 109 miliardi di euro. Il calo maggiore riguarda l’hardware, con una perdita stimata nell’ordine del 6,6%, a causa soprattutto dei prezzi in calo e del rinvio degli investimenti da parte della clientela business. Più contenuta, invece, la flessione nel comparto software e servizi (0,3%). Da segnalare la crescita del 5% del fatturato relativo ai servizi di outsourcing.<br><br>

Male il mercato dell’elettronica digitale d’intrattenimento, che perderà l’8,2%, soprattutto a causa della riduzione del volume d’affari nel comparto dei televisori a schermo piatto: si vendono, ma costano di meno. In discesa anche il fatturato relativo alle fotocamere digitali, ai lettori MP3 e agli strumenti di navigazione. Risultato positivo, infine, per i lettori Blu-ray, i set-top box digitali e le console di gioco.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=212]]></link></item><item><title><![CDATA[PayPal per pagamenti con carta di credito online con Banca Sella. Obiettivo: conquistare l'Italia.]]></title><description><![CDATA[PayPal, uno dei sistemi di pagamento più diffusi su Internet, ha siglato un accordo con Banca Sella, che, in Italia, è leader nella gestione delle transazioni per l’e-commerce. Obiettivo dell’accordo: estendere a tutti i negozi on line anche il sistema utilizzato su eBay.<br><br>

La controllata di eBay, dunque, va alla conquista dell’Italia. Grazie alla firma con Banca Sella, infatti, nascerà la prima e più completa piattaforma italiana per pagare sul web, che consentirà ai netizen di scegliere il sistema che preferiscono, compreso, appunto, il proprio conto PayPal. Le aziende che al momento utilizzano il servizio di pagamento del Gruppo Banca Sella, GestPay, potranno così mettere a disposizione dei propri clienti più opzioni. Oltre a PayPal, infatti, chi fa shopping on line potrà scegliere fra più alternative, dal bonifico alle carte di credito di tutti i circuiti, alle carte prepagate ai pagamenti rateali.<br><br>

In tutto il mondo, ad oggi, i conti PayPal sono circa 184 milioni, di cui 3 milioni in Italia, pari al 60& degli acquirenti on line nel nostro paese, con più di 200 mila siti Internet che ne propongono l’utilizzo, di cui la metà in Europa. Gli italiani, sappiamo, sono ancora piuttosto restii a rivolgersi al web per fare acquisti. La mossa di PayPal potrebbe forse aiutare i netizen tricolori a superare le resistenze.<br><br>

Le preoccupazioni maggiori riguardano la sicurezza. Ma non mancano problemi infrastrutturali. Giulio Montemagno, country manager PayPal Italia, descrive PayPal come un sistema che consente di fare shopping on line in assoluta fiducia, con pochi clic e senza digitare i dati della propria carta di credito o prepagata. Il tempo ci dirà se la strategia di PayPal aiuterà a far crescere l’e-commerce in Italia. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=209]]></link></item><item><title><![CDATA[Google I/O 2009: le novità più importanti emerse dalla conferenza mondiale per sviluppatori]]></title><description><![CDATA[Si conclude oggi Google I/O, la conferenza organizzata dall’azienda di Mountain View per mostrare in anteprima le novità in corso di sviluppo e raccogliere la community di sviluppatori che guardano ai servizi e alle applicazioni di BigG.<br><br>

Ha aperto le danze Eric Schmidt, con una keynote focalizzata sull’importanza di Internet e delle applicazioni web. Un concetto ripreso da Vic Gundotra, Google VP of Engineering, che ha ricordato come, solo pochi anni fa, tutti erano convinti che il web non avrebbe mai potuto rivaleggiare con le applicazioni desktop.<br><br>

Google, invece, ha incentrato la propria attenzione su HTML 5, il linguaggio di markup per la progettazione delle pagine web, ancora in fase di definizione presso il W3C, in grado di supportare la memorizzazione locale di ingenti quantità di dati scaricati tramite browser e, quindi, di utilizzarle con applicazioni web-based anche in assenza di collegamento a Internet. Sul palco è salito anche DeWitt Clinton, che ha fornito un’anteprima del funzionamento di Google Web Elements, il servizio che consente di gestire una pagina web con pochi click e attraverso dei semplici «copia e incolla». Per esempio, si potrà inserire facilmente in una pagina web un flusso RSS originato da una ricerca su Google News oppure integrare nella pagina Calendar, YouTube, e tutti i documenti prodotti con i Google Docs.<br><br>

Pamela Fox, del Google Geo Team, ha illustrato i nuovi strumenti di sviluppo di Google Maps, quali le Flash API in 3D, per la creazione di mappe tridimensionali, Map API v3, basate su Javascript e portatrici di prestazioni migliori, e Client Location su Google Maps, che rileva la posizione dell’utente anche tramite le nuove Geolocation API di Google Gears.<br><br>

Spazio anche all’anteprima di Android 2.0, che avrà una nuova versione del motore di ricerca, denominata Android Search, in grado di effettuare ricerche sia on line che sul cellulare, e una nuova API che consentirà di utilizzare comandi vocali per la gestione del telefono e per le traduzioni. Infine, Matthew Papakipos, a capo dei lavori su Chrome, convinto che il browser consentirà agli utenti di sfruttare i giochi 3D con un ridottissimo impegno della CPU. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=208]]></link></item><item><title><![CDATA[Presentazioni in stile PowerPoint: Acrobat lancia gratis online Presentation in Flash]]></title><description><![CDATA[Dopo Buzzword, Adobe lancia una nuova applicazione gratuita per ufficio. Si tratta di Acrobat.com Presentations, un tool per la creazione e la gestione di presentazioni direttamente da web browser.<br><br>

Lo scopo principale di Presentations è di favorire la collaborazione on line fra tutti coloro che lavorano a uno stesso progetto e che si trovano magari in uffici separati, anche a migliaia di chilometri di distanza. La particolarità del tool sviluppato da Adobe consiste nel fatto che le slide della presentazione cui si sta lavorando sono numerate e che ogni persona connessa e autorizzata alla condivisione della stessa potrà vedere, in ogni istante, su quale slide sta lavorando un altro membro del team. In questo modo, sostiene Adobe, si riducono notevolmente i conflitti, i duplicati e lo spreco di tempo e di risorse.<br><br>

Con Presentations, inoltre, l’utente può inserire anche video Flash FLV come se stesse inserendo un’immagine, purché la dimensione del file video sia inferiore ai 10 MB. Grazie al servizio Adobe ConnectNow, il sistema di conferenza web di Acrobat.com, gli utenti potranno mostrare la presentazione finale su Internet in modalità live.<br><br>

Presentations ha anche dei limiti. Il più evidente risiede nell’impossibilità di importare le presentazioni da PowerPoint, che sono le più diffuse in tutto il mondo. Per condividere la presentazione, inoltre, è necessario possedere un identificativo su Acrobat.com, anche se lo scopo è evidente: consentire solo a persone registrate e autorizzate di lavorare a una stessa presentazione.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=211]]></link></item><item><title><![CDATA[Creare siti web: Google lancia una estensione Firefox per i programmatori]]></title><description><![CDATA[Una estensione per Firefox di Mozilla, sviluppata a Mountain View e resa disponibile nel canale Google code. Si chiama Page Speed e si tratta di un tool open source destinato agli sviluppatori, che potranno valutare le performance di una pagina web e ottenere suggerimenti per l’ottimizzazione della stessa.<br><br>

Per funzionare, Google Page Speed deve essere utilizzata in abbinamento a Firebug, un’altra estensione per Firefox, che consente di ispezionare e modificare codice HTML, CSS e JavaScript di una pagina web direttamente dal browser. Dopo aver scaricato e installato gli add-on, nel menu di Firefox si dovrà selezionare la voce «Strumenti», scegliere «Firebug» e aprirlo. Nella finestra di Firebug si dovrà cliccare sul tasto «Page Speed». A questo punto si potrà iniziare a esaminare la pagina web per valutarne le prestazioni. Basta cliccare sul pulsante «Analyze Performance».<br><br>

Al termine dell’analisi, Google Page Speed mostrerà un elenco di suggerimenti per ogni elemento che necessita di un intervento al fine di migliorare le prestazioni della pagina esaminata.<br><br>

Nella schermata presentata da Page Speed, gli sviluppatori troveranno, accanto a ogni voce, un’icona, a seconda della priorità di intervento assegnata dal tool a quel determinato elemento della pagina web in esame. Disponibile anche il pannello Page Speed Activity, che mostra la cronologia di tutte le attività del browser, inclusi gli eventi network e i processi JavaScript. 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=210]]></link></item><item><title><![CDATA[Indirizzi Facebook con il proprio nome. Chi primo li registra ne avrà diritto.]]></title><description><![CDATA[Dopo aver rivoluzionato la veste grafica e introdotto nuove funzionalità, fra le quali l’aggiornamento in tempo reale dei contenuti inseriti dagli utenti, Facebook sta per compiere un’altra piccola, ma significativa svolta.<br><br>

Chi ha un account sul popolare sito di social networking, probabilmente si sarà già accorto dell’annuncio inserito dagli uomini di Mark Zuckerberg, dove si legge che, a partire dalle ore 6:01 di sabato 13 giugno, gli iscritti potranno scegliere un nome utente per il proprio account. Obiettivo: consentire ad amici, familiari e colleghi di trovare facilmente il profilo di un utente registrato al social network.<br><br>

La nuova URL, spiegano dal quartier generale di Facebook, diventerà una sorta di destinazione o casa personale sul web. I netizen, infatti, potranno inserire lo username di un utente di Facebook all’interno dei campi di ricerca di un search engine. Un’azione che dovrebbe rendere più facile rintracciare la pagina Facebook di un utente. Per essere ancora più chiari, le nuove URL appariranno nel seguente modo: http://www.facebook.com/username/. Fino a sabato 13, invece, rimarrà la tradizionale stringa alfanumerica.<br><br>

Appare evidente che, a causa dei frequenti casi di omonimia, si rischia di non poter ottenere uno username con il proprio nome e cognome. Bisogna battere gli altri omonimi sul tempo. Facebook lo sa e ha predisposto un sistema automatico che suggerirà l’uso di username alternativi. Da segnalare, inoltre, che gli utenti italiani presto accederanno al social network utilizzando il dominio .it. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=207]]></link></item><item><title><![CDATA[Pubblicità Google basata sugli interessi degli utenti tracciati mediante Adsense e i siti più visititati. Video di come funziona il nuovo sistema di advertising.]]></title><description><![CDATA[Google modifica il sistema di gestione degli annunci AdSense. Ora verranno visualizzati a seconda dei nostri gusti personali.<br><br>

L'advertising "interest-based" sfrutta le informazioni sulle pagine web visitate dagli utenti per rendere più rilevanti gli annunci pubblicitari online che visualizzano. La pubblicità basata sugli interessi permetterà agli inserzionisti di stabilire un contatto qualificato con il proprio target di consumatori, perché basato sugli interessi espressi dalle visite effettuate dagli utenti a siti appartenenti al network della rete di contenuti di Google e a YouTube.<br><br>

Da Google Blog Italia: "In Google crediamo che la pubblicità possa essere una fonte di informazioni interessanti, in quanto può mettere in collegamento chi cerca qualcosa con gli inserzionisti che offrono i prodotti e servizi a cui è interessato. Rendendo la pubblicità più rilevante possiamo creare maggior valore per tutti … Fino ad oggi, vi abbiamo mostrato pubblicità prevalentemente in base al vostro interesse in uno specifico momento … Tuttavia, ci sono situazioni nelle quali le parole chiave o il contenuto di una pagina web non ci forniscono contenuti sufficienti per offrire pubblicità rilevanti … <br><br>

Oggi quindi lanciamo la pubblicità basata sugli interessi come beta test, sui siti partner del nostro network di contenuto e su YouTube. Questa pubblicità assocerà al vostro browser categorie di interesse, per esempio sport, giardinaggio, auto, animali domestici, a seconda del tipo di siti che visiterete navigando con quel browser. Quelle categorie potranno poi essere utilizzate per mostrarvi pubblicità più in linea con i vostri interessi.<br><br>

… Questo genere di pubblicità mirata tuttavia solleva domande legate alla scelta degli utenti e al rispetto della loro privacy; domande a cui l'intera industria online ha il dovere di rispondere. Varie aziende offrono già forme di pubblicità basata sugli interessi degli utenti e rispondono a tali problematiche in diversi modi. Da parte nostra, abbiamo incorporato nella nostra offerta di pubblicità basata sugli interessi tre importanti funzionalità che dimostrano la serietà del nostro impegno per garantire trasparenza e scelta da parte degli utenti.<br><br>

Trasparenza al posto giusto e nel momento giusto. Quando gli utenti vedono una pubblicità online, oggi non sanno quali informazioni vengono raccolte su di loro, da chi proviene la pubblicità e talora nemmeno chi sia l'inserzionista. Già oggi noi etichettiamo chiaramente la pubblicità come 'annuncio Google' sulla maggior parte delle pubblicità che compaiono sui siti dei nostri partner AdSense e su YouTube. <br><br>

Con un solo clic sull'etichetta l'utente può ottenere molte informazioni su chi fornisce la pubblicità al sito e su quali informazioni utilizziamo per mostrare questa pubblicità. Quest'anno incrementeremo ulteriormente la gamma dei formati pubblicitari che riporteranno questa etichetta.<br><br>

Una scelta sensata, semplice da esercitare e con un grande livello di dettaglio. Per la prima volta, gli utenti avranno la possibilità di dire la loro sul tipo di pubblicità che vedranno utilizzando il nostro sistema di Gestione Preferenze Annunci. Grazie a questo strumento, gli utenti possono vedere a quali categorie sono associati e aggiungere o rimuovere le categorie a loro scelta. Per garantire una maggiore tutela della privacy, non verranno proposte categorie basate su tipologie di interessi sensibili, per cui per esempio non ci saranno categorie legate allo stato di salute dell'utente o categorie di interesse progettate per indirizzare i bambini.<br><br>

Strumenti che rispettano la scelta dell'utente. Con un solo clic nel sistema di Gestione Preferenze Annunci o nella sezione pubblicità del nostro privacy center gli utenti possono scegliere di effettuare l'opt-out dall'intero sistema di pubblicità basata sugli interessi. Questo potrebbe significare che vedranno pubblicità meno rilevanti e utili sui siti dei nostri partner e su YouTube. <br><br>

L'opt-out si ottiene aggiungendo al browser dell'utente un cookie di opt-out, un piccolo file che contiene una stringa di caratteri che memorizza le preferenze dell'utente stesso per l'opting out appunto. Tradizionalmente, i cookie di opt-out non sono mai stati permanenti, ragione per cui gli ingegneri di Google hanno sviluppato uno strumento che consente di rendere il nostro cookie di opt-out permanente, anche nel momento in cui l'utente dovesse cancellare i cookie dal suo browser".]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=205]]></link></item><item><title><![CDATA[Kumo nuovo motore di ricerca Microsoft Live Search: test avviati. Novità e funzioni.]]></title><description><![CDATA[Comincia a prendere forma il progetto Kumo partorito in casa Microsoft. Secondo i rumors circolati tempo fa, sembrava dovesse essere il nome delle prossime soluzioni Live integrate di BigM, mentre le ultime indiscrezioni restringono le speculazioni al solo motore di ricerca che dovrebbe sostituire l’attuale Live Search.<br><br>

In un memo interno inviato ai dipendenti di Redmond da Satya Nadella, search executive di Microsoft, e pubblicato dal blog All Things Digital del Wall Street Journal, si legge che è stato lanciato un nuovo programma denominato Kumo.com, destinato a essere testato all’interno della rete aziendale. «Il team dell’area Search ha bisogno di voi» scrive Nadella ai dipendenti Microsoft. «Abbiamo lavorato sodo per migliorare il nostro servizio di ricerche e vogliamo condividere i progressi che stiamo raggiungendo con voi». Si attendono, dunque, feedback e proposte in merito al nuovo servizio, per il quale è stato messo on line un sito di prova sul quale, nel corso delle prossime settimane, sarà ridiretto tutto il traffico interno di live.com.<br><br>

Secondo Nadella, il 40% delle richieste fatte ai motori di ricerca rimane senza risposta. Kumo dovrebbe garantire risultati migliori, colmare le lacune dei search engine utilizzati dai netizen e rendere ancora più immediata la user experience. CNET parla di una schermata d’anteprima del nuovo motore di ricerca nella quale si vede la tradizionale area centrale dove compaiono i risultati delle ricerche, affiancata, sulla sinistra, da un pannello che presenta alcuni strumenti utili per completare la ricerca e affinarla.<br><br>

Confermano le indiscrezioni di CNET proprio le parole di Nadella, che annuncia ai dipendenti Microsoft la presenza di un pannello di esplorazione sul lato sinistro delle pagine dei risultati, che consentirà agli utenti di accedere a strumenti per affinare la ricerca. A ciò si aggiungono altre funzionalità, come la cronologia delle singole sessioni e le anteprime a comparsa. Durante la fase di test, spiega Nadella, le diverse funzionalità varieranno a secondo del paese, ma tutti i dipendenti saranno in grado di vedere i risultati organizzati in modo tale da risparmiare tempo.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=204]]></link></item><item><title><![CDATA[Usare Gmail al meglio: trucchi e scorciatoie per velocizzare e semplificare.]]></title><description><![CDATA[Semplice, flessibile, intuitiva, dotata di una grande capacità di storage: sono alcune delle caratteristiche principali di Gmail, il servizio di posta elettronica web-based di Google. Problemi estemporanei a parte, Gmail funziona piuttosto bene e di recente sono state introdotte alcune interessanti funzioni per facilitare la vita agli utenti.<br><br>

Esistono trucchi e scorciatoie per velocizzare la gestione di Gmail, per evitare di perdere tempo in operazioni che potrebbero essere ottimizzate. In epoca di multitasking, di ritmi di vita e di lavoro piuttosto frenetici, risparmiare un po’ di minuti preziosi può rivelarsi un toccasana per la nostra produttività e anche per il nostro benessere. Partiamo dalle etichette, che servono a fare ordine, a organizzare i messaggi in maniera razionale e a rintracciarli con facilità e rapidità. Come suggerisce Piero Babudro su Mytech, è utile usare le etichette per attribuire ai messaggi un diverso livello di urgenza. Una sezione della guida di Gmail è proprio dedicata alle etichette. È utile anche segnalare come spam le email spazzatura, in modo tale che finiscano nella cartella antispam e non ci facciano perdere altro tempo. Se, poi, ho bisogno di risposte urgenti, meglio affidarsi a un client IM, come Gtalk, integrato proprio in Gmail, oppure utilizzare il cellulare. Se c’è urgenza, non è la mail la strada più indicata.<br><br>

Altrettanto utili per risparmiare tempo si rivelano le scorciatoie da tastiera. Per attivarle, basta cliccare su «Impostazioni» e spuntare l’opzione «Attiva scorciatoie da tastiera». Per un elenco completo delle scorciatoie da tastiera rimandiamo alla pagina dedicata alla funzione dalla guida di Gmail. Da tenere in considerazione anche l’utilizzo dei filtri da applicare alla posta in arrivo. Possiamo, per esempio, decidere che tutte le email provenienti da un account siano classificate in automatico all’interno di una stessa etichetta. Per applicare un filtro, è sufficiente andare in «Impostazioni», cliccare sulla scheda «Filtri» e su «Crea un nuovo filtro».]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=203]]></link></item><item><title><![CDATA[E-commerce 2008-2009 in forte crescita: vendite online prodotti elettronici trainano ]]></title><description><![CDATA[Continuano a crescere in Italia le vendite di prodotti online, arrivando a superare nel 2008 i 760 milioni di euro di fatturato per una crescita del 5%, in contrasto con la flessione del 2,2% dei canali di vendita tradizionali.<br><br>

Entrando più nel dettaglio, secondo i dati Gfk Retail Technology, presentati in collaborazione con Andec in occasione del ‘Terzo Forum sulle Internet sales’, l'importanza del canale web per le vendite di prodotti tecnologici continua a crescere: 10,2% nel 2008 contro il 6,4% del 2006. <br><br>

Dei prodotti venduti via Internet, il 4,8% del totale è rappresentato da quelli beni durevoli. Il comparto che, tuttavia, si sviluppa sempre più nella vendita via Internet è quello dell'Informatica (8,7% in Italia - 16,5% in Europa), seguito da quello della fotografia digitale (5,5% -9,8%) e dell’Elettronica di Consumo (5,5% - 14,4%). Rallenta, invece, del 3% la vendita dei telefonini cellulari. <br><br>

La classifica prosegue con l'aria condizionata e il fanalino di coda dei piccoli elettrodomestici, che vendono su Internet solo per il 2,2% e che, in controtendenza, nel 2008 hanno fatto mostra di performance negative sul canale online (-10,%).]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=202]]></link></item><item><title><![CDATA[Hai mai utilizzato Facebook per promuovere il tuo blog?]]></title><description><![CDATA[I lettori del tuo blog, probabilmente avranno già un profilo su Facebook, e comunque crearlo è abbastanza semplice e rapido.<br><br>

Oltre a consentire di creare un profilo e connetterti con i tuoi amici delle elementari, Facebook ha varie opzioni (ad una prima occhiata forse anche troppe  ) che possono creare nuovi rapporti con i lettori del tuo blog, aiutandoti anche a trovarne di nuovi.<br><br>

Ecco le mie prime esperienze con questo Social Network da cui ho tratto qualche suggerimento utile.<br><br>

<b>Come creare un gruppo su Facebook</b><br>
I tuoi lettori hanno interessi comuni, che sono anche gli stessi argomenti del tuo blog ;). Così come hanno aderito o partecipato al tuo progetto, i tuoi fedelissimi si iscriveranno anche al grupposcreato da te su Facebook.<br><br>

All’inzio di dicembre del 2008, ho creato un gruppo su facebook chiamato Professional Blog Design: laboratorio di grafica per blog e non solo, se vuoi iscriverti sei ovviamente il benvenuto, per partecipare alle discussioni in merito agli stessi argomenti trattati su Blographik, ed altre risorse correlate al blog design e al blogging.<br><br>

Quando qualcuno cerca di iscriversi ad un gruppo specifico su Facebook ad esempio sul blogging  , e scopre 3 abbonati rispetto ai miei (seppur sempre modesti) 145 partecipanti, indovina a quel gruppo pensi aderirà?<br><br>

Nel momento della sua creazione, ho da subito invitato da Facebook tutti i miei amici a partecipare al gruppo, e qualcosa si è mosso in modo positivo. Per quanto mi riguarda, era una semplice prova per constatare la viralità di questo social network.<br><br>

Naturalmente, il gruppo di Facebook è più di un semplice meccanismo di marketing virale. Il gruppo aiuta i lettori a collegarsi ed interagire tra loro, in un modo diverso dai commenti.<br><br>

Mentre i commenti del blog sono in genere delle risposte ai tuoi post, le discussione su Facebook permettono appunto l’interazione diretta tra i lettori.<br><br>

<b>Come funzionano i gruppi di Facebook</b><br>
Dal motore di ricerca di Facebook cerchi dei gruppi a degli argomenti che ti interessano.<br><br>

In ciascuno di questi gruppi, è possibile inviare un messaggio sulla bacheca, creare una discussione all’interno del gruppo, oppure è possibile utilizzare la funzione “Pubblica un link” per notificare ai membri gli argomenti trattati sul tuo blog.<br><br>

Attenzione: non fare tutte e tre le cose nello stesso gruppo, allo stesso tempo, potresti essere eliminato dal creatore dello stesso, come i commenti spazzatura sui blog ;).<br><br>

Se ti abboni ad uno specifico gruppo, e crei o partecipi ad una discussione prima di pubblicizzare il tuo blog, hai buone possibilità che il creatore non ti elimini, in quanto stai contribuendo al suo sviluppo.<br><br>

<b>I risultati dopo il lancio del mio gruppo</b><br>
Fin’ora Facebook è diventato il terzo sito da cui provengono le visite al mio blog, dopo google image e google.it.<br><br>

Sta iniziando quindi ad essere una buona fonte di traffico per il mio blog (che sicuramente aumenterà nei prossimi mesi),  senza averci dedicato neanche moltissimo tempo.<br><br>

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=199]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet gratis o quasi in città italiane con hotspot Wi-Fi: in partenza a Torino]]></title><description><![CDATA[La mappa del Wi-Fi in Italia continua ad arricchirsi di nuovi luoghi. Poco tempo fa, il giornalista Vittorio Pasteris aveva segnalato la presenza nelle strade di Torino di alcuni hotspot targati «Città di Torino». Una presenza che sembrava confermare la volontà dell’amministrazione del capoluogo piemontese di sperimentare la copertura di alcune zone della città per fornire connessione a banda larga wireless in luoghi pubblici, progetto ideato nel maggio 2006 e affidato successivamente ad AEMnet.<br><br>

Ora arriva un’altra buona notizia da Torino: il Comune ha indetto un a gara per la realizzazione di una rete di hotspot Wi-Fi da sistemare in determinate aree cittadine, a partire da alcune piazze storiche del centro e da alcuni parchi.<br><br>

Sandro Golzio, direttore della divisione Telematica e del Patrimonio di Palazzo civico, ha spiegato al quotidiano La Stampa che il bando di service provider per la rete Wi-Fi è partito il 22 dicembre, che i nomi dei vincitori si avranno a febbraio e che i lavori dovrebbero iniziare in aprile. I cittadini potranno quindi presto beneficiare di punti di accesso a Internet in luoghi pubblici per navigare on line. Si tratterà di una navigazione gratuita per quanto riguarda tutti i siti istituzionali, quali quello del Comune, della Provincia e della Regione, mentre per visitare il resto del web occorrerà pagare un prezzo non ancora fissato. Golzio ha assicurato che, nell’individuare il vincitore della gara, si terrà conto anche del prezzo di navigazione più basso proposto.<br><br>

Ci sarà una prima fase sperimentale, in cui gli hotspot saranno installati presso alcune piazze, quali piazza Vittorio, piazza Cavour e piazza Carlo Alberto, ma i punti di accesso interesseranno anche i Giardini Reali, il Valentino e altre aree verdi cittadine. Previsti hotspot anche per alcuni luoghi di mercato, come Porta Palazzo e Corso Racconigi.<br><br>

Un’analoga iniziativa è stata lanciata a Roma dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti con «PianoInnovazione»: circa 7 milioni di euro di investimento per la realizzazione di aree pubbliche con accesso Wi-Fi a Internet, per la diffusione della banda larga nell’intero territorio provinciale e per l’apertura di 50 centri di creatività e innovazione. 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=197]]></link></item><item><title><![CDATA[Mappe siti web: creare in automatico con il Google Sitemap Generator nuovo servizio gratis]]></title><description><![CDATA[Continua ad arricchirsi il panorama di servizi gratuiti offerti da Google. L’azienda di Mountain View, infatti, ha rilasciato la Beta di Google Sitemap Generator, un tool che consente di generare mappe di siti web. Lo strumento è in grado di individuare sia i nuovi URL sia quelli modificati, a partire dal traffico registrato sul webserver, dai file di log e dai file presenti sul server. Google Sitempa Generator è stato sviluppato anche per inviare un ping a Google Blog Search e ad altri motori di ricerca per tutti gli URL nuovi o modificati. L’utente può anche inserire altri indirizzi per il ping all’interno del file robots.txt.<br><br>

Secondo gli sviluppatori di Google, si tratta di un generatore di mappe che garantisce agli utenti una velocità e un’efficienza maggiori rispetto alla media, sia per quanto riguarda la capacità di trovare gli indirizzi sia nell’elaborazione dei metadati incrociati.<br><br>

Tre le tipologie di mappe che possono essere generate attraverso Google Sitemap Generator: mappe XML, mapper per mobile e mappe per codice sorgente. Le prime, quelle XML, servono per le ricerche web, le seconde per i siti navigabili su cellulare, mentre le mappe per codice sorgente risultano utili per condividere il codice sorgente con altri utenti e sviluppatori.<br><br>

Il software, specifica una nota del Google Code, può essere installato su tutti i server basati su Linux/Apache e Windows/IIS. Per installare Google Sitemap Generator occorre avere accesso da amministratore al server del proprio sito. Per ulteriori informazioni, per il manuale di configurazione del tool e per partecipare al gruppo di discussione di Google Sitemap Generator rimandiamo al sito di Google Code.<br><br>

<a href="http://code.google.com/p/googlesitemapgenerator/">http://code.google.com/p/googlesitemapgenerator/</a>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=196]]></link></item><item><title><![CDATA[Errori di programmazione più gravi e comuni in software e siti web. Classifica.]]></title><description><![CDATA[Alcuni fra i più importanti protagonisti dell’Information Technology mondiale si sono riuniti a Washington per discutere sui problemi legati alla sicurezza dei programmi e degli applicativi che vengono utilizzati ogni giorno dall’utenza consumer e da quella business. Fra i partecipanti all’iniziativa, promossa dal SANS Institute (SysAdmin, Audit, Networking and Security), figurano nomi del calibro di Microsoft, Oracle, Symantec, Apple, Secunia e Red Hat.<br><br>

Gli esperti hanno prodotto un documento che riassume i 25 errori più comuni, e anche più gravi per le loro conseguenze, commessi dai programmatori. L’esigenza di battere la concorrenza sul tempo e la grande quantità di codice che ogni anno viene scritta dagli addetti ai lavori possono senza dubbio comportare errori di scrittura, responsabili, secondo il SANS Institute, dell’85% delle vulnerabilità e delle falle che si riscontrano in Internet.<br><br>

Le aziende e i professionisti che hanno preso parte all’incontro hanno anche stilato una serie di suggerimenti e fornito alcune soluzioni che mirano a prevenire gli errori, a correggerli o, quantomeno, a limitarli. Alcuni player dell’industria IT sembrano anche intenzionati a creare una sorta di certificazione che accompagni la distribuzione dei programmi e degli applicativi, in cui i proprietari dei software assicurino l’assenza dei 25 errori individuati a Washington o segnalino, per le versioni Beta, una descrizione di quelli presenti.<br><br>

La «Top 25 Errors» è stata suddivisa in tre categorie: 9 errori riguardano l’interazione non sicura tra i componenti (es. improper input validation, improper encoding or escaping of output), altri 9 errori la gestione delle risorse (es. untrusted search path, improper initialization) e gli ultimi 7 la permeabilità delle difese (es. improper access control, use of insufficiently random values). Fra la top 25, segnaliamo l’esecuzione di operazioni e di programmi con privilegi non necessari, l’utilizzo di algoritmi di crittografia che contengono falle e la scarsa attenzione alla verifica dei dati in input.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=198]]></link></item><item><title><![CDATA[I migliori blog 2008 alternativi. Presentati i vincitori del concorso annuale.]]></title><description><![CDATA[ono 5 anni che la televisione tedesca Deutsche Welle assegna gli oscar ai migliori blog della Rete, selezionati in base a criteri che riguardano la creatività, al grafica, i contenuti e l’usabilità. E sono 5 anni che nella classifica del Best of the Blogs, così si chiama l’iniziativa, non figurano blog italiani. Non perché non ci siano blog italiani meritevoli di aggiudicarsi il riconoscimento, ma per una questione di organizzazione interna: tra i redattori che selezionano i blog, tutti madrelingua, non figura nessun madrelingua italiano. E così i Best of the Blogs vedono la presenza dei blog scritti nelle undici lingue conosciute da altrettanti giurati: tedesco, francese, spagnolo, inglese, olandese, portoghese, russo, arabo, cinese, indonesiano, persiano.<br><br>

Miglior blog del 2008 è, secondo Deutsche Welle, Generaciòn Y, curato da Yoani Sánchez, che si è imposta all’attenzione dei media mondiali grazie alle sue descrizioni sulla vita quotidiana a Cuba. Post scomodi, quelli di Generaciòn Y, se è vero, come riporta Repubblica.it, che Fidel Castro ha definito l’autrice come una «giornalista neocolonialista».<br><br>

Per la categoria dei video blog, il vincitore Voices of Africa, che si occupa di notizie di cronaca locale in diverse zone dell’Africa e che viene aggiornato, in lingua inglese, tramite gli smartphone dei blogger che lo curano. Sempre in tema di video, il miglior Podcast del 2008 è opera di Radio Grinch, il sito russo redatto dal giornalista Denis Grinch.<br><br>

Nella categoria «Reporter senza frontiere» troviamo due blog a pari merito: 4equality e il blog di Zeng Jianyan. Il primo si occupa di Iran e i numerosi blogger che se ne occupano hanno anche lanciato una petizione contro la legge che discrimina le donne nel paese degli Ayatollah. Il secondo, invece, è redatto dalla moglie del dissidente cinese Hu Jia, costretta a vivere costantemente sotto l’occhio vigile dell’esercito.<br><br>

Per i migliori blog in lingua, i best blog sono: l’arabo Ohod, che si occupa della cultura indipendente in Egitto, il cinese Liu Xiaoyuan, redatto da un avvocato difensore dei diritti dei cittadini cinesi, il francese Le blog de Yoro, curato da un giornalista che posta notizie dalla Costa d’Avorio. E ancora: l’indonesiano Media-ide, l’inglese Party Time, l’olandese Food Log, il persiano Free Lancer Online, il brasiliano Querido Leitor (in portoghese, quindi), il russo Metro Dream, lo spagnolo 233 Grados e il tedesco Mädchenmannschaft. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=194]]></link></item><item><title><![CDATA[Wi-Fi in italia: mappa degli accessi nelle città e regioni. Aumento copertura ma senza coordinamento]]></title><description><![CDATA[In Italia ci sono circa 4.100 punti di accesso Wi-Fi posizionati negli aeroporti, negli hotel, nelle stazioni ferroviarie e in altri luoghi pubblici di transito e attesa. Troppo pochi, se si fa il confronto per esempio con la vicina Francia, dove gli access point Wi-Fi pubblici sono oltre 20 mila. E gli utenti italiani che utilizzano la tecnologia Wi-Fi sono stimati al massimo in 300 mila.<br><br>

Le cause di questo ritardo sono molteplici, scrive Alessandro Longo su L’Espresso. Il mercato italiano delle TLC sembra dominato dalle soluzioni ADSL tradizionali, che peraltro non arrivano a coprire l’intero territorio nazionale, e dalle reti mobili a banda larga proposte dagli operatori di telefonia.<br><br>

E il Wi-Fi trova ostacoli anche sul piano normativo: il Decreto Pisanu, in scadenza il 31 dicembre, di cui si paventa un’ulteriore proroga, obbliga chi offre connessioni a Internet all’interno di esercizi commerciali a richiedere la licenza al questore locale e soprattutto a identificare gli utenti e a conservarne i dati. Molti gli esercenti che hanno rinunciato a installare postazioni Wi-Fi per i costi aggiuntivi che il decreto comporta.<br><br>

A fronte delle difficoltà, tuttavia, la copertura Wi-Fi continua ad aumentare. Per vedere la dislocazione dei vari access point vi rimandiamo alla mappa del Wi-Fi pubblicata dall’Espresso. Cresce grazie anche a progetti come quello della Provincia di Roma, che vuole realizzare diversi access point Wi-Fi nella capitale e nei comuni limitrofi e fornire un’ora gratis al giorno di navigazione per ogni cittadino. E grazie anche agli operatori che stanno investendo nelle zone di digital divide, quelle non raggiunte dall’ADSL e, in alcuni casi, nemmeno dal segnale UMTS e 3G utilizzato per le connessioni tramite cellulari e chiavette USB.<br><br>

Solo che questi coraggiosi imprenditori, come Ngi, rischiano di sprecare i loro soldi. Perché diverse Regioni e Province vogliono finanziare con fondi pubblici la creazioni di reti per le zone non coperte da ADSL e, se l’obiettivo è nobile, la gestione appare poco efficiente: molti bandi di gara presentano tra le liste dei comuni da raggiungere anche quelli già coperti dai servizi degli operatori di cui sopra, che hanno investito senza alcun aiuto pubblico e che rischiano di trovarsi a fronteggiare una concorrenza sostanzialmente sleale.<br><br>

E qui emerge un altro problema legato alla diffusione del Wi-Fi: la mancanza di un coordinamento tra i vari attori protagonisti del settore, compresi coloro che si interessano di Wi-Fi per ragioni di ordine amministrativo e politico. In tutto questo caos sono anche partiti i lavori di Linkem e Aria, le due aziende che puntano sull’evoluzione del Wi-Fi: il WiMax. Speriamo si faccia presto ordine.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=193]]></link></item><item><title><![CDATA[Controllare messaggi chat e messenger. Di nascosto con software del Governo. Disponibile per tutti.]]></title><description><![CDATA[Un software per controllare da remoto le chat e controllare così le conversazioni via Internet che gli adolescenti intrattengono con i loro cyberfriend. È stato realizzato da un’equipe che ha unito l’Università di Tor Vergata, il CNR e l’Ecpat Italia e attualmente è compatibile con Windows Live Messanger.<br><br>

L’obiettivo è quello di permettere ai genitori di sapere che tipo di relazioni i propri figli stringono mediante i messenger, senza però effettuare azioni di filtraggio. In sostanza si tratterebbe solo di una monitorizzazione delle conversazioni portate avanti, in modo da sapere se chi chatta si sta mettendo in qualche situazione sconveniente.<br><br>

Sono tanti gli adolescenti che nel corso di un dialogo on line finiscono per immettere dati strettamente personali e magari utili a rendere rintracciabile la persona, per cui i genitori in questo modo possono essere in grado di sapere a che livello il minore si sta esponendo verso sconosciuti. Visto che il software consente anche di risalire a chi ha trasmesso messaggi, il controllo può essere estremamente efficace.<br><br>

Naturalmente non sono poche le perplessità che questo sistema solleva. Innanzi tutto quelle relative alla privacy: il sistema può essere utilizzato anche da terzi che possono sfruttarlo per spiare conversazioni di estranei? Si può considerare legittimo questo tipo di intromissione degli adulti nella vita degli adolescenti, con l’effetto di intrufolarsi anche in ambiti che rappresentano legittimamente un universo privato e inviolabile della persona? Infine, dal momento che il software verrà distribuito inizialmente sul sito www.virtualparent.eu e poi anche su quelli del ministero della Comunicazione e della Commissione Infanzia, perché farlo pagare 20 euro agli utenti che lo volessero utilizzare?<br><br>

Osservazioni degne di nota, ma non sottoscritte dal Moige (Movimento Italiano Genitori), che vede nell’applicazione uno strumento valido per contrastare gli adescamenti in rete da parte di malintenzionati di ogni tipo ai danni dei ragazzi.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=195]]></link></item><item><title><![CDATA[Nuovo Photoshop, Flash, Premiere CS4 nella Adobe Creative Suite 4. Novità, caratteristiche e prezzi.]]></title><description><![CDATA[Dalle prime indiscrezioni apparse in Rete alle prime note ufficiali fornite da Adobe. L’azienda di San Jose ha reso note le prime informazioni sulla nuova Creative Suite 4, che sarà immessa nel mercato nel mese di ottobre e vedrà la presenza di sei configurazioni: Design Premium, Design Standard, Web Premium, Web Standard, Production Premium e Master Collection. Occupiamoci di Photoshop, Premiere e Flash.<br><br>

Adobe Photoshop CS4 Extended offre tutte le funzionalità di Photoshop CS4, ma presenta nuove funzionalità per l’utilizzo di grafica 3D e di contenuti animati e per l’analisi dettagliata delle immagini. Ora, infatti, l’utente può disegnare direttamente su modelli 3D, avvolgere immagini 2D attorno a forme 3D, convertire mappe sfumature in oggetti 3D, aggiungere profondità a livelli e testo, ottenere risultati pronti per la stampa grazie al nuovo motore di rendering con tracciatura del raggio ed esportare i progetti nei principali formati 3D supportati. In particolare, Adobe ha sviluppato una funzione che consente di ridimensionare le immagini in base ai contenuti. La funzione, in altre parole, permette di ricomporre un’immagine mentre viene ingrandita o ridotta, mantenendo intatte le aree più importanti e adattando allo stesso tempo l’immagine alle nuove dimensioni.<br><br>

Adobe Premiere CS4 consente di aggiungere metadati alle clip, sia sul set con Adobe OnLocation sia durante l’editing successivo, mediante Adobe Premiere Pro. La tecnologia di riconoscimento vocale permette di creare metadati basati sul testo per organizzare le risorse in modo più efficiente. Inoltre l’utente può includere i metadati nell’esportazione per pubblicarli sul web e ottenere video ricercabili. Oltre 50 i miglioramenti apportati alle funzionalità di editing.<br><br> 

Adobe Flash CS4 presenta la nuova animazione basata sugli oggetti, che consente di applicare le interpolazioni direttamente agli oggetti anziché ai fotogrammi chiave. L’introduzione dei comandi Bezier permette, inoltre, di modificare i tracciati in movimento in maniera molto più semplice. Da segnalare la nuova funzionalità di cinematica inversa, che consente di creare effetti di animazione concatenati con una serie di oggetti collegati e di eseguire con rapidità la distorsione di un’unica forma grazie al nuovo strumento Ossi. Inoltre l’utente può eseguire codifiche in ogni formato riconosciuto dal runtime Adobe Flash Player con Adobe Media Encoder, strumento incluso in altri prodotti video di Adobe e ora dotato di supporto per H.264.<br><br>

La CS4 Design Premium in Italia avrà un prezzo di 2638,80 euro (IVA inclusa), mentre la Design Standard costerà 2.038,80 euro. La Web Premium costerà 2.278,80 euro, mentre la Web Standard 1.198,80. Per la Production Premium occorrono 2.518,80 euro, per la Master Collection 3.598,80 euro.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=191]]></link></item><item><title><![CDATA[Cellulare Google sceglie in automatico miglior operatore per telefonare e Internet. Rivoluzione?]]></title><description><![CDATA[Il cellulare di Google sarà presto in grado di scegliere in automatico quale è la migliore tariffa per telefonare in una determinata nazione e in un determinato orario ad un determinato numero di telefono ?<br><br>

Non solo: il Google Phone sarebbe in grado di scegliere la migliore connettività ai prezzi più bassi per navigare su Internet e scaricare sul cellulare le e-mail e per le telefonate sarebbe in grado di scegliere anche tra operatori alternativi come ad esempio quelli Voip.<br><br>

Tutto questo sarebbe davvero rivoluzionario per il mercato del mobile, con un rovesciarsi del sistema attuale dove l'operatore cerca al massimo di fidelizzare i propri clienti con abbobamenti o sim dedicate e si potrebbe realizzare presto in quanto Google ha appena fatto richiesta di un brevetto per una applicazione in grado di fare quello che abbiamo sopra descritto.<br><br>

Se Google riuscisse in una operazione simile i primi a beneficiarne sarebbero gli utenti, ma anche i piccoli provider e società telefoniche alternative che in vere e proprie aste al ribasso potrebbero ritagliarsi nuove quote di mercato.<br><br>

Ma le grandi Telco, le società telefoniche più importanti come potrebbero accettare di entrare così in concorrenza?<br><br>

Secondo diversi esperti del settore, Google è talmente importante che escludendo dai propri servizi mobili le compagnie telefoniche che non partecipassero a questa sorta di asta continua al ribasso potrebbe essere una forte discriminante per i consumatori per la scelta o meno di un operatore.<br><br>

E lo stesso Google per venire incontro alle aziende telefoniche che con il nuovo sistema si vedrebbero scendere i propri ricavi potrebbe proporre una condivisione degli incassi derivanti dalla pubblicità durante la navigazione degli utenti sul Google Phone.<br><br>

E in questo caso il vero vincitore assoluto sarebbe Google che attraverso la realizzazione di questo brevetto riuscirebbe a presentare un cellulare con una caratteristica davvero unica sul mercato ( vendendone milioni ) e potrebbe far decollare davvero la pubblicità sul mobile.<br><br>

Gli ostacoli, soprattutto commerciali, da superare sono diversi e non facili, ma Google anche solo con l'accordo con dieci società minori potrebbe riuscire nel suo intento di rivoluzionare la telefonia mobile.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=190]]></link></item><item><title><![CDATA[Pulitzer di YouTube: concorso per scegliere il miglior videoreporter.]]></title><description><![CDATA[Sempre più persone usano YouTube per proporre notizie poco note, in forme anche assai originali. Il noto sito di video sharing è diventato una risorsa cui attingere per arrivare a conoscenza di notizie inedite provenienti da ogni parte del mondo.

Steve Grove, presidente della sezione News and Politics di YouTube, parte da questa constatazione per spiegare la genesi dell’iniziativa «<a href="http://it.youtube.com/projectreport">PROJECT REPORT</a>», un concorso per aspiranti reporter che mette in palio una borsa di studio di 7.000 euro per realizzare un servizio giornalistico all’estero con il supporto del Pulitzer Center.

«Project:Report» conta sul supporto del Pulitzer Center on Crisis Reporting e di Sony e Intel e si articola in tre fasi.

La prima prevede la realizzazione di un video che può durare massimo tre minuti e che sia incentrato sulla storia di un membro di rilievo di una comunità locale. Chi vuole partecipare deve inviare il video entro il prossimo 6 ottobre.

Terminata la raccolta dei video, una commissione di esperti selezionerà i migliori dieci e gli autori saranno invitati a una conferenza sul giornalismo tenuta dal Pulitzer Center. Inoltre i dieci autori riceveranno da Sony l’attrezzatura professionale necessaria a proseguire nel concorso.

I semifinalisti, infatti, per la seconda fase dovranno realizzare un ulteriore video di massimo quattro minuti, che racconti questa volta una storia locale che abbia però rilevanza globale. A giudicare i video sarà, però la comunità di YouTube.

I cinque finalisti riceveranno da Sony altra attrezzatura per partecipare all’ultima fase del concorso. Per questa, i finalisti dovranno realizzare un video servizio sulla storia significativa di una comunità poco nota, attraverso il supporto di due membri della comunità stessa. Il video potrà durare al massimo cinque minuti. 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=189]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet e crisi economica: cosa accadrebbe allo e-commerce e ai siti web? Il web potrebbe crescere fortemente oppure diventare a pagamento]]></title><description><![CDATA[Attualmente la grande Rete vive grazie a quattro forme di economia : la contribuzione volontaria, il pay per use, la pubblicità ed i siti aziendali finalizzati alla promozione.<br><br>

Sul modello del sito aziendale, di immagine, di gioco / esperienza / interazione / collaborazione destinato a promuovere il brand o il prodotto, ormai c'è poco da dire. Qualsiasi azienda seria sa che è un obbligo, resta solo da vedere come farlo bene e che “funzioni” (e su questo sì, che c'è ancora abbondantemente da dire). <br><br>

Un modello che si sta consolidando anche per le efficienze economiche dello strumento rispetto ad altri tool di comunicazione e per i comportamenti dei consumatori, che sempre più usano la Rete come strumento primario di informazione e formazione delle decisioni d'acquisto. <br><br>

Il modello pubblicitario, pur con molti distinguo, ha preso l'impeto di un treno in corsa - anche se in Italia c'è ancora da fare non poco. Basta guardare distrattamente le notizie pubblicate dai media specializzati e vedere la frequenza con cui si annunciano nuove crescite degli investimenti sui mezzi online, si parla di crescita dello spending pubblicitario sui mezzi digitali, anche a discapito dei media tradizionali. <br><br>

Sebbene moltissimi siti facciano fatica o si schiantino al suolo per la difficoltà di raccogliere adeguati budget pubblicitari con cui mantenersi in vita, un buon numero di siti di successo e di major internettiane sono riuscite a mettere in pista un modello al momento sostenibile. <br><br>

Restano comunque dei dubbi a medio termine, specialmente in vista della situazione economica generale. Siamo di nuovo lì ad attendere una crisi economica generalizzata: il potere d'acquisto si riduce, la classe media si comprime, si inacidisce la sindrome della quarta o terza settimana, l'occupazione si fa sempre più precaria ed è pericoloso fare progetti per il futuro – e anche in chi al momento se la passa benino, un po' di paura e di cautela si fa strada nella mente e nei comportamenti d'acquisto. Se consumiamo meno prodotti e servizi, se spendiamo meno, l'attuale modello di Internet rischia di incriccarsi. <br><br>

Le aziende buttano i soldi in comunicazione come in una slot machine in cui si deve sempre vincere; investo, giro la manovella della comunicazione, vendo e faccio profitti superiori ai costi. Se però la lira in giro non c'è, il tutto si incasina. Anche perché le aziende, per vendere e sostenere la concorrenza, lavorano duramente per tagliare i costi; e questo significa anche delocalizzare, comprimere gli stipendi, rendere il lavoro flessibile (o, dal punto di vista delle persone, precario )- tutti comportamenti che contribuiscono a far diminuire i soldi in mano ai potenziali consumatori e li rendono più cauti negli acquisti. <br><br>

Del resto, la colpa è anche nostra, dei consumatori; che vogliamo (o siamo costretti a) comprare prodotti/servizi a costi bassi, mettendo sotto pressione le aziende per stare sul mercato e facendoci motore dell'impoverimento collettivo. Ed è anche colpa degli azionisti, che fanno pressione per avere redditività dei titoli acquistati, chiedendo quindi implicitamente alle aziende di proseguire a tagliare i costi e massimizzare gli utili. (Ma, è inutile dirlo, in questo, il ruolo di noi piccoli azionisti, detentori di qualche miliardesimo del capitale delle aziende impallidisce di fronte al ruolo dei grossi player, dei soci di maggioranza, dei fondi di investimento e degli attori di un mercato sempre più orientato alla finanza che alla produzione).<br><br> 

Lasciando però da parte questa sociologia da Bar Sport, resta il fatto che se iniziamo a spendere di meno, la magica slot machine smette di funzionare e i giocatori potrebbero smettere di giocare, trovando altre forme di comunicazione meno costose e ancora più efficienti del digitale (in larga parte ancora da inventare), riducendo in un processo in qualche modo suicida la spesa in promozione dei propri prodotti. Insomma, tagliando.<br><br> 

Una seria crisi economica metterebbe dunque a repentaglio la struttura della Rete così come la conosciamo, mettendo in difficoltà tanti siti che si basano sulla raccolta pubblicitaria per vivere. D'altra parte una situazione di diminuzione di reddito, di disoccupazione, di sottoimpiego, di precarietà può portare ad un aumento nell'uso della Rete. <br><br>

Internet è infatti (nelle sue forme legali e in quelle che lo sono meno) un ottimo strumento per impiegare il tempo che per scelta o per forza resta libero, a basso costo. Per comunicare a costi irrisori. Per cercare nuove opportunità di impiego o di business, socializzare, sfogarsi, fare cose.<br><br> 

Se quindi ho troppo tempo libero e/o pochi soldi, una reazione probabile è quella di usare ancora di più Internet. D'altra parte la storia insegna che gli americani hanno sempre tagliato per ultimo, quando dovevano risparmiare, il costo della Tv via cavo (anche se questo pare ultimamente stia cambiando), magari limando la qualità dei consumi alimentari o di altri beni pur di garantirsi l'accesso a un entertainment che riempia la vita. E dato che per molti Internet sta occupando un ruolo che una volta era della TV, facile immaginare uno scenario dove a fronte di tempi bui, si usa di più la Rete. <br><br>

Un aumento della domanda di Internet che rischia però di non portare a un volano economico, a dei significativi ritorni monetari per le aziende che ci mettono a disposizione siti e servizi (e, più in generale, a tutto il loro indotto, fornitori e partner in business).<br><br> 

Una crisi dura potrebbe quindi cambiare il volto della Rete, facendo sparire o ridimensionando alcuni siti che fanno parte ormai del nostro panorama quotidiano o portandoli a tentare la carta dell'accesso a pagamento, accettando una drastica riduzione del numero degli utenti e della quantità/qualità di servizi offerti. Un duro colpo, insomma alla “freeconomy”. Resterebbero certo sempre i siti autogestiti/senza scopo di lucro, i blog, i siti collaborativi slegati da interessi economici... ma anche in questo caso è molto difficile (e potrebbe esserlo sempre di più) fare tutto totalmente a gratis. <br><br>

Hardware, software, server e banda, caffè e sigarette restano pur sempre dei costi vivi e questi siti sono spesso tenuti in piedi da persone che, avendo un proprio reddito, possono permettersi il lusso di impiegare il tempo che gli avanza in attività a sfondo sociale, collettivo, benemerito. E anche in questo caso, una dura crisi potrebbe costringere a battere cassa con una certa insistenza verso gli utenti per potere restare a galla. E d'altra parte portare a un ulteriore impulso ad attività cooperative/collaborative, magari basate anche sul baratto, volte alla creazione e condivisione di informazioni, contenuti, servizi. <br><br>

Dobbiamo quindi iniziare a mettere da parte un po' di soldi (anche) per poterci permettere di restare connessi nel malaugurato caso che la crisi arrivi e colpisca duro? Probabilmente sì. Anche se lo sappiamo, a noi non capiterà, sia a livello individuale sia a livello nazionale, avendo dalla nostra lo Stellone d'Italia, la nostra proverbiale buona sorte e la capacità di arrangiarsi... (vero?) Esiste però un altro scenario, terribilmente rivoluzionario e disruptive . Chissà, forse potremmo continuare la nostra evoluzione sociale e arrivare a una socializzazione “3.0”, dopo la versione 2, quella della socializzazione online. <br><br>

Potremmo arrivare ad affiancare alla socializzazione virtuale, in Rete, una socializzazione reale. Ritornare a occupare le piazze. A parlare con le persone. A usare panchine e muretti come luogo di incontro e di interscambio. A parlare forse un po' di più dal vivo e un po' meno dal cellulare. A farci presentare gente dagli amici (senza fee e abbonamenti). Pur amando moltissimo la socializzazione onine, devo ammettere che incontrare una persona e potergli stringere la mano o un abbracciare calorosamente è tutta un'altra cosa. Insomma, una socializzazione 3.0 che in realtà sarebbe un ritorno alla sua forma 0.0. Imparando a godere, no cost, del contatto umano, senza troppe protesi tecnologiche.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=188]]></link></item><item><title><![CDATA[AdWords: funzioni per utilizzarlo al meglio. Trucchi e suggerimenti.]]></title><description><![CDATA[Google, è noto, non si ferma mai. Nei labs di Mountain View le teste pensanti sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni. Questa volta le novità riguardano il servizio AdWords, utilizzato per creare gli annunci da pubblicare mediante AdSense.<br><br>

In un post del blog dedicato al servizio BigG parla di miglioramenti per il punteggio di qualità, ovvero per l’indicatore di pertinenza delle parole chiave rispetto al testo dell’annuncio e ai termini di ricerca inseriti nelle query dagli utenti.<br><br>

Innanzitutto cambia la modalità di calcolo del punteggio di qualità, che ora sarà determinato nel momento esatto in cui viene immessa la stringa di ricerca. La nuova funzione dovrebbe servire a Google per cambiare in maniera dinamica i quality score per la singola frase e apportare quindi un beneficio per l’inserzionista.<br><br>

Altra novità riguarda la rimozione del sistema dell’importo minimo, ovvero l’offerta minima da pagare affinché la parola chiave attivi gli annunci nei risultati di ricerca. Al suo posto ci sarà un first page bid, che secondo Google consiste nel miglior modo per conseguire i propri fini pubblicitari.<br><br>

L'ultima novità concerne la rimozione della dicitura ricerca inattiva: saranno rintracciabili tutte le inserzioni che non sono state cancellate o messe in pausa.<br><br>

Al momento Google prevede di testare le nuove funzionalità con un numero ristretto di inserzionisti. Tuttavia non si tratta di un test per valutare la risposta degli inserzionisti stessi poiché serve solo a decidere quando introdurre definitivamente le novità.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=182]]></link></item><item><title><![CDATA[Posizionamento siti web su Google: commenti inseriti dagli utenti? Inserita opzione suggest.]]></title><description><![CDATA[Google di solito è quasi sempre all’avanguardia e detta spesso quelle che saranno gli standard e le regole che verranno poi adottate dagli attori di Internet. Ma l’introduzione della possibilità per gli utenti di inserire commenti nei risultati delle ricerche e di variarne l’ordine sembra venire piuttosto dall’esempio di Wikia Search, dove chiunque può aggiungere, cancellare e dare un voto ai risultati, senza neanche la necessità di aprire un account.<br><br>

Così Ben Gomes, Google Distinguished Engineer, sul blog ufficiale di Mountain View, ha inserito un post per raccontare dei test effettuati: accanto ai risultati forniti gli utenti troveranno a breve delle frecce orientate verso l’alto o verso il basso e anche dei pulsanti per inserire dei commenti. Inoltre dovrebbe essere presente una X per consentire l’eliminazione di argomenti specifici dai risultati e non sarebbe necessario possedere un account Google.<br><br>

Si tratta di una decisione che interpreta in pieno la dimensione social del web 2.0, sinora lasciata un po’ da parte da BigG, almeno per quanto riguarda il motore di ricerca, accusato di essere totalmente dipendente dall’algoritmo PageRank e di concedere poco spazio agli utenti.<br><br>

Un’altra novità riguarda la funzione Google Suggest, che presto sarà introdotta di default nella home page di Google. Si tratta, in pratica, di una funzione che attiva un drop-down menù appena viene inserita una lettera nella query.<br><br>

Secondo Google, Suggest risulterà utile per almeno tre motivi: aiutare a formulare le proprie query, ridurre gli errori di digitazione e spelling, offrire un risparmio di tempo nella digitazione della ricerca.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=183]]></link></item><item><title><![CDATA[iPhone Nano modello al prezzo di 190 euro entro Natale 2008: caratteristiche e anticipazioni]]></title><description><![CDATA[Nel corso dell’ultimo week end abbiamo segnalato alcuni rumors relativi a Apple che indicavano la possibilità di vedere sul mercato, per i mesi di settembre e ottobre, due nuovi prodotti della casa di Cupertino, un nuovo iPod e un netbook.<br><br>

In queste ore altri rumors parlano di un ulteriore prodotto che dovrebbe vedere la luce entro il prossimo Natale, segna che l’azienda di Steve Jobs sta lavorando molto per arricchire la sua offerta.<br><br>

<img src='files/587.jpg' alt='foto IPHONE'><br><br>

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Mail, il secondo per tiratura dopo il Sun, Apple starebbe sviluppando un nuovo iPhone per posizionarsi nella fascia di mercato entry level e per venire incontro a coloro che desiderano lo smartphone della Mela ma non possono permettersi l’acquisto dell’iPhone 3G. Daily Mail cita non meglio precisate fonti industriali, ma, conoscendo la reputazione del quotidiano britannico, queste voci dovrebbero contenere senza dubbio elementi di verità.<br><br>

Il nuovo iPhone dovrebbe presentare un candybar simile all’iPod nano, tanto che è stato ribattezzato dal Daily Mail proprio iPhone nano. Inoltre viene avanzata l’ipotese della presenza di una touch wheel, che dovrebbe consistere in una click wheel sul retro del dispositivo, mentre nella parte frontale dovrebbe essere posizionato il display.<br><br>

Altri dettagli tecnici su hardware e software non si conosco, ma il quotidiano britannico rivela quello che potrebbe essere il prezzo di vendita nel mercato d’oltremanica: l’iPhone nano dovrebbe essere commercializzato dall’azienda O2 che proporrà ai propri clienti un piano ricaricabile, noto in gergo come «pay as you go», e il dispositivo di casa Apple dovrebbe costare 150 sterline, pari a circa 190 euro.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=184]]></link></item><item><title><![CDATA[Photoshop.com e Mobile Beta per i cellulari: programmi Adobe online su Internet sempre più.]]></title><description><![CDATA[Adobe continua a lavorare per implementare i servizi offerti da Photoshop.com. Il nuovo servizio on line viene proposto in abbinamento all’acquisto di Photoshop Elements 7 e di Premiere Elements 7.<br><br>

Phoshop.com consiste in una piattaforma on line destinata principalmente al backup e all’archiviazione di foto e video, basata si Adobe AIR. Il sito consente anche la sincronizzazione via cellulare e PC e garantisce la compatibilità con i siti di foto e video sharing più noti e utilizzati.<br><br>


<img src='files/583.jpg' alt='Immagine Web site PHOTOSHOP.com'><br><br>

Inoltre, i software della serie Elements saranno aggiornati in maniera tale che a ogni passo sia associato un aggiornamento delle foto corrispondenti on line. Adobe, al momento, offre all’utente la possibilità di sottoscrivere il servizio in versione gratuita con un limite di 5 GB di spazio remoto, ma gli utenti che lo vogliono possono già passare alla versione Plus per avere 20 GB di spazio per foto e video al costo di 50 dollari l’anno o di 140 dollari con inclusa l’applicazione da desktop.<br><br>

Infine, la novità più sostanziosa che proviene dai labs di Adobe è Adobe Photoshop.com Mobile Beta, un’applicazione in Flash Lite in grado di consentire il caricamento di foto dal telefono al web storage, la consultazione degli album e la visione di versioni thumbnail delle foto stesse. Al momento è assente una funzione di editing di titoli e tag.<br><br>

Insomma, Adobe punta a rendere accessibili foto e video da ogni device.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=181]]></link></item><item><title><![CDATA[Finanziamenti per progetti online su Internet internazionali. Per realizzare la tua attività.]]></title><description><![CDATA[270 mila membri. 40 mila prestiti devoluti. 2500 progetti finanziati. 8 mila prestatori alla settimana. Sono i numeri di Kiva.org, un sito di social networking che ha portato on line la filosofia del microcredito, elaborata dal premio Nobel per l’economia Muhammad Yunus.<br><br>

Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che vuole consentire l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà, di emarginazione e che, in generale, non riuscirebbero a trovare finanziamenti nei canali tradizionali delle banche.<br><br>

Vuoi anche perché gli istituti di credito solitamente sono più interessati a realtà imprenditoriali medio-grandi, anche se negli ultimi anni alcune forme di finanziamento come il cosiddetto prestito d’onore hanno cominciato a supportare anche la micro-imprenditorialità.<br><br>

Dietro a Kiva.org ci sono le menti di Matt e Jessica Flannery, rispettivamente programmatore TiVo lui e master in business administration con incarichi in Amazon lei. Hanno iniziato raccogliendo finanziamenti per i cittadini di Paesi emergenti, ma ora hanno intenzione di portare l’esperienza di Kiva anche negli Stati Uniti, dove vivono 40 milioni di poveri che potrebbero risollevarsi appoggiandosi agli strumenti del microcredito.<br><br>

Come funziona in pratica Kiva? I membri del network pubblicano i loro progetti sul sito, i prestatori inviano almeno 25 dollari ciascuno e possono seguire lo sviluppo del progetto tramite un diario on line. Il prestito non produce interessi, i prestatori si vedranno solo restituite le cifre prestate. La maggior parte dei progetti presentati necessitano di poche centinaia di dollari, alcuni di qualche migliaio.<br><br>

Ma Kiva non è pensato solo ed esclusivamente per le persone che si trovano in condizioni svantaggiate. Il social network sostiene anche progetti e start-up in ambito tecnologico. D’altronde Matt e Jessica provengono da quel mondo lì. 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=180]]></link></item><item><title><![CDATA[Oggetti in 3D creati partendo da una foto, immagine, disegno. Boom per nuovo servizio online. Video.]]></title><description><![CDATA[È il momento della stampa tridimensionale. Il mercato della stampa 3D si sta sviluppando sempre di più e le aziende stanno offrendo sempre nuove soluzioni oppure si assiste alla nascita di start-up specializzate nel settore.<br><br>

Due parole sulla stampa tridimensionale. Il processo di stampa 3D rappresenta la parte bassa di una gamma di processi chiamati prototipazione rapida (RP). I file CAD 3D vengono convertiti in componenti fisici sottili, che sono poi ricomposti uno sull’altro mediante vari processi, fra i quali polveri riscaldate, filamenti estrusi di plastica e resine trattate col laser.<br><br>

Una stampante 3D è in grado di stampare il primo strato del modello utilizzando, per esempio, un materiale plastico come sostanza. Poi stampa il livello superiore e via di seguito. Tutte le sezioni vengono poi incollate insieme e si realizza così una rappresentazione 3D del modello descritto dal file CAD.<br><br>

Si fa largo anche la stampa 3D via Internet: come è possibile stampare una quantità enorme di notizie disponibili in Rete, nell’immediato futuro sarà possibile riprodurre descrizioni di oggetti 3D presenti on line mediante la stampa 3D.<br><br>

Marco Valerio Principato ne parla su Punto Informatico, raccontando dell’esperienza di Shapeways. Si entra nel sito, si carica il disegno, l’azienda lo stampa in 3D e poi lo invia all’utente.<br><br>

Inoltre Shapeways ha un settore completamente pensato in termini di web 2.0, dove gli utenti possono scambiarsi idee e condividere i propri lavori.<br><br>

<a href="http://www.shapeways.com">http://www.shapeways.com</a><br><br>


<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TQoTro9WfbQ&hl=en&fs=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/TQoTro9WfbQ&hl=en&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" wmode="transparent" width="425" height="344"></embed></object>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=179]]></link></item><item><title><![CDATA[Video in diretta in tempo reale online su Internet trasmessi da cellulare con programma gratis]]></title><description><![CDATA[È stata rilasciata la prima versione beta aperta al pubblico di Qik, un servizio di streaming video in diretta per dispositivi mobili, che consente ai telefoni cellulari di fare streaming video in diretta dal telefono alla Rete.<br><br>

Al momento si tratta di un servizio riservato al mercato statunitense e limitato ai sistemi operativi Windows Mobile e Symbian S60, più un alpha per iPhone 2G. Gli utenti con cellulari Motorola Q e Nokia N78 potranno usufruire dell’applicazione, così come coloro che si affidano a operatori telefonici quali Verizon, Sprint, AT&T e T-Mobile.<br><br>

La beta rilasciata consente agli utenti di creare dei gruppi, all’interno dei quali alcuni membri possono caricare il live streaming e altri guardare. È inoltre possibile creare delle pagine per eventi specifici e aree differenti possono essere contrassegnate come pubbliche, private o ad accesso limitato.<br><br>

Qik vanta anche una stretta connessione con i principali siti di social networking, come FaceBook, MySpace, YouTube e Orkut:il 60% dei video prodotti e distribuiti con Qik sono fruiti infatti su siti terzi. 
Sinora i servizi più noti di streaming via web si erano focalizzati sulla trasmissione da webcam. Qik, invece, punta sui dispositivi mobili. A tal proposito, per irrobustire il servizio e renderlo più appetibile, ha anche aggiornato il riproduttore multimediale, che ora supporta anche la chat con altri utenti che utilizzano il player. Per ora il servizio è totalmente gratuito. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=178]]></link></item><item><title><![CDATA[Google Knol enciclopedia online che sfiderà Wikipedia. Caratteristiche principali e ogni utente potrà guadagnarci]]></title><description><![CDATA[L'obbiettivo è quello di fare concorrenza a Wikipedia. Ora resta da vedere se sarà cosi: ieri è infatti partito il beta test di Google Knol, la nuova piattaforma di Big G.<br><br>

Diverso è il modello editoriale (focalizzato sulle competenze dei singoli autori e non sull'intelligenza collettiva; moderato a priori e non aperto a tutti); diverso è il sistema di stimolo per la partecipazione (disinteressato su Wikipedia, basato sulle entrate pubblicitarie su Knol), diverso infine il prodotto finale (più che un'enciclopedia, vuole essere un repertorio di un repertorio organico di voci molto parziali e soggettive). <br><br>

Eppure, nonostante queste differenze, se davvero Knol riuscirà a sedurre una massa critica di utenti, la prima vittima potrebbe essere proprio Wikipedia. Non tanto per ragioni qualitative o di autorevolezza, quanto per la dura legge dei motori di ricerca : se ora capita spesso che tra i primi tra i risultati vengono visualizzate le voci di Wikipedia (il che ha contribuito molto alla crescita dell'enciclopedia), in futuro saranno quelle di Knol ad avere la precedenza. <br><br>

Un'iniziativa il cui nome prende spunto dal termine “knowledge” (“conoscenza”), ma che praticamente chiunque ha già ribattezzato come una “moderated Wikipedia”, una Wikipedia moderata e controllata.<br><br>

Nel lanciare questo nuovo servizio, Mountain View ha pensato di aggirare alcune criticità di Wikipedia, ribaltando dalle radici il suo modello editoriale. <br><br>

L' autorevolezza non è più garantita delle continue correzioni apportate dalla comunità anonima di redattori, ma sta tutta nel singolo autore. Questi ci mette la faccia (e la firma) su ogni voce pubblicata; è lui che decide se invitare o meno altri utenti a collaborare alla stesura, se accettare o snobbare i rilievi lasciati nello spazio dei commenti.<br><br> 

Google, cioè, preferisce puntare tutto sul senso di responsabilità dei singoli utenti. Il che permetterà a Knol di evitarsi quegli episodi di vandalismo che il modello anonimo sembra incentivare (a cui Wikipedia sta comunque cercando di porre rimedio con il nuovo sistema semi-moderato ), ma anche di perdersi quella spinta sulla perfettibilità che è il vero punto di forza dell'enciclopedia di Jimmy Wales (e che può essere garantita solo da un software estramamente aperto e immediato). <br><br>

Con Knol, Google prova ad andare oltre anche ad un'altra ambiguità di fondo di Wikipedia: l'obiettivo di offrire un punto di vista il più possibile oggettivo . Spostando la responsabilità dei contenuti pubblicati dalle masse di utenti ai singoli autori, fin da subito chi legge sa di trovarsi di fronte a un punto di vista parziale e soggettivo. Un po' come succede su qualsiasi pagina web o blog che capita di leggere online. <br><br>

In questo senso Knol non può essere assimilata ad un'enciclopedia, di cui conserva solo l'intenzione di offrire voci strutturate in maniera omogenea. <br><br>

Poi, c'è la faccenda dei soldi. Wikipedia è sempre rimasta saldamente ancorata al terreno del volontariato. I milioni di articoli che oggi costituiscono il suo database sono stati scritti, modificati e corretti senza alcun compenso per gli autori. Con Knol è diverso. In casa Google conoscono bene l'importanza delle inserzioni pubblicitarie e per questo permetteranno agli autori di inserire negli articoli gli annunci del sistema AdSense, condividendo con loro gli eventuali profitti. <br><br>

Proprio quello pecuniario è uno dei temi su cui si discute di più su Internet a proposito del neonato Knol. A chi sostiene che lo stimolo economico potrebbe spingere gli autori a scrivere articoli migliori, c'è chi risponde che l'effetto sulla qualità complessiva del servizio potrebbe essere invece l'opposto, con gli utenti/autori concentratissimi su soggetti popolari e remunerativi (dalla biografia di Barack Obama a quella di Britney Spears) e restii a sprecare tempo sulle nicchie. <br><br>

C'è poi un'altra caratteristica che allontana il nuovo servizio di Mountain View dal modello enciclopedico: su ciascun argomento possono essere pubblicate più voci. Ad esempio, per "George Bush" avremo lo knol creato da Tizio, quello creato da Caio, e via dicendo. Resta da capire qual è il criterio in base a cui gli utenti sceglieranno qual è la voce migliore: il miglior rating? la reputazione dell'autore? Non si rischia di creare una babele di voci che disorientano gli utenti? <br><br>

Forse ha ragione chi dice che Knol non guarda tanto in direzione del modello Wikipedia, quanto dei motori di ricerca human-powered (alla Mahalo ). Come nota Search Engine Land, "Google già offre altri tool per la creazione dei contenuti, come Blogger e Google Page Creator. Perché un altro strumento?". Una risposta ce la offre Udi Manber di Google : " Knol risolve un problema di ricerca. Il problema che abbiamo ad intercettare ciò che la gente conosce e renderlo accessibile online. Questo è un altro tool che aiuta a condividere parte di questa conoscenza". <br><br>

E cioè, condividerla in un modo che può essere compresa meglio dai motori di ricerca. E assolvere così meglio alla missione di "organizzare e rendere accessibile tutto il sapere online". <br><br>

Altri dubbi riguardano il rapporto con gli altri servizi online della casa madre Google, in particolare quelli di ricerca. Oggi Wikipedia è onnipresente: cercando un qualsiasi termine sul motore di Google, tra le prime risposte compare quasi sempre la voce relativa dell'enciclopedia. Sarà così anche in futuro o Google inizierà a favorire Knol, inserendo i suoi link prima di quelli di Wikipedia? Naturalmente a Mountain View giurano che le ricerche si baseranno sempre su criteri obiettivi, ma questo non basta a frenare il dibattito. <br><br>

Da Google Blog : " Alcuni mesi fa abbiamo annunciato di star testando un nuovo prodotto chiamato Knol. I Knol sono articoli attendibili su argomenti specifici, scritti da persone che conoscono queste materie. Oggi, stiamo rendendo disponibile Knol per tutti. Il web contiene una grande quantità di informazioni, ma non tutto ciò che vale conoscere si trova sul web. Una enorme quantità di informazioni risiede nelle persone stesse: milioni di persone sanno cose utili e miliardi di altre possono beneficiare di questa conoscenza. Knol incoraggerà queste persone ad offrire in contribuito la propria conoscenza online e renderla accessibile per tutti. <br><br>

Il principio chiave dietro Knol è la authorship (paternità). Tutti i knol avranno un autore (o un gruppo di autori) che mettono i loro nomi dietro il loro contenuto. È il loro knol, la loro voce, la loro opinione. Crediamo che ci saranno diversi knol sullo stesso argomento, e crediamo che questo sia una cosa buona. <br><br>

Con Knol, stiamo introducendo un nuovo metodo per gli autori di lavorare insieme, cosa che chiamiamo 'collaborazione moderata'. Con questa funzionalità, tutti i lettori possono suggerire modifiche ad un knol, che l'autore può poi scegliere di accettare, rifiutare, o modificare prima che questi contributi siano visibili al pubblico. Questo permette agli autori di accettare suggerimenti da tutti nel mondo restando nel controllo dei propri contenuti. Dopo tutto i loro nomi sono associati a questi! I knol includono potenti strumenti di community che permettono diversi modi di interazione tra lettori e autori. Le persone possono inviare commenti, votare, o scrivere recensioni di un knol. A discrezione dell'autore, un knol può includere annunci dal nostro programma AdSense. Se un autore sceglie di includere annunci, Google fornirà all'autore una parte degli introiti dalla visualizzazione di questi annunci pubblicitari. <br><br>

Siamo felici di annunciare un accordo con il New Yorker magazine che permette a qualsiasi autore di aggiungere un cartoon per knol dal vasto repository di cartoni del New Yorker. I cartoni sono un modo efficace (e divertente) per dare la vostra opinione, anche sugli argomenti più seri. Tutti sanno qualcosa. Guardate su cosa stanno scrivendo le persone, e poi dite al mondo quello che sapete voi: knol.google.com ". <br><br>
<a href="http://knol.google.com">Link a Google Knol </a>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=177]]></link></item><item><title><![CDATA[Truffa PayPal dalla Cina con finto sito che attacca anche il computer dell'utente.]]></title><description><![CDATA[Ancora un caso di phishing. E ancora una volta a farne le spese è stato PayPal, il diffuso sistema di pagamento on line utilizzato soprattutto dagli utenti di eBay.<br><br>

A raccontare della truffa orchestrata da un gruppo di cyber-criminali cinesi è la società di sicurezza G DATA, che in proposito ha diramato un comunicato stampa.<br><br>

I criminali hanno inviato una email nella quale affermano che un determinato account PayPal è stato sospeso a causa di transazioni non autorizzate. La mail presenta un design estremamente curato e professionale, che può far cadere l’utente nell’errore di credere ufficiale e autentica quella comunicazione.<br><br>

In realtà si tratta di una mail fasulla inviata per spingere gli utenti a ciccare su un link che rimanda a un sito Internet falso costruito ad hoc dove poi inserire i propri dati di login PayPal. In questo modo i cyber-criminali possono entrare in possesso dei dati e utilizzarli per i loro scopi illeciti.<br><br>

Ma anche se l’utente è accorto e non cade nella trappola, il piano architettato nasconde un’altra insidia: un sistema di attacco drive-by-download. Il malfare che può infettare il PC tramite il collegamento a questo sito fasullo fa parte, spiega G DATA, della categoria dei Trojan-downloader, che sono in grado di scaricare nel sistema malfare addizionale tramite Internet.<br><br>

Quindi i cyber-criminali si sono mossi su due piani: prima hanno cercato di entrare in possesso di informazioni riservate, e in un secondo momento di infettare i computer per assumerne il controllo e inserirli come PC zombie all’interno di una Botnet.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=176]]></link></item><item><title><![CDATA[Telefilm e film su YouTube gratis: aperta nuova sezione Screening Room. Google vara nuova strategia.]]></title><description><![CDATA[YouTube è il sito di video sharing più importante e famoso al mondo. Due anni fa è stato acquisito da Google, il leader mondiale del search on line. Eppure l’acquisizione non sembra avere ancora portato dei benefici monetari a BigG, che ha deciso, dunque, di rinnovare la piattaforma di hosting video.<br><br>

Sinora YouTube si è caratterizzata per la presenza di video UGC, ovvero User Generated Content: filmati inviati dagli stessi utenti della piattaforma, della durata di pochi minuti. Un genere di produzione che non fa gola agli investitori pubblicitari, nonostante l’elevato numero di utenti che ogni giorno si connettono a YouTube.<br><br>

Gli investimenti non arrivano in quanto le aziende non sono propense a mettere la propria pubblicità accanto a contenuti prodotti dagli utenti, sui quali non hanno alcuna garanzia. Può capitare, infatti, che un contenuto venga considerato inappropriato o comunque sgradevole dagli utenti e questa opinione si trasformerebbe in un ritorno negativo in termini pubblicitari.<br><br>

Inoltre va sottolineato che, a fronte della grande mole di utenti che popolano YouTube (82 milioni di utenti al mese), la gran parte dei video, in realtà, è poco guardata e quindi non ha molto senso investire sul piano pubblicitario se la fruizione non è adeguata.<br><br>

Google ha così deciso di ampliare l’offerta dei contenuti presenti su YouTube, inserendo ogni settimana 4 nuovi film scelti tra produzioni indipendenti, film maker e festival. È stata creata una sezione dedicata, che prende il nome di Screening Room.<br><br>

Una mossa che dovrebbe attirare investimenti pubblicitari, visto che le aziende non mancano di inserire pubblicità accanto a film trasmessi on line, come accade per il sito di Hulu, il servizio appoggiato dalla NBC che manda in streaming le puntate dei grandi serial televisivi e i film della Universal.<br><br>

Gli utenti di YouTube, inoltre, hanno ora la possibilità di comprare i DVD o di scaricare i file in alta definizione.<br><br>

Vedremo se la nuova strategia di Google riuscirà a generare i guadagni auspicati oppure se BigG si sia mossa troppo in ritardo rispetto ai concorrenti di YouTube.<br><br>

<a href="http://www.youtube.com">YOU TUBE</a>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=172]]></link></item><item><title><![CDATA[Trucchi Firefox 3: il nuovo browser di Mozilla contiene interessanti funzioni semi-nascoste]]></title><description><![CDATA[Firefox 3 è stato scaricato nelle prime due giornate circa 12 milioni di volte e la fondazione Mozilla ha richiesto al Guiness dei primati di verificare se ci sono i requisiti per entrare nella classifica come programma più scaricato di tutti i tempi ( superando ad esempio il plugin di flash che nell'ultima versione è stato downlodato in 10 milioni di copie in un sol giorno )<br><br>

Nello stesso giorno in cui si è giunti al record è stata scoperto anche il primo bug dalla società Zero Day, la quale ha indicato una vulnerabilità critica che sarebbe presente anche in Firefox 2 che permetterebbedi eseguire codice arbitrario dall'esterno ( prendere possessodel computer da parte di malintezionati ) se vengono visitati alcuni siti o cliccate alcune mail maligne.<br><br>

Non sono stati rilasciati ulteriori dati, per evidenti ragioni di sicurezza, ma il team di Mozilla è già al lavoro.<br><br>

Sono stati resi disponibili, invece, alcuni interessanti trucchi per utilizzare meglio e più velocemente alcune funzioni di Firefox 3:<br><br>

1) Per non visualizzare la barra degli indirizzi web che suggerisce i siti web, che ad alcuni può dare fastidio, occorre installare la Oldbar extension ( https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/6227 )<br><br>

2) L'icona del tasto indietro è più grande degli altri pulsanti: per renderla uguale alle altre basta fare andar sulla barra di navigazione con il mouse, cliccare con il tasto destro e dal menù personalizza che apparirà, selezionare " Usa icone piccole "<br><br>

3) Nella barra degli indirizzi, vi è un sistema automatico di suggerimenti di siti che vengono proposti quando si inizia a digitare:per ridurre il numero delle indicazioni automatiche del browser occorre scrivere nella stessa barra about:config. 
A questo punto, dopo aver premuto invio,uscirà una finestra con l'affermaione " Farò attenzione, prometto!" dove sarà necessario fare un ulteriore click e poi inserire ancora il comando browser.urlbar.maxRichResults nel filtro di ricerca.<br><br>

4) Per impostare Gmail come programma di posta elettroica predefinito quando si usa Firefox 3, occorre sempre digitare about:config e selezionare su True la stringa gecko.handlerService.allowRegisterFromDifferentHost. La stessa operazione bisogna farla su network.protocol-handler.external.mailto.  Per ultimo nella barra degli indirizzi occorre digitare javascript:window.navigator.registerProtocolHandler ("mailto","https://mail.google.com/mail/?extsrc=mailto&url=%s","GMail") e il giocoè fatto.<br><br>

5) Vi è anche un easter egg, una delle sorprese nascoste create dai programmatori per meravigliare e divertire: basta digitare about:robots( c'era anche nelle precedenti versioni di Firefox, ma qui la sorpresa è stato almenoparzialmente aggiornata )<br><br>

6) Presente anche in Firefox 2, ma una funzione molto utile che non utilizzano in tanti, è la possibilità di selezionare più linee di testo non consecutive: ocorre selezionare la parte di testo che desideriamo e poi premere Ctrl e scgliere un ulteriore testo di cui siamo interessati.<br><br>

7) Avete perso tutte le password nel passaggio da Firefox 2 al nuovo Firefox 3: nessun problema.
Prima occorre controllare che non siano già stata salvate qui in Firefox3 > Tools > Options > Security > Saved Passwords.
Se non sono state salvate occorre andare nella cartella Firefox Profile ( cercatelacon il search del vostro computer )e al suo interno trovarete il file signons2. <br><br>

A questo punto bisogna aprire questo file, con ad esempio notepad, selezionare tutte le riche e copiarle nel file che si chiama signons3.
Ora con un semplice riavvio di Firefox, saranno di nuovo disponibili tutte le password precedenti.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=175]]></link></item><item><title><![CDATA[Google AdWords: pubblicità su Google premierà i siti più veloci. Come avere posizionamento migliore.]]></title><description><![CDATA[Webmasterpoint ha raccontato ieri alcuni piccoli segreti del funzionamento dell’algoritmo alla base del search engine di Google, sottolineando la complessità dei parametri che vi sono dietro.<br><br>

È notizia di questi giorni anche l’introduzione di un nuovo parametro di valutazione per i banner pubblicitari visualizzati sul motore di ricerca: d’ora in poi, per la selezione automatica degli ad, Google prenderà in considerazione anche la velocità di caricamento delle pagine dei siti degli inserzionisti.<br><br>

Come riporta Punto Informatico, sul blog ufficiale di AdWords si può leggere quanto segue: «Le keyword con le pagine di arrivo più lente a caricarsi potranno ottenere punteggi di qualità più bassi (e quindi offerte minime più alte). Al contrario, le parole chiave con le pagine di destinazione molto veloci potranno ottenere punteggi più alti e offerte minime più basse».<br><br>

Quali le conseguenze di questa novità introdotta da Google? Innanzitutto, chi offre servizi di hosting di maggiore qualità dovrebbe ottenere una migliore posizione nei risultati di ricerca.<br><br>

In secondo luogo, secondo Google gli utenti saranno maggiormente soddisfatti, fino a considerare la pubblicità on line una risorsa piuttosto che una scocciatura.<br><br>

Infine, il nuovo sistema contribuirà a far sì che i professionisti della pubblicità implementino la qualità dei loro servizi, pena la loro discesa progressiva nei risultati di ricerca.<br><br>

Webmasterpoint ha stipulato un accordo con Google per permettere di iniziare a testare il servizio di Google senza affrontare da subito una spesa: si tratta di un bonus di 50 euro gratis per inserire la propria pubblicità su Google AdWords.<br><br>

Se si fissa il valore di ogni click a 0,10 euro si ottengono 500 click gratuiti con cui provare l’efficacia del servizio. Secondo alcuni analisti il numero di click necessari per ottenere la vendita di un prodotto di costo compreso tra i 300 e i 500 euro è di circa 150.<br><br>

All’iniziativa hanno già aderito centinaia di utenti di Webmasterpoint, che ha dedicato una pagina alla promozione.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=174]]></link></item><item><title><![CDATA[Algoritmo Google: svelati alcuni piccoli segreti. L'obiettivo è arrivare a ragionare come un uomo.]]></title><description><![CDATA[Durante la Gilbane Conference di San Francisco, Udi Manber, uno dei principali responsabili del settore ricerche di Google, ha reso noti alcuni dettagli sul search engine più famoso del mondo.<br><br>

L’utilizzo delle query di ricerca di Google è molto semplice per l’utente, ma dietro c’è un processo estremamente complesso. Basti pensare a quante variabili devono essere previste dagli sviluppatori del search: ogni giorno, anzi, ogni momento, Google fornisce a decine di milioni di utenti le risposte alle domande inserite nella form di ricerca, in quasi tutte le lingue del mondo e in pochi centesimi di secondo.<br><br>

Per fornire tali risultati, Google utilizza più di 100 variabili, in modo da conferire un peso a ogni singola pagine del web. Tra le variabili inserite ci sono la lingua, la collocazione fisica e geografica e le preferenze dimostrate dagli utenti durante le ricerche.<br><br>

Un team di circa 12 sviluppatori, ha rivelato Manber, lavora ogni giorno per monitorare la qualità dei risultati di BigG, attraverso l’analisi di centinaia di grafici e la creazione di report che vengono poi sottoposti all’attenzione degli ingegneri.<br><br>

Ogni modifica proposta dagli ingegneri, inoltre, deve superare una fase di sperimentazione che dura numerosi giorni e che viene compiuta su un cluster di server dedicati solo a tale scopo: «Il mio gruppo di ricerca di Google ha a disposizione numerose migliaia di macchine, con capacità di storage misurato in petabyte. Queste unità sono per il nostro uso esclusivo e non vengono utilizzate per fornire i risultati delle vostre ricerche» ha confermato Manber.<br><br>

L’algoritmo alla base delle ricerche su Google viene aggiornato in continuazione: nel corso del 2007 le modifiche apportate sarebbero state 450.<br><br>

Ma l’obiettivo di Google, oltre a migliorare il suo search engine, è ancora più ambizioso: trasformare una semplice chiave di ricerca in un’area semantica su cui poter fornire un elenco di risultati pertinenti.<br><br>

In altre parole, BigG vuole rendere il suo motore di ricerca capace di ragionare come un uomo.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=173]]></link></item><item><title><![CDATA[Skype 3.8 da scaricare gratis versione finale. Novità e miglioramenti.]]></title><description><![CDATA[Una buona notizia per tutti gli utenti e gli appassionati del VoIP: è infatti disponibile la versione finale di Skype 3.8, che sostituirà la beta che era in circolazione da un po’. Il punto di forza della nuova versione è la qualità audio, decisamente superiore a quella della versione precedente.<br><br>

In pratica, ci sarà una decisa riduzione dei rumori di fondo, delle interruzioni e delle cadute delle chiamate. La 3.8 arriva a pochi giorni dalla versione Java di Skype, appositamente realizzata per i dispositivi mobili, e dal varo delle nuote tariffe flat su chiamate a fissi e mobili.<br><br>

Un servizio migliore, dunque, che arriva in un momento d’oro per un fenomeno, come quello del VoIP, sempre più diffuso. Skype attualmente conta infatti dodici milioni di utenti in tutto il mondo, ma il suo successo è ogni giorno di più legato a doppio filo alla diffusione della banda larga.<br><br>

L’incremento di download del client, negli ultimi mesi, non sembra comunque aver spinto eBay a ripensare l’ipotesi di una cessione del gruppo, nonostante i segnali di buona salute.<br><br>

Da segnalare, nella <a href="http://www.skype.com/intl/it/download/skype/windows/">nuova versione 3.8</a>, la possibilità di cambiare cuffia, auricolare o microfono senza dover intervenire sulle impostazioni. Segno che per il momento Skype continua a puntare sulla qualità, affidabilità e facilità d’uso del suo client, caratteristiche finora molto apprezzate dagli utenti di servizi VoIP.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=171]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet 2008: siti Web, tecnologie e programmi più importanti nei primi mesi dell'anno]]></title><description><![CDATA[Cina, Brasile, India e Russia. Facebook, MySpace e YouTube. PayPal e Skype. Sono queste le parole chiave della ricerca Internet Trends 2008 resa nota da Morgan Stanley, che pone in evidenza i fenomeni Web del momento.<br><br>

Partiamo da quello più rilevante: il traffico consumer ha sorpassato in maniera stabile quello business. Collegato a questo trend è il boom di Internet registrato in Cina, Brasile, India e Russia: insieme i quattro Paesi contano 2 miliardi e mezzo di popolazione. Si può facilmente immaginare cosa significhi tale bacino per la diffusione del traffico consumer.<br><br>

L’Italia, nonostante il problema del digital divide, rimane tra le prime 10 posizioni della classifica delle nazioni più attive sul mercato on line.<br><br>

Emerge con forza la netta affermazione del social networking. In particolare Morgan Stanley sottolinea il grande sviluppo di Facebook (+305%). Tiene il passo anche MySpace, ma il sito di Rupert Murdoch sconta pubblicità più invasive, interfacce meno intuitive, mancanza di feed personalizzabili e una sezione “amici” meno in vista. Una grande crescita riguarda anche il settore video, con YouTube che registra un + 94%. Tra i motori di ricerca, Google mostra un aumento stabile, mentre in evidente difficoltà appare Yahoo!.<br><br>

Nel confronto tra i siti più trafficati del 2005 e quelli odierni non mancano le sorprese: eBay, Amazon, Microsoft e AOL spariscono dalla classifica, mentre tra le soluzioni basate su Internet più utilizzate crescono PayPal e Skype.<br><br>

Un’ultima nota: le attività basate sul Web crescono maggiormente di quelle promiscue offline/online.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=170]]></link></item><item><title><![CDATA[Risiko online è il nuovo fenomeno della Rete. Si gioca in università e in famose aziende come Google]]></title><description><![CDATA[Il mondo universitario americano è stato conquistato dal verbo di un nuovo sport. Solo che per praticarlo non occorrono bicipiti potenti e un fiato da fondista, basta un buon computer e un po’ di intelligenza.<br><br>

Si tratta di un gioco on line di nuova concezione che ricorda il Risiko: GoCrossCampus o GXC.<br><br> 

L’obiettivo è quello di conquistare gli atenei, che sono rappresentati fedelmente con le loro mappe. Ma il fenomeno ovviamente non si limita a vivere in rete: gli studenti si riuniscono dappertutto per ragionare sulle strategie da mettere in campo e, se riescono, anche a pedinare gli avversari per spiare le loro tattiche. <br><br>

Sono già undicimila gli studenti ed ex alunni delle università di Princeton, Cornell, Columbia University, Harvard e Yale che hanno aderito entusiasticamente al gioco. Ma complessivamente sono 24 tra università e scuole superiori che sono state letteralmente conquistate da questo online game creato solo lo scorso settembre da quattro studenti di Yale e uno di Columbia. <br><br>

Un gioco che piace anche a Google, che ha deciso di usarlo per vivacizzare la vita in ufficio della sede di New York. A confrontarsi saranno i tecnici e il settore vendite, l’obiettivo quello di controllare la sede di BigG a Manhattan. <br><br>

Una variante del gioco che sta prendendo piede, anche se più lentamente, è quella incentrata sul mondo della politica. In duemila si confrontano già su .<a href="http://gocrosscampus.com/edit/gxcgame.php?game=823&joinLink=1">GoCrossPoliticalBash08</a>, basato sulla conquista di tutti gli stati da parte dei candidati USA alla presidenza]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=168]]></link></item><item><title><![CDATA[Dipendenza da Internet nuova malattia mentale per l'organizzazione mondiale psicologi. ]]></title><description><![CDATA[Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, noto tra i professionisti della psicologia come DSM, è la raccolta di tutti i disturbi mentali accertati e definiti in modo preciso e inequivocabile. È imminente la pubblicazione della quinta edizione del DSM (il cosiddetto DSM V) che potrebbe contenere anche una nuova sindrome: la dipendenza da Internet. <br><br>

Si tratta di una forma di nevrosi di tipo compulsivo-impulsivo. La proposta di inserimento nel DSM proviene dalle pagine dell’American Journal of Psychiatry, dove Jerald J. Block ha firmato un articolo in cui definisce le caratteristiche della patologia. <br><br>

Sostanzialmente è il desiderio irrefrenabile di stare davanti a un PC e svolgere attività connesse alla rete. Il soggetto costretto a fare a meno di Internet diventa irritabile, nervoso e agitato e può facilmente cadere in forme di depressione: una vera e propria sindrome da astinenza. L’assuefazione a Internet si manifesta nella forma di una progressiva permanenza davanti al PC sempre più lunga e ininterrotta e nella ricerca di dispositivi hardware e software sempre più potenti e innovativi. <br><br>

Le basi statistiche utili alla definizione della malattia provengono dalla Corea, il paese attualmente più connesso a Internet del mondo. Qui si sono verificati casi estremi in cui dei soggetti sono addirittura deceduti per infarto derivato da eccessiva permanenza davanti al computer. A causa di un videogioco è stato perfino commesso un omicidio. <br><br>

Solitamente chi presenta i sintomi di una “Internet addiction” ha anche numerose altre forme di dipendenza. La dipendenza da Internet infatti deriva da uno stato mentale in cui il rapporto con la realtà tende a essere basato su una ossessività che tende a esagerare i confini e i gradi di libertà connessi a ogni aspetto della relazione con il mondo. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=167]]></link></item><item><title><![CDATA[Google Wi-fi 2.0: nuova tecnologia proposta al Governo Usa per connessioni super veloci su reti tv ]]></title><description><![CDATA[Google ha inviato una lettera ufficiale alla Commissione comunicazioni federale (Fcc) per sfruttare gli spazi liberi analogici divenuti liberi dopo il passaggio al digitale.<br><br>

Questi spazi sono liberi e inutilizzati secondo quanto ha spiegato Google in una conferenza stampa ufficiale e dovrebbero essere sfuttati per connessioni Internet a velocità mai raggiunte prima con collegamenti ovunque ( permettendo di eserre sempre connessi ) anche tramite dispositivi mobili come i cellulari ( una sorta di Wimax, ma ancora più veloce )<br><br>

Google ha già battezzato queste nuove tecnologia come Wi-Fi 2.0 proprio perchè porterà ad una reale rivoluzione di velocità e di servizi legati ad internet non trasferendo più, come accade oggi, milionidi bit al secondo, ma bensì miliardi di bit al secondo.<br><br>

E' da sottolineare che solo la scorsa settimana il più importante provider Usa Verizon Wireless si era aggiudicata la fetta più grande degli spazi etere con frequenze da 700 megahertz su cui vi era stata un'asta a cui anche Google aveva partecipato senza ottenere nessun spazio. <br><br>

Ma ora la "Grande G" sembra aver studiato una soluzione assolutamente innovativa proprio per usare gli spazi lasciati liberi dall'avvento del digitale.<br><br>

D'altra parte Google, insieme a Microsoft ed Intel, da tempo sta cercando di convincere il Governo Usa a utilizzare gli "spazi bianchi delle onde della tv analogica" e dopo la nuova asta il momento sembra essere il migliore.<br><br>

La stessa Google si è detta disponibile a rilasciare un software in formato opensource ( che secondo indiscrezioni dovrebbe essere Android, che usa già per i cellulari ) per il nuovo wi-fi 2.0 in modo che numerose società possano "scendere in campo" e offire le migliori connessioni ai migliori prezzi con una reale concorrenza.<br><br>

Tra l'altro per sfruttare queti spazi, non servono dispositivi sofisticati e costosi, ma bastano cellulari anche non di terza generazione.

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=166]]></link></item><item><title><![CDATA[Google Desktop 5.5 versione finale disponibile da scaricare. Tutte le novità e funzioni.]]></title><description><![CDATA[Le principali novità introdotte in Google Desktop 5.5: <br><br>

1. Migliorata capacità di tenere traccia ed indicizzare la posta di Outlook, anche per gli archivi "spostati". Aggiunto anche supporto per la posta IMAP-based nel Gadget e-mail. <br> 
2. Corretti alcuni problemi relativi alle DLL in Windows Vista. <br> 
3. I Google Desktop Gadgets sono ora integrabili in iGoogle;  <br>
4. Modifiche al processo di installazione, senza abilitazione di indexing ed altre funzionalità (desktop search engine disattivato di default), in modo da poter utilizzare Google Desktop esclusivamente come piattaforma Gadget. <br>
5. Corretti vari problemi nelle performance di indexing dei file Excel. <br> 
6. Modifiche alla interfaccia grafica, con nuovo look per il Quick Search Box e nuovo pulsante Gadgets nella taskbar.  <br>
7. Aggiunto supporto per istanze multiple dello stesso Gadget.  <br>
8. Aggiunta una funzione per la riparazione dell'installazione del programma.<br>
9. Vari bugfix e miglioramenti in performance<br><br>

Ma soprattutto Google Gadget 5.5 versione finale per Windows introduce una serie novità nell'utility per desktop, tra cui si evidenzia la possibilità di utilizzare i Google Desktop Gadget anche sul web sulla propria Home iGoogle. Google Desktop e iGoogle sono prodotti che hanno seguito una simile evoluzione, e rappresentano due facce della stessa medaglia.<br><br>

Mentre Google Desktop è stato inizialmente lanciato come motore di ricerca per file locali e si è trasformato col tempo in un "personal agent" per l'accesso ad informazioni locali e remote (news, previsioni del tempo, note, statistiche di sistema, notifiche e-mail, etc.), iGoogle si è evoluto da semplice "Google homepage personalizzata" ad una pagina iniziale per l'accesso a news, siti preferiti e mini-applicazioni dedicate a qualsiasi tipo di informazione disponibile sul web. <br><br>

Finora i Gadget per iGoogle potevano essere sfruttati anche in Google Desktop, ma non viceversa, dato che una applicazione web non è in grado di interagire con un software desktop, almeno senza una plug-in.<br><br>

Link per scaricare Google Desktop 5.5 versione finale:
<a href="http://desktop.google.com/">http://desktop.google.com/</a>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=165]]></link></item><item><title><![CDATA[Browser più sicuro? È Internet Explorer secondo ricerca di PayPal. La classifica.]]></title><description><![CDATA[Michael Barrett, responsabile della sicurezza di PayPal, non ha dubbi: il browser più sicuro tra quelli attualmente esistenti è Microsoft Internet Explorer. <br><br>

A renderlo così convinto è l’integrazione del filtro contro il phishing inserito in Explorer, che manca per esempio in Safari, il browser per Mac, e che sarà introdotto nelle prossime versioni di Mozilla Firefox e di Opera. <br><br>

In un’intervista a Macworld, Barrett ha affermato senza mezzi termini: «La nostra raccomandazione al momento è di fare uso di Internet Explorer 7, della versione 8 quando sarà disponibile, o in alternativa di Firefox 2 o Firefox 3 e eventualmente di Opera». <br><br>

La protezione migliore contro le azioni di malintenzionati che vogliono rubare dati personali è nell’integrazione della tecnologia Extended Validation (EV). Si tratta di una funzionalità che garantisce l’utente di trovarsi in un sito attendibile e certificato come immune da frodi, tramite il colore della barra degli indirizzi che diventa verde se tutto è in regola. <br><br>

Il proprietario del sito per ottenere la validazione deve dare prova di essere l’effettivo creatore del sito, garantire che il proprietario dell’indirizzo coincide con il gestore dell’URL e produrre una documentazione legale certificata da un pubblico ufficiale che dimostri la proprietà e i dati relativi alla gestione del sito stesso. <br><br>

Insomma deve fornire tutta una quantità di certificazioni che solo i siti ufficiali sono in grado di fornire. Il sito validato viene visualizzato da Explorer come sicuro permettendo all’utente di operare al suo interno in tutta tranquillità. <br><br>

Ma non basta. Internet Explorer permette di attivare i controlli ActiveX solo quando lo si ritiene sicuro, scherma opportunamente le vulnerabilità XSS, dà modo di cancellare in profondità la cronologia di navigazione e include un sistema di anti-spoofing dei domini che comprende a numerosi domini internazionali. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=164]]></link></item><item><title><![CDATA[Servizi e applicazioni Internet diventano programmi che funzionano senza browser sul desktop del Pc con Firefox Prism. E così Gmail diventa un software di posta indipendente.]]></title><description><![CDATA[Dal blog Mozilla Labs : " Crediamo che il Web sia una piattaforma potente per l'innovazione, ed il nostro obiettivo con Prism è quello di guidare lo sviluppo di potenziamenti per questa piattaforma in grado di portare i vantaggi delle applicazioni desktop al Web. Prism non è una nuova piattaforma o un prodotto, ma piuttosto un veicolo per Mozilla Labs per sperimentare nuove tecnologie ed estendere le capacità del Open Web. Gli sviluppatori non devono alzare un dito per rendere desktop-enable le proprie applicazioni web (sebbene possano specificare impostazioni per migliorare l'esperienza), mentre gli utenti possono scegliere se utilizzare le loro applicazioni web preferite nel proprio browser, sul loro desktop preferito, o in entrambi i posti ". <br><br>

Mozilla ha reso disponibile un importante aggiornamento per Prism che include nuove capacità di integrazione desktop e un'installazione semplificata. È ora possibile utilizzare Prism semplicemente installando una piccola estensione per Firefox 3 senza installare l'applicazione Prism separata. Basterà installare l'estensione, navigare su una applicazione web, e quindi selezionare "Tools > Convert Website to Application". <br><br>

Le altre novità introdotte in Prism per Firefox v0.2 e Prism Standalone v0.9: Possibilità di scegliere una icona per rappresentare un'applicazione web sul desktop (Prism può utilizzare il favicon dell'applicazione web o caricare una immagine personalizzata fornita dall'utente); Esecuzione di ciascuna applicazione web nel suo profilo (ogni applicazione web viene posta nel proprio processo/profilo in modo che non interferisca con le altre); Supporto preliminare per l'aggiunta di un badge all'icona desktop (per il momento realizzato sfruttando un file webapp.js custom). <br><br>

Mozilla sta lavorando per eliminare la necessità di utilizzare i file webapp per l'installazione, la personalizzazione e l'esecuzione di Prism, in favore di una soluzione che sfrutti e estenda le convezioni web esistenti per l'esposizione della configurazione dei siti, come i tag –link- e –meta-. Maggiori informazioni a riguardo sono disponibili nelle discussioni sui bug 420878 e bug 420661 . <br><br>

Gli O/S su cui può essere eseguita la versione stand-alone di Prism sono Windows, Linux e Mac.<br><br>

Per quanto riguarda invece l'integrazione in Firefox, Prism è disponibile per Firefox 2 e 3 in versione 0.2 ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=162]]></link></item><item><title><![CDATA[Legge commercio elettronico UE: rivista entro il 2008. I provider saranno la polizia del Web?]]></title><description><![CDATA[Entro il 2008 la Commissione UE dovrà aggiornare la direttiva vigente sul commercio elettronico.<br><br>

Più di un anno fa la Commissione ha avviato un’analisi volta a comprendere se la normativa attuale concernente la responsabilità dei provider sia in grado di assicurare uniformità al quadro giuridico in tutti i paesi membri dell’Unione Europea.<br><br>

Giovanni Maria Riccio, docente di Diritto della Comunicazione dell’Università di Salerno e consulente della Commissione Europea, ha affermato in un’intervista rilasciata a Punto Informatico [punto-informatico.it] che «è molto difficile dire se e come cambierà l’attuale direttiva. Il compito del nostro gruppo di ricerca si limitava al presentare la situazione dei singoli stati ed a fornire suggerimenti alla Commissione. Ma sarà la Commissione a prendere le decisioni».<br><br>

Le problematiche che il nuovo assetto normativo dovrà regolamentare riguardano innanzi tutto la responsabilità dei motori di ricerca e delle aste on-line, l’appianamento di alcune incongruenze da parte di diversi giudici nazionali nell’applicazione della direttiva e la definizione delle procedure di notifica e rimozione dei contenuti illeciti (notice and take-down).<br><br>

Su tutto aleggia la dottrina Sarkozy, che auspica un maggiore coinvolgimento dei provider nel controllo attivo di tutto quello che gli utenti fanno in rete. Teorema che, se da una parte viene incontro agli interessi di chi fornisce contenuti originali e coperti da copyright, su un altro versante mina il rispetto della privacy dei consumatori e l’indipendenza degli ISP rispetto a come la rete stessa viene utilizzata.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=161]]></link></item><item><title><![CDATA[Partita IVA in homepage su siti Web: prima multa data perché mancava.]]></title><description><![CDATA[Il DPR 404 del 5 ottobre 2001 ha modificato in senso ampliativo quanto previsto dal DPR 633/72, prescrivendo che ogni attività con fini di lucro che apre un sito Web ha l’obbligo di introdurre il numero della partita IVA già nella home page. <br><br>

La disposizione implica in sostanza che non basta inserire l’anagrafica dell’azienda in qualche sottopagina annidata, ma deve essere ben presente già nella pagina di apertura del sito. <br><br>

Inoltre, come recita la Risoluzione 60 di maggio 2006 della Agenzia delle Entrate, «il numero di Partita IVA, attribuito dagli Uffici dell’Agenzia a quanti intraprendono l’esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, deve essere indicato nella home-page del sito Web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico». <br><br>

La novità è che sono iniziate a fioccare delle multe ad alcune aziende che invece non si sono attenute a questa normativa, per ignoranza o per semplice negligenza. <br><br>

Non si tratta di multe milionarie, per fortuna dei proprietari dei siti inadempienti, dal momento che la sanzione oscilla tra i 258 e i 2.065 euro, definita nel d.lgs. 472/1997. Ciononostante è più che opportuno verificare la condizione del proprio sito Web aziendale per assicurarsi che non ci si esponga al rischio di impinguare ulteriormente il legittimo prelievo esercitato dall’Agenzia delle Entrate anche a causa di distrazioni o di superficialità.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=157]]></link></item><item><title><![CDATA[Nuovo Gmail 2, la posta elettronica di Google, disponibile in tutto il mondo. Le nuove caratteristiche e funzionalità]]></title><description><![CDATA[Google ha integrato in Gmail: supporto per i colori delle etichette, nuove scorciatoie da tastiera, possibilità di eseguire ricerche specifiche tra i messaggi di posta ricevuti e condividere facilmente l'URL di ricerca con i propri contatti, supporto dei pulsanti di navigazione (avanti e indietro) e della cronologia del browser, supporto per l'aggiunta ai segnalibri di singoli messaggi di posta, e la funzione "Filtra messaggi come questo" che permette di creare un filtro basato sul messaggio che si sta leggendo. A queste novità si aggiungono: il supporto per la chat di gruppo e nuovi emoticon dinamici e un nuovo manager per i contatti con layout a tre finestre. Abbiamo parlato ampiamente di tutte le novità introdotte in varie news dedicate.<br><br>

Con la modifica del codice strutturale disponibile per gli utenti di Firefox 2 e IE 7, Google ha implementato un nuovo motore che permette agli utenti di eseguire operazioni ripetute più velocemente ed agli sviluppatori di condividere componenti (stesso editor rich text di Groups e Page Creator, e Contact Manager condiviso con altre applicazioni di Google).<br><br>

Alcune delle azioni più comuni in Gmail risultano ora più veloci. Per esempio, in Gmail è ora implementato il prefetch dei messaggi nella visualizzazione corrente, in modo tale che quando si apre una e-mail il browser non deve comunicare nuovamente con il server.<br><br>

Su Gmail Blog, Google evidenzia nuovamente uno dei possibili effetti collaterali derivanti dall'utilizzo della nuova versione potenziata del servizio: "Un effetto collaterale di questa modifica è che potrebbe non far funzionare più alcune estensioni third-party per Gmail – script non supportati che modificano direttamente il codice di Gmail.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=158]]></link></item><item><title><![CDATA[Tutorial Adobe Photoshop: dove trovarli. Elenco siti migliori e gratis.]]></title><description><![CDATA[Adobe Photoshop è il programma di editing grafico più sofisticato sul mercato. Inoltre ha una diffusione così ampia fra i professionisti che ormai può a buon diritto essere considerato il software standard per chiunque si occupi a un livello avanzato di processazione di immagini. <br><br>

Proprio per questo però imparare a usarlo scoprendo tutti i suoi segreti non è facile. Benché le operazioni più semplici si possano eseguire in modo abbastanza intuitivo grazie a un’interfaccia utente abbastanza usabile e piuttosto intuitiva, per sfruttare al massimo grado le potenzialità del programma occorre conoscere a fondo la teoria della grafica digitale e soprattutto tutte le sfaccettature delle varie funzioni.<br><br> 

Uno dei modi più semplici per raggiungere un grado di conoscenza avanzato dell’applicazione è quello di ricorrere a un tutorial, un corso che lega immagini, brevi video dimostrativi e testo esplicativo in un unico percorso didattico che favorisce l’autoapprendimento. <br><br>

Ma come trovare dei tutorial relativi a Photoshop? Ne segnaliamo alcuni.

<a href="http://www.photoshoptutorials.us/">http://www.photoshoptutorials.us/</a><br>

<a href="http://www.photoshop101.com/">http://www.photoshop101.com/</a><br>

<a href="http://www.photoshopbrushes.com/tutorials.htm">http://www.photoshopbrushes.com/tutorials.htm</a><br>

<a href="http://www.planetphotoshop.com/category/tutorials/?id=tutorials">http://www.planetphotoshop.com/category/tutorials/?id=tutorials</a><br>

<a href="http://www.photocillin.com/">http://www.photocillin.com/</a><br>

<a href="http://www.aqa-d.se/2007/fwf.html">http://www.aqa-d.se/2007/fwf.html</a><br>

<a href="http://www.photoshoproadmap.com/">http://www.photoshoproadmap.com/</a><br>

<a href="http://www.photoshoplab.com/tutorials/">http://www.photoshoplab.com/tutorials/</a><br>

<a href="http://www.designertoday.com/tabindex-16/tabid-19/DesktopDefault.aspx">http://www.designertoday.com/tabindex-16/tabid-19/DesktopDefault.aspx</a><br>

<a href="http://www.graphic-design.com/Photoshop/tutorials/">http://www.graphic-design.com/Photoshop/tutorials/</a><br>

<a href="http://www.adobe.com/designcenter/">http://www.adobe.com/designcenter/</a><br>

<a href="http://www.photoshopgurus.com/">http://www.photoshopgurus.com/</a><br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=159]]></link></item><item><title><![CDATA[Controllo in ufficio: produttività, lavoro e stress monitorati da un software Microsoft]]></title><description><![CDATA[Microsoft ha sviluppato un software finalizzato a valutare i livelli di produttività, di competenza e di benessere psicofisico dei dipendenti di un’azienda. <br><br>

Mediante sensori wireless appositi, al lavoratore viene monitorata la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la temperatura corporea, i movimenti e le espressioni del volto. I risultati darebbero un preciso e attendibile quadro fisiologico legato alle attività quotidiane di ogni dipendente. <br><br>

Si tratta in effetti di un sistema di nuova concezione di cui Microsoft ha appena presentato domanda di brevetto e che è ancora passibile di numerose modifiche e perfezionamenti. <br><br>

Ovviamente le caratteristiche del programma sono tali da insospettire e preoccupare chiunque sia interessato alla privacy di ciascun lavoratore, intesa come tutela dei dati sensibili relativi alla proprio stato psicofisico. La paura che un ufficio del personale possa interpretare i dati rilevati espellendo dalla compagine aziendale quei dipendenti che mostrino dei problemi di salute è più che fondata. <br><br>

In realtà Microsoft insiste sul fatto che il software è in prima istanza un rivelatore di stress, che permette al management di individuare fonti di sofferenza sul lavoro in modo da risolverle e migliorare di conseguenza la produttività. <br><br>

Rimane però che numerose aziende potrebbero impiegare i dati per tentare di intervenire direttamente sulle persone interessate con programmi di formazione o addirittura con supporti psicologici o di tutoraggio, il che in qualche caso è legittimo, in altri può rappresentare una vera e propria violazione della libertà individuale. <br><br>

In Gran Bretagna, dove è apparsa la notizia della nuova realizzazione Microsoft, si è immediatamente creato un vespaio di critiche al programma, che ha unito su un unico fronte sia i sindacati che il mondo dell’imprenditoria. Se è facile capire perché i sindacati sono insorti, ecco come le parole di Stephen Alambritis della Federazione Piccole Imprese illustrano la forte diffidenza dei manager: «Un’iniziativa del genere avrebbe il risultato di avvelenare i rapporti all’interno di un’azienda».
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=155]]></link></item><item><title><![CDATA[Prezzi SMS più bassi in arrivo?]]></title><description><![CDATA[Il commissario europeo alle telecomunicazioni, Viviane Reding, ha preso di mira il costo degli SMS spediti tra cellulari residenti in nazioni europee diverse.<br> <br>

Secondo la Reding il costo attuale è troppo elevato, così come alti sono i prezzi relativi all’utilizzo dei servizi dati. <br><br>

In giugno 2007 la Commissione Europea aveva decretato che il roaming internazionale dovesse subire delle riduzioni consistenti, il che ha portato a una riduzione delle tariffe voce nell’ordine anche del 60 per cento. Queste riduzioni però non hanno interessato il campo dei messaggi di testo, che hanno mantenuto il loro prezzo decisamente esoso e penalizzante per i consumatori. <br><br>

Benché dalla Commissione Europea ancora non è partita nessuna imposizione ufficiale, l’invito alle compagnie telefoniche è più che chiaro: o iniziano a rivedere le loro politiche di pricing per gli SMS internazionali o presto arriverà una direttiva costrittiva. <br><br>

L’Italia è in perfetta concordanza con quanto aleggia nella Comunità Europea sul contenimento dei prezzi telefonici. L’Autorità TLC italiana si sta concentrando innanzi tutto sulla telefonia fissa e ha fissato per il 2010 l’allineamento di tutte le tariffe praticate dagli operatori di rete fissa su un valore di 0,57 centesimi al minuto. Altre direttive riguardano l’abbattimento progressivo delle barriere all’ingresso per altri operatori alternativi a Telecom Italia rendendo il mercato sempre più aperto e incline ad avvantaggiare il consumatore.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=154]]></link></item><item><title><![CDATA[Risoluzione monitor per siti Web]]></title><description><![CDATA[Fino a qualche tempo fa lo standard dei monitor era il formato 4:3 e chiunque si dedicasse a costruire una pagina Web o l’interfaccia di un’applicazione doveva semplicemente occuparsi di renderla ottimale per una risoluzione che di solito era 800x600 o, nel caso di panelli più definiti, 1024x768.<br><br>

Da pochi anni si assiste però a un’invasione di nuovi formati. Per due ragioni: innanzi tutto per la diffusione sempre più ampia di dispositivi simili ai PC (o dei PC veri e propri) – come gli UMPC, i vari tipi di notebook con schermi di grandezza variabile, i televisori adattati a monitor, e così via – che introducono aree di visualizzazione spesso del tutto inusitate.<br><br> 

Dall’altro lato c’è stato un fortissimo abbassamento dei costi dei pannelli LCD, che permettono così la realizzazione a uso consumer di monitor con forme e dimensioni le più diverse. Di conseguenza è sempre meno infrequente imbattersi in monitor con risoluzioni 1280x1024, così come 1440x900, senza contare la pletora di sigle che definiscono vari tipi di risoluzione associati a formati particolari – VGA, XGA, QVGA, XVGA, QQVGA, HQVGA, ecc. <br><br>

Difficile a questo punto definire una linea precisa nello sviluppo grafico. Dal momento che non esiste in questo campo neanche la più vaga speranza di formalizzare uno standard, bisogna volta per volta sperimentare il modo in cui una pagina o un’interfaccia si profila su una vasta quantità di differenti monitor. <br><br>

Solitamente per il Web bisogna pensare che entro 800 pixel circa in altezza ci deve essere tutto quello che importa vedere, ma bisogna ovviamente tenere conto anche dell’ingombro dei vari menu, delle cornici del browser, dei vari plug-in. Anche la larghezza può essere conveniente mantenerla non oltre gli 800, per agevolare chi ancora utilizza (ma sono pochi...) vecchi monitor. O comunque, sempre, sottoporre il lavoro fatto, almeno nelle fasi preliminari, a numerose prove di visualizzazione con tutte le principali famiglie di monitor più presenti sul mercato. <br><br>

Ovviamente, qualsiasi indicazione di sviluppo non può però più essere formalizzata in modo definitivo e bisogna avere la capacità di capire volta per volta qual è la dimensione di pagine e applicazioni più consona all’uso finale previsto.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=153]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet in Italia: situazione negativa.]]></title><description><![CDATA[L'istat ha rilasciato due giorni fa il suo annuale rapporto statistico sull'utilizzo di Intenet in Italia rispondendo alle principali domande sull'uso della Rete Web nel nostro Paese.<br><br>

La situazione è negativa e in lenta crescita, molto lontano dalle vicine nazioni europee.<br><br>

L'unica consolazione sono i giovani che trainano davvero l'uso di Internet in Italia, perlomeno dai 14 ai 35 anni. Poi c'è il buio.<br><br>

Stando a questi dati, che tra l'altro in una sezione dello studio indicano che la tv ha un utilizzo del 95% in Italia contro il 36% i Internet non frequente come quello della televisione, si può delineare un profilo della popolazione italiana ancora lontana da Internet principalmente a causa della propria ignoranza ( nel senso latino del termine ovvero non conosco e non ho vedo necessità di imparare ), tanto è vero che l'uso del Web viene appreso sopra i 35 anni quando le persone si trovano in situazioni di ricollamento lavorativo.<br><br>

Certo la copertura Adsl è scarsa, i costi economici sono ancora elevati, ma sono motivi minori rispetto alla non conoscenza dello strumento.<br><br>

Per l'affermarsi di Internet in Italia occorrerà aspettare la crescita delle attuali generazioni: da una parte il"gruppo" tra i 14 anni e i 28 anni che esca dalle scuole e dalle università e incominci ad entrare nel mondo lavorativo portando un forte utlizzo internet negli uffici e nelle aziende, mentre il "compito" del "gruppo" dei 28-35enni sarà quello, una volta dopo essersi affermato nel mondo lavorativo con le proprie competenze e abilità, di portare la necessità dell'uso di Internet nelle imprese dove avranno ruoli dirigenziali.<br><br>

Anche l'e-commerce, la vendita online di beni e servizi, è legata alla crescita di questi due "gruppi generazionali": con l'entrata e l'affermarsi nel mondo lavorativo dovrebbe aumentare la capacità di spesa e di conseguenza la naturale scelta di acquistare online.<br><br>

Accanto ai 14-35enni, dobbiamo aspettare almeno una generazione ( se non due ) per poter vedere il completo affermarsi dell'Internet in Italia.<br><br>

E anche lo "sbarco" dei servizi web in tv o sui cellulari potrebbe solo diminuire leggermente i tempi dell'affermazione di Internet nel nostro Paese.<br><br>

Questa, purtroppo, è la situazione, letta e riletta con statistiche alla mano.<br><br> 

Per chi lavora tutti i giorni con il Web può apparire una situazione assurda, ma, purtroppo, è così.<br><br>

Vi lascio alle cifre "pure e dure" dell'Istat, la cui lettura sono sicuro vi farà riflettere e, forse, arrivare alle mie stesse conclusioni.<br><br>

Marcello Tansini


QUANTI E QUALI ITALIANI UTILIZZANO INTERNET ? A CASA O IN UFFICIO ?<br><br>

Secondo il rapporto Istat uscito due giorni fa solo il 36,9% degli italiani utilizza Internet. Circa il 23% ha una connessione Adsl, in aumento rispetto agli anni precedenti, ma un dato sicuramente molto limitato rispetto alle restanti nazioni europee <br>

Rispetto al 2006, è in crescita la quota degli utenti sia del personal computer, sia di Internet. <br><br>

Relativamente alla frequenza di utilizzo si evidenzia un incremento delle persone che dichiarano di utilizzare il personal computer ed Internet tutti i giorni (dal 22,9% al 23,8% per il personal computer e dal 14,1% al 16,1% per Internet).<br><br>

Il picco di utilizzo del personal computer si ha tra i 15 e i 19 anni (oltre il 77%) e per Internet tra i 15 e i24 anni (oltre il 68%), per poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età. Già tra le persone di 35-44 anni l’uso del personal computer (54,1%) e di Internet (48,5%) è molto più contenuto.<br><br>

Tra le persone di 60-64 anni solo il 17,5% usa il personal computer e il 14,9% naviga in Internet, mentre tra gli ultra sessantacinquenni l’uso di queste tecnologie è ancora un fenomeno marginale. Ovviamente le differenze dovute all’età dipendono in gran parte dal livello di istruzione più basso delle persone anziane (Tavola 4).<br><br>

In linea con gli anni precedenti, si riscontrano forti differenze di genere sia nell’uso del personal computer che in quello di Internet. Dichiarano, infatti, di utilizzare il personal computer il 47,2% degli uomini a fronte del 36,6% delle donne. <br><br>

Navigano in Internet il 42,3% degli uomini e il 31,7% delle donne. Va rilevato, comunque, che fino a 34 anni le differenze di genere sono molto contenute o inesistenti, mentre si accentuano a partire dai 35 anni in poi, a favore degli uomini e raggiungono il massimo tra le persone di 55-59 anni (oltre 16 punti percentuali di differenza fra uomini e donne).<br><br>

Nel 2007 permane lo squilibrio territoriale sia nell’uso del personal computer che in quello di Internet:dichiarano, infatti, di utilizzare il computer oltre il 43% della popolazione residente nel Centro-nord a fronte di una quota che nel Sud e nelle Isole non supera il 36,5%; l’uso di Internet supera il 38% nel Centro e nel Nord e si attesta intorno al 29,6% nel Sud e nelle Isole<br><br>

Va sottolineato, inoltre, che dal 2003 al 2007 aumentano le differenze tra Nord e Sud del Paese: la distanza nell’uso del personal computer tra il Nord-ovest e il Sud era di 8,6 punti percentuali nel 2003 ed è diventata di 12,6 punti percentuali nel 2007. Lo stesso andamento si riscontra per Internet.<br><br>

L’uso del personal computer e di Internet è connotato anche da un forte divario sociale. Usano di più il personal computer e Internet gli studenti (rispettivamente 85% e 80,6%), seguiti dagli occupati (58,6% e 54,1%); all’ultimo posto si collocano le casalinghe (10,9% e 8%) e i ritirati dal lavoro (9,7% e 7,8%).<br><br>

Tra gli occupati l’uso del personal computer prevale tra i direttivi, quadri, impiegati (79,6%); seguono i dirigenti, imprenditori, liberi professionisti (74,9%) e i lavoratori in proprio e coadiuvanti (43,4%), mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il personal computer scende al 35,2%.<br><br> 

Internet è utilizzato soprattutto da direttivi, quadri, impiegati (74,9%) seguiti dai dirigenti, gli imprenditori, i liberi professionisti (72,1%). Solo il 30% degli operai ed apprendisti usa, invece, la rete. <br><br>

Queste differenze dipendono in parte anche dalle mansioni svolte che possono richiedere o meno l’uso delle tecnologie ICT.<br><br>

Rispetto al 2003, l’uso di personal computer tra gli occupati è passato dal 54,3% al 58,6% e la navigazione in Internet dal 44,2% al 54,1%. 
Interessante notare come rispetto all’uso del personalcomputer i più dinamici siano stati gli operai e gli apprendisti (dal 27,9% al 35,2%) e le persone in cerca di nuova occupazione (dal 32% al 40,6%). 
Rispetto ad Internet, invece, forti incrementi si sono registrati un po’ in tutte le categorie professionali.<br><br>

Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria casa.<br><br> 

L’84,7% delle persone che hanno utilizzato il personal computer negli ultimi 3 mesi lo hanno fatto da casa. Segue il posto di lavoro (43,3%), il luogo di studio (21,9%), la casa di altri (21,6%) e altri luoghi (15,1%)<br><br>

Sono soprattutto i bambini e i giovani fino a 24 anni che usano il personal computer a casa (in oltre il 90% dei casi). L’uso
sul lavoro si concentra invece nella fascia d’età tra i 25 e i 59 anni (oltre il 55% degli utilizzatori, con punte del 73% tra i 45 e i 54 anni). <br><br>

Infine, i ragazzi e i giovani fino a 24 anni sono quelli che usano di più il personal computer a casa di altri e sul luogo di studio.
Per Internet si riscontra una situazione molto simile con il 78,6% degli utilizzatori che lo usa da casa, il 42,5% dal luogo di lavoro, il 16,6% dal luogo di studio, il 23,1% da casa di altri e il 15,4% da altro luogo.<br><br>

Il 36,8% delle persone di 6 anni e più che hanno utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi vorrebbero utilizzarlo di più (oltre 7 milioni di persone). <br><br>

Tra i motivi per cui non lo utilizzano a sufficienza si collocano con maggior frequenza la mancanza di tempo (61,6%, con punte che superano il 72% tra i 35 e i 54 anni). Seguono i costi di connessione elevati (28%), la connessione troppo lenta (23,7%), la scarsa conoscenza delle lingue straniere (15,5%), la mancanza di capacità e (12,4%) e i motivi di privacy, sicurezza (12,4%)<br><br>

Sono ancora poche le persone che usano un collegamento senza fili per connettersi ad Internet. Il 17,3% degli utenti di Internet usa un portatile con collegamento senza cavi (WIFI). Più contenute le quote di coloro che usano un cellulare via GPRS (7,4%), un cellulare via UMTS (6,8%) e un computer palmare (5,2%). <br><br>

Le quota di coloro che utilizzano collegamenti senza fili è sempre più alta tra gli uomini e nella fascia d’età tra i 18 e i 44 anni.<br><br>

CHE COSA SI FA CON INTERNET, QUALI ATTIVITA' ONLINE ?<br><br>

Email, ricerca di informazioni su beni e servizi e consultazione per apprendimento le attività più svolte<br>

Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi 3 mesi hanno utilizzato la rete prevalentemente per comunicare attraverso l’uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (77,3%), per cercare informazioni su merci e servizi (64,8) e per apprendere (54,7%). <br><br>

Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (43,4%) e per leggere o scaricare giornali, news, riviste (43,1%). Sono meno diffuse le attività relative alla spedizionedi moduli della P.A. (10,7%) e la vendita di merci o servizi (8,8%).<br><br>

Nell’ultimo anno si registra un incremento di molte attività praticate su Internet. 
Gli aumenti più significativi si registrano per leggere o scaricare giornali, news, riviste (che passa dal 33,9% del 2006 al 43,1% del 2007), in aumento anche giocare o scaricare giochi, immagini, musica (dal 32,3% al 39,9%) e la fruizione di radio e tv sul web (dal 14,8% al 21,4%). <br><br>

Tra le attività di comunicazione telematica aumenta di circa 5 punti percentuali il telefonare su Internet, ( Voip ) partecipare a video conferenze (dall’8,6% al 13,7%). Stabile invece la quota di utenti che ha utilizzato l’email<br>

Gli uomini sono più attivi delle donne nello scaricare software, nel cercare informazioni su merci e servizi, nel vendere merci o servizi, nell’usare servizi bancari ma anche nella fruizione di prodotti culturali e nello svolgere attività ludiche. Ad esempio, sono quasi il doppio gli uomini che si collegano ad Internet per scaricare software (37% contro il 18,7% delle donne) e per giocare o scaricare giochi,
immagini e file musicali (44,2% contro il 34,4%).<br><br> 

Le donne sono più interessate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie relative a malattie, all’alimentazione, al miglioramento della salute (42% delle donne contro il 34,4% degli uomini) e per cercare informazioni su attività di istruzione o corsi di
qualunque tipo (34,5% contro il 28,8% degli uomini).<br><br>

Le attività svolte con Internet sono strettamente correlate con l’età: tra i 20 e i 44 anni oltre l’82% degli utilizzatori di Internet usano la rete per mandare o ricevere e-mail.<br><br>

L’utilizzo del web per chattare, ad esempio, è particolarmente diffusa tra i giovani di 15-24 (oltre il 57%), così come ascoltare la radio, guardare programmi televisivi su web (oltre il 31% dei giovani di questa fascia di età). L’uso del web per giocare, scaricare giochi, immagini e file musicali è particolarmente diffuso tra le persone di 6-24 anni (oltre il 57%), mentre la ricerca di lavoro su Internetè particolarmente diffusa tra i 20 e i 34 anni (oltre il 30%).<br><br>

Cercare informazioni su merci e/o servizi, usare servizi relativi a viaggi e soggiorni, cercare informazioni sanitarie e usare servizi bancari via Internet sono, invece, i motivi più diffusi tra le persone di 25-64 anni. La lettura di giornali, news, riviste prevale tra le persone di 18-64 anni.<br><br>

L’uso di Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione è abbastanza diffuso. Infatti, il 38,3% degli utenti di Internet usa il web per ottenere informazioni dalla PA, il 26,5% per scaricare moduli da siti della Pubblica Amministrazione e l’11,4% per spedire moduli compilati della PA.<br><br>

Sono soprattutto i maschi a usare Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione, anche se le differenze di genere sono contenute. Infine, dal punto di vista generazionale sono soprattutto gli adulti tra i 25 e i 64 anni ad utilizzare di più Internet per cercare di mettersi in contatto con la PA. Oltre il 41% delle persone di quest’età ha consultato i siti della Pubblica Amministrazione per avere informazioni (con un picco che sfiora il 50% tra i 45 e i 64 anni) e più di un terzo per scaricare moduli.<br><br>

E-COMMERCE: QUANTI ITALIANI COMPRANO SU INTERNET ? E QUALI PRODOTTI E SERVIZI ACQUISTANO ?<br><br>

Solo il 22,7% degli individui di 14 anni e più che hanno usato Internet negli ultimi 12 mesi ha utilizzato la rete per ordinare e/o comprare merci e/o servizi per uso privato (pari a 4milioni 331mila persone); il 71,2%, pari ad 13 milioni 583mila individui, pur usando Internet non ha comprato o ordinato merce in rete.<br><br>

Considerando coloro che hanno fatto acquisti in rete nell’ultimo anno, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 27,2% contro il 17,2% delle donne), delle persone tra i 20 e i 44 anni (oltre il 25%), dei cittadini del Centro e del Nord rispetto al Sud (Tavola 14).<br><br>

I beni e i servizi acquistati sono vari ed eterogenei, influenzati dall’ampiezza e dal modo di fruizione del mercato on line. <br><br>

Al primo posto si collocano i viaggi e soggiorni (compresi i biglietti ferroviari, aerei, ecc.) ordinati e/o acquistati dal 35,1% delle persone che comperano su Internet, seguono libri, giornali, riviste e materiale per la formazione a distanza (25,4%), abiti e articoli sportivi (23,3%), film e musica (23%), attrezzature elettroniche (22,2%), ricariche telefoniche (21,9%) software per computer (inclusi i
videogiochi) (19,8%), biglietti per spettacoli (16,8) e hardware per computer (15,2%).<br><br>

Decisamente più contenute le quote di utenti che hanno ordinato e/o acquistato articoli per la casa (11,6%), azioni, servizi finanziari e/o assicurativi (5,9%) e prodotti alimentari (3,6%).<br><br>

Tra gli uomini gli acquisti più frequenti riguardano viaggi e soggiorni (32,6%), attrezzature elettroniche (27%), libri, giornali riviste (25,2%), film e musica (24,9%), abiti e articoli sportivi (23,4%), software per computer (23,2), ricariche telefoniche (21,8%) e hardware per computer (20,3%). La graduatoria degli acquisti effettuati delle donne vede al primo posto i viaggi e soggiorni (40,1%), seguiti da libri, 17
giornali riviste (25,8%), abiti e articoli sportivi (23,3%), ricariche telefoniche (22,1%), biglietti per spettacoli (19,3%) e film e musica (19%).<br><br>

Le maggiori differenze di genere si riscontrano per i viaggi e soggiorni e biglietti per spettacoli dove prevale l’interesse femminile, mentre gli uomini mostrano un’inclinazione per le attrezzature elettroniche, software e hardware per computer e per i servizi finanziari e assicurativi.<br><br>

I più giovani acquistano più frequentemente articoli e abiti sportivi (il 45,4% dei ragazzi tra 18 e 19 anni), i film e la musica (il 48,6% dei ragazzi 14-17enni).<br><br>

Il 43,6% di coloro che hanno acquistano film o musica ha scaricato il prodotto direttamente dalla rete, mentre al 53,3% è stato consegnato via posta o corriere; tra coloro che hanno acquistato software o videogiochi, circa la metà ha scaricato il prodotto dal web, mentre tra coloro che hanno acquistato libri, giornali, riviste e materiale di formazione a distanza più frequente è stata la consegna del materiale via
posta o corriere (87%)
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=156]]></link></item><item><title><![CDATA[Traduttori automatici e istantanei per chat: Google li lancia per Messenger]]></title><description><![CDATA[Traduzioni automatiche ed istantanee durante chat e conferenza a distanza ?<br>

Da oggi è possibile grazie ad un nuovo servizio lanciato da Google che permette di tradurre dialoghi scritti in più lingue in tempo reale.<br>

Non è ancora la traduzione di conversazioni orali, ma è sicuramente un importante passo avanti che permetterò di rendere più semplici i dialoghi via web e cellulare ( tramite le diffuse chat mobili ) tra persone di differenti nazionalità.<br>

Il nuovo servizio viene reso disponibile tramite l'uso di "bot traduttori" come contatti nel software di messaggistica istantanea. <br>

Ricordiamo che i (ro)bot sono codici software che agiscono come contatti di chat e offrono funzionalità utili o di intrattenimento agli utenti connessi al network. <br>

Google offre bot di traduzione per numerose coppie di lingue, un numero maggiore di quelle disponibili nello stesso servizio Google Translate. I bot possono essere aggiunti in Google Talk (nelle varie implementazioni del software IM: client desktop, Gadget, e tramite Gmail) e in qualsiasi altro client IM che supporti il protocollo Jabber. <br>

Da Google Talkabout, blog ufficiale del colosso della ricerca: "Se volete provarlo, basta che aggiungiate en2zh@bot.talk.google.com come amico in Google Talk e gli inviate un messaggio per tradurre dall'inglese al Cinese. Potete usarlo anche come interprete in una chat di gruppo, o come traduttore tascabile nel vostro client Google Talk per BlackBerry". <br>

L'identificativo dei bot è costruito sulla base: [origine]2[destinazione]@bot.talk.google.com La formattazione delle lingue segue lo schema ufficiale delle abbreviazioni a due lettere. <br>

Questo significa ad esempio che per traduzioni dall'italiano all'inglese occorrerà inserire durante la chat un bot denominato it2en@bot.talk.google.com.<br><br>

Attualmente sono disponibili i seguenti bot traduttori:<br><br>

ar2en, en2ar (Arabo/Inglese)<br>
bg2en (Bulgaro/Inglese)<br>
de2en, en2de (Tedesco/Inglese)<br>
de2fr, fr2de (Francese/Inglese)<br>
el2en, en2el (Greco/Inglese)<br>
es2en, en2es (Spagnolo/Inglese)<br>
fi2en (Finlandese/Inglese)<br>
fr2en, en2fr (Francese/Inglese)<br>
hi2en (Hindi/Inglese)<br>
hr2en (Croato/Inglese)<br>
it2en, en2it (Italiano/Inglese)<br>
ja2en, en2ja (Giapponese/Inglese)<br>
ko2en, en2ko (Coreano/Inglese)<br>
nl2en, en2nl (Olandese/Inglese)<br>
ru2en, en2ru (Russo/Inglese)<br>
uk2en (Ucraino/Inglese)<br>
ur2en (Urdu/Inglese)<br>
zh2en, en2zh (Cinese/Inglese)<br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=152]]></link></item><item><title><![CDATA[Motori di ricerca più utilizzati: Google rafforza il primato. Si può parlare di monopolio naturale ?]]></title><description><![CDATA[Il motore di ricerca in assoluto più utilizzato negli Stati Uniti è Google. Questa probabilmente non è una grande novità, dal momento che si sa bene il livello di dominio in questo segmento del colosso di Mountain View.<br><br>

Quello che invece risulta interessante è che c’è stato per Google un ulteriore avanzamento: il motore di ricerca è passato dal 57% dello scorso settembre ai 58,5 punti percentuali di ottobre, guadagnando ulteriori posizioni dominanti nel mercato americano legato alle ricerche nel Web. <br><br>

Dietro, ma ben distanziato, l’eterno rivale, Yahoo!, che perde punti passando dal 23,7% di settembre al 22,9% in ottobre. <br><br>

A seguire si trovano i siti Microsoft, con una percentuale pari al 9,7%, anche questo in flessione rispetto al 10,3% di settembre. Quindi Ask Network con il 4,7% e AOL con il 4,2% delle ricerche sul mercato USA. <br><br>

Ovviamente questa crescita ha avuto un effetto positivo sulla quotazione in borsa di Google, i cui titoli hanno raggiunto il valore di 666,51 dollari, con un guadagno complessivo di 2,8 punti percentuali. <br><br>

Secondo gli osservatori di Credit Suisse, Google è arrivato a un livello tale per cui la qualità dei suoi servizi è garantita anche in assenza di un avversario in grado di competere. In sostanza ha acquisito un monopolio naturale. <br><br>

Benché non fondata su dati reali, l’analisi di Credit Suisse afferma che Google arriverà a ottenere l’intero controllo sul settore delle ricerche on line, sgominando totalmente la concorrenza di altri competitor.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=150]]></link></item><item><title><![CDATA[Motore di ricerca italiano che risponde alle domande degli utenti basandosi su Wikipedia]]></title><description><![CDATA[Uno dei problemi legati a Wikipedia è la possibilità per gli utenti di trovare le informazioni che cercano attraverso il motore di ricerca che corre attraverso la sempre più vasta quantità di contenuti archiviati e in continua espansione.<br><br>

La collaborazione tra l’azienda IT italiana Expert System, la californiana AskMeNow e la Wikimedia Foundation ha portato alla realizzazione di un nuovo sistema di ricerca naturale che permette di rintracciare contenuti pertinenti mediante questioni formulate in linguaggio naturale. <br><br>

In altri termini se si vuole sapere qual è la capitale dell’Italia si potrà scrivere nel campo della ricerca: “Qual è la capitale dell’Italia”? Se in un caso del genere forse sarebbe sufficiente cercare “Italia” per trovare facilmente e subito anche la sua capitale, se si cercano informazioni meno banali, come per esempio “Che relazione c’era tra Beethoven e Haydn?” o “Gauguin ha mai copiato quadri altrui?” trasformarle in stringhe tipiche di un motore di ricerca è un po’ più difficile. <br><br>

Il sistema, per rispondere a domande espresse in linguaggio naturale, è in grado di attingere a una mappa concettuale basandosi su tutti i testi precedentemente indicizzati e categorizzati. Alla domanda il motore accede alla mappa per disambiguarne i contenuti e derivare la risposta – o le risposte – più pertinenti. <br><br>

Questo nuovo modo di operare del motore di ricerca ha il nome di “Cogito” ed è uno sviluppo italiano che ha portato alla realizzazione di AskWiki. <br><br>

Al momento AskWiki lavora solo sulla lingua inglese e sta ancora muovendo i suoi primi passi, ma lo sviluppo del cosiddetto “semantic-Web”, l’applicazione di complessi sistemi di marcatura al Web e ai contenuti in modo da stabilire delle relazioni e delle contestualizzazioni tra grappoli di contenuto, sta facendo passi da gigante. Presto si otterranno risultati che potrebbero cambiare il modo di approcciare le ricerche in rete.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=149]]></link></item><item><title><![CDATA[I siti più visitati e le applicazioni Internet più usate in Italia: cresce il web 2.0 e l'e-commerce]]></title><description><![CDATA[Secondo le rilevazioni di Nilsen sono sostanzialmente stabili gli utenti che si sono connessi al web almeno una volta ad ottobre da casa e da ufficio: oltre 22,5 milioni che crescono fino a diventare 23,8 includendo anche gli utilizzatori di applicazioni come instant messenger, software per lo streaming video/audio, o applicativi quali iTunes e Google Earth. Nel dettaglio, gli utenti che accedono al web da casa sono 17,2 milioni (+1% rispetto a settembre), mentre da ufficio i navigatori attivi sono 8,6 milioni (+2%).<br><br>

Rispetto al mese di settembre aumentano tutte le metriche dei consumi: le sessioni per persona sono 33 nel mese di ottobre (+6%) - ciò significa che in media ogni utente si collega più di una volta al giorno - le pagine viste crescono del 5% e il tempo speso online per persona aumenta di circa mezz’ora, arrivando a superare le 22 ore mensili. <br><br>

Per quanto riguarda i comparti più performanti in termini di utenti unici, da segnalare – come ogni anno in questo periodo con l’avvicinarsi delle festività natalizie e il conseguente inizio della stagione più propizia allo shopping online – l’aumento di traffico sui siti dei rivenditori, che crescono in media dell’11% trainati in particolare da Amazon (+27%), Mediaworld (+20%) ed Eprice.it (+18%). Analogamente aumentano anche i siti per la ricerca dei prodotti e la comparazione dei prezzi, tra i quali Ciao! (+16%), TrovaPrezzi (+24%) e il canale shopping di Tiscali.<br><br>

Ottimi risultati anche per tutto il comparto dei siti del Web 2.0, dalle enciclopedie online come Wikipedia (+10%) ai motori di ricerca “umani” come Yahoo! Answers, che cresce del 15% rispetto a settembre. Anche il mondo delle community prosegue nel suo trend di crescita (+4%), con i siti di blog in prima linea per quel che concerne l’ammontare di utenti unici: i frequentatori di questi siti sono oltre 7 milioni – con più di un navigatore su 5 che si muove attivamente in questi spazi della Rete – e con Blogger e Splinder che continuano a segnare tassi di crescita molto elevati (il 6% e il 12% rispettivamente).<br><br>

Continuano a crescere anche gli utenti di YouTube (+2%) e in generale dei siti che consentono di ricercare, scaricare e proporre video, i cui utilizzatori sono ormai oltre 8 milioni.<br><br>

“Considerando che settembre è tipicamente un mese di intenso utilizzo di Internet, gli aumenti dei consumi di ottobre sono un dato di notevole rilievo” commenta Ombretta Capodaglio, Marketing Manager Nielsen Online. “Se l’universo dei navigatori è sostanzialmente stabile, gli utenti sembrano diventare ogni mese più esperti, più smaliziati nell’utilizzo della Rete e dei suoi strumenti. Non solo cresce l’utilizzo dei siti del Web 2.0 e aumentano in generale il numero e la tipologia di siti visitati ogni mese – come si evince dal fatto che delle quindici categorie tramite le quali siamo soliti organizzare il mondo web, solo due sono pressoché stabili mentre tutte le altre registrano importanti incrementi – ma aumenta anche la quota di utenza che si avvicina all’e-commerce. Da una nostra recente ricerca presentata nel corso dell’Osservatorio Multicanalità 2007, è emerso infatti che gli acquirenti online a settembre sono stati 1,6 milioni, il 7% dei navigatori attivi nel mese (erano 1,3 milioni a giugno) e che la percentuale di acquirenti online sale fino al 30% tra gli heavy user della Rete.”<br><br>

Tra i siti più visitati ad ottobre, da rilevare la crescita dei portali Tiscali (+8%) e Leonardo.it (+6%), dei quotidiani online La Gazzetta dello Sport (+8%) e La Repubblica (+4%), di eBay (+4%) tra i siti di shopping online e del sito di Poste Italiane (+7%).<br><br>

Da segnalare, infine, l’incremento nell’utilizzo di alcuni tra i più noti applicativi online: Skype (+7%), iTunes (+11%), VideoLAN Client (+12%), Divx Player (+44%).]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=148]]></link></item><item><title><![CDATA[Speciale: Google in Flash]]></title><description><![CDATA[SearchMash, il sito/motore di ricerca sperimentale di Google, lanciato l'anno scorso per testare nuove interfacce per i risultati di ricerca, è disponibile ora anche in versione Flash (richiede IE/Firefox e Flash 9). Il nuovo sito sfrutta una navigazione a schede per permettere all'utente di passare senza soluzione di continuità tra i vari motori disponibili: ricerca web, immagini, Google Maps, Wikipedia e altro.<br><br>

Quando l'utente clicca su un risultato di ricerca, non ottiene l'apertura della pagina collegata (come di consueto) bensì il caricamento in una sidebar laterale di uno "snapshot" della pagina con la descrizione e tre opzioni aggiuntive: visualizzare altri risultati ospitati sullo stesso sito, visitare la homepage, o leggere la pagina dalla Google Cache. SearchMash sfrutta gli snapshot forniti dal servizio Snap (come nel motore di ricerca dello stesso Snap). Si tratta di un servizio utilizzato anche da molti siti web in rete per fornire una preview istantanea (on hover) dei link esterni.<br><br>

SearchMash permette di spostarsi facilmente tra i risultati di ricerca sfruttando scorciatoie da tastiera (Freccia Su e Freccia Giù) o la rotella del mouse. Per passare alla pagina con il set successivo di 10 risultati e possibile utilizzare il tasto "Pag Giù". <br><br>

Sfortunatamente invece non risulta facile visitare un risultato di ricerca (lo scopo principale dell'attività di ricerca): l'utente dovrà fare doppio-clic su un risultato o cliccare sullo snapshot nella sidebar. Inoltre SearchMash aprirà la pagina di risultato in un frame, quindi non si potrà vedere l'URL nella barra indirizzi del browser o il link alla pagina a meno che non venga rimosso il frame.<br><br>

Per quanto riguarda la ricerca immagini, Google SearchMash mostra uno snapshot della pagina che contiene l'immagine, un link al sito e informazioni sulle dimensioni dell'immagine. Anche in questo caso non ci si trova di fronte ad un miglioramento in termini di esperienza d'uso. <br><br>

La scheda Video permette di riprodurre i video nella sidebar, ma non include un riferimento alla fonte dei video esterni (diversi da YouTube e Google Video). In questo caso saranno inoltre caricati addirittura due frame (quello di SearchMash e quello di Google Video).<br><br>

La versione Flash di SearchMash include inoltre una sidebar a scomparsa che elenca le ricerche effettuate più recentemente e alcune opzioni per il servizio.<br><br>

Il sito Google Operating System commenta: "Alla fine, l'interfaccia Flash non apporta sufficiente valore per compensare i molti problemi di usabilità. Sebbene sia facile navigare tra i risultati usando la tastiera o la rotella del mouse, questo non giustifica l'utilizzo di Flash, in particolare se si pensa che molte persone non se ne accorgeranno mai. È inoltre difficile collegarsi ad un risultato di ricerca e i thumbnail sono troppo piccoli per essere utili e rallentano solo la pagina".<br><br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=146]]></link></item><item><title><![CDATA[Nuovo concorso di Google dal titolo: INNOVA O MUORI]]></title><description><![CDATA[Che in casa Google qualche rotella manchi è ormai noto, soprattutto quando si tratta di organizzare dei contest internazionali.<br><br>

Titolo dell’ultimo concorso è “Innovate or Die“, più esplicito di così non si può.<br><br>

La nuova idea scaturita dalle geniali(malate?) menti di Mountain View è infatti una gara a chi realizza il migliore strumento alimentato da energia prodotta con dei pedali. Si può partecipare in solitaria o con una squadra di massimo 5 elementi ed il termine ultimo per l’iscrizione è il 15 Dicembre 2007. <br><br>

Il premio? 5000$ per ogni elemento della squadra!<br><br>

Nel seguito del post un simpatico filmato introduttivo, adesso però scusatemi ma devo andare a rispolverare la bici…
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=147]]></link></item><item><title><![CDATA[Analisi velocità Adsl e connessione Internet]]></title><description><![CDATA[Il Web é pieno di servizi per testare la velocità del tuo collegamento internet, ma nessuno é come SPEEDTEST, di gran lunga il migliore che conosca per innovazione e completezza di dati.<br><br>

Speedtest è una nuova interfaccia con la quale provare e testare la qualità della vostra linea, vedendo nella pratica quanto vale, a livello internazionale, il vostro doppino.<br><br>

Quindi, non sperate di vedere tutti i 4, 8, 16, 20 Megabit dichiarati dal vostro provider (che sono reali, quando lo sono) solo fino alla centrale telefonica al quale siete connessi.<br><br>

Realizzato con una bellissima grafica Flash 3D, ti permette di scegliere con un singolo click su una mappa mondiale interattiva, tra piú di 70 server sparsi nei quattro continenti.<br><br>

Caricata la pagina, viene localizzato il tuo IP (in basso a sinistra) e contemporaneamente sulla mappa si evidenziano una serie di piramidi che rappresentano la localizzazione geografica dei server. Scegli il server che vuoi utilizzare e clicca la piramide per avviare il test, una animazione visualizzerà il tragitto del Ping e la lancetta ti mostrerà le velocità istantanee di download / upload. <br><br>

Tutti i risultati dei tuoi test sono mostrati e archiviati dettagliatamente nella parte bassa della pagina, per testare la tua linea clicca <a href="http://www.speedtest.net/">qui</a>.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=141]]></link></item><item><title><![CDATA[Speciale: Blog e siti internet italiani da registrare con bollotasse e giornalista professionista]]></title><description><![CDATA[Non era mai successa una cosa simile ovvero che la politica italiana intervenisse così prontamente per rassicurare il popolo dell'Internet italiana, ma come scriviamo dall'inizio del Governo Prodi su Webmasterpoint.org, bisogna ammettere che è la prima volta che in Italia vi sono tanti ministri blogger o che si autodefiniscono tali e che dicono di usare Internet (in primis gli piace sempre dire di usare youtube oltre che il proprio blog per avere un dialogo diretto con i cittadini). Il paradosso è che questo disegno di legge sull'editoria che potrebbe interessare così fortemente il mondo del web, era stata già citato in Agosto (e allora in pochissimi su Internet tra cui noi di webmasterpint.org, punto-informatico.it e i-dome.com avevamo storto il naso) e poi era stata approvata in toto il 12 ottobre scorso dall'intero consiglio dei ministri.<br><br>

E' questo che sabato mattina faceva specie: tanti politici intervengono dicendo che non passerà mai una legge simile in Parlamento, ma come poteva essere che alcuni di essi ( che hanno anche la carica di ministro ) l'avevano approvata in toto qualche giorno fa senza dire nulla? A spiegare l'arcana faccenda ( ma la soluzione era abbastanza immaginabile ) sono intervenuti prima Di Pietro e poi il Ministro delle Telecomunicazioni, Gentiloni,( il quale è davvero un blogger della prima ora sopra ogni aspetto che usava Internet prima di diventare un ministro ) che hanno ammesso di aver sbagliato "per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri".<br><br>

Insomma, troppo lavoro, troppa fretta...<br><br>

Accanto a Gentiloni si era espresso ancor prima Di Pietro con toni ancora più forti affermando che piuttosto che far imbavagliare la Rete Internet italiana avrebbe lottato fino anche a far cadere il Governo Prodi. Ma, sicuramente, l'intervento più importante, scritto non a caso sul blog di Beppe Grillo, lo aveva rilasciato Riccardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il responsabile del decreto sull'editoria che ha come obiettivo quello di riformare l'intero settore.<br><br>

Levi in una lunghissima risposta afferma tra l'altro che: " Con il provvedimento che tra pochi giorni iniziera’ il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo "tappare la bocca a internet"‚ provocare "la fine della Rete". Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione [....]<br>
'’Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l’informazione), e non piu’ dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso. Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e piu’ semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorita’ Garante per le Comunicazioni (AgCom).<br><br>

Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge e’ chiaro. Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazza o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. <br><br>

Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, cosi’ un autentico operatore del mercato dell’editoria. Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato puo’ essere sottile e non facile da definire. Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori'’.<br><br>

Quanto alle responsabilita’, la sostanza di cio’ che abbiamo scritto nel nostro disegno di legge e mi sembra una disposizione di buon senso e’ che per chi pubblica un giornale debbano valere le medesime regole sia che si tratti di un giornale stampato sia che si tratti di un giornale on-line. Piu’ in generale e al di la’ di quanto previsto dalla nostra legge, credo, pero’, che il tema della responsabilita’ per cio’ che viene pubblicato sulla rete sia un tema importante e che a nessuno dovrebbe stare piu’ a cuore che a chi usa, apprezza e ama la rete'’<br><br>

A questo punto, posso dire che ero stato buon profeta quando sempre sabato mattino avevo scritto: " Premetto un mio personale pensiero: come numerose altre iniziative normative che la politica italiana ha cercato di rendere obbligatoria per legge in Italia ( basti pensare alla legge che prevedeva che una copia di tutti i siti dovesse essere depositati nella biblioteca centrale...a proposito che fine ha fatto questa disposizione ? ) anche questa cadrà nel vuoto perchè assolutamente inapplicabile e non coerente con la natura stessa di Internet. "<br><br>

L'articolo di legge, dunque, che prevedeva che chiunque avesse un blog o un sito lo dovesse registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro sembra, senza ombra di dubbio, che sarà modificato. Tra l'altro, è doveroso anche sottolineare, che gli intenti del Governo e di Levi ( se ce la raccontano giusta,ma credo proprio di sì almeno stavolta ) è che si volesse rivedere seriamente l'editoria in Italia, in maniera particolare quei finanziamenti " a pioggia" spesso troppo facili da ricevere per giornali e giornaletti di scarso valore e con una vita piuttosto corta. E solo facendo rientrare i siti Internet nella categoria editoria, i più meritevoli di questi (anche se spesso sono già delle testate giornalistiche equiparate) potrebbero ricevere dei finanziamenti.<br><br>

Ci credo poco sui finanziamenti ai siti web, ma se gli intenti erano sinceri, l'idea di fondo non era sicuramente negativa. Allora, a questo punto, tutto bello, tutto finito, tanto rumore per nulla? In realtà, rimangono ancora dei problemi nel disegno di legge di riforma dell'editoria che sono parecchio preoccupanti per blog e siti internet, tali per cui è sicuramente necessario non abbassare la guardia e che già indicavo nelle mie considerazioni di sabato mattina.<br><br>

Riprendiamo una delle ultime frasi del sottosegretario Riccardo Franco Levi in risposta a Beppe Grillo: " Quanto alle responsabilita’, la sostanza di cio’ che abbiamo scritto nel nostro disegno di legge e mi sembra una disposizione di buon senso e’ che per chi pubblica un giornale debbano valere le medesime regole sia che si tratti di un giornale stampato sia che si tratti di un giornale on-line. Piu’ in generale e al di la’ di quanto previsto dalla nostra legge, credo, pero’, che il tema della responsabilita’ per cio’ che viene pubblicato sulla rete sia un tema importante e che a nessuno dovrebbe stare piu’ a cuore che a chi usa, apprezza e ama la rete "<br><br>

Su questo punto è intervenuta su Repubblica.it anche Sabrina Peron, avvocato e autrice del libro "La diffamazione tramite mass-media" (Cedam Editore) che spiega come se un sito web o un blog dovesse essere obbligato alla registrazione ad un registro come il ROC sarebbe sottoposto a tutte le attuali norme anche penali sulla stampa, come ad esempio quella della diffamazione.<br><br>

Ora, autorevoli ministri ci hanno spiegato che la legge sarà rivista e non ci sarà nessun obbligo di iscrivere a nessun registro nessun blog o sito web personale, ma ci piacerebbe essere rassicurati anche sulla questione della responsabilità di chi scrive online, e non semplicemente affermare "controllare quello che viene scritto su Internet con lo spirito di come si controlla un giornale."<br><br>

Perchè non mettere delle regole chiare, invece, di una frase così aperta a tutte le interpretazioni? Sarebbe semplicissimo: un sito che incita al razzismo, all'odio religioso, incita attentanti, ecc, ecc va chiuso. Gli altri possono dire quello che vogliono...e al massimo se una persona viene "offesa" da un opinione espressa in un sito o un blog personale può denunciare per diffamazione il suo autore e chiedere un risarcimento, ma nessuna denuncia penale.<br><br>

A quanto mi risulta anche il Ministro Gentiloni si sarebbe espresso in questa maniera, per evitare qualsiasi possibile fraintendimento. Perchè in Italia, non è assolutamente da dimenticare, continuano ad aumentare in silenzio i siti censurati dal Governo che li rende irraggiungibili con le nostre connessioni e numerosi politici (ultimi in termini di tempo Casini e Mastella) hanno minacciato denunce e querele contro blog realizzati chiaramente contro le loro idee politiche.<br><br>

Ma questa è Internet...cosa dovrebbero dire Bush e gl altri leader europei e mondiali sbeffegiati ogni giorno anche da importanti e-zine lette da milioni di persone in lingua inglese? E poi, perchè prima di denunciare un giornalista ed un giornale ci si pensa dieci volte, mentre si chiama quasi subito la polizia postale per far chiudere un determinato sito o blog? Meno male che poi non accade subito, visto la competenza della polizia postale.<br><br>

Una domanda, però, sorge spontanea: l'informazione su Internet vale meno della carta stampata?<br><br>

Comunque, per evitare antipatiche situazioni che potrebbero nascere come quelle sopra ricordate è sicuramente meglio mettere "i puntini sulle i" ed eliminare ogni possibile interpretazione e fare leggi chiare e precise soprattutto su un argomento come Internet che è assolutamente ancora poco conosciuto in Italia sopratutto da chi ci governa ( ma stanno imparando velocemente...e infondo questo repentino dietrofront è la dimostrazione ).]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=142]]></link></item><item><title><![CDATA[Link presenti sul sito possono penalizzarti su Google?]]></title><description><![CDATA[La letteratura che si è scritta fino ad oggi in materia di compravendita di link, al netto di qualche sporadica ed illuminata visione delle cose, è stata sempre tanto articolata quanto fumosa, specie dal punto di vista delle penalizzazioni.<br><br>

Non entro eccessivamente nel merito del fatto che sia giusto o sbagliato vendere link, in quanto ognuno cura il proprio spazio web come meglio crede e si attiene alle regole, proprie o altrui che più lo convincono.<br><br>

Purtroppo però ad oggi Google sembra essere sinonimo di web, aspetto, questo, rispetto al quale riesco ancora a dissociarmi con convinzione, ma chissà per quanto.<br><br>

Comunque, ho appena terminato di leggere un post di Danny Sullivan che qualcosina in più aggiunge rispetto alla questione della vendita di link.<br><br>

Se vendi link sul tuo sito, puoi perdere Pagerank. <br>
Se vendi link, puoi avere consistenti perdite di posizionamenti organici su Google. <br>
Se vendi link, Google può impedirti di risalire nei posizionamenti. <br>
Se vendi link, Google se ne accorge nella maggior parte dei casi perchè qualcuno fa la spia attraverso lo spam report, e non grazie agli almighty algorithms.<br>
Ho sorriso un po’ leggendo quel post, più che altro perché veniva tirato in ballo The Stanford Daily di cui avevamo avuto occasione di parlare illo tempore e le cui perdite di PageRank applicate le vede solo Danny Sullivan.<br><br>

Inoltre viene riportato un dato inesatto rispetto al costo d’acquisto mensile di un link su quel sito. Lui parla di 350$/mese, ma quel dato è vecchio di anni.<br><br>

Questo simpatico <a href="http://www.bad-neighborhood.com/text-link-tool.htm">tool</a> analizza il vostro sito (e quelli che linkate) alla ricerca di links sospetti e presumibilmente indicati da Google come “compratori di link”, “spammer” o comunque pericolosi per il vostro posizionamento.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=144]]></link></item><item><title><![CDATA[Cellulare Skype prodotto con 3]]></title><description><![CDATA[Skype sta per approdare nell'esclusivo mercato della telefonia mobile, grazie a un accordo con 3. E sembra proprio che cambierà le carte in tavola: potrebbe essere una vera e propria rivoluzione del mobile che comincia così ad accogliere il temuto VoIP, quel sistema che grazie all'internet permette di chiamare altri utenti a costo zero.<br><br>

Sarà sul mercato, secondo il Business Week, entro la fine di ottobre e per ora se ne conosce solo il nome in codice: white phone<br><br>

Italia, Gran Bretagna, Hong Kong e Australia saranno i primi Paesi a beneficiarne. Un accordo fra 3 Italia e Skype in realtà già esisteva e probabilmente preparava proprio questa sorpresa che, accorpandosi alle iniziative già prese da Apple e Google, influenzerà senza dubbio il mercato della telefonia mobile: i grandi operatori potrebbero dover rivedere al ribasso le proprie tariffe.<br><br>

Il nuovo telefono si baserà su sofware firmati iSkoot, sarà multimediale e con alta velocità di navigazione nel web. Oltre al solito tastierino con i numeri, si aggiungerà un grosso bottone per attivare Skype in modo veloce e semplice. Una volta in modalità VoIP saranno visibili subito tutti i contatti personali dell'utente. <br><br>

I costi saranno identici a quelli già noti per gli utenti della rete: gratis chiamando altri amici Skype, a pagamento per tutti gli altri numeri. Altri servizi, poi, possono essere scelti e aggiunti: sms e suonerie, per esempio, a costi ridotti. <br><br>

Dopo il timido tentativo della multifunzionale Nokia che tenta da tempo strade alternative al monogamico rapporto con le grandi compagnie telefoniche (ha portato Skype su uno dei propri modelli grazie alla modalità wireless), questo sembra un colpo più deciso al monopolio della telefonata. 
<br><br>

Ed è anche un segnale positivo perché, proprio dopo che eBay, che acquisì la creatura di Niklas Zennstrom e Janus Friis nel 2005, l'ha svalutata, sembra spuntare dietro ogni angolo, con nuove intese e progetti per il futuro.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=143]]></link></item><item><title><![CDATA[Microsoft Genuine Kit: come regolarizzare le licenze pirata di MS Windows]]></title><description><![CDATA[E’ il messaggio lanciato dalla Guardia di Finanza con i blitz anti pirateria informatica che hanno preso di mira le imprese e gli studi professionali. E’ stato denunciato chi è stato trovato in possesso di software duplicati abusivamente.<BR><BR>

Per quanto riguarda le imprese il fenomeno più diffuso è l’underlicensing, che riguarda le grandi aziende e le organizzazioni. Il titolare dell’attività è dotato della regolare licenza, ma la sfrutta per implementare il programma su un numero superiore di postazioni.<BR><BR>

Lo stesso software viene duplicato o copiato diverse volte mentre il proprietario paga per una sola licenza. E’ il fenomeno che maggiormente interessa gli investigatori della Guardia di Finanza che vanno a caccia di sistemi operativi o programmi fuori legge.<BR><BR>

15.000 Euro di MULTA e da 6 mesi a 3 anni di reclusione…<BR><BR>

Questo è il prezzo da pagare per chi in azienda anche inconsapevolmente utilizza software pirata come ad esempio il diffusissimo sistema operativo Microsoft Windows™.<BR><BR>

Come è possibile prevenire tale problema?<BR><BR>

Innanzitutto è necessario verificare immediatamente che tutti i personal computer presenti in azienda siano dotati di software con licenza d’uso.<BR><BR>

Se alcuni computer NON sono dotati della licenza del sistema operativo Microsoft Windows™ esiste solo una possibilità per regolarizzarli: installare un “Genuine Kit Microsft” per ogni pc non licenziato.<BR><BR>

Microsoft ha infatti realizzato questo tipo di licenza per venire incontro alle imprese che inconsapevolmente fanno uso di sistemi operativi non licenziati e decidono di mettersi in regola evitando quindi multe salatissime.<BR><BR>

<b>Come fare?</b><BR><BR>

1. Acquistare il Genuine Kit.<BR>
2. Applicare l’etichetta del Certificato di Autenticità (COA) sul PC.<BR>
3. Microsoft raccomanda a te o al tuo rivenditore di eseguire almeno una di queste operazioni su ogni PC interessato dalla regolarizzazione:<BR>
· Lanciare Windows Product Key Update Tool <BR>
· Reinstallare Windows XP <BR>
· Disinstallare e reinstallare Windows XP <BR><BR>

<b>Cosa NON fare:</b><BR><BR>

NON Acquistare un Sistema operativo Windows XP con licenza OEM. <BR>
Questo tipo di licenza è acquistabile UNICAMENTE in abbinamento ad un personal computer nuovo e non serve a regolarizzare un pc già acquistato che utilizza software pirata.<BR><BR>

Quindi acquistare una licenza OEM al posto di un Genuine Kit NON SERVE a regolarizzare le licenze ed è bene diffidare da chi vi dice il contrario.<BR><BR>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=139]]></link></item><item><title><![CDATA[Google incontra programmatori, sviluppatori e bloggers a Milano]]></title><description><![CDATA[Per la prima volta in Italia Google incontra i programmatori e gli sviluppatori (e anche i bloggers che vorranno partecipare) ad un evento gratuito organizzato a Milano per il 3 Ottobre all'Hotel Nhow (Via Tortona 35, Milano) dal titolo: <a href="http://google-event.com/partecipa.asp">Google Web Masterminds Day.</a>. E' con assoluto piacere che ho ricevuto la notizia da Stefano Hesse e Alessio Cimmino, responsabili delle relazioni esterne di Google in Italia.<br><br>

Una notizia che insieme ad altre iniziative come l'offerta di 50 euro di bonus per provare a fare pubblicità su Adwords o i numerosi servizi e applicazioni della Grande G finalmente tradotti e contestualizzati in italiano, iniziano a mostrare un  importante interessamento all'Internet italiana da parte della società Internet più importante al mondo.<br><br>

Devo dire che mi è piaciuto anche lo stile che ho "respirato" negli uffici e nelle telefonate avvenute con i ragazzi di Google: grandi professionisti, molto aperti al confronto e consapevoli dell'importanza che il proprio motore di ricerca ha per milioni di siti web italiani e di come, dunque, anche il servizio sia per gli utenti che per i programmatori e le aziende che investono nel web deve necessariamente essre di buon livello.<br><br>

Anche per questi motivi è stato organizzato il Google Web Masterminds Day, che gli stessi organizzatori sperano di ripetere più volte nel corso dell'anno e in più citta italiane, non limitandosi solo al capoluogo lombardo. Sarà un incontro tecnico, soprattutto nel pomeriggio, con workshop a numero chiuso dove parleranno ingegneri e sviluppatori di Google prevenienti da tutto il mondo.<br><br>

Al mattino vi sarà una sessione di apertura plenaria dove parlerà Massimiliano Magrini, country manager di Google Italia. Gli argomenti affontati saranno sicuramente il tema dell'opensource e i vari servizi di geolocalizzazione a cui sta fortamente puntando Google, da Google Maps a Google Earth fino ad arrivare a Google Sky, l'ultima novità presentata dalla Grande G, che permette di visualizzare le costellazioni e navigare il cielo oltre che la terra.<br><br>

Durante il pomeriggio, vi saranno una serie di workshop "tecnici" davvero molto interessanti che permetteranno di comprendere al meglio come integrare le proprie applicazioni e siti web con i servizi di Google. Saranno seminari dove, come detto, parteciperanno alcuni tra i maggiori sviluppatori di Google a livello mondiale e saranno a numero chiuso (50-80 persone al massimo).<br><br>

Ecco quali saranno:<br><br>

- Workshop Gadgets: i Google Gadgets sono delle piccole applicazioni eseguibili su più siti, tra cui iGoogle, la pagina personalizzata di Google.<br><br>

- Workshop Maps/Mapplets:  Google Maps è il popolare sistema di geo referenziazione delle informazioni di Google. All'interno di Google Maps sono eseguibili i Google Mapplets, che sono dei Gadgets che manipolano le mappe attraverso chiamate Javascript incluse nelle API di Google Maps.<br><br>

- Seminario Web Toolkit (molto interessante!):  Web Toolkit è un framework open source che permette di scrivere facilmente applicazioni in AJAX, come Google Maps e Gmail, usando Java invece di JavaScript.<br><br>

- Seminario Gdata:  GData sono le API che utilizza Google e che permettono ad applicazioni di terze parti di interfacciarsi con i propri servizi.<br><br>

- Seminario Earth e KML: Google Earth, approfondimento di come è possibile sfruttare a livello di singole applicazioni e di siti web l'immensa quantità di dati presenti su Google Earth in continuo aumento.<br><br>

- Seminario SketchUp: SketchUp è uno strumento scaricabile gratuitamente e che permette di creare facilmente modelli 3D visualizzabili su Google Earth.<br><br> 

Come si può notare gli argomenti sono davvero molti e tutti di indubbio interesse. Sicuramente è da sottolineare il seminario dei Google Gadgets che in Italia sono appena all'inizio e che all'estero sono, invece, una realtà importante per veicolare contenuti e informazioni dei propri siti web e il seminario su Wb Toolkit un ambiente di sviluppo realizato da Google che permette di programmare iin Ajax invece che con Javascript o altri linguaggi di programmazione.<br><br>

Google Italia, infine, da grande spazio e importanza anche ai blogger italiani (come è naturale per la filosofia di Google) e li invita a partecipare e a racontare l'evento anche in diretta offrendo una connessione Wi-Fi.<br><br>

Le iscrizioni sono ancora aperte, ma i posti disponibili per i seminari e workshop sono a numero chiuso, quindi conviene iscriversi quanto prima. Ovviamente il tutto è gratuito. Al link sottostante trovate l'agenda dettagliata della giornata e il modulo di iscrizione: <a href="http://google-event.com/partecipa.asp">http://google-event.com/partecipa.asp</a>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=137]]></link></item><item><title><![CDATA[Occhiali che registrano video e filmati: non sono solo un gadget]]></title><description><![CDATA[Il prodotto che vedete in foto è decisamente pensato per le spie o millantate tali.<br><br>

Nella cosiddetta “epoca YouTube”, dove tutti diventano dei reporter dell’ultimo minuto, avere con se i mezzi per registrare è il minimo: c’è chi parte con telefonini, chi con videocamere vere e proprie e chi si accontenta delle fotocamere, in grado di registrare filmati di breve durata (in verità non sempre).<br><br>

Ora sarà giusto aggiungere il mezzo visibile in foto: un paio d’occhiali. Proprio come nel più classico degli 007, la camera di ripresa è inserita all’interno delle montature, che lasciano comunque il sistema pressoché invisibile.<br><br>

L’idea è quella di demandare la manipolazione e il salvataggio del file ad un altro device, che a prima vista può essere scambiato per un normale mp3 player. 

La memoria è di due tipi: 32MB di RAM per un salvataggio istantaneo, che può essere riversato in un secondo momento su altro supporto, o direttamente su SD/MMC. <br><br>

Per rimanere il più “Region 0&#8243; possibile supporta sia l’NTSC che il PAL, con risoluzioni rispettivamente 510×482 px e 500×582 px. Il prezzo di questo prodotto raggiunge le 695£, al cambio attuale 1025€.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=136]]></link></item><item><title><![CDATA[Motore di ricerca Microsoft Live Search: presto una nuova versione migliorata?]]></title><description><![CDATA[Microsoft potrebbe svelare Windows Live Search 2.0 durante un evento annunciato per la fine del mese, lo riportano varie fonti in rete che seguono da vicino le iniziative del colosso di Redmond.<br><br>

Il 26 Settembre prossimo, Microsoft terrà infatti un evento dedicato alla "Searchification" presso il suo campus nella Silicon Valley. Secondo una e-mail di invito ricevuta da alcuni membri della community di enthusisiast e professionisti del settore, durante l'evento saranno offerti "una discussione sul futuro del prodotto" e "dimostrazioni informali del prodotto con intervento del team di sviluppo". <br><br>

Secondo Mary Jo Foley, blogger per ZDNet, Microsoft potrebbe aver scelto questa occasione per la lanciare la prossima versione di Live Search. In ogni caso saranno rilasciati, molto probabilmente, nuovi dettagli sulle prossime iniziative dell'azienda, sulle nuove capacità di personalizzazione di Live Search, su Windows Live Calendar, e sui nuovi servizi relativi alle funzioni di "location/presence/calendar" e "social network/search/annotation (ratings/reviews)".<br><br>

Microsoft aveva annunciato già ad inizio anno le sue intenzioni lanciare Live Search 2.0 entro autunno di quest'anno. Secondo quanto affermato da Satya Nadella, nuovo Corporate Vice President del Microsoft Search & Advertising Platform Group, l'azienda prevede in futuro di rendere disponibili "refresh" della sua tecnologia di ricerca ogni primavera ed autunno. <br><br>

Mary Jo Foley ha pubblicato alcune delle nuove funzionalità che probabilmente faranno parte dei miglioramenti che Microsoft integrerà in Live Search (e che potrebbero venire discusse proprio durante il prossimo evento del 26 Settembre). <br><br>

Secondo le indiscrezioni, Microsoft integrerà nuove capacità di personalizzazione in Live Search; svelerà un servizio integrato di "location/calendar/presence" che potrebbe legarsi strettamente a Live Search 2.0; presenterà nuovi strumenti integrabili di social networking, annotation (ratings e reviews) e ricerca; e forse svelerà una futura integrazione tra Outlook e Live Search.<br><br>

Durante un meeting aziendale riservato agli impiegati, tenutosi pochi giorni fa, Microsoft ha già mostrato Live Search 2.0. I commenti dei partecipanti sono stati alquanto positivi (una iniziativa definita innovativa e sorprendente), ma, come è possibile leggere su Mini Microsoft, questi commenti devono essere considerati con cautela, in particolare se provenienti da sfere interne all'azienda stessa. A quanto pare durante il meeting Steve Ballmer, CEO di Microsoft, ha tenuto un interessante intervento, ammettendo che il colosso deve aver il coraggio di aumentare il livello di tolleranza ai rischi. Anche Ray Ozzie, Chief Software Architect di Microsoft, è intervenuto all'incontro, ribadendo ancora una volta l'importanza del progetto Software + Services per il futuro di Microsoft e dei suoi prodotti.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=135]]></link></item><item><title><![CDATA[Virus su Skype: un nuovo worm attacca le comunicazione Voip.]]></title><description><![CDATA[La nuova settimana sarebbe sicuramente potuta cominciare meglio per gli utenti di Skype di tutto il mondo. Ieri infatti il blog ufficiale del più popolare servizio VoIP al mondo ha riportato la notizia della rapida diffusione di un nuovo virus che attacca i sistemi Windows passando attraverso le API (Application Program Interface) pubbliche del client Skype degli utenti.<br><br> 

Il virus, inizialmente chiamato W32/Ramex.A. e poi rinominato W32/Skipi.A. da FSecure e W32.Pykspa.D. da Symantec, i cui antivirus (con quelli di Kaspersky) sono stati tutti già aggiornati per arginarne la diffusione, si sta propagando secondo il consueto metodo della contact list spamming. Gli utenti che si trovano ad avere il computer infetto trasmettono infatti inconsapevolmente a tutti i contatti della propria rubrica di Skype un link che nasconde, dietro l'apparenza di un'innocua immagine, il download di un eseguibile che installa il virus sulla macchina del destinatario. Da questa poi il processo di propagazione si riavvia e il circolo riparate. <br><br>

Come viene sottolineato direttamente dai membri dello staff di Skype, il virus si diffonde solo nel momento in cui il file viene scaricato o eseguito. Aggiornare il proprio antivirus ed evitare il download, o comunque l'esecuzione, di file sui quali si nutre anche il pur minimo dubbio dovrebbe essere sufficiente per stare al sicuro. <br><br>

Sempre nella stessa pagina del blog è presente una mini-guida dettagliata per aiutare chi è già stato colpito a debellare la nuova minaccia, che come primo effetto ha quello di inibire le procedure di aggiornamento dell'antivirus. Come tutte le procedure che prevedono di editare manualmente il registro di sistema, ricordiamo che quella indicata sul blog di Skype è tendenzialmente riservata ad . <br><br>

Nonostante la situazione non sia particolarmente preoccupante, tanto che il livello di pericolosità assegnato da Symantec al nuovo virus è molto basso (very low), un altro piccolo campanello d'allarme circa la stato di sicurezza delle comunicazioni via IP, in particolare per quel che riguarda il client del servizio lussemburghese. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, ci si può tuttavia consolare sperando che la comunicazione tempestiva del problema e delle indicazioni su come affrontarlo possa aver quantomeno limitato i danni. 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=134]]></link></item><item><title><![CDATA[Speciale: Wi-fi: fa male alla salute? ]]></title><description><![CDATA[Negli ultimi tempi con un uso sempre maggiore della tecnologia, potrebbero aumentare secondo alcuni esperti, anche i potenziali pericoli per la salute umana. Infatti, non sono nuove le voci sui possibili pericoli delle radiazioni elettromagnetiche da cui siamo circondati mai confermati con sicura certezza.<br><br>

Se numerose ricerche sono state compiute sui celluri, molto meno si sa sul wi-fi e su eventuali problemi di salute legati al suo utilizzo. Recentemente, la HPA (Healt Protection Agency), agenzia di protezione della salute inglese, ha iniziato uno studio approfondito proprio sull’emissioni portate dall’utilizzo del Wi-Fi nelle scuole e nei luoghi pubblici del paese britannico. Basandosi anche su questo studio, che non è ancora completato, il ministro dell'ambiente tedesco ha, con grande sorpresa, invitato tutti i suoi concittadini a non usare eccessivamente Wi-Fi o i telefoni cellulari.<br><br>

La lotta contro l’inquinamento elettromagnetico non è nuova in Germania e già il Governo aveva sensibilizzato l’opinione pubblica con campagne ad hoc relative all’uso dei cellulari, ma mai si era parlato del wi-fi e delle connessioni wireless. Lo stesso ministro tedesco ha sottolineato che non è ancora provato che questi mezzi tecnologici non costituiscano un vero e proprio pericolo per la salute dei consumatori, ma si è preoccupato e con lui il governo tedesco riguardo le conseguenze a cui si potrebbe arrivare con un uso sbagliato o un abuso di queste tecnologie.<br><br>

Un portavoce del governo ha dichiarato: «Tutte le prove fin qui raccolte indicano che questo tipo di emissioni, all'interno di certi limiti, non sono dannose per la salute. Non si può tuttavia escludere che vi siano degli effetti negativi». Sono questi limiti a preoccupare maggiormente, infatti non sono gli hotspot pubblici, come ad esempio nei bar o nelle stazioni, ad allarmare ma sono i singoli "impianti domestici dei cittadini", i quali molto spesso superano i limiti di emissione di onde elettromagnetiche imposte dall'Unione Europea.<br><br>

Il portavoce ha poi insistito sulla giovane età di questa tecnologia: «Non dimentichiamo che il Wi-fi è una tecnologia relativamente nuova, ancora da sviluppare. Mentre gli hot-spot pubblici hanno livelli ridotti di radiazioni, all'interno di ambienti domestici o di lavoro si può facilmente raggiungere una soglia critica». Per questo motivo gli esperti tedeschi consigliano di preferire quando possibile i mezzi di connessione alla rete più tradizionali, quali ad esempio il semplice cavo, così da scongiurare ogni possibile rischio derivato dal prolungato uso del Wi-Fi.<br><br>

Queste dichiarazioni, ci tiene a precisare il Ministero dell’ambiente, non vogliono comunque fermare lo sviluppo di queste tecnologie ma solamente consigliarne un migliore uso, così da evitare possibili pericoli per la salute qualora ce ne fossero veramente. Tanto rumore per nulla? O la pietra è stata gettata nello stagno per portare a galla un problema che esiste davvero? Sicuramente la notizia ha fatto il giro del mondo anche perchè l’ha resa nota il Governo tedesco e non uno sparuto gruppo di ricercatori in cerca magari di una copertina sulle riviste.<br><br>

Ma detto questo, senza prove scientifiche, una simile dichiarazione è destinata solo a creare un pò di paura a chi adotta le nuove tecnologie così come è avvenuto e tuttora avviene con l’uso dei cellulari. E il wi-fi e le connessioni wireless stanno diventando e lo diventeranno sempre più protagonisti nella vita di tutti i giorni proprio com i telefonini.<br><br>

A questo punto l’unica speranza è che si concludano gli studi iniziati dagli scienziati britannici (e non solo) e il risultato sia unico ed oggettivo, non interpretabile come finora è accaduto per le radiazioni dei cellulari. Staremo a vedere.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=133]]></link></item><item><title><![CDATA[Attenzione, diffidate delle richieste via e-mail]]></title><description><![CDATA[<B>Come riconoscere le e-mail sospette:</B><br><br>

- richiedono di immettere dati riservati come le utenze e password dei conti online.<br><br>
- riportano testi formalmente non corretti (sgrammaticati, con parole non complete, ecc.)<br><br>
- dichiarano intenti fasulli per i quali le banche non richiederebbero i dati del Cliente (es.: imminente chiusura del conto , scadenza dei codici, smarrimento di informazioni, problemi tecnici o di sicurezza, ecc.). <br><br>
- usano toni "perentori", con minacce di sospensione del servizio in caso di mancata azione del cliente.<br> <br>
- contengono solitamente l'indirizzo del mittente in formato web (ad es.: nome.cognome@dominio).<br><br>
invitano a seguire vari link presenti nella e-mail che indirizzano "apparentemente" al sito della banca, invece portano i clienti su siti "clone", che hanno la funzione di acquisire le informazioni richieste.<br><br>

<b>Cosa fare</b><br><br>

- non cliccare sui link presenti nelle e-mail sospette; <br><br>
- non rispondere alla e-mail inserendo i tuoi dati personali all'interno di e-mail; <br><br>
- non aprire file allegati. <br><br>
- denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine.<br><br>

<B>Ricorda che:</B><br><br>
 
- La tua segnalazione può attivare contromisure immediate per proteggere gli altri utenti.<br> <br>
- Prima di inserire i tuoi dati personali nella pagina dell'Home Banking, accertati che la pagina sia protetta (l'indirizzo nel browser cominci con "https" e che sia presente, nell'angolo in basso a destra, un lucchetto chiuso); <br><br>
- I siti web proposti da e-mail sospette non vanno visitati, neppure per brevi periodi. La stessa precauzione vale per i file allegati: mai scaricarli. Si corre il rischio di essere infettati con virus ed altri software malevoli. 
Con il servizio avvis@mi, attivabile tramite il servizio banc@perta, nella sezione "Dati personali", ad ogni accesso a banc@perta puoi ricevere gratuitamente entro pochi minuti un SMS con l'indicazione di data e ora dell'accesso.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=132]]></link></item><item><title><![CDATA[L'e-commerce cresce. Ma non troppo]]></title><description><![CDATA[Cresce del 30% ma non recupera il divario con gli altri Paesi europei. Anzi. 
Vende soprattutto servizi e pochi prodotti. 
Ha una scarsità di offerta e, sempre rispetto ai Paesi Ue, pochi acquirenti. 
Questo è l'e-commerce italiano che cresce ma potrebbe fare molto di più come dice l'Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano.<br><br>


5,3 miliardi di euro contro i 4,1 dello scorso anno valgono un aumento che per la prima volta dopo sette anni sarà inferiore al 40%. Tutti i settori aumentano i ricavi, ma qualcuno, il turismo, più degli altri con il 38% mentre la media del resto del gruppo è fra il 15 e il 20%.<br><br>

La crescita di biglietti aerei, viaggi e vacanze porta il settore a valere il 49% dell'intero commercio elettronico tricolore. “Un dato peculiare del mercato italiano” come ha sottolineato Alessandro Perego del Politecnico di Milano che ha presentato oggi i dati nell'ambito dell'Italian e-commerce forum organizzato da Netcomm il consorzio che riunisce le principali imprese del settore.<br><br>

L'altro dato tutto italiano è quello che riguarda la differenza fra servizi e prodotti. Gli italiani comprano bit (i biglietti aerei) rispetto ai quali ormai hanno acquistato una certa sicurezza, prodotti standardizzati (libri) ma quando devono andare sull'abbigliamento o l'arredamento non hanno dubbi: il vecchio negozio vince sempre tanto che il settore che vuole dire soprattutto Yoox, best practice dell'abbigliamento non solo nella Penisola, i 2/3 del fatturato li fa oltre frontiera.<br><br>

Il numero di navigatori e l'offerta sono i due problemi principali dell'e-commerce. E le previsioni non sono confortanti. Nei prossimi anni in Uk avremo 36 milioni di navigatori 27 dei quali compreranno online con uno scontrino medio di 1.900 euro. 29 milioni di internauti per 16 milioni di web shopper con una spesa di 1.100 euro è il dato francese, mentre l'Italia arriverà a 27 milioni di navigatori ma con solo 9 milioni di acquirenti online che al massimo a testa sganceranno seicento euro. Troppo pochi, così come poche sono le aziende che vendono in rete. La Grande distribuzione da questo punto di vista ci sente pochissimo e il vasto mondo delle piccole e medie imprese, come confermano anche altre ricerche, ancora meno.<br><br>

Anche per questo procede a grandi passi la concentrazione del mercato. I top 20 valgono il 77% del totale del commercio online. Di questi 12 appartengono al turismo, due vendono prodotti e un altro è eBay che noleggia la piattaforma vendere online e i soldi li incassa dalle transazioni.<br><br>

In più, aumenta il peso delle dot com, le aziende che vendono solo online. “Un dato sorprendente”, commenta Perego che dimostra però come la multicanalità sia un concetto che non fa parte della cultura di molte imprese. Nel 2001 le imprese che vendono solo su Internet erano un terzo del totale oggi invece sono il 53% con solo l'11% delle imprese che possono essere definite “tradizionali” e che hanno anche una presenza online. “La paura di cannibalizzare i canali tradizionali” è spesso il freno maggiore, aggiunge Roberto Liscia, presidente di Netcomm, secondo il quale è necessario crescere di più con le vendite all'estero (900 milioni, 22% di crescita) e lavorare anche sulla comunicazione.
Le frodi online rappresentano solo lo 0,2% del fatturato del settore e si tratta di dati prelevati offline e utilizzati poi su Internet. “L'insicurezza - conclude Liscia - è offline”. 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=130]]></link></item><item><title><![CDATA[Skype 3.5 beta]]></title><description><![CDATA[Ieri è stata resa disponibile al download la prima Beta di Skype 3.5 (3.5.0.107) per Windows, nuova versione del popolare client VoIP, che vede l'introduzione di numerose nuove funzionalità rispetto all'attuale release Skype 3.2. Contestualmente è stata rilasciato anche un aggiornamento hotfix (3.2.0.163) per la versione corrente del software con alcune novità e vari bugfix. Skype raccomanda a tutti gli utenti di installare ed utilizzare Skype 3.2 o successivi per godere dei miglioramenti introdotti nella qualità audio.<br><br> 

Dall'annuncio della nuova beta sul blog Skype Garage: "Questa è una release beta e ciò significa che ci stiamo ancora lavorando e che ne consigliamo l'installazione solo ad utenti esperti che voglio provare le nuove funzioni appena sfornate". Skype 3.5.0.107 beta è disponibile al download sul sito dedicato alle release di testing. Skype ricorda che per fornire feedback sul prodotto sono disponibili il forum dedicato a Skype 3.5 Beta per Windows e l'issue tracker pubblico Jira (maggiori dettagli su come inviare feedback sono disponibili sulla pagina dedicata al development del prodotto).<br><br>

Novità in Skype 3.5 Beta così come riportate nel changelog ufficiale. Funzionalità: Redial automatico; Trasferimento chiamata; Device Indicators; Modifica messaggi chat; Loading cronologia messaggi granulare; Numero telefonici privati; Invio contatti tramite chat; Indicatori visuali per le opzioni Audio In/Audio Out; Visualizzazione esempi di notifiche nelle opzioni; Aggiunta localizzazione lettone; Pulsante In-Client Hardware store. Modifiche: Extras Manager aggiornato alla versione 1.2.0.261; Le categorie di opzioni si aprono e chiudono con effetto slide; Aggiornamento per numerosi file di localizzazione linguaggio. A queste novità si aggiungono numerosi bugfix. <br><br>

Novità nella nuova release 3.2.0.163. Funzionalità: Aggiunta localizzazione lettone; Migliorate chiamate audio; Modifiche: Skype non accetta chat multiple da contatti non autorizzati; Aggiornata plug-in IE; Extras Manager aggiornato alla versione 1.2.0.261. Bugfix: CCleaner rimuoveva due registri relativi a Skype; Menu del icona Tray non tradotta durante il login; Skype andava in crash durante la notifica di modifica password; Skype raramente andava i crash all'apertura delle opzioni; Skype poteva bloccarsi durante chat multiple affollate; L'autenticazione NTLM proxy non funzionava.<br><br>

Ad inizio Maggio Skype aveva reso disponibile la release finale 3.2 del suo popolare client VoIP introducendo in maniera ufficiale una serie di nuove significative funzionalità nel prodotto, tra cui la funzione "Send Money" che permette di inviare pagamenti tra utenti via PayPal e la funzione "Video snapshot" (istantanea video). Un'altra novità di rilievo in Skype 3.2 che non risulta evidente dalla interfaccia utente è il miglioramento della qualità delle chiamate e della funzione di "echo cancellation". <br><br>

Grazie a Send Money (Invia denaro con PayPal), è possibile inviare denaro ad un altro utente Skype tramite PayPal. Per procedere alla transazione entrambi gli utenti devono avere un account attivo PayPal, tuttavia il ricevente potrà anche creare un account successivamente all'invio del pagamento. La funzione è soggetta alle limitazioni del servizio PayPal, cioè l'utente dovrà risiedere nei paesi supportati dal servizio per invio e ricezione di denaro. In caso venga inviato un pagamento ad una persona che non può riceverlo, il denaro sarà rispedito all'account mittente o alla carta di credito correlata. <br><br>

Skype ha reso disponibile anche una guida utente che spiega passo passo come effettuare una transazione tramite la nuova funzionalità. Un'altra interessante funzione introdotta in Skype 3.2 è Video snapshot che permette di scattare una foto istantanea usando la propria webcam, per usarla come immagine del profilo. Precedentemente era necessario usare un altro programma per salvare questa immagine e poi spostare i file, ridimensionarli, tagliarli e salvarli in formati differenti. Ora tutta questa procedura viene gestita dal client stesso Skype. La funzione è accessibile direttamente dall'opzione di modifica della propria immagine di profilo. Guida online.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=128]]></link></item><item><title><![CDATA[Auricolare per gli esami di maturità e università]]></title><description><![CDATA[L'ultima frontiera per copiare a scuola? Un micro auricolare bluetooth che permette di comunicare a distanza tramite il cellulare.<br><br>

Il trucco è stato scoperto da Studenti.it, il magazine di StudentiMediaGroup che, incuriosito dalla decisione del preside della Facoltà di Economia di Torino di punire severamente chi fosse stato scoperto a copiare, ha raccolto diverse testimonianze tra gli studenti e ha scoperto un vero e proprio giro commerciale in tutta Italia di micro auricolari bluetooth.<br><br>

Alla domanda “Avete mai superato esami copiando” infatti il 55% degli studenti interpellati da Studenti.it, ha risposto di sì. La scoperta del commercio di auricolari parte da una testimonianza raccolta a Torino. Secondo una ragazza infatti ''copiare ad un esame non è particolarmente difficile. Basta sborsare 50 euro per noleggiare un auricolare modello spia. L’auricolare ha la grandezza di una monetina da un centesimo e funziona senza fili col sistema bluetooth, collegabile sia ad un cellulare che ad un iPod. <br><br>

Il sistema è talmente collaudato che ormai pare essersi consolidato un meccanismo. ''All’esame si va in due -spiega la studentessa torinese- Uno si ritira dopo aver visto le domande e una volta uscito si mette in contatto telefonicamente con lo studente rimasto dentro a cui detta le risposte esatte.<br><br>

In poco tempo è stato contattato il venditore dei famosi auricolari, che arrivano dall’Europa dell’Est, dalla Slovenia, dalla Lettonia, dall’Ucraina o Polonia. <br><br>

Il costo dell'apparecchiatura si aggira intorno ai 470 euro (su eBay costa poco più della metà, 260 euro), ma si può noleggiare. <br><br>

E' lo stesso venditore a proporre il noleggio: ''Se ti serve per un solo esame l’auricolare posso noleggiartelo io: mi dai 100 euro e il 30 è garantito''. Mercanteggiando si arriva ai più abbordabili 50 euro.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=127]]></link></item><item><title><![CDATA[Siti web italiani colpiti da un attacco virus]]></title><description><![CDATA[Symantec segnala sul blog del suo Security Response di aver verificato un attacco web su larga scala che sta attualmente colpendo numerosi siti web italiani. L'attacco è simile, almeno negli effetti e forse nelle modalità di exploit, ad altri attacchi precedentemente segnalati sia su siti italiani (per esempio il caso della compromissione del sito del cantautore italiano Vecchioni, seguita da vicino da Marco Giuliani sul PC al Sicuro, e di un altro importante sito italiano, come segnalato giorni fa da Sophos) sia su siti esteri come riportato da Symantec a fine Maggio.<br><br>

A quanto pare il nuovo attacco sfrutta un nuovo dominio finale ma esegue ugualmente i codici exploit del kit Mpack 0.86, un sistema di distribuzione malware simile al più famoso WebAttacker. Questo kit consiste in una collezione di componenti software PHP programmati accuratamente e progettati per essere hostati ed eseguiti su un server PHP con database lato backend. MPack, evidenzia Symantec, viene venduto da una gang russa già pronto per essere installato su un server e corredato di moduli exploit da usare "out of the box". Una volta istallato e attivato il server, i cybercriminali non devono far altro che iniziare a generare traffico web browser verso di esso. Come: eseguendo l'hacking di siti web popolari ed aggiungendo alle pagine web porzioni di codice IFRAME; attivando siti web di typo-squatting su domini popolari; eseguendo lo spamming di messaggi di posta con codice IFRAME integrato.<br><br>

La prima metodologia descritta è esattamente quella utilizzata in questo nuovo attacco su larga scala che sta vedendo coinvolti un gran numero di siti italiani. I cybercriminali sono riusciti in qualche modo a compromette le homepage di centinaia di siti italiani, integrando in esse un IFRAME nocivo (che Symantec rileva come Trojan.Mpkit!html) che collega verso un indirizzo IP nocivo. Secondo Symantec, la lista di siti compromessi è già "enorme" e secondo le statistiche, l'attacco sta funzionando con estrema efficienza per l'Italia (65 mila visitatori unici e 7 mila browser attaccati con successo). <br><br>

Symantec afferma di non conoscere esattamente la metodologia utilizzata per compromettere questi siti, ma probabilmente il problema risiede in una vulnerabilità o in un problema di configurazione a livello di ISP/hosting. Bisogna ricordare che, nel caso relativo alla compromissione del sito di Vecchioni, il problema sembrava essere stato isolato e da Hosting Solutions, uno dei più importanti hoster italiani, in quel momento preso di mira. Mancano tuttavia i dettagli sulla problematica. Ora, in base alla lista fornita da Symantec, sembra che siano i server di Aruba, altro importante hoster italiano, ad essere stati, in qualche maniera, attaccati dai cybercriminali con lo scopo di iniettare l'IFRAME nocivo nelle pagine web. In tutti i casi visti finora sembra che i server compromessi eseguano IIS/6.0 su Windows Server 2003. Giuliani, esperto di sicurezza, ha pubblicato poco fa un primo commento sulla vicenda, con gli indirizzi IP da bloccare.<br><br>

È interessante analizzare lo scenario di attacco tramite il quale viene perpetrato questo tipo di cybercrimine. Un ignaro utente si collega ad un URL di un sito legittimo con il suo software web browser. Il sito è stato compromesso e modificato in modo da includere contenuti nocivi (nel caso specifico un IFRAME). Al caricamento del sito, viene eseguito anche il codice HTML malevolo, che si traduce in un richiesta verso un server intermedio che viene indirizzata successivamente al server target che ospita MPack. Il server MPack analizza l'header della richiesta HTTP e raccoglie informazioni come tipo di browser e sistema operativo utilizzati. Queste informazioni vengono quindi sfruttate per selezionare i codici exploit da inviare al browser dell'utente. Tutti i dati sul computer dell'utente, sugli exploit condotti con successo, e sul paese di origine vengono salvati sul server MPack. Una volta compromesso il computer attaccato, il codice shell istruisce il computer al download di un ulteriore file dal server MPack che viene eseguito. Ha così inizio l'ulteriore fase di compromissione ed infezione del computer. <br><br>

Alla luce della notizia dell'attacco su larga scala raccomandiamo a tutti gli utenti italiani di prestare particolare attenzione durante la navigazione, che non deve mai essere eseguita senza la protezione di un antivirus aggiornato ed eventualmente di altri software di sicurezza utili a bloccare le infezioni web. È altrettanto importante assicurarsi di aver applicato tutte glia aggiornamenti di protezione finora rese disponibili non solo da Microsoft ma anche dagli altri vendor. MPack infatti include codici exploit che attaccano vulnerabilità presenti in componenti software diverse dal sistema, tra cui QuickTime e WinZip.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=126]]></link></item><item><title><![CDATA[Suite CS3, breve guida ai programmi "meno noti"]]></title><description><![CDATA[La pubblicazione delle diverse suite specializzate di Adobe CS3 ha introdotto sostanziali innovazioni per quanto riguarda i programmi più noti e utilizzati da chi progetta, disegna e programma siti e servizi Web.<br><br>

La suite CS3 Web Premium - che probabilmente rappresenta il pacchetto di sviluppo e gestione del web più evoluto mai realizzato - oltre alle versioni aggiornate dei più importanti software per il web di Adobe e dell'acquisita Macromedia, offre una serie di strumenti di produttività che, se pur non molto pubblicizzati, aggiungono un grande valore al pacchetto dei software base e permettono di ottimizzare alcune operazioni utili durante la progettazione e la realizzazione di progetti di comunicazione per il mondo on-line.<br><br> 

Tra questi software, uno dei più interessanti strumenti per chi realizza elementi multimediali è il nuovo Flash Video Encoder che presenta nella nuova versione un plug-in di esportazione compatibile con i maggiori programmi di video editing come Final Cut per Mac e Adobe After Effects. Ideale complemento per la ricodifica dei filmati video salvati in formato diverso dall'FVL, il Flash Video Encoder permette di serializzare la conversione di un ampio numero di filmati.<br><br>

A differenza dell'importazione/ricodifica manuale dei video che si può gestire direttamente da Flash, il Video Encoder risulta lo strumento perfetto per gestire un elevato numero di filmati e per generare un archivio di file FLV che, per esempio, possono essere gestiti tramite XML esterni collegati a interfacce video realizzati in Flash. <br><br>

Uno strumento molto potente pensato espressamente per realizzare moduli interattivi in formato PDF che possono essere pubblicati sul Web o diffusi come documenti per uso off-line è Adobe Live Cycle, programma compreso tra le applicazioni del gruppo del nuovo Adobe Acrobat. Live Cycle impiega un'interfaccia assolutamente semplice e intuitiva che permette di disegnare moduli da far compilare agli utenti, documenti che possono essere creati ex novo o modificando i modelli predefiniti.<br><br>

Le nuove funzionalità dell'ultima versione del formato PDF combinato con questo software, permettono di interfacciare i moduli con database condivisi, così da velocizzare in maniera davvero notevole la raccolta dei dati e, di conseguenza, la possibilità di elaborarli in forma elettronica. Questo software conferma l'impegno di Adobe nel rendere il formato PDF uno standard non solo per la realizzazione di documenti per la stampa, ma anche per la diffusione di documenti attraverso il Web. Se, infatti, è ben nota la possibilità di poter distribuire contenuti testuali realizzati in PDF rendendoli scaricabili da pagine Web o addirittura integrandone un sistema di visualizzazione nel browser stesso, sono ben meno note le possibilità interattive e multimediali del formato che, di fatto, prospetta tutta una serie di applicazioni interessantissime come la possibilità di creare contenuti navigabili o di inserire nei documenti PDF video, filmati e file multimediali di altro tipo.<br><br> 

Uno dei programmi Macromedia che gli sviluppatori pensavano avesse i giorni contati dopo l'acquisto della società da parte di Adobe, è Fireworks, software in passato molto apprezzato dai web designer che potevano gestire con un unico software sia elementi grafici rasterizzati, sia composizioni vettoriali. Considerato da molti ridondante nelle funzionalità rispetto a Photoshop, a sorpresa Fireworks rientra nelle suite della CS3 dedicate al Web. Questa volta si presenta con un'interfaccia più in linea con quelle dei nuovi Flash e Photoshop e sfrutta la sua natura ibrida vettoriale-bitmap arricchita da funzioni specifiche pensate per il Web dimostrandosi uno strumento di sicura utilità per quanto riguarda la definizione dei layout e la progettazione di pagine web. Rapido e intuitivo, Fireworks permette di utilizzare alcune funzionalità tipiche di programmi come Illustrator e Photoshop senza tuttavia raggiungerne la complessità di utilizzo. Così come questi due ultimi software citati sono il cavallo di battaglia per i grafici, Fireworks è adatto a un profilo di Web Designer meno tecnico e più interessato alla progettazione dei layout.<br><br>

L'enorme potenzialità dei dispositivi portatili di diverso genere come telefonini, palmari o console di gioco, ha spinto Adobe a realizzare un ambiente di test e sviluppo, totalmente integrato con i software principali della suite, che mette nelle condizioni di provare eventuali contenuti web e multimediali dal proprio computer senza dover effettivamente possedere i veri dispositivi portatili. Adobe Device Central è un applicativo che può essere lanciato in maniera indipendente, per esempio quando si decide di realizzare un progetto Flash pensato per essere visualizzato sui palmari di ultima generazione, e che guida con un sistema di scelta per passi verso l'impostazione più adatta del filmato Flash. In una fase successiva di sviluppo, Adobe Device Central può essere impiegato per verificare la corrispondenza del progetto multimediale realizzato con gli standard web e le potenzialità di riproduzione dei diversi tipi di dispositivi.<br><br> 

Nell'ottica di ottimizzare e migliorare non solo le attività produttive specifiche per la realizzazione di siti e servizi web ma anche tutti i processi di organizzazione dei materiali e di accessibilità agli stessi, tutte le suite di Adobe CS3 prevedono l'utilizzo di Adobe Bridge, un potente sistema di organizzazione dei materiali di partenza e degli elaborati prodotti con i software Adobe. Adobe Bridge permette di effettuare la navigazione "intelligente" tra i contenuti presenti nei supporti di memorizzazione mappati, e sfrutta degli efficaci sistemi di anteprima e ricerca che mettono nelle condizioni di destreggiarsi e reperire i contenuti velocemente anche in archivi di dimensioni enormi. Rispetto alla navigazione "a memoria" tra cartelle e archivi rimovibili, Adobe Bridge presenta un notevole salto in avanti soprattutto per quanto riguarda la rapidità con la quale si riescono a reperire i materiali già elaborati, tanto più che nella nuova versione, totalmente riprogettata, sono state introdotte logiche di anteprima davvero molto interessanti. L'integrazione con sistema di acquisto on-line di materiali come foto ad alta risoluzione chiamato Adobe Stock Photos, completa le funzionalità di un software che, per quanto ormai sulla scena da diverso tempo, nella versione CS3 si rivela totalmente diverso, introducendo anche algoritmi per il calcolo della differenza tra immagini dalle innumerevoli applicazioni. <br><br>

Pur trattandosi di software considerati di secondaria importanza rispetto a Flash, Photoshop, Dreamweaver, Illustrator e Contribute, quelli citati nelle righe precedenti sono da considerarsi a tutti gli effetti strumenti di sicuro valore per chi realizza progetti web poiché risolvono specifiche criticità. Al momento di scrivere questo articolo, le versioni già annunciate di Adobe CS3 mancano però di almeno tre software molto apprezzati in passato da chi lavora nel web e nella grafica professionale. Il primo, Flash Paper, permetteva di realizzare dei documenti in stile PDF che però erano visualizzabili come normali filmati Flash e non richiedevano l'apertura di Acrobat Reader per consultare i contenuti pubblicati sul Web. Il secondo è il software di grafica vettoriale Freehand che, ovviamente, era considerato uno dei principali concorrenti di Illustrator e non ha potuto ricavarsi una nicchia operativa come è invece accaduto per Fireworks. L'ultimo software che sembra mancare all'appello è ImageReady, forse ritenuto ridondante nelle funzionalità rispetto a Fireworks e Photoshop.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=129]]></link></item><item><title><![CDATA[Siti web di successo]]></title><description><![CDATA[Che ci crediate o no ci sono persone che hanno fatto milioni di dollari grazie ad Internet e ad idee che definire strampalate è ben poco...<br><br>

1) <a href="http://www.milliondollarhomepage.com/" target="_blank">Million dollar homepage</a>: la famosissima pagina che vendeva pixel a 1$ l'uno ha fatto storia. 1.000.000 di dollari per un'idea che in fondo è davvero banale non si negano a nessuno. Sta andando peggio a tutti i suoi cloni, ma anche alla <a href="http://www.pixelotto.com/" target="_blank">seconda idea</a> del suo creatore...<br><br><br> 

2) <a href="http://santamail.org/" target="_blank">Lettere da Babbo Natale</a>. Volete che due genitori non spendano 10$ per una lettera autografa di Babbo Natale che arrivi direttamente dall'Alaska? Ne hanno vendute 200.000 Fate un po' di conti... <br><br><br>

3) <a href="http://doggles.com/" target="_blank">Occhiali da sole per cani</a>. Sì, vendono anche quelli. Ne vendono un sacco...<br><br><br>
 
4) <a href="http://lasermonks.com/" target="_blank">I frati che ricaricano cartucce ink-jet</a> (ma non solo) nel 2005 hanno fatturato 2.5 milioni di dollari grazie all'e-commerce.<br><br><br>
 
5) <a href="http://positivesdating.com/" target="_blank">Positivedating.com</a> è un sito di incontri online per sieropositivi (discutibile quanto si vuole, per carità), i suoi numeri? 50000 utenti e 110.000$ di ricavi.<br><br><br>
 
Tentar non nuoce... Con qualche spicciolo di hosting e un'idea in testa può succedere di tutto. ;)
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=124]]></link></item><item><title><![CDATA[Google annuncia la ricerca universale ]]></title><description><![CDATA[I motori di ricerca stanno cambiando, siamo arrivati al 2.0 dei search engine? Senza utilizzare troppa retorica e termini, come web 2.0, fin troppo abusati, possiamo sicuramente affermare che i motori di ricerca iniziano a cercare di dare risultati sempre più completi, in una Internet che si sta muovendo sempre più verso i video, le foto e i contenuti multimediali.<br><br>

A dire il vero, i miglioramenti annunciati in questo senso da Google e da Microsoft, che si possono già ritrovare nelle pagine dei relativi motori internazionali sono, forse, i più semplici che le due società potevano adottare.<br><br>

Sistemare le informazioni a disposizione e presentarle al meglio agli utenti è sicuramente un passo significativo, ma ancora numerose e più importanti miglioramenti rimangono ancora da fare in particolare nell'ambito del fornire informazioni sempre più esatte e mirate agli utenti che utilizzano i motori di ricerca indirizzandoli in maniera oggettiva e obbiettiva ai migliori risultati per la ricerca da loro effettuata.<br><br>

Non per nulla, in un mondo Internet dove il business sta sempre più prendendo piede, come è giusto e necessario per la stessa crescita del web,  ho utlizzato termini come oggettivi ed obbiettivi per descrivere i risultati che i motori di ricerca devono dare ai propri utenti.<br><br>

E' giusto lasciare spazio ai risultati a pagamento, ma questi non devono essere gli unici così come non devono prevalere risultati facenti parte delle stesse società che gestiscono il motore di ricerca. Ad esempio è giusto che cercando un video su Google esca (in Italia questo cambiamento è appena arrivato) l'immagine del video stesso che si trova su YouTube con una immagine ad accompagnarlo che salta subito all'occhio di chi fa la ricerca anche se non situato in prima posizione?<br><br>

Tralasciando questa breve parentesi dedicato ad un argomento che diventerà sempre più importante e sarà fonte di accese discussioni nei prossimi mesi/anni, è utile ricordare l'importanza, tra i tanti sviluppi che attendono ancora i motori di ricerca, di una ricerca sempre più facile e sempre più basata su logiche umane, dove gli utenti digitando una domanda con il normale linguaggio umano potranno avere una serie di siti attinenti che sono in grado di dare la risposta desiderata.<br><br>

Vediamo, ora, nel dettaglio i miglioramenti apportati da Google durante questa ultima settimane e successivamente quelli annunciati da Microsoft per il proprio motore di ricerca.<br><br>

<b>LE NOVITA' DI GOOGLE</b><br><br>

Google ha annunciato i primi passi concreti verso la realizzazione di un modello di "ricerca universale" che offrirà agli utenti del web un modo più "integrato e complessivo" per cercare e visualizzare informazioni online.<br><br> 

Il colosso ha introdotto inoltre un design aggiornato della sua homepage ed una serie di nuove funzionalità di navigazione che "rendono più facile e veloce per gli utenti trovare le informazioni che stanno cercando"  (le modifiche non si vedono ancora nella pagina italiana, ma in quella principale di google.com).<br><br>

Marissa Mayer, vice president di Google per i prodotti della ricerca e la user experience, commenta: "Il nostro compito è sempre stato quello di rendere l'esperienza dei nostri utenti il più possibile semplice e diretta … l'obiettivo ultimo della ricerca universale è rompere i silo di informazioni sul web ed offrire la risposta migliore ogni volta che l'utente inserisce una query".<br><br> 

Il progetto di Google per la ricerca universale è quello di eseguire una ricerca tra tutte le fonti di contenuti, comparare e classificare tutte le informazioni in tempo reale, ed offrire infine un singolo set integrato di risultati che mostrino agli utenti precisamente quello che stanno cercando.<br><br> 

A partire da oggi Google incorporerà le informazioni provenienti da una serie di fonti precedentemente separate, tra cui video, immagini, mappe, libri, e siti web, in un unico set di risultati di ricerca. A prima vista la "ricerca universale" potrebbe risultare una novità di poco rilievo. Tuttavia col tempo, afferma Google nel suo comunicato stampa, gli utenti distingueranno nuovi tipi di contenuti integrati nei risultati delle loro ricerche, man mano che l'azienda svilupperà il concetto di esperienza di ricerca complessiva.<br><br>

Per esempio, un utente che cerca informazioni sul personaggio di Guerre Stellari Darth Vader probabilmente sarà interessato a tutte le informazioni relative al personaggio ed agli attori, non solo alle pagine web che fanno menzione del film. Google offre ora un singolo set di risultati di ricerca raggruppati che include un parodia comica del film, le immagine del personaggio Darth Vader, le notizie sull'ultimo film di Lucas, oltre alle pagine web che parlano dell'attore James Earl Jones, tutte classificate in ordine di rilevanza per la query.<br><br>

Gli utenti non dovranno più visitare diversi servizi per trovare una vasta gamma di informazioni su un argomento scelto. Segnaliamo anche la pubblicazione di due interventi sul blog ufficiale del colosso della ricerca, uno di Marissa Mayer, VP Search Products & User Experience, e l'altro di David Bailey, Tech Lead, e Johanna Wright, Product Manager, di Universal Search. In entrambi i post si parla della nuova iniziativa di ricerca universale. Google ha anche annunciato di star sviluppando un nova infrastruttura tecnica che permetterà al motore di ricerca di gestire meglio le mansioni intensive dal punto di vista della computazione.<br><br> 

L'azienda rilascerà anche un meccanismo di ranking aggiornato che metterà a confronto automaticamente ed in maniera imparziale differenti tipi di informazione. Contestualmente Google ha integrato nell'interfaccia delle pagine dei risultati di ricerca dei link di navigazione in modo da consigliare all'utente ulteriori percorsi per raggiungere le informazioni di interesse, in categorie di ricerca inizialmente non considerate.<br><br> 

Sia la homepage del motore sia le varie applicazioni dell'azienda sono state aggiornate con una nuova barra di navigazione che offre facile accesso a tutti i più popolari prodotti di Google, tra cui Gmail, Google Calendar, Google Docs & Spreadsheets, e Picasa Web Albums. Si tratta di un nuovo layout già testato dal colosso, e già accessibile tempo fa tramite la modifica di un cookie del browser.<br><br>

Infine Google ha annunciato una nuova versione sperimentale del suo servizio di ricerca, chiamata "Google Experimental", e disponibile tramite Google Labs. Il nuovo sito di test offre agli utenti l'opportunità di testare alcuni degli ultimi esperimenti e innovazioni legati al motore di ricerca, ed fornire feedback all'azienda. Uno dei primi "esperimenti" inclusi nel progetto permette agli utenti di visualizzare i propri risultati di ricerca su una mappa o una timeline. Per esempio, cercando "Albert Einstein" su Google Experimental, è possibile scegliere di visualizzare i risultati su una mappa che mostra i luoghi menzionati nei risultati o su una timeline che illustra la storia delle vita del fisico e matematico tedesco.<br><br>

<b>LE NOVITA' DI MICROSOFT</b><br><br>

LiveSide.net, sito blog dedicato alle notizie sulla famiglia di servizi Windows Live, ha segnalato una pagina web che Microsoft usa come "assisted trial page" per il suo motore di ricerca Live Search. Il sito, che comunque presenta un design approssimativo, è disponibile all'indirizzo http://search.imagine-live.com.<br><br>

La differenza più evidente con il motore ufficiale (search.live.com) sta nella mancanza dei pulsanti di ricerca verticale (Immagini, News, Mappe, etc.) e nella integrazione di questo tipo di risultati in una colonna sulla destra (affianco alla lista dei risultati tradizionali). Gli utenti pssono infatti vedere i primi risultati ottenuti tramite queste altre opzioni di ricerca verticale direttamente nella pagina dei risultati principale, in una sorta di "ricerca universale".<br><br> 

Sebbene l'opzione relative alle ricerche correlate sia già presente nel sito ufficiale Live Search, è interessante notare l'aggiunta della ricerca da Immagini e News. Inoltre il sito "trial" integra Live Maps (con funzioni avanzate come panning e zooming), auto-rilevando la location dell'utente e mostrando risultati locali in base alla query inserita.<br><br> 

Secondo LiveSide questa funzionalità è particolarmente interessante, e potrebbe avere diversi tipi di utilizzo, per esempio nelle ricerche in cui è fondamentale una combinazione di ricerca web per recensioni e ricerca locale per accessibilità. Ad ogni modo sembra che il servizio mostri per ora solo la location dell'utente e non quella specificata nelle query.<br><br> 

LiveSide ha chiesto un commento a riguardo a Mira Lane del team Core Search, che ha affermato: "Chiamiamo questo tipo di sito 'assisted trial page'. Inviamo un piccola porzione del nostro traffico di marketing (dagli annunci banner, e da altro) a questo sito per offrire un maggiore contesto per 'imparare' dalla ricerca. Non ci sono annunci, per esempio, ed al loro posto abbiamo un piccolo tour in flash. Non si tratta di una funzionalità del prodotto e non è indicativo di alcuna direzione di sviluppo o idea dei nostri team".<br><br> 

A quanto pare quindi, almeno ufficialmente non si tratta di una pagina per il test di nuove funzionalità nel motore di ricerca, ma vedendo che in che direzione si sta muovendo Google, pare abbastanza difficile crederlo.<br><br>

Per concludere, dopo le novità di Google e Microsoft, appare strano come Yahoo, la seconda potenza del Web per il search engine , non abbia ancora risposto ai diretti concorrenti con miglioramenti del proprio motore di ricerca. Ma conoscendo il team di Yahoo e i numerosi servizi lanciati anche in questi ultimi mesi ( tra cui Yahoo Answer che sta riscuotendo un interessante successo anche in Italia ) , siamo sicuri che tra qualche settimana verranno annunciate importante novità anche da questa società.<br><br>

Marcello Tansini]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=123]]></link></item><item><title><![CDATA[I sette peccati capitali dell'email marketing]]></title><description><![CDATA[<i>Questa è la traduzione dell'articolo <a href="http://www.digital-web.com/articles/seven_sins_of_email_marketing/">The Seven Deadly Sins of Email Marketing Management</a> di Véro S. Pepperrell pubblicato originariamente su Digital Web Magazine il 27 marzo 2007. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore e dell'autrice.</i><br><br>

È un'opinione diffusa quella secondo cui l'email marketing è morto, e secondo cui siamo ormai in una nuova era, quella del web 2.0, fatta di blog, social network e podcast. In realtà l'email marketing è non solo vivo e vegeto, ma più efficace e potente che mai.<br><br>

Ha una straordinaria efficienza sul piano dei costi -il suo ROI è uno dei più alti- ed è facile da usare. È anche un grande strumento per la promozione del brand ed un mezzo affidabile per promuovere il nostro nome presso i clienti.<br><br>

Come avviene per la maggior parte delle tecnologie, però, può diventare un'arma a doppio taglio. Come canale di comunicazione, è spesso abusato dagli spammer, cosa da cui deriva la sua cattiva fama. Per evitare di essere associato a questi abusi, ci sono alcuni errori da evitare nella gestione del nostro più prezioso tesoro in questo ambito particolare: la lista di indirizzi dei nostri abbonati.<br><br>

<h3>I sette peccati capitali</h3>
I segnali del successo e di una relazione lunga e fruttuosa con chi vi segue attraverso una newsletter sono gli alti tassi di lettura, di clickthrough che si convertono in azioni, i bassi tassi di disdetta e lamentela da parte dei sottoscrittori, il feedback attivo che da essi giunge. In fin dei conti, dunque, è un po' come con il motore della nostra macchina: se facciamo la giusta manutenzione è difficile che l'automobile ci lasci a piedi in mezzo ad una strada.<br><br>

<h3>Peccato #1: non testare il design delle nostre email in tutti i client</h3>
Tutti i web designer sanno che ad Internet Explorer piace essere particolare. Bene, mescolate la stravaganza di IE con i client di posta elettronica e inizierete a vedere cose molto divertenti.<br><br>

Diciamolo molto direttamente: i programmi di posta elettronica sono poco affidabili, e il vostro design avrà bisogno di tutto l'aiuto che necessita per arrivare intatto e scintillante nelle caselle di posta dei vostri lettori. I client di email possono disabilitare automaticamente le immagini, rovinare tutti gli sforzi che avete fatto per allineare le cose nel modo dovuto, e generalmente tendono ad ignorare tutto il magnifico codice che avete incluso.<br><br>

Di recente, Microsoft ha rilasciato l'ultima bomba. Ha infatti annunciato che Outlook 2007 userà il motore di rendering HTML di Word. Sì, avete capito bene. Ben tornati al 1998. Kevin Yank di Sitepoint ha ben documentato la sua esperienza con Outlook 2007.<br><br>

In pratica, ciò significa mettere da parte i più avanzati template realizzati con HTML e CSS per tornare ad un design molto elementare e basato sulle tabelle. I bravi designer adotteranno un qualche meccanismo di graceful degradation assicurandosi che la larghezza o il testo alternativo per le immagini funzionino a dovere, che la struttura della mail e gli elementi chiave possano comunque comunicare il messaggio, anche con le immagini disabilitate.<br><br>

Sono disponibili tantissime risorse per guidare i designer nella creazione di nuovi template per email che siano compatibili con le attuali limitazioni. Mark Wyner ha scritto un eccellente riassunto dell'attuale panorama relativamente al blocco delle immagini nei client di email, e suggerisce anche le migliori strategie da adottare per affrontare tali limitazioni.<br><br>

Quando si tratta di assumere qualcuno per produrre un nuovo design per una newsletter o una campagna via mail, dunque, scegliete qualcuno che abbia specifiche esperienze in questo particolare ambito. E una volta creato il nuovo design, "Testiamo, testiamo e testiamo" dovrebbe diventare il vostro mantra, al fine di verificare che le vostre email vengano rese correttamente sui principali programmi di posta su tutti i sistemi operativi.<br><br>

Strumenti come Site Vista possono semplificare questa attività di test, ma non c'è davvero modo di sostituire la verifica manuale.<br><br>

Tale verifica manuale richiede:<br><br>

L'accesso a computer con Windows e Mac (oppure un Mac con processore Intel dotato di un programma per eseguire Windows come Parallels) e magari Linux, nel caso abbiate un'audience tecnicamente più evoluta.<br><br>

I client di email giusti: quelli accessibili via web sono quasi tutti gratuiti, per cui creiamoci pure account su GMail, Yahoo!, AOL, Hotmail, etc. Avremo anche bisogno di Outlook 2003, Outlook 2007, Outlook Express, Apple Mail, Thunderbird, Eudora, Lotus Notes. Molti sono presenti direttamente nel sistema operativo, altri sono gratuiti.<br><br>

Tempo e pazienza. <br><br>

È senza dubbio vero che è possibile creare eccellenti design per l'email. Ci vuole solo un po' di pazienza. La prima volta, in particolare, potrà risultare complicato oltre misura ottenere risultati consistenti su tutte le piattaforme, ma una volta imparati i trucchi di base, diventa tutto facile.<br><br>

<h3>Peccato #2: Non verificare la mail con filtri antispam prima di inviarla</h3>
Essenziale come il test del design della newsletter è la verifica del suo contenuto rispetto ai filtri antispam. Ad ogni messaggio di posta elettronica che mandiamo viene assegnato una specie di punteggio quando arriva su un server su cui sia installato un software antispam. Più basso è questo punteggio, meglio è.<br><br>

Cos'è che mette in agitazione un filtro antispam? Messaggi che contengono molte immagini, quanto meno più numerose del normale, rischiano di vedersi assegnare punteggi alti, dal momento che le immagini o l'HTML possono essere spesso usati per nascondere contenuto spam. L'uso eccessivo di maiuscole, di punteggiatura (!!!) e certe parole possono ugualmente mettere in azione i filtri -parole come free, trial, money, etc,- così è essenziale testare la copia del messaggio prima di ogni invio per valutare in che modo viene trattato dai filtri.<br><br>

Servizi come SpamCheck possono essere usati per assegnare velocemente un punteggio alle vostre mail e possono guidarvi nell'ottenere una migliore selezione delle parole usate nel testo.<br><br>

<h3>Peccato #3: Ostacolare la disdetta</h3>
Prima di tutto, chiariamo che è un obbligo legale inserire in ogni mail commerciale un link visibile da cui è possibile ritirare la propria sottoscrizione ad una newsletter. Non è un'opzione, è un obbligo. Non si tratta però di rendere possibile la disdetta, si tratta di renderla semplice.<br><br>

La gente cambia, i bisogni cambiano, e talvolta una bella pulizia di primavera nella casella di posta è l'unico modo per tornare a rimettere ordine tra le cose. Se gli utenti decidono di disdire l'iscrizione, non significa necessariamente che non sono soddisfatti del vostro lavoro e di quanto dite loro, così non facciamoli arabbiare complicando e ostacolando l'uscita. In accordo con le regole del CAN-SPAM, quando riceviamo una richiesta di disdetta, abbiamo dieci giorni di tempo per ottemperare a questo obbligo, ma è una buona pratica tenere conto di tutto il processo di disdetta in generale prima di iniziare una nuova campagna di comunicazione via mail.<br><br>

Se siete preoccupati della perdita di lettori, ecco alcuni suggerimenti:<br>

Consentire ai lettori di ridurre il volume di messaggi ricevuti senza dover disdire completamente l'iscrizione: "Preferisci ricevere una sintesi mensile invece di una newsletter settimanale?" 
Offrire l'opzione per un cambio di indirizzo. Forse un lettore non vuole ricevere la vostra newsletter ad un indirizzo di lavoro, ma vorrà continuare a farlo ad un indirizzo privato.
Offrire un'alternativa. Se avete un blog o pubblicate una newsletter anche sul web, offrite ai lettori l'opportunità di segnare quella pagina nei preferiti o di iscriversi ad un feed RSS.<br><br>

<h3>Peccato #4: Trascurare la lista degli indirizzi non validi</h3>
Più una vecchia lista di indirizzi cresce, più vedrete crescere il numero di indirizzi non validi. I sistemi di consegna e distribuzione di email come eCircle, MailChimp e CampaignMonitor in genere sono in grado di intercettare tali rimbalzi e gestire automaticamente questi indirizzi non validi.<br><br>

Comunque, in certi casi, l'unico modo per verificare che un indirizzo o un account non è più in uso è attraverso messaggi automatici di risposta del tipo "John Smith non è più impiegato della Widget Inc" oppure "Ho un nuovo indirizzo di posta: john@smith.com". È una cosa comune sia in ambito lavorativo sia in ambito personale. Se il trascurare la gestione di questa lista non arrecherà alcun disservizio o danno ai vostri sottoscrittori, per fortuna, è opportuno comunque fare un po' di pulizia di tanto in tanto. Vi consentirà di avere un'idea più precisa dei lettori attivi e sulle dimesioni reali della lista, e probabilmente vi consentirà di risparmiare un po' di soldi non inviando inutili messaggi che vanno persi.<br><br>

Se i vostri clienti sono pochi e i legami con loro sono piuttosto stretti, potreste valutare l'idea di contattare direttamente via posta i titolari di questi indirizzi non validi, per esempio con una cartolina con su scritto "Ciao! Come va? Sai che ci manchi?"<br><br>

Se non avete inviato niente alla lista per qualche mese e sospettate che posano esserci molti indirizzi non più validi, potreste pensare di diluire l'invio della prima newsletter in più giorni o settimane. Infatti, gli ISP dei vostri destinatari potrebbero avere regole molto strette relative alla consegna di posta, e potrebbero mettervi in una blacklist se inviate troppi messaggi a troppi indirizzi non validi (Derek Harding su Clickz chiarisce bene il funzionamento delle blacklist per gli eccessivi rimbalzi).<br><br>

<h3>Peccato #5: Mai prendersela comoda</h3>
Una volta che abbiate inviato la vostra newsletter per diversi mesi, sarete in grado di padroneggiare ad occhi chiusi il processo della creazione di contenuti, della gestione dei dati e dell'invio. Ironicamente, a quel punto, diventerà ancora più importanti tenere gli occhi ben aperti.<br><br>

È ottima cosa trovarsi finalmente in una situazione di comodità, ma se la routine prende il sopravvento, è facile riciclare vecchi contenuti, scordarsi per qualche settimana della gestione degli indirizzi, non controllare le statistiche. Se non si vigila, si rischia la brutta sorpresa.<br><br>

La maggior parte dei sistemi di distribuzione di email forniscono report più o meno dettagliati dell'attività legata alle vostre newsletter, da quante email sono state consegnate a quanti hanno girato la mail ad un amico. Ciò consente di confrontare le vostre ultime email con quelle del passato, e di verificare se eventuali cambiamenti hanno migliorato il tasso di risposta.<br><br>

Pensate a questo processo come ad un imbuto:<br><br>

Numero totale di indirizzi nella lista <br>
Messaggi consegnati <br>
Mail aperte<br> 
Click verso il sito<br> 
Lettori che compiono una qualche azione sul sito <br>
In ciascun passo di questo processo si perde qualche lettore.<br><br>

Ciò che il controllo delle statistiche potrebbe dirvi è che una larga percentuale degli iscritti alla lista ha cliccato per andare sul sito, ma pochi hanno compiuto l'azione che vi aspettavate. Forse l'invito all'azione è poco chiaro? Forse gli utenti non sanno cosa fare? Oppure scoprirete che un diverso oggetto del messaggio ha catturato l'attenzione dei lettori quanto mai prima...<br><br>

C'è comunque un importante avviso di cui tenere conto quando si valutano le statistiche di email marketing: possono essere incredibilmente fuorvianti. Per esempio, quando si manda un messaggio multipart (che contiene cioè sia la versione HTML sia quella in puro testo -sarà il client a decidere se visualizzare quella HTML), quelli che aprono la versione testuale non saranno calcolati tra quelli che hanno aperto il messaggio. All'opposto, client di email con un pannello di anteprima (come Outlook o Mail.app) conteranno i messaggi come messaggi aperti, anche se si è trattato di una rapidissima anteprima, se le immagini sono visualizzate. Per questi motivi (e molti altri ancora), le statistiche dovrebbero essere usate per individuare tendenze, piuttosto che per fissare numeri precisi.<br><br>

Il bonus, quello che non ho incluso nell'imbuto di cui parlavo, è l'attività di passaparola. Ciò avviene quando qualcuno legge la vostra newsletter e la trova così interessante o divertente da decidere di inoltrarla a qualche amico. Facilitate sempre l'eventuale iscrizione di questo amico, magari aggiungendo un link del tipo "Un amico ti ha passato questa newsletter? Perché non ti iscrivi anche tu?" Non costa nulla, ma può far crescere la vostra lista di iscritti.<br><br>

<h3>Peccato #6: Inviare contenuti irrilevanti</h3>
Sto per affrontare i due principali errori dell'email marketing. Sono quelli che possono sancire più di altri non solo il successo o il fallimento dell'email marketing in sé, ma del vostro business.<br><br>

Gli utenti vogliono sapere per che cosa si iscrivono. La frequenza di invio, gli argomenti trattati, i benefici che otterranno. Ma prima di tutto, devono sentire che saranno rispettati. Devono sapere che potranno ritirare la loro iscrizione quando vorranno se capiranno di aver fatto un errore e la newsletter non gli interessa più, e che voi non andrete in giro a distribuire i loro indirizzi al primo che capita.<br><br>

Matthew Patterson di CampaignMonitor lo spiega bene in un articolo:<br><br>

Tutto consiste nel dare le giuste aspettative, così che quando arriva la prima mail il vostro sottoscrittore è felice, non sorpreso e arrabbiato.<br><br>

Se capite che state per allontanarvi dall'originario argomento della newsletter -per esempio, create una newsletter che discute di tecnologia in generale, ma poi vi ritrovate a parlare solo di tecnologia per il mobile- varrebbe la pena considerare l'idea di avviare una nuova newsletter dedicata esclusivamente a quel tema. Non soltanto dimostrerete di rispettare i vostri abbonati, ma creerete l'occasione per un secondo punto di contatto diretto con quelli che sono realmente interessati.<br><br>

Sbagliare su questo aspetto avrà come conseguenza un alto tasso di abbandono e disdette, o peggio ancora, richiate di essere marcati come spammer. E se in tanti iniziano a segnarvi come spammer, per esempio su GMail, vi ritroverete presto messi in qualche blacklist da quell'ISP. Il che significa non soltanto che la vostra newsletter potrebbe non arrivare ai destinatari, ma che le mail dei vostri colleghi a qualcuno con lo stesso ISP rischiano di non arrivare.<br><br>

<h3>Peccato #7: Mandare email senza consenso</h3>
Non c'è niente di peggio. Mandare email a persone che non si sono direttamente iscritte è la cosa che ha causato all'email marketing la brutta fama che ha. "Ah, allora sei uno spammer" è la formula con cui più volte si sono sentiti accogliere molti che lavorano onestamente nell'email marketing.<br><br>

La soluzione è semplice: non inviare mail a qualcuno senza il suo esplicito consenso.<br><br>

Ci sono eccezioni a questa regola. In un contesto buiness-to-business, se avete partecipato ad un evento come espositore e vi è stata data la lista dei partecipanti, non è un problema mandare a ciascuno una mail per invitarli ad iscriversi alla vostra mailing list o per informarli sul vostro business. Ricordate sempre però che deve essere una mail inviata una volta sola, e quelli che non rispondono non dovrebbero essre aggiunti alla vostra lista senza permesso.<br><br> 

<h3>Conclusione</h3>
Il messaggio finale è questo: siate appassionati. Non fate un lavoro a metà. Scrivete grandi contenuti, gestite bene la vostra lista, e i risultati che verranno vi daranno soddisfazione e motivazione. La gestione delle relazioni sta tutta nel rispetto e nel buon senso, perciò trattate sempre i vostri clienti come vorreste essere trattati.<br><br>

Tutto ciò che viene creato con passione è una forma d'arte, e se amate davvero quello che fate e ci credete, sarà notato. Lo capiremo tutti leggendo tra le righe di quello che scrivete, lo sentiremo dal modo in cui trattate i vostri lettori, emergerà chiaro dal design che saprete creare.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=121]]></link></item><item><title><![CDATA[ZenZui: nuovo modo per navigare con il cellulare ]]></title><description><![CDATA[È stato annunciato stamattina al salone del wireless di Orlando: dai laboratori Microsoft ha preso vita <b>ZenZui</b>, un nuovo browser per cellulari che mira a rivoluzionare il concetto di navigazione da telefonino in virtù di una diversa presentazione dei contenuti.<br><br>

Uno dei freni alla diffusione del mobile internet è la navigazione web. Sebbene l'esperienza utente migliori con il tempo e con la realizzazione di versioni ad hoc dei maggiori siti, ancora non è immediata come quella dei browser tradizionali.<br><br>

Per migliorare l'usabilità <b>ZenZui</b> (la seconda parte del nome viene da Zooming User Interface), invece che presentare tradizionalmente le pagine, opera una suddivisione dello schermo in 36 celle (riunite a blocchi di 4) cliccando sulle quali si attiva un link a tutta pagina. Ogni cella può puntare ad una pagina internet o a un feed, quindi ad un'informazione diretta. Chiaramente tutte le celle sono personalizzabili in modo che ogni utente possa comporre il suo mosaico.<br><br>

«Abbiamo voluto reinventare completamente l'esperienza della navigazione sul Web dal cellulare» ha detto John SanGiovanni, co-fondatore della società ed ex ricercatore di Microsoft, ma già alcune voci autorevoli di internet come TechCrunch sostengono che più che un nuovo modo di navigare in rete ZenZui costituisce un nuovo modo di navigare nei siti ZenZui. Al centro di tutto infatti, sempre secondo l'autorevole blog, ci sarebbe il business dei siti precaricati nelle celle e la possibilità commerciale di vendere al miglior offerente le celle migliori, quelle cioè più in vista nell'impostazione predefinita.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=119]]></link></item><item><title><![CDATA[Webmaster 'Google Approved']]></title><description><![CDATA[Non c'è alcun dubbio sul fatto che creare un sito tanto per "essere in rete" non basta a dare visibilità, sia che si tratti di un sito a scopo professionale o dai contenuti personali o amatoriali. Ottenere i primi posti nei motori di ricerca è importante ma questo non deve essere perseguito utilizzando sotterfugi nocivi alle esigenze ed all'ingenuità dei navigatori della Rete. Vedremo dunque con questo articolo quali tecniche Google considera nocive o illegali.<br><br>

<h3>Una fetta di paradiso</h3>
Le tecniche per alzare la popolarità dei siti e scalare le classifiche dei motori di ricerca sono innumerevoli e sono continuo oggetto di studio da parte di chi ha innalzato la ricerca di una fetta di visibilità a vero e proprio lavoro. Mi riferisco naturalmente ai SEO e a tutti coloro che lavorano nel campo dell'ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca.<br><br>

Parlando di search engines non si può non parlare di Google e delle linee guida per webmaster che, più semplicemente, possono aiutare il webmaster a creare un sito visibile e "Google approved", ovvero che non rischi di essere bannato dagli indici perché utilizza delle soluzioni volte ad ottenere una visibilità posticcia, forzata e non orientata alle esigenze del visitatore.<br><br>

Ciò che Google a diritto chiede è un po' di onestà intellettuale e lavorativa, il seguire delle linee guida che garantiscano la qualità dei contenuti di un sito evitando pratiche illecite volte solo al raggiungimento dei gradini più alti.<br><br>

<h3>Grafica e contenuti</h3>
Da cosa si riconosce un sito di qualità? Innanzitutto dalla pertinenza dei contenuti e dalla loro chiarezza. Un sito ricco di informazioni e ben organizzato è più utile di un sito con contenuti falsamente informativi e talmente mal organizzato che ci si perde nella navigazione interna. Per un sito che abbia diversi livelli e sottolivelli può essere utile offrire agli utenti una mappa del sito che li aiuterà ad orientarsi e consentirà a voi di creare un'architettura grafica più lineare.<br><br>

I robots dei motori di ricerca, dei piccoli software che navigano il vostro sito in lungo ed in largo indicizzandone i contenuti, riconoscono principalmente testo e link statici. Assicuratevi dunque di utilizzare nel testo le parole chiave con cui volete essere trovati e siate certi che tutte le parti del sito siano raggiungibili tramite almeno un link statico poiché, benché nelle ultime versioni vengano ormai ufficialmente riconosciuti i link dinamici, il link statico viene comunque navigato ed indicizzato meglio.<br><br>

Le immagini non vengono lette dal motore di ricerca quindi evitate di affidare loro contenuti importanti e non trascurate l'attributo ALT.<br><br>

ALT è il testo alternativo che, se inserito, appare quando col mouse si passa sopra ad un immagine presente in una pagina web, oppure quando l'immagine non è visibile.<br><br>

I robots si comportano come degli utenti che visualizzano la pagina con un browser testuale, non "vedono" le immagini ma a loro posto leggono il contenuto del tag ALT. Al fine di una migliore indicizzazione vanno possibilmente inserite nel tag parole chiave descrittive, magari scrivendo una frase espressiva che contenga più parole chiavi.<br><br>

Nell'immagine di seguito vediamo come nel sito Microsoft viene gestito il tag ALT in riferimento alle funzionalità di Windows Media Center:<br><br>

<b>Figura 1 - Tag ALT per Windows Media Center</b><br><br>
<img src='files/471.jpg' alt='Tag ALT per Windows Media Center'><br>

<h3>Linee guida tecniche</h3>
Naturalmente oltre all'implementazione grafica ci sono alcuni punti tecnici che non vanno trascurati. Come abbiamo già detto gli spiders dei motori di ricerca vedono il vostro sito come in un browser testuale. Va da sé che è meglio evitare quanto più possibile elementi in Flash, JavaScript, frame e tutto quanto può "confondere" il robot. È da approvare invece un buon foglio CSS in quanto permette un uso più pulito del codice facilitano l'applicazione di modificatori di enfatizzazione del testo, come i tag H1, H2, H3 etc, permettendo una migliore gerarchizzazione dei contenuti.<br><br>

Fate uso del file robots.txt. Il file robots.txt non è altro che un file di testo con cui istruite il robots del motore di ricerca ad indicizzare questo o quel contenuto del vostro sito e ad ignorare quello che invece non volete venga indicizzato. Questo file va inserito nella root principale del dominio. Google mette a disposizione diversi strumenti utili alla creazione di robots.txt, al suo controllo, per evitare che inavvertitamente blocchi la navigazione di Googlebot, alla sua gestione. A questo proposito consiglio la lettura della specifica pagina Strumenti per Webmaster di Google (in inglese). Ricordate però che non tutti i robots dei motori di ricerca utilizzano le stesse meccaniche e che questi strumenti di gestione consigliati sono validi solo per Googlebot.<br><br>

<b>Figura 2 - La pagina d'accesso a Strumenti Google per il webmaster</b><br><br>
<img src='files/474.jpg' alt='La pagina d accesso a Strumenti Google per il webmaster'><br>

<h3>I principi di qualità che fanno la differenza</h3>
Il consiglio è di attenersi scrupolosamente alle linee guida implementate e diffuse da Google nella pagina Webmaster Guidelines (in inglese), non utilizzare comportamenti illeciti evitando così il rischio di essere penalizzati o del tutto rimossi dagli indici del motore di ricerca.<br><br>

Le linee guida sulla qualità possono così essere sintetizzate:<br><br>

Non registrare domini il cui spelling errato può essere ricondotto ad altri siti famosi. In Italia questo si verifica ad esempio con i ben noti siti di Pagine Bianche, Pagine Gialle e Tutto Città. Digitandone l'URL in maniera errata invece dei servizi richiesti ci si trova in pagine web di siti dal contenuto quanto meno dubbio e del tutto non pertinente.<br><br>

Evitate fenomeni di "cloaking". Il cloaking è l'azione di mostrare allo spider un contenuto differente rispetto a quello che il sito propone ai visitatori. Il fine è ottimizzare la pagina in vista del passaggio e del robot e della conseguente indicizzazione. Il motore di ricerca trova determinate parole chiave, enfatizzazioni, link ad altri siti e valuta quel sito popolare quando in realtà non lo è. Si tratta naturalmente di una tecnica altamente scorretta e ormai facilmente individuabile dai nuovi algoritmi di ricerca.<br><br>

Evitate link a siti di spam. Non partecipate a servizi di scambio link con siti che non abbiano pertinenza con i vostri contenuti. Siate certi se lo fate che aggiungano valore e contenuto al vostro sito.<br><br>

Non utilizzate software che inviino continue richieste al motore di ricerca o script automatici per cliccare link al vostro sito per aumentarne la popolarità.<br><br>

Non usate testo nascosto, link nascosti e non riempite le pagine di parole chiave "popolari" (ad esempio com'è ovvio la parola "sex") che non hanno attinenza con i vostri contenuti.<br><br>

Non realizzare doorway. Le doorway sono pagine quasi prive di grafica e contenuti tranne che per la ripetizione ossessiva delle parole chiave, di link legati allo stesso circuito e caratterizzate dal redirect al sito principale. In pratica implicano la registrazione di molti domini contenenti parole chiave pertinenti già nell'URL, ottimizzate per il motore di ricerca e che fanno da "porta d'accesso" al sito vero e proprio tramite il redirect.<br><br>

Non create domini e subdomini dal contenuto duplicato.<br><br>

Non inserire link che provochino il download nascosto di elementi nocivi.<br><br>

Ricordate che è molto più importante e fruttuoso occupare il proprio tempo a pensare come garantire una migliore esperienza di navigazione nel vostro sito all'utente che perdere energie a cercare trucchi per ottenere un Ranking migliore.<br><br>

Quando il sito è infine pronto l'indirizzo va inviato al servizio Aggiunta/Rimozione di un URL di Google e naturalmente anche a tutti gli altri motori di ricerca. E' bene assicurarsi di avere una buona rete di link da e verso siti pertinenti poiché questo aiuta ad incrementare il vostro PageRank offrendo agli utenti approfondimenti in relazione ai contenuti che cercano.<br><br>

<h3>Conclusioni</h3>
Creare un sito "Google approved" è semplice, basta tenere sempre presente che il lavoro che si sta facendo è principalmente volto a persone, di tutte le età e di tutti i gradi di competenza, che trovando il vostro sito nei più alti indici del motore di ricerca credono, sperano, di aver trovato una preziosa fonte di informazioni o risorse. Che questa fonte sia totalmente gratuita o richieda un impegno economico è di secondaria importanza, ciò che si richiede ai webmaster non è necessariamente di fare beneficenza ma di essere onesti nei contenuti che offrono.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=118]]></link></item><item><title><![CDATA[Photoshop online: Adobe decide di rendere utilizzabile online il suo famoso programma di grafica]]></title><description><![CDATA[Adobe Systems prevede di rilasciare entro sei mesi una versione "hosted" della sua popolare applicazione di image-editing Photoshop, lo ha annunciato Bruce Chizen, CEO di Adobe. Il nuovo servizio online rientra in un più largo progetto di introduzione di servizi online ad-supported a complemento dei prodotti esistenti, cosa che dovrebbe anche estendere la portata dell'azienda al mercato consumer, lo ha ribadito l'amministratore delegato dell'azienda a CNET News.com. La mossa di Adobe arriva anche per contrastare l'ascesa dei rivali nel settore delle "applicazioni-come-servizi", primo tra tutti il colosso della ricerca Google, che negli ultimi mesi ha lentamente iniziato a costruire una sua suite web-based di prodotti di produttività.<br><br>

Adobe ha creato la base per un prodotto hosted Photoshop con Adobe Remix, uno strumento Web-based di video-editing offerto tramite il sito di media-sharing PhotoBucket, come annunciato giorni fa dalla stessa azienda in un comunicato stampa. Come Adobe Remix, anche il nuovo servizio hosted Photoshop sarà gratuito e commercializzato come una versione entry-level degli strumenti di image-editing più sofisticati, come Photoshop e Photoshop Elements. Chizen afferma che gli introiti per il servizio arriveranno dall'advertising online: "Questa è una novità per noi. È qualcosa che avvertiamo perché stiamo vedendo altri, come Google, farlo in differenti categorie, e vogliamo assicurarci che di esserci prima che ci arrivino loro, nel settore delle nostre franchise".<br><br>

Come per Microsoft, il business di Adobe è largamente costruito sui software "packaged", installati localmente sui PC degli utenti. Allo stesso modo, i piani di Adobe di diversificare il proprio modello di business con servizi online ricalca l'impegno su larga scala di Microsoft per l'introduzione di una combinazione di software e servizi con il brand Windows Live.<br><br>

Man mano che le applicazioni online diventano e si dimostrano più funzionali, Adobe sta mirando a quelle aree in cui i servizi Web possano rientrare nel suo portfolio prodotti. Adobe intende offrire applicazioni interamente "hosted", ed "ibridi" nei quali l'azienda userà il web per introdurre funzioni nei prodotti desktop, come Adobe Photoshop Lightroom.<br><br>

Chizen commenta: "Riconosciamo l'esistenza di un cliente in questo settore, riconosciamo che non ci pagherà, necessariamente e direttamente. Ma potremmo usare gli introiti pubblicitari come un modello. Google ha dimostrato che questo funziona alquanto bene per certi tipi di applicazioni".<br><br> 

Secondo Chizen, nonostante Photoshop hosted sia stato concepito come un prodotto low-end, l'azienda intende assicurarsi che l'applicazione sia in grado di offrire un livello di qualità più alto rispetto alle altre alternative gratuite. Con lo sviluppo di una applicazione di image-editing online, Adobe intraprende una sfida non semplice, per quanto riguarda la realizzazione di una buona esperienza per i clienti. L'azienda inoltre dovrà stare attenta a non "diluire" il nome brand di Photoshop, programma largamente usato dai professionisti creativi come progettisti e illustratori.<br><br> 

Man mano che Adobe introdurrà maggiori funzioni e prodotti multimediali online, l'azienda intende usare la sua esperienza in prodotti come Photoshop e la suite di video-editing Premiere Pro, combinandola con la perizia nello sviluppo web mutuata dall'acquisizione di Macromedia. Secondo Chizen, l'abbondanza di talento tecnico di Google, fa del colosso della ricerca il candidato sfidante più probabile, dato che offre già applicazioni hosted di media-editing. Adobe sta comunque ancora ponderando le varie possibilità di offrire i nuovi servizi hosted e ad-supported. Il suo accordo con PhotoBucket per Adobe Remix non è esclusivo. La partnership permette ad Adobe di condividere gli introiti di advertising senza dover investire in infrastruttura di computing e in personale di gestione del sito web. Ad ogni modo le entrate derivante dalla pubblicità web potrebbero potenzialmente giustificare un investimento di Adobe nell'offerta diretta di servizi hosted, aggiunge Chizen.<br><br>

Ricordiamo che l'azienda offre già Acrobat Connect, un servizio di Web conferencing introdotto con la più recente release del suo reader PDF Acrobat.<br><br>

Tutti i marchi riprodotti sono da intendersi solo a titolo referenziale. L'utilizzazione effettiva di ogni marchio è diritto esclusivo dei soggetti aventi diritto.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=117]]></link></item><item><title><![CDATA[Microsoft, ecco i software compatibili con Vista]]></title><description><![CDATA[Microsoft ha messo a disposizione un lungo elenco di quelli che sono i <b>software attualmente disponibili per Windows Vista</b> dividendo l'elenco in due parti: i <b>software certificati</b> per il nuovo sistema operativo e quelli invece semplicemente in grado di girare anche sul nuovo sistema senza essere stati sviluppati appositamente per quest'ultimo.<br><br>

Il documento è disponibile in una traduzione automatica non del tutto comprensibile che recita: «i prodotti che hanno ottenuto attualmente il logo "Vista Certified for Windows" o il logo "Vista Windows con Works" nelle tabelle nella sezione "Ulteriori informazioni" sono elencati. Molte applicazioni che sono compatibili sono e il lavoro ben con Windows Vista ma quello non sono elencati in questo articolo». L'elenco è ovviamente aggiornato in divenire e l'ultimo update è al momento datato 19 Febbraio.<br><br>

Scorrendo l'elenco dei software certificati è possibile vedere nomi quali Corel, Nero e Trend Micro (nonché la stessa Microsoft con tutta la nuova produzione Office 2007). Tra i software in grado di girare su Vista pur senza certificazione compaiono viceversa nomi quali <b>Autodesk, Google e gran parte della vecchia offerta Microsoft</b>. Inutile cercare iTunes: da Apple ancora non giungono notizie ed il music store continua a rimanere argomento ostico per i nuovi utenti di Vista.<br><br>
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=114]]></link></item><item><title><![CDATA[iPhone? Di Apple, di Cisco, di entrambi]]></title><description><![CDATA[La disputa sul marchio iPhone si chiude con un pareggio: dopo l'ennesimo rinvio nessuna delle due parti è riuscita a spuntarla ma entrambe concordano su uno sfruttamento comune del diritto sul nome e comunicano in giornata il lieto fine ad una vicenda che aveva messo in pericolo il progetto Apple fin dal primo minuto.<br><br>

Quella di Apple è sostanzialmente una vittoria perchè è riuscita a scalfire le pretese Cisco in poche settimane. L'accordo è sicuramente più complesso dell'assenso formale allo sfruttamento del trademark, ma i termini sono rimasti confidenziali e le parti in causa non hanno fatto sapere soprattutto se la stretta di mano abbia anche avuto una valutazione economica.<br><br>

<img src='files/469.jpg' alt='IMMAGINE IPHONE APPLE'><br><br>

Quel che è certo è il fatto che ora le parti si impegnano ad una collaborazione comune alla ricerca di eventuali sinergie tra le due diverse produzioni, ipotesi che però al momento non delinea alcuna applicazione pratica all'orizzonte (l'iPhone di Apple, peraltro, è ancora lontano dall'approdo sul mercato). Per il gruppo di Cupertino la vittoria acquisita disgrega solo uno dei problemi maturati dopo l'affrettato annuncio dell'iPhone: alcuni problemi legali sono previsti in relazione all'interfaccia e nel contempo la concorrenza sembra essersi concretizzata in quantità notevole con vari dispositivi del tutto simili all'iPhone pronti a far capolino sul mercato nel breve periodo (tra tutti emerge il telefono di LG e Prada).<br><br>

Il marchio iPhone, prima di Infogear e poi di Cisco, è oggi anche di Apple: le parti si impegnano a sfruttarlo nei rispettivi ambiti lasciando cadere ogni questione legale con la controparte. L'accrocchio potrebbe generare confusione tra gli utenti meno informati, ma al tempo stesso potrebbe essere foriero di ipotetiche soluzioni future comuni: i pochi dettagli comunicati lasciano aperta ogni possibilità.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=116]]></link></item><item><title><![CDATA[Apre al pubblico il portale Italia.it]]></title><description><![CDATA[«Ah che bel vivere, che bel piacere». Questa è l'Italia, ma questa è, da oggi, soprattutto l'introduzione che accoglie i visitatori di Italia.it, il portale che presenta le bellezze del nostro paese al mondo. Il portale, fino ad oggi conosciuto soprattutto per l'enorme esborso costato al bilancio nazionale, è finalmente online ed è possibile navigarlo a partire dall'introduzione musicale che sottolinea il «paese di qualità» illustrato nel nuovo logo ieri presentato da Romano Prodi e Francesco Rutelli poche ore prima delle dimissioni del Presidente del Consiglio.<br><br>

Il sito è vasto e la tentazione alla critica, inevitabilmente, viste le premesse, è forte. Si cercherà di starne alla larga offrendo una analisi quanto più equilibrata possibile, anche se le pesanti animazioni presenti in ogni pagina rappresentano la prima forte fonte di disagio vissuta durante la navigazione: in un paese ove la banda larga è un oneroso privilegio di pochi, infatti, un sito di questa portata sembra quasi uno sberleffo che inibirà peraltro a molti la visita del portale (usando una espressione tanto vera quanto logora e superficiale) «pagato con le tasse dei cittadini» e riservato comunque prevalentemente ai potenziali turisti di tutto il mondo.<br><br>

<img src='files/466.jpg' alt='immagine portale italia.it'><br><br>

Il principio su cui si basa il sito è interessante: raccogliere in un unico punto di riferimento tutti gli aspetti di maggiore rilevanza relativamente alle attrazioni del nostro paese. Eventi, luoghi, rassegne: la collezione è ampia e la collaborazione degli enti del turismo regionali è in ciò evidentemente fondamentale. Un aspetto soprattutto, però, rappresenta il rovescio della medaglia: è lecito l'intervento statale in un progetto simile? Il tutto non potrebbe forse arrecare danno ad altri siti legati al turismo che si vedono così crescere in casa una concorrenza potenzialmente scomoda? Se il sito funzionerà a dovere il rischio diventa opportunità, ma momentaneamente il sospetto rimane.<br><br>

Italia.it è diviso in 5 macrosezioni (il navigator incluso è da evitare in quanto al momento consegna ancora un errore):<br><br>

Visita l'Italia: la pagina apre una mappa interattiva dello "stivale" da cui accedere a località particolari (ad esempio i siti selezionati dall'UNESCO) oppure alle singole regioni, organizzando peraltro il proprio percorso stradale ottenendo indicazioni precise circa il percorso da compiere; 
Cosa fare: la sezione direziona gli utenti in base agli interessi manifestati: arte, cultura, enogastronomia, religione, sport, il tutto con alcune proposte in homepage verso alcune delle meraviglie artistiche del Bel Paese; 
Itinerari: la sezione permette di gestire il proprio itinerario turistico sulla base di un filo logico: le ville palladiane piuttosto che i Nuraghi sardi, con la possibilità di costruire il proprio percorso su una mappa interattiva che suggerisce le tappe da non perdere di vista; 
Eventi: questa voce del menu rappresenta probabilmente il lato più importante del sito in quanto offre non soltanto informazioni relative ai "big" del turismo nazionale, ma dona spazio e visibilità anche e soprattutto alla miriade di piccoli eventi ed iniziative che l'Italia di provincia genera con grande generosità. L'Italia dei campanili è in questa sezione, divisa in fiere, mostre mercato, manifestazioni religiose, folkloristiche e tradizionali; 
Organizza il tuo viaggio: come arrivare in Italia e come viaggiare internamente alla nostra nazione: in auto, in treno, in aereo. Il tutto ottenendo anche link a risorse esterne utili allo scopo.
I difetti riscontrati nel sito sono parecchi: alcune pagine risultano ancora mal formattate (esempio), altre danno seri problemi di navigazione, altre ancora risultano pesantemente rallentate dagli strumenti interattivi. L'accessibilità è garantita da una versione parallela che risolve gli altrimenti imbarazzanti errori della versione ufficiale, il che va a merito degli sviluppatori che hanno altresì pensato anche ad una sezione apposita di contenuti riservati a persone diversamente abili. I pregi sono identificabili nei contenuti, nelle immagini, nella possibilità di orientarsi all'interno di un panorama estremamente variegato qual'è quello italiano. Di bello, nel sito, c'è tutto ciò che concerne l'Italia. Per quanto riguarda Italia.it, invece, rimane semplicemente un punto interrogativo: era questo il modo migliore per spendere 45 milioni di euro?]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=115]]></link></item><item><title><![CDATA[ADOBE PHOTOSHOP LIGHTROOM]]></title><description><![CDATA[Lightroom di Adobe è stato pensato e realizzato specificatamente per i fotografi professionisti che devono gestire un elevato numero di fotografie digitali. Non si tratta di un software alternativo a Photoshop perchè, come noto, oltre ai fotografi pro il "mostro sacro" per il fotoritocco ha come target anche grafici e web design. Nonostante sia solo una beta, Adobe ha fatto un incredibile lavoro sviluppando una applicazione veramente intuitiva e sebbene l'inedito software sia stato fornito anche di un buon numero di strumenti per il ritocco fotografico, è possibile aprire i propri scatti con Photoshop direttamente da Lightroom.<br><br>

Adobe Photoshop Lightroom (questo il nome completo ed ufficiale), sarà messo in vendita negli Stati Uniti il prossimo 19 febbraio, mentre nel nostro Paese non viene indicata alcuna data precisa, ma ci si limita ad un "fine febbraio". Il sito italiano di Adobe accoglie già i pre-ordini.<br><br>

<b>Photoshop Lightroom è disponibile nelle seguenti lingue per la piattaforma Windows:</b><br><br>

Francese<br> 
Tedesco<br> 
Giapponese<br><br> 
Tutte le versioni dispongono di un'interfaccia utente, un sistema di Guida e una guida all'installazione interamente localizzati.<br><br>

<b>Requisiti di sistema</b><br><br> 
<b>Windows</b><br>
Microsoft® Windows® XP con Service Pack 2<br> 
Processore Intel® Pentium® 4<br> 
768 MB di RAM (consigliato 1 GB)<br>
1 GB di spazio disponibile su disco rigido<br> 
Risoluzione schermo 1024x768<br> 
Unità CD-ROM <br><br>
<b>Macintosh</b><br>
Mac OS X v.10.4<br>
Processore PowerPC® G4 o G5 a 1 GHz o processore Intel® Core™ Duo<br> 
768 MB di RAM (consigliato 1 GB)<br> 
1 GB di spazio disponibile su disco rigido<br> 
Risoluzione schermo 1024x768<br> 
Unità CD-ROM<br> ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=111]]></link></item><item><title><![CDATA[WINDOWS VISTA]]></title><description><![CDATA[Windows Vista (noto precedentemente con il nome in codice Longhorn) è la più recente versione dei sistemi operativi Windows della famiglia Microsoft. La versione "RTM" (Release To Manufacture), talvolta chiamata "Gold", è stata rilasciata l'8 novembre 2006. Il 16 novembre 2006 la versione definitiva inglese è stata resa disponibile per il download agli abbonati MSDN. La versione italiana è invece stata resa disponibile dal 2 dicembre 2006, sempre su MSDN. Il rilascio della versione finale di questo sistema operativo per le aziende che hanno sottoscritto contratti per "Volume License" è stato compiuto il 30 novembre 2006; mentre per i clienti Retail e OEM è stato rilasciato al pubblico due mesi dopo: il 30 gennaio 2007.<br><br>

<b>ECCOLO NELLE VARIE EDIZIONI</b><br><br>

<b>WINDOWS VISTA HOME BASIC</b><br><br>
<b>Ideale per l'utilizzo da parte di utenti non esperti sul computer di casa</b><br>

Se desideri utilizzare il PC semplicemente per navigare in Internet, utilizzare e-mail o visualizzare foto, Windows Vista Home Basic è l'edizione ideale. Pur non offrendo tanti vantaggi come Windows Vista Home Premium,consente di utilizzare il PC in modo più semplice e sicuro rispetto a Windows XP.<br>

Noterai immediatamente come Windows Vista Home Basic renda estremamente facile la ricerca di programmi e file. La ricerca istantanea dal desktop consente di esaminare tutti i documenti, i messaggi e-mail, le foto e altri file e di organizzare i risultati in modo personalizzato. Utilizzata in combinazione con la ricerca Web integrata di Windows Internet Explorer 7 in Windows Vista, questa funzionalità consente di trovare i risultati più rapidamente. Potrai dedicare più tempo alle attività più importanti.<br>

Grazie alle difese automatiche contro il software dannoso e i siti fraudolenti, con Windows Vista Home Basic utilizzerai il computer con maggiore tranquillità assieme alla tua famiglia. Ci sono, inoltre, i controlli integrati, che consentono ai genitori di accertarsi che i figli utilizzino il computer in modo protetto e corretto.<br>

Windows Vista Home Basic facilita la configurazione di un nuovo PC, grazie al trasferimento guidato dei dati e delle impostazioni personali dal vecchio al nuovo PC. Dormirai sonni tranquilli affidandoti a una tecnologia in grado di mantenere un funzionamento rapido e affidabile del sistema nel tempo.<br>

In breve, Windows Vista Home Basic offre tutte le caratteristiche essenziali per l'utilizzo del PC a casa.<br><br>

<b>Nota:</b> se il sistema dispone di un processore a 64 bit, è possibile sfruttarne le prestazioni avanzate grazie alla presente edizione di Windows Vista.<br><br><br>


<b>WINDOWS VISTA HOME PREMIUM</b><br><br>
<b>L'edizione di Windows Vista Home Premium garantisce maggiore facilità d'uso, sicurezza e intrattenimento sia su computer desktop che portatili</b><br>


Si tratta dell'edizione preferita di Windows per computer di utenti privati di desktop e portatili. Windows Vista Home Premium garantisce la produttività e l'intrattenimento di cui hai bisogno dal tuo computer, a casa e in viaggio. Comprende Windows Media Center che facilita sempre più la visione delle foto digitali, della TV, dei film e migliora l'ascolto la musica. Per di più, avrai la certezza che il tuo computer è dotato di un nuovo livello di protezione e affidabilità. Nel complesso, Windows Vista Home Premium ridefinisce i canoni del divertimento sul computer di casa.<br>

Il design innovativo rende sempre più facile l'uso quotidiano del computer. Con Windows Aero, farai l'esperienza dei riflessi dinamici, delle animazioni fluide, delle barre dei menu trasparenti e passerai da una finestra aperta all'altra nel nuovo layout tridimensionale. Le capacità di ricerca istantanea su desktop e le nuove modalità di organizzazione delle informazioni ti consentiranno di trovare e utilizzare e-mail, documenti, foto, musica e altre informazioni.<br>

Rispetto alle versioni precedenti di Windows, Windows Vista Home Premium, inoltre, garantisce maggiore protezione delle informazioni personali, sia nel computer sia nelle prestazioni del computer di casa. Per esempio, Windows Internet Explorer 7 in Windows Vista comprende difese automatiche contro software dannoso e siti Web fraudolenti, così potrai usare il tuo computer online in tutta sicurezza. Windows Vista Home Premium fornisce inoltre il backup automatico dei tuoi file, quali foto digitali, musica, film, documenti e altri file: rilassati e concentrati sulle attività che più ti stanno a cuore. La funzione Controllo genitori garantisce ai genitori che i bambini facciano uso del computer in modo appropriato e sicuro.<br>

E che dire del divertimento? Una delle principali innovazioni di Windows Vista Home Premium è la soluzione digitale di intrattenimento ottimizzata. Windows Media Center rende più facile l'organizzazione e la fruizione di foto, di musica, di DVD, di programmi registrati e di filmati. Rilassati davanti al computer o al televisore del salotto con una Xbox 360 collegata al tuo PC con connessione wireless. Windows Vista Home Premium facilita la masterizzazione di presentazioni di foto e filmati in un DVD dall'aspetto professionale che amici e famiglia potranno guardare su un lettore DVD o su computer nei momenti opportuni. Insieme a un supporto impareggiabile per giochi e musica, Windows Vista Home Premium garantisce un sistema di intrattenimento completo per la casa.<br>

Se vuoi un computer che stia al passo con te mentre sei in movimento, scopri come Windows Vista Home Premium ti aiuta a trarre il meglio dal tuo computer portatile. Consente di semplificare il risparmio energia, di impostare una rete wireless più semplice e avere una soluzione ottimale per sincronizzare le periferiche che ti consentono di rimanere connesso. Poiché è molto flessibile, potrai anche disegnare e scrivere a mano su un Tablet PC e divertirti con Windows Media Center quando sei in viaggio, seduto al tavolino di un caffè o appisolato sul divano. Il volto del mobile computing è cambiato.<br>

Infine, Windows Vista Home Premium rende più facile che mai l'impostazione e la gestione del tuo nuovo computer. Comprende nuove funzionalità che facilitano il trasferimento dei dati e delle impostazioni dal computer vecchio a quello nuovo e una nuova tecnologia che ti aiuta a garantire l'esecuzione del sistema in modo rapido e affidabile.<br>

Che stia riconciliando il conto in banca, facendo i compiti sul computer portatile, guardando un film che hai scaricato o registrato, o mostrando le tue foto preferite agli amici su un DVD creato da te, Windows Vista Home Premium rende l'esperienza impareggiabile.<br><br>

<b>Nota:</b> se il sistema è dotato di un processore a 64 bit, con questa edizione di Windows Vista potrai sfruttarne le prestazioni avanzate.<br><br><br>


<b>WINDOWS VISTA ULTIMATE</b><br><br>
<b>La scelta definitiva per l'azienda di oggi e di domani</b><br>
Windows Vista Ultimate consentirà di effettuare qualsiasi operazione, passando senza difficoltà dal gioco alla produttività. Questa versione di Windows Vista offre un'infrastruttura avanzata, adatta alle esigenze dell'azienda. In un'unica soluzione, garantisce la produttività anche fuori sede e offre un'esperienza unica di intrattenimento digitale per la casa.<br>

Windows Vista Ultimate racchiude tutte le funzionalità offerte con Windows Vista Home Premium, tra cui Windows Media Center, Windows Movie Maker con supporto ad alta definizione e Windows DVD Maker. Senza contare le funzionalità tipiche di Windows Vista Business: reti aziendali, strumenti di gestione centralizzati, nonché funzionalità avanzate per il backup di sistema. Windows Vista Ultimate dispone anche di nuove funzionalità di sicurezza e protezione dei dati che elevano Windows Vista a un livello di affidabilità completamente nuovo.<br>

In Windows Vista Ultimate è incluso anche il supporto per tutte le nuove funzionalità per computer portatili di Windows Vista, tra cui Tecnologia Windows per Tablet PC, Windows SideShow, Centro PC portatile Windows e altre nuove funzionalità avanzate per computer portatili.<br>

Se desideri un PC che soddisfi tutte le esigenze di lavoro, viaggio e intrattenimento o se vuoi il meglio, Windows Vista Ultimate è la versione più adatta.<br><br>

<b>Nota:</b> Se il tuo sistema è dotato di un processore a 64 bit, con questa edizione di Windows Vista potrai sfruttarne le prestazioni avanzate.<br><br><br>


<b>WINDOWS VISTA BUSINESS</b><br><br>
<b>La scelta definitiva per l'azienda di oggi e di domani</b><br>

Windows Vista Business è il primo sistema operativo Windows specificamente progettato per soddisfare le esigenze delle piccole aziende. Migliora l'efficienza della tua azienda grazie all'interfaccia ottimizzata e semplice da usare. Trova le informazioni che cerchi in modo facile e veloce, sia sul PC che su Web. La potenza delle nuove funzionalità di sicurezza ti consentirà di controllare e proteggere le informazioni essenziali per l'azienda, sulle quali si fonda la fiducia dei clienti.<br>

Con i potenziamenti delle funzionalità dei computer portatili, per le aziende in espansione è facile rimanere in contatto, sia in ufficio che fuori. Windows Vista Business riduce i tempi di risoluzione dei problemi di supporto tecnico: potrai dedicarne di più al successo della tua azienda. Windows Vista Business facilita la gestione della modalità di connessione alla rete: il personale trarrà il massimo dai PC, sia in ufficio che fuori. Preparati al futuro e getta le basi informatiche necessarie per la tua azienda di oggi, pensando già al domani.<br><br>

<b>Nota:</b> Se il sistema è dotato di un processore a 64 bit, con questa edizione di Windows Vista potrai sfruttarne le prestazioni avanzate.<br><br><br>


<b>WINDOWS VISTA ENTERPRISE</b><br><br>
<b>La scelta definitiva per l'azienda, oggi e per sempre</b><br>

Per soddisfare al meglio le esigenze di organizzazioni che operano su scala mondiale o che dispongono di infrastrutture IT molto complesse, Windows Vista Enterprise è stato progettato per ridurre notevolmente i costi e i rischi dell'IT. Oltre a tutte le funzioni disponibili in Windows Vista Business, Windows Vista Enterprise è stato progettato per offrire livelli superiori di protezione dei dati mediante una tecnologia di crittografia basata sull'hardware. Fornisce anche strumenti per migliorare la compatibilità delle applicazioni e consente alle organizzazioni di uniformarsi usando un'unica immagine di distribuzione a livello globale. Windows Vista Enterprise è disponibile solo per i clienti che hanno PC coperti da Microsoft Software Assurance o da Microsoft Enterprise Agreement.<br><br>

<b>Protezione dei dati</b><br>
Windows Vista Enterprise comprende Crittografia unità Windows BitLocker™, una nuova tecnologia che contribuisce ad impedire che dati riservati e proprietà intellettuale cadano in mani sbagliate se un computer viene perso o rubato. Windows BitLocker utilizza una tecnologia di crittografia dei dati basata sull'hardware che garantisce una maggiore tranquillità dovuta alla consapevolezza che la proprietà intellettuale dell'azienda è più al sicuro e resterà la principale risorsa strategica. Inoltre, poiché l'intero disco rigido viene crittografato, Windows BitLocker riduce i costi associati alla disattivazione dei vecchi PC.<br><br>

<b>Compatibilità delle applicazioni</b><br>
Windows Vista Enterprise include una serie di strumenti incorporati che migliorano la compatibilità delle applicazioni con le versioni precedenti dei sistemi operativi Microsoft e UNIX. Windows Vista Enterprise include la licenza per l'esecuzione di quattro sessioni virtuali del sistema operativo, consentendoti di eseguire un'applicazione legacy su un sistema operativo Windows legacy in un ambiente virtuale basato su Windows Vista Enterprise. Questa funzione consente anche di risparmiare tempo e denaro se non è possibile eseguire con facilità la migrazione di un'applicazione legacy direttamente in Windows Vista.<br>

Inoltre, Windows Vista Enterprise comprende il sottosistema per applicazioni basate su UNIX (Subsystem for UNIX-based Applications, SUA), che permette di eseguire applicazioni UNIX su un PC basato su Windows Vista Enterprise. Mentre oggi un amministratore di database o di sistemi UNIX richiede una workstation UNIX oltre a un PC basato su Windows, con Windows Vista Enterprise è possibile consolidare entrambe le funzioni in un unico PC basato su Windows Vista.<br>

Per ridurre al minimo i problemi di compatibilità delle applicazioni, gli utenti di Windows Vista Enterprise possono abbonarsi a Desktop Optimization Pack per Software Assurance. Questo servizio accelera la distribuzione con strumenti quali SoftGrid per la virtualizzazione delle applicazioni, che può ridurre i conflitti application-to-application, e Asset Inventory Services, per semplificare e accelerare la compilazione di informazioni relative alle applicazioni in esecuzione all'interno dell'impresa.<br><br>

<b>Supporto multilingue</b><br>
Una lingua di interfaccia controlla in quale lingua vengono visualizzati il menu di avvio Windows, la Guida in linea, gli strumenti di gestione incorporati e le finestre di dialogo di Windows. Windows Vista Enterprise fornisce tutte le lingue di interfaccia disponibili in un'unica offerta. Grazie alla possibilità di accedere a tutte le lingue di interfaccia Windows del mondo le organizzazioni possono creare un'unica immagine di distribuzione utilizzabile ovunque e distribuire singoli PC che offrono simultaneamente diverse lingue di interfaccia per utenti diversi.<br>

L'edizione Windows Vista Enterprise è disponibile solo per i clienti Microsoft Volume License e non per l'acquisto al dettaglio da parte di privati.<br>

Windows Vista Enterprise è progettato per soddisfare le esigenze di organizzazioni che operano su scala mondiale o che dispongono di infrastrutture IT molto complesse. Se la tua organizzazione presenta questi requisiti, Windows Vista Enterprise consentirà di ridurre i costi IT e ti garantirà altri livelli di protezione per i tuoi dati riservati.<br>


]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=110]]></link></item><item><title><![CDATA[ALTROCONSUMO è la più importante associazione di consumatori in Italia ]]></title><description><![CDATA[Indipendente e senza fini di lucro, Altroconsumo da più di 30 anni promuove e tutela i diritti e gli interessi dei consumatori. E lo fa attraverso l’informazione sempre obiettiva e libera da condizionamenti, la tutela e la rappresentanza presso le istituzioni.<br>
A disposizione dei Soci Altroconsumo vi sono inoltre una serie di servizi online (calcolatori, banche dati, test comparativi, etc) che consentono di scegliere in maniera consapevole e risparmiare sugli acquisti.<br><br>

<b>Altroconsumo: acquistare il meglio al giusto prezzo</b><br>
È il nostro mensile base, 11 numeri l'anno di informazione indipendente per i consumatori. Altroconsumo ti segnala i prodotti e i servizi migliori, in base al rapporto qualità/prezzo. E ti dice anche dove trovarli. Le nostre valutazioni si basano sui risultati di test comparativi condotti con obiettività e rigore scientifico e su inchieste serie e approfondite. Sia che si tratti di un frigorifero, di un computer o di una nuova auto, sei sicuro di fare la scelta migliore e di pagare il prezzo più conveniente.<br><br>

<script language="javascript">
var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)g(16565834)a(1210459)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);
document.write('<sc'+'ript language="JavaScript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"></sc'+'ript>');
</script>
<br><br>
<b>Soldi&Diritti: investire meglio e conoscere i tuoi diritti</b><br>
Ogni due mesi Soldi&Diritti ti spiega come far rendere al meglio i tuoi risparmi, analizza per te le diverse possibilità d'investimento e ti segnala le polizze assicurative più vantaggiose. Ma saprai anche tutto sui tuoi diritti di proprietario o inquilino, dipendente o libero professionista, venditore o acquirente...<br><br>

<b>Guida Fiscale: paga quello che devi,ma non un euro in più</b><br>
Una guida su misura per chi vuole compilare da solo la dichiarazione dei redditi in modo corretto, ma senza pagare più di quanto dovuto. Scoprirai come dedurre le spese sanitarie, come calcolare correttamente gli interessi passivi sul mutuo, quali e quante sono le possibilità di deduzione e detrazione.<br><br>

<script language="javascript">
var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)g(16565844)a(1210459)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);
document.write('<sc'+'ript language="JavaScript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"></sc'+'ript>');
</script>
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=109]]></link></item><item><title><![CDATA[Il nuovo business dei creatori di spyware e virus?]]></title><description><![CDATA[Da un'attenta analisi dei codici maligni in circolazione lo scorso anno, i laboratori di Panda Software hanno rilevato che i bot sono stati - con il 14% - il 2° tipo di malware con un maggior numero di varianti sviluppate, quasi tutte appartenenti a solo otto famiglie. Di fatto, il 74,14% dei nuovi bot faceva parte di Gaobot (37,52%) e Sdbot (36,63%).<br><br>

<b>BOTNET: una nuova tendenza</b><br>
Questi codici maligni sono programmi residenti nel PC, studiati per prendere ordini dal cyber-criminale consentendo il controllo del computer infetto. Una volta raggiunto un gran numero di macchine si possono creare vere e proprie reti, chiamate botnet.<br><br>

"Il business che sta dietro alle botnet può essere molto lucrativo. Il 'bot herder' o 'il pastore', così si chiama il creatore della botnet, può addirittura affittare a terzi la rete in cambio di considerevoli quantità di denaro. Lo scopo è quello di utilizzare i PC infetti per varie azioni illegali quali: inviare spam o phishing, causare deniel of service, scaricare malware" afferma Luis Corrons, Direttore tecnico dei laboratori di Panda Software.<br><br>

<b>La truffa dei "pay-per-click"</b><br>
Un esempio eclatante del tipo di business che si può sviluppare con i bot è rappresentato da ciò che è successo nel giugno 2006. In questo mese Panda Software ha scoperto l’organizzazione di una clamorosa truffa a scapito dei sistemi 'pay-per-click'. Un gruppo di cyber-criminali avevano aperto un serie di pagine web e si erano iscritti a questi sistemi. In seguito hanno creato una botnet composta da più di <b>50mila PC zombi infettati con il Trojan Clickbot.A,</b> programmato per accedere agli indirizzi Internet dei truffatori con annunci pubblicitari. <b>Ogni volta che si cliccava su uno di questi i cyber-criminali ottenevano benefici economici.</b>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=108]]></link></item><item><title><![CDATA[Youtube: nuove forme di guadagno per chi pubblicherà video come già avviene con Google Adsense]]></title><description><![CDATA[Il modello, pur in parte riveduto, dovrebbe essere quello di Google Adsense, che ha rivoluzionato il mondo della pubblicità online dando la possibilità di pubblicare a qualsiasi persona che gestisce un sito web la propria pubblicità testuale (e in parte grafica) targhetizzata per quel determinato sito dividendo con Google gli introiti pubblicitari generata da essa mediante il meccanismo del pay per click.<br><br>
 
In questo caso, la pubblicità sui video di Youtube dovrebbe essere basata su un video introduttivo dello sponsor della durata di circa 15 secondi anche se non si conosce ancora se il modello di business sarà basato sul pay per click o sul CPM ( ogni volta che viene visionato lo spot, viene retribuita una certa somma ).<br><br>
 
 Da sottolineare che i video di Youtube nonchè le pubblicità video acquistate dagli sponsor potrebbero essere diffuse non solo su Youtube, ma anche sui siti appartenenti al network di Adsense e quindi permettere nuovi introiti, oltre a quelli generati già dall'utenza di Youtube, sia ai possessori di siti web sia a chi realizzerà il video che poi potrà essere trasmesso online ( come già adesso avviene ) su qualunque sito web decida di pubblicarlo aumento la sua visibilità e quindi i suoi potenziali introiti monetari.<br><br>
 
 Google è pronto, ancora una volta, a rivoluzionare il mondo della pubblicità online offrendo allo stesso tempo nuovi sistemi di guadagno condivisi per coloro che gestiscono siti web e generano contenuti video?<br><br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=107]]></link></item><item><title><![CDATA[Nuove molecole per una fibra ottica superveloce realizzate in Belgio e Cina]]></title><description><![CDATA[Un team di ricercatori della Washington State University, della Università di Leuven (Belgio) e dell'Accademia delle Scienze cinese ha sintetizzato in laboratorio un tipo di molecole (cromofori organici) in grado di interagire con la luce come nessun altro materiale era mai riuscito prima d'ora. Lo studio, pubblicato su Optical Letters, potrebbe rivoluzionare le connessioni a fibra ottica usate, fra l'altro, per i collegamenti Internet ad alta velocità.<br><br>

Le molecole, preparate in Cina e tastate in Belgio, potrebbero essere utilizzate per realizzare switch, connessioni Internet e sistemi di memoria ottica più efficienti e veloci. E i vantaggi saranno innumerevoli. Il nuovo materiale, infatti, interagisce con la luce il 50 per cento in più rispetto alle molecole finora provate. La conversione dell'energia della luce in qualsiasi altra forma di energia utilizzabile potrebbe avvenire quindi in modo molto più rapido. Oggi, il limite delle connessioni a fibra ottica è proprio il tempo di conversione dell'informazione che viaggia prima sotto forma di impulsi luminosi e poi, prima di arrivare al computer, sotto forma di impulsi elettrici. Al momento, però, i ricercatori suggeriscono cautela sui tempi delle applicazioni: le prime non potranno essere messe a punto prima di qualche anno.<br><br>

Cuore dello studio sono state le intuizioni di Mark Kuzyk (nella foto, Credit: Robert Hubner per la Wsu), fisico della Washington State University, noto per il limite che porta il suo nome o “limite fondamentale”. “Questo limite”, ha spiegato lo stesso Kuzyk, “non è numero singolo ma una curva su un grafo che mostra quanto fortemente ogni tipo di materiale interagisca con la luce. La nozione che luce e materia interagiscano può suonare strano a un “laico”. Ma per un fisico apre un intero spettro di possibilità”. Fino a oggi nessun materiale aveva mai superato questo limite ma, con questa ricerca, Kuzyk pensa che le nuove molecole possano superarlo.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=104]]></link></item><item><title><![CDATA[Relazione tra marketing off-line ed on-line]]></title><description><![CDATA[Molte aziende considerano in modo diverso il <b>marketing fatto nella vita reale da quello svolto sul Web</b> (off-line/on-line). Anzi, spesso li vedono in modo del tutto scoordinato, al punto che le attività di marketing e web marketing rispondono a figure diverse che a volte riportano a direttori diversi.<br><br>

Non di rado, <b>campagne di marketing</b>, promozione e fidelizzazione sono attività gestite dalla Direzione Marketing, mentre tutto ciò che è relativo al sito, promozione compresa, è gestito dalla Direzione IT.<br><br>

Sempre meno, per fortuna, ma resta il fatto che comunque questi due gruppi di attività non hanno collegamenti tra loro.<br><br>

Esistono, invece, forti relazioni tra le azioni di marketing svolte off-line e quelle che dovremmo predisporre on-line, per ottenere il migliore dei risultati. Con ciò non voglio dire che sul Web non si possa far nulla senza qualcosa si sia mosso off-line, ma solo che ad ogni campagna condotta nel mondo reale dovrebbe corrispondere qualcosa in quello virtuale.<br><br>

<b>Come si rilevano tali relazioni?</b><br><br>

Che esista una forte relazione tra i due settori, lo rileviamo da vari fenomeni che abbiamo modo di osservare se teniamo traccia degli accessi al sito e dei percorsi che sul sito i navigatori compiono, nelle loro visite.<br><br>

Seguono le descrizioni di alcuni di questi fenomeni registrati.<br><br>

Molti visitatori arrivano al sito cercando sui motori di ricerca il marchio. Ciò implica il fatto che azioni di promozione, fidelizzazione e diffusione del marchio hanno effetto sulle attività di ricerca on-line.<br>
Ai siti si registra sempre l'aumento degli accessi in corrispondenza di eventi organizzati dall'azienda, soprattutto quando gli stessi sono stati diffusi tramite comunicati stampa o mediante promozione sui canali convenzionali (televisione, radio, manifesti).<br>
Spesso i navigatori arrivano al sito dopo aver cercato sui motori di ricerca una parte del messaggio promozionale. Non ricordano il nome dell'azienda, non ricordano il marchio, ma ricordano quel pezzo significativo o emozionale della frase detta dal testimone nella pubblicità. 
Il navigatore, in sostanza, cerca sui motori di ricerca ciò che ricorda del nome, marchio o messaggio promozionale, aspettandosi di trovare l'azienda.<br><br>

<b>Sfruttare on-line la promozione off-line</b><br><br>
Oltre a quanto già fatto con altre motivazioni, quindi, è importante far sì che il sito sia individuabile tramite i motori a fronte delle ricerche di frasi collegate al marchio, al nome dell'azienda o ai messaggi ed alla comunicazione della pubblicità fatta sugli altri canali.<br><br>

La programmazione di una campagna off-line, quindi, deve prevedere un'azione on-line di posizionamento su temi che si prestino a raccogliere i visitatori che effettueranno le ricerche corrispondenti.<br><br>

Pensare che le persone in metropolitana si annotino da qualche parte un nome, un indirizzo, un marchio o un sito è folle. E le metropolitane sono zeppe di persone...<br><br>

Quando si viene a conoscenza di un evento, anche non da noi programmato ed organizzato, in alcune situazioni è possibile sfruttare il momento di notorietà per avere traffico verso il sito. Ovviamente ciò ha senso se ci occupiamo di qualcosa che sia attinente all'evento stesso. Quando, ad esempio, Beppe Grillo va in televisione, per qualche giorno le visite ai siti che trattano i pannelli solari schizzano alle stelle. Ciò è vero, naturalmente, solo per quei siti che sui motori di ricerca sono presenti nelle prime pagine dei risultati.<br><br>

<b>Evitare il furto di traffico</b><br><br>
Capita così che a fronte di un nostro evento o di una nostra campagna pubblicitaria, un nostro concorrente effettui delle attività di posizionamento o di keyword advertising (emissione di messaggi e link a fronte della digitazione di parole chiavi, ad esempio, AdWords) per sfruttare il momento di notorietà di un nostro messaggio.<br><br>

In termini legali, ad esempio, non potrà usare come chiavi il nostro nome o quello dei nostri marchi registrati, ma potrà usare quello delle comunicazioni promozionali.<br><br>

Per campagne particolarmente lunghe, andrebbe periodicamente controllato cosa compare nelle SERP (Search Engine Result Page, pagine dei risultati dei motori) a fronte della digitazione di frasi che ci riguardano. Si potrà verificare che spesso sono proprio i concorrenti a comparire. Una vera e propria sottrazione di traffico, spesso legale, qualche volta illegale. In ogni caso, dovuta più alla nostra sbadataggine che alla loro furbizia.<br><br>

Come si interviene? Nel caso di illecito (consultare un legale esperto di diritto informatico o di Internet) si interviene legalmente, in altri casi si opera migliorando la visibilità del nostro sito o intervenendo con una campagna di PPC (Pay per Click) che visualizzi nostri messaggi a fronte delle ricerche di nostri testi.<br><br>

<b>Sinergia tra marketing off-line/on-line</b><br><br>
In sostanza, il massimo degli effetti delle campagne marketing o promozionali si ottiene facendo cooperare in perfetta sinergia azioni off-line con altre on-line.<br><br>

Lo schema più semplice è quello che prevede una campagna promozionale off-line con una azione di posizionamento on-line progettata per ricevere chi cercherà i contenuti della prima.<br><br>

Facciamo un esempio. Lo Studio di Comunicazione ci prepara una campagna il cui slogan è "Caffelao, la colazione col lattao". Ok, non ridete. La cosa importante è che se qualcuno digita sui motori di ricerca "colazione col lattao" compaia il nostro sito. Se non lo facciamo noi, lo farà un nostro concorrente e noi non potremo dirgli nulla.<br><br>

<b>Il pay per click come strumento di raccordo</b><br><br>
Per far sì che il nostro sito sia pronto a ricevere i navigatori a caccia dei nostri messaggi, vi sono due alternative: avviare una campagna di AdWords su Google (o altro strumento simile); posizionare le pagine del sito.<br><br>

La prima delle due strade è la più semplice, veloce e di facile gestione (facile in senso generale). Studiando la comunicazione della campagna off-line, si potrà prevedere l'acquisto delle frasi o parti di frasi che ne fanno parte. Un lavoro di ottimizzazione sarà da fare, a cura del media planner, per ottimizzarne i costi, anche eliminando quelle chiavi per cui il sito è già presente tra i risultati.<br><br>

<b>Il posizionamento per ottimizzare l'impiego del budget</b>
Per periodi lunghi, su frasi di un certo costo, il PPC potrebbe risultare eccessivamente oneroso. In questi casi, quindi, si potrebbe considerare l'opportunità di posizionare sui motori di ricerca una serie di pagine che abbiano lo scopo di portare il visitatore direttamente alla pagina corretta.<br><br>

Ovviamente si sceglieranno quelle chiavi destinate a durare più a lungo e su cui si vede attestato maggior traffico, con valori economici più alti, per ogni click ottenuto.<br><br>

<b>Conclusione</b><br>
Abbiamo fatto solo qualche esempio per dimostrare come sia importante che l'attività marketing e promozionale fatta off-line sia coordinata con quella on-line, per consentire di ottenere i massimi vantaggi.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=106]]></link></item><item><title><![CDATA[L'economia delle idee: forse ci siamo veramante?]]></title><description><![CDATA[Dopo la presentazione dell'iphone e il nuovo business lanciato da Lapo Elkann, dopo il Nintendo Wii e i motori di ricerca semantici (ne sentiremo parlare) è forse giunto il momento di ragionare davvero sull'economia che caratterizzerà il nostro futuro.<br><br>

<b>DAL CAFFE' ALL' ESPERIENZA CAFFE':</b> è innegabile che ogni azione quotidiana è carica di significati ed esperienze che solo dieci anni fa erano assolutamente sconosciuti. Merito anche di alcune teorie di marketing (da Pine e Gilmore all'oceano blu) che hanno sostenuto con forza la necessità di portare la spettacolarizzazione e l'esperienza in tutti i settori per essere davvero competitivi nei nuovi contesti di mercato.<br><br>

<b>DAL PRODOTTO ALL'OGGETTO DI DESIGN:</b> Se il punto vendita si trasforma in luogo di esperienza tanto da giustificare un palinsesto per la modifica delle vetrine e delle luci durante il giorno, non da meno è il prodotto che diventa un oggetto carico di simboli e significati e punta moltissimo sulla personalizzazione. Credo che un esempio calzante siano i nuovi frigoriferi di ardo, totalmente personalizzabili (anche con l'immagine della scampagnata in famiglia che viene stampata sul portellone frontale).<br><br>

<b>DAL PREZZO AL VALORE:</b> Il concetto di prezzo è oggi molto limitato e limitante, la massima personalizzazione consente alle aziende di definire un prezzo che si discosta di molto dai costi materiali valorizzando know how e conoscenze intrinseche.<br><br>

<b>RITORNO AL PASSATO E AI VALORI, L'ARTE SI FONDE CON LA PRODUZIONE:</b> Tutto ciò che è storico, retrò, figlio dell'effetto seppia, piace molto. Ancor meglio se rivisto e reinterpretato da un artista o stilista di grido.<br><br>

<b>RETE E BIT:</b> La scelta non c'è. Internet sta per arrivare sul telefonino (e non per scherzo come è successo fino ad oggi, sta arrivando davvero), la banda è ovunque (quasi) e le aziende sono già costrette a muoversi on line per legge con diversi pagamenti e adempimenti. E' necessario prendere atto della rete (non tanto del computer, ma anche del decoder digitale, del cellulare, della tv, del palmare, della radio), le aziende non possono più pensare al sito, dovremmo essere già da un pezzo passati dal "web marketing mix" al "search engine marketing mix" o al "pr on line marketing mix" invece siamo ancora qui a chiederci se è giusto avere un sito, certo che lo è! Gambe in spalla.<br><br>

<b>VINCERANNO LE IDEE:</b> La gente, la fuori, chiede novità. Ciò che farà la differenza saranno le idee nuove, nessuno è più disposto a dare il proprio tempo per cambiare la televisione. Lo sforzo richiesto va giustificato con una gratificazione sostenibile, spesso immateriale. Riempirsi di gioia per il possesso in preview di qualche oggetto (dice niente il caso gmail?) spinge a mostrarlo, idolatrarlo, promuoverlo. I migliori saranno quelli che proporranno qualcosa di davvero fuori dagli schemi, di simpatico. Ed oltre a questo l'oggetto o il servizio dovrà integrarsi al meglio nel proprio profilo personale (neanche fossimo su second life) e rendere qualche azione della giornata più semplice e immediata.<br><br>

BISOGNA PROVARE! Internet è un privilegio e le idee sono gratis, un idea e 1000 euro, tanto basta per provare se funziona, aprite un sito e vedete se qualcuno vi segue, di li tutto il resto verrà da sè e sarete protagonisti della grande scrittura del libro della nuova economia.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=105]]></link></item><item><title><![CDATA[Google è il più usato, Ask.com la sorpresa]]></title><description><![CDATA[Hitwise ha segnalato una ricerca condotta sul traffico di alcuni dei maggiori siti del web statunitense (Fig. 1). Il tutto è stato portato avanti con l'intenzione di misurare l'incidenza dei maggiori motori di ricerca nel traffico dei siti stessi, nella convinzione che i numeri di Google siano tendenzialmente sottovalutati, ottenendone un dato su tutti: Google controllerebbe circa il 70% delle query, o quantomeno dei referral registrati.<br><br>

I dati si differenziano però da quelli che sono i risultati ufficiali ottenuti da Hitwise (pur derivando in parte dagli stessi) e tale differenza deriverebbe dal fatto che il monitoraggio parziale dei grandi siti rigonfia taluni numeri a favore di altri. Secondo Hitwise, insomma, il dominio di Google indicato dalla ricerca sarebbe in realtà meno rilevante in quanto smorzato dai risultati che i piccoli motori ottengono con i piccoli siti web. Le rilevazioni Hitwise danno vita alla seguente classifica:<br><br>

Google (61.48%)<br>
Yahoo (22.43%)<br> 
MSN (9.59%)<br> 
Ask.com (4.23%)<br> 
AOL Search (0.56%%)<br>
Altri (1.21%)<br>
Yahoo ed Ask.com confermano da tempo la propria diffusione, Google guadagna piccole frazioni di punto e Microsoft è il gruppo che deve cedere più strada rispetto alla concorrenza. L'arrivo di Vista e il rilancio di IE7 potrebbero artificiosamente rinviare l'urgenza ma, in assenza di un serio intervento in quanto a performance di ricerca, difficilmente il gruppo potrà guadagnarsi la fiducia degli utenti nel settore.<br><br>

Una nota interessante rilevata da Search Engine Guide è il fatto che Ask.com sia il motore che, in assoluto, ha registrato la crescita maggiore durante l'ultimo anno accrescendo del 33% la propria quota di mercato.

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=102]]></link></item><item><title><![CDATA[I migliori programmi VoIP dell'anno: ecco la classifica]]></title><description><![CDATA[Se ogni anno vede l'esplosione di alcune tecnologie, il 2006 è stato l'anno del Voice Over IP. Programmi e strumenti per telefonare via internet sono diffusi ormai a livello di massa ed utilizzati per le più svariate necessita. Ecco i più noti ed i migliori;<br><br>

1. <a href="http://www.skype.com/intl/it/"><b>SKYPE</b></a><br>
Il numero uno dei programmi per telefonare con il PC. Il suo punto di forza è senz'altro l'affidabilità dovuta al fatto di essere stato il primo programma ad essere utilizzato per sostituirte il telefono.<br><br>

<b>Permette di:</b><br>

Chiamare altri PC gratis <br>
Telefonare verso numeri fissi e cellulari <br>
Ricevere telefonate sul PC con il servizio SkypeOut <br>
Utilizzare il VoIP anche sui cellulari grazie a terze parti come ISkoot oppure il cellulare NetGear SPH101 con Skype preinstallato. <br>
Unico neo è il protocollo proprietario che non permette di utilizzarlo con i normali telefoni di casa.<br><br>

<b>Vantaggi</b>: affidabilità e portabilità su terze parti<br>
<b>Svantaggi</b>: i costi di servizi concorrenti iniziano ad essere più appetibili<br><br>


2. <a href="http://www.voipstunt.com"><b>VoipStunt</b></a><br>
Il primo, vero ed agguerritissimo concorrente di Skype. La novità introdotta da VoipStunt consiste nel chiamate gratuite verso numeri fissi di molti paesi (tra cui l'Italia) se si utilizzano i servizi a pagamento. Le tariffe sono inferiori a quelle di Skype ed il protocollo utilizzato è il SIP, che permette di utilizzare anche normali telefoni.<br><br>


<b>Vantaggi</b>: Prezzi decisamente concorrenziali e chiamate gratuite entro 1 minuti anche senza usufruire di servizi a pagamento<br>
<b>Svantaggi</b>: L'ho provato chiamando verso cellulari, sarà stato un caso ma non sono riuscito a parlare.<br><br>


3. <a href="http://www.jajah.com/"><b>Jajah</b></a><br>
Nella battaglia delle chiamate via rete Jajah è stato il primo programma a permettere di utilizzare il proprio telefono fisso per telefonare via internet. Ci si iscrive al servizio specificando il proprio numero, si inserisce sul sito il numero da chiamare ed il proprio telefono di casa squilla. Basta prendere la cornetta ed attendere che l'altra persona risponda.<br><br>

Si ricarica con carta di credito.<br><br>

<b>Vantaggi</b>: Niente software da installare, e da poco l'Italia è entrata nella fascia delle chiamate gratuite tra utenti Jajah<br>
<b>Svantaggi</b>: Indispensabile un telefono, no chiamate PC2PC<br><br>


4. <a href="http://www.gizmoproject.com/"><b>Gizmo Project</b></a><br><br>
E alla fine un altro agguerritissimo concorrente sferrò il suo attacco. Gizmo Project per aprire una breccia nel blindatissimo mercato del VoIP offre telefonate gratis verso numeri fissi e cellulari.<br><br>

Per utilizzare l'offerta è sufficiente che sia il chiamante che il chiamato siano utenti Gizmo.<br><br>

<b>Vantaggi</b>: chiamate gratuite tra numeri telefonici degli utenti registrati
<b>Svantaggi</b>: Non mi entusiasma la qualità<br><br>

Le soluzioni Voice Over IP in realtà sono molto più numerose ed articolate, ma ci siamo volutamente attenuti ai programmi più noti destinati ad una utenza end user. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=101]]></link></item><item><title><![CDATA[Speciale: Internet e tecnologie in Italia]]></title><description><![CDATA[Televisione (93,9%), cellulare (82,3%) e videoregistratore (63%) sono i beni più diffusi nelle famiglie italiane. Lo rileva l'Istat nell'indagine "Aspetti della vita quotidiana" svolta su un campione di circa 19mila famiglie per un totale di 49mila persone. Seguono il lettore DVD (50,7%), il personal computer (46,1%), l'accesso ad Internet (35,6%).<br><br>

L'87,8% delle famigliepossiede ancora il televisore analogico di tipo tradizionale, mentre il 5,2% delle famiglie possiede untelevisore digitale. Il 25% delle famiglie possiede un'antenna parabolica, il 15,2% il decoder digitaleterrestre mentre è ancora bassa (3,9%) la quota di famiglie che possiede la TV via cavo.<br><br>

Rispetto al 2005 aumenta soprattutto il possesso del cellulare (dall'80,8% all'82,3%) e del personal computer (dal 43,9% al 46,1%). L'accesso ad Internet è piuttosto stabile (dal 34,5% al 35,6%) ma migliora la qualità della connessione usata per accedere ad Internet da casa: diminuisce, infatti, la quota di connessioni a banda stretta (modem su linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn) che passa dal 21,6% al 18,7% e aumenta, invece, la quota di famiglie con connessione a banda larga (linea telefonica ADSL o altro tipo di connessione a banda larga) che passa dall'11,6% al 14,4%.<br><br>

Infine, nel 2006 il possesso di lettore DVD presenta livelli quasi paragonabili a quelli del videoregistratore.<br><br>

Le famiglie costituite di soli anziani continuano ad essere escluse dal possesso di beni tecnologici: il 5,5% di esse possiede il personal computer, soltanto il 2,8% ha l'accesso ad Internet ed è quasi del tutto inesistente la diffusione di connessioni a banda larga (1,1%). Inoltre, in queste famiglie è limitato il possesso delle nuove forme di televisore. All'estremo opposto si collocano le famiglie con almeno un minorenne che possiedono il personal computer e l'accesso ad Internet rispettivamente nel 69,7% e nel 51,8% dei casi. Sono queste famiglie ad avere il più alto tasso di possesso di connessione a banda larga (21,1%), mentre il telefono cellulare ha raggiunto i livelli della televisione (96%). Molto diffusi anche il videoregistratore (82,4%) e il lettore DVD (75,1%).<br><br>

Le differenze dovute al territorio sono più ridotte rispetto a quelle generazionali e per status sociale, con un divario che non supera quasi mai i 10 punti percentuali. In generale, sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici. Il cellulare, ad esempio, è più diffuso nell'Italia nord-orientale (85,1% delle famiglie) e meno in quella meridionale (77,8%); il personal computer è diffuso in uguale misura al Centro e nel Nord (oltre il 48%) e meno nelle Isole (40,5%). Al Centro si riscontra la quota più alta di famiglie con accesso ad Internet (39,6%) e alla connessione a banda larga (circa il 16,2%), seguito dal Nord (con valori che superano il 38% per Internet e superiori al 15,5% per la banda larga). Le Isole risultano particolarmente svantaggiate: solo il 29,1% delle famiglie dispongono di accesso ad Internet e solo il 40,5% del personal computer.<br><br>

Dal 2005 al 2006 il divario tecnologico tra il Nord e il Sud del Paese è leggermente diminuito in quanto gli incrementi maggiori nel possesso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione si sono registrati proprio in Italia meridionale e insulare. In particolare il divario si è ridotto nel possesso di personal computer (passando da oltre 11 punti percentuali nel 2005 a 8 punti percentuali nel 2006) e di accesso ad Internet. Rimangono però invariate le differenze su alcuni beni importanti come l'accesso ad Internet a banda larga e il decoder digitale terrestre (circa 5 punti percentuali).<br><br>

Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiede un accesso ad Internet da casa, l'Italia è svantaggiata rispetto a molti dei paesi della Comunità Europea, risultando solo al quindicesimo posto in questa graduatoria (con un tasso di penetrazione del 40% rispetto alla media europea del 52%). Vicini all'Italia troviamo paesi come la Francia (41%), la Spagna (39%) e il Portogallo (35%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione quasi doppio.<br><br>

Il 53,9% delle famiglie non possiede un personal computer e il 64,4% non accede ad Internet da casa ed è quindi esclusa dalle possibilità offerte dal web. Tra i motivi per cui non si naviga in Internet da casa, le famiglie indicano in primo luogo che lo considerano inutile e non interessante (39,6%), mentre al secondo posto si colloca la mancanza di capacità (31,9%). Il 12,2% delle famiglie non ha accesso ad Internet da casa perché accede da un altro luogo, il 9,3% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,1% perché ritiene costoso il collegamento.<br><br>

Le persone di 6 anni e più che si sono connesse ad Internet negli ultimi 3 mesi hanno utilizzato la rete prevalentemente per comunicare attraverso l'uso della posta elettronica, ovvero per mandare o ricevere e-mail (76,4%), per cercare informazioni su merci e servizi (60%) e per altre attività di ricerca di informazioni (64,9%). Di rilievo è la quota di chi si connette al web per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (38,9%) e per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione (37,4%). Sono meno diffuse le attività legate al telefonare su Internet e partecipare a video conferenze (8,6%) e la vendita di merci o servizi (6,9%).<br><br>

Le attività praticate su Internet sono abbastanza stabili nel tempo. Fa eccezione la ricerca di informazioni sanitarie (che passa dal 24% del 2005 al 31,4% del 2006) e il comprare e/o ordinare merci e/o servizi (che passa dal 16% al 20,6%). Aumenta anche la quota di utenti che si collegano ad Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione e in particolare si regista un incremento tra chi spedisce moduli della P.A. (che passa dal 9,7% al 12,6%). Tra le attività di comunicazione telematica aumenta di circa 2 punti percentuali il telefonare su Internet, partecipare a video conferenze (da 6,1% a 8,6%). L'unica attività che fa registrare un decremento è l'uso della rete per leggere o scaricare giornali, news, riviste (che passa dal 36,6% del 2005 al 33,9% del 2006).<br><br>

Gli uomini sono più attivi delle donne nel comunicare, nella fruizione di prodotti culturali, nello svolgere attività ludiche, ma anche nello scaricare software, nell'usare servizi bancari e nel vendere merci o servizi. Ad esempio, sono quasi il doppio gli uomini che si collegano ad Internet per scaricare software (31,3% contro il 14,9%) e per giocare o scaricare giochi, immagini e file musicali (36,6% contro il 26,7%). Le donne sono più interessate ad usare il web per reperire informazioni sanitarie relative a malattie, all'alimentazione, al miglioramento della salute (34,8% delle donne contro il 28,8% degli uomini) e per svolgere attività di istruzione e formazione presso scuole e/o università (23,4% contro il 14,7% degli uomini)<br><br>

Le attività svolte con Internet sono strettamente correlate con l'età. Tra i 20 e i 44 anni oltre l'80% degli utilizzatori di Internet usano la rete per mandare o ricevere email. L'utilizzo del web per chattare, ad esempio, è particolarmente diffusa tra i giovani di 15-24 (oltre il 43%), così come l'uso del web per giocare, scaricare giochi, immagini e file musicali che è particolarmente diffuso tra le persone di 6-19 anni (oltre 60%). L'attività di formazione presso scuole e università è molto diffusa tra i giovani di 18- 24 anni (oltre il 41%) mentre le attività di formazione professionale sono praticate soprattutto dagli individui di età compresa tra i 20 e i 59 anni (con valori superiori al 15%).<br><br>

L'uso di Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione è abbastanza diffuso. Infatti, il 37,4% degli utenti di Internet usa il web per ottenere informazioni dalla Pubblica Amministrazione, il 26,8% per scaricare moduli da siti della Pubblica Amministrazione e il 12,6% per spedire moduli compilati della Pubblica Amministrazione. Sono soprattutto i maschi a usare Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione, anche se le differenze di genere sono piuttosto contenute. Infine, dal punto di vista generazionale sono soprattutto gli adulti tra i 25 e i 64 anni ad utilizzare di più Internet per cercare informazioni e per scaricare moduli della Pubblica Amministrazione <br><br>

Il 20,6% degli individui di 6 anni e più che navigano in Internet ha utilizzato la rete per ordinare e/o comprare merci e servizi per uso privato negli ultimi 12 mesi. Considerando gli individui che hanno fatto acquisti in rete nell'ultimo anno, si evidenzia una maggiore frequenza di utilizzo dei maschi (il 24,8% contro il 15,4% delle donne), dei giovani tra 25 e 34 anni (27,3%), dei cittadini del Centro Nord rispetto al Sud.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=100]]></link></item><item><title><![CDATA[Le parole più ricercate su Google nel 2006]]></title><description><![CDATA[Google, come ogni fine anno, ha presentato il suo <a href="http://www.google.com/intl/en/press/zeitgeist2006.html">Year-End Zeitgeist 2006</a>, web report in cui elenca, divise in categorie, le parole-query più ricercate dell'anno tramite il suo motore di ricerca ufficiale, offrendo anche alcuni grafici sulle frequenze di ricerca. In testa alla classifica delle query vanno segnalati due siti di social networking e la sete di notizia sulla sempre controversa star Paris Hilton.<br><br>

"Un anno intero di ricerche testimonia la nostra consapevolezza e percezione collettive, e il 2006 non è una eccezione. Per compilare le liste ed i grafici di quest'anno, abbiamo recensito una varietà di termini di ricerca più popolari digitati dagli utenti in Google. Cliccate tutte le schede per sapere qualcosa di nuovo – o avere conferma che anche voi riflettete lo spirito del tempo".<br><br> 

Le due top search di quest'anno (Google.com) sono state "Bebo" e "MySpace" (prima e seconda rispettivamente), entrambi siti di social networking. A seguire si piazzano altre varie forme di social media, tra cui il sito di social video "Metacafe" (quarto) e "Wikipedia" e "wiki" (sesto e decimo rispettivamente). La popolarità del social networking ha battuto anche le ricerche effettuate per i Mondiali di Calcio (vinti da noi italiani). Sul lato delle news (Google News) le ricerche più comunemente effettuate sono state "Paris Hilton" e "Orlando Bloom" (in cima a desideri della popolazione maschile e femminile rispettivamente). L'uragano Katrina, pur avendo colpito circa un anno e mezzo fa, si piazza al quinto posto nella top news search.<br><br>

Google Zeitgeist permette tuttavia di affinare ulteriormente i criteri di analisi dei trend di ricerca. Per quanto riguarda le query stimolate dalla curiosità degli utenti (categoria "what's hot"), Google è stato interrogato più volte per sapere: chi è borat - "who is borat" (un giornalista immaginario kazako inventato ed interpretato dall'attore-provocatore inglese Sacha Baron Cohen per Da Ali G Show), cosa o chi è - what or who is Hezbollah ("Partito di Dio" degli sciiti libanesi filoiraniani), ma anche come "effettuare un rifinanziamento" ("how to refinance"), e la definizione della parola promiscuo ("promisicuous").<br><br>

Tra gli eventi di attualità (categoria "current events"), l'Iraq ha generato più query rispetto a Iran o Nord Corea, mentre "Barack Obama", uomo politico statunitense, ha visto una impennata di ricerche ad Ottobre a seguito dei rumor su una sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali del 2008 in US. Lo scandalo dello stupro di Duke Lacrosse vanta tre delle "top 5" query sugli scandali nazionali US, mentre i meno preparati in geografia hanno (spesso) chiesto aiuto al motore di ricerca per scoprire dove si trova il Togo (piccolo paese dell'Africa Occidentale). Il matrimonio di Nicole Kidman con il cantante country Keith Urban (categoria "Milestones") ha tenuto testa tra le ricerche relative ai matrimoni, mentre la tumultuosa separazione di Paul McCartney da Heather Mills è stata la più cercata tra i divorzi.<br><br>

Per quanto riguarda l'intrattenimento, le ricerche di biglietti più popolari sono state effettuare per le Cheetah Girls, gruppo musicale Disney, che hanno battuto anche le ricerche di biglietti per i playoff dei New York Mets. Per la categoria "Sports" infine hanno tenuto banco i Mondiali di Calcio (e Zidane).<br><br>

Tutte liste ed i grafici sono disponibili nella home ufficiale Google Zeitgeist.<br><br>

L'Year-End Google Zeitgeis offre una prospettiva unica degli eventi e delle tendenze che hanno caratterizzato l'anno passato, del resto "Zeitgeis" nella filosofia romantico idealista tedesca del Settecento e Ottocento indicava "il clima ideale, culturale e spirituale, caratteristico di un'epoca". 
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=99]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet Explorer 7 italiano in automatico]]></title><description><![CDATA[Da alcune ore Internet Explorer 7 sta per essere portato per via automatica sui sistemi Windows connessi al web. La datazione dichiarata è 1 Gennaio 2007, ma la disponibilità reale è differenziata secondo più variabili. Vari utenti si troveranno dunque il nuovo browser sul proprio sistema senza aver operato alcuna operazione manuale (se non la conferma dell'installazione stessa) e la cosa è destinata a creare ai newbie un certo senso di disorientamento a causa delle marcate differenze nella navigazione tra IE7 e la precedente versione IE6.<br><br>

Per avere <a href="http://www.microsoft.com/windows/ie/default.mspx">Internet Explorer 7</a> in italiano è possibile procedere secondo le seguenti modalità:<br><br>

- Download manuale tramite l'apposita pagina di presentazione in italiano del browser. Il pacchetto di installazione per XP SP2 implica un download da 14.1 Mb<br>
- Update automatico, spinto da Microsoft per incoraggiare l'utenza a passare alle performance del nuovo browser<br>
- Windows Update, in qualità di aggiornamento al pari dei mensili aggiornamenti di sicurezza proposti dall'azienda ed in arrivo il prossimo 9 Gennaio<br><br>

L'installazione del browser è totalmente facoltativa e richiede l'ormai solita <b>verifica della genuinità del sistema operativo in uso</b> come requisito fondamentale per accedere alla release. Ulteriori versioni localizzate verranno distribuite il 22 Gennaio, completando così quasi completamente la fase di transizione. Rimangono al palo temporaneamente le versioni orientali (giapponese, coreano, cinese), previste comunque in distribuzione entro metà 2007.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=98]]></link></item><item><title><![CDATA[Web 2.0 è solo un'invenzione di marketing]]></title><description><![CDATA[Ricordo nitidamente quando si parlava con euforia di Internet2, sulla base del malaugurato crollo della rete mondiale che si pensava avrebbe generato la crescita incommensurabile dell'utenza su Internet, effetto di crescita che ho avuto la fortuna di presenziare in due stati e regioni del mondo completamente diverse. Ma il crollo non c’è stato, l’unico crollo negli anni recenti c’entra ben poco con Internet, anche se ha segnato un cambiamento importante nel nostro modo di pensare in materia di Economia o meglio dire New-economy. Internet sembra crescere e fortificarsi ad ogni nuovo utente come una sorta di Alien 2.0.<br><br>

A cosa avrebbe potuto servire questo Internet2? Si parlava di una corsia preferenziale per le Istituzioni di studio e ricerca, Università, e-Gov, Nasa, ecc., dove in parole povere l’utente base (proprio quello che dà vita a Internet) non rompesse le scatole. Tuttora il progetto Internet2  è vivo, ma non se ne parla più come una volta. Ora c’è un’altra moda, si chiama Web 2.0  e su wikipedia c’è scritto che Web 2.0 è chiamato anche Internet2, ancora più motivi per dubitare della sua validità.<br><br>

Sarò onesto, arrivo dalla preistoria del Web visto che lavoro alla creazione di siti internet dal 1996 e mi sembra strano sentire parlare di Web 2.0, la vedo come una strategia commerciale di puro marketing che tenta di dare visibilità ad un gruppo di “creativi del web” che ha reso disponibile a tutti noi la tecnologia che fino a prima era a portata di un ristretto gruppo di persone con delle altissime conoscenze.<br><br>

Perché faccio fatica ad accettare il termine Web 2.0? Forse perché non c’è stato nessun aggiornamento (upgrade), almeno che io sappia, e il fatto che ci siano dei progetti belli e fecondi sulla rete non mi sembra una cosa particolarmente nuova o addirittura il via per parlare di Web 2.0. Questo tipo di nomenclatura è utilizzata nello sviluppo dei software, ad esempio Photoshop 7.0, e quando Adobe ha chiamato la nuova versione "Photoshop CS" ha dovuto chiarire il perché (ancora una strategia di marketing, la vera nomenclatura sarebbe stata "Photoshop 8.0").<br><br>

A mio avviso e non tanto lontano nel tempo, c’è stato un vero evento che poteva originare una situazione come quella che oggi viviamo sotto l’effetto 2.0 ed è stato il lancio di Macromedia Flash. Che tempi! Era una cosa davvero sconvolgente, mi ricordo che ero un orgoglioso membro del Macromedia User Group. Ma nonostante l’innovazione proposta da MM con la tecnologia Flash nessuno ha mai chiamato il Web in modo diverso, infatti Macromedia usava lo slogan: “add life to the web” (senza 2.0 però).<br><br>

Non è un caso che tra tutti i progetti che si propongono come Web 2.0 solo una categoria non si poteva sviluppare prima dell'arrivo di Flash. Parlo di YouTube e tutti i portali che usano i broadcast casalinghi; il resto, da wikipedia ai blog, si poteva sviluppare già nel lontano 97-98 solo che non c’era ancora l’idea. <br><br>

Logos.it, le origini di wikipedia in Italia.
Logos.it  è il sito Internet della omonima ditta che offre servizi di traduzioni in tutte le lingue. Nel portale c’è un sistema multiutente per l’aggiornamento dei dati e contenuti che crea un dizionario multilingua. Per spiegarmi meglio posso dire che è un wiki per tradurre le parole (mostrando anche la definizione) in tutte le lingue possibili. Ma sapete da quando funziona questo servizio con queste caratteristiche 2.0? Dal 1995. Wikipedia è stato lanciato nel gennaio del 2001. <br><br>

Quindi per me il vero Web 2.0 è partito da Macromedia Flash. Non vi sembra che l’ultima cosa tecnologicamente diversa nel Web negli ultimi anni sia proprio Flash?]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=95]]></link></item><item><title><![CDATA[Arriva l'Italia in 3D su Google: città e monumenti da vedere]]></title><description><![CDATA[Su Google Blog Italia è stata annunciata la disponibilità della Galleria in italiano di immagini 3D per Google Earth, software standalone di cartografia satellitare del colosso della ricerca.<br><br>

A metà Marzo scorso Google aveva annunciato l'acquisizione di "@Last Software", azienda che produceva un software per la creazione di immagini tridimensionali, potente e accessibile, chiamato SketchUp. Un mese dopo il colosso della ricerca annunciava la disponibilità di Google SketchUp, la versione gratuita del software di modellazione 3D sotto il nuovo brand Google. Google SketchUp, disponibile attualmente solo in lingua inglese, è uno strumento, apparentemente elementare ma estremamente potente, per la creazione, la visualizzazione, e la modifica di "idee 3D", tutto in maniera semplice e veloce.<br><br>

SketchUp è stato sviluppato per unire eleganza e spontaneità degli "schizzi a matita" a velocità e flessibilità dei mezzi digitali odierni. Sviluppato per le procedure concettuali di design questo software, potente e facile nello stesso tempo, consente la creazione rapida di forme 3D tramite una interfaccia che supporta un esplorazione dinamica e creativa di forme, materiali e luci. Google 
<a href="http://www.sketchup.com">Sketchup</a> consente di aggiungere dettagli, texture e effetto vetro ai propri modelli e disegni con accuratezza dimensionale. È possibile poi posizionare i propri midolli in Google Earth, stamparli o condividerli con gli altri utenti su 3D Warehouse, 3D Warehouse, una "online location" dove trovare e condividere modelli 3D. Accessibile da entrambe le versioni di SketchUp, 3D Warehouse consente di eseguire upload, ricerca, navigazione, visualizzazione e download dei modelli prodotti con la nuova applicazione.<br><br>

L'interfaccia del sito è quella del classico motore di ricerca del colosso: basterà inserire una query per trovare tutti modelli rilevanti disponibili, che potranno poi essere importati in SketchUp. Da ieri 3D Warehouse è disponibile anche in italiano.<br><br>

Da Google Blog Italia: "Oggi abbiamo lanciato 3D Gallery in Italiano. 3D Gallery è un magazzino online di modelli 3D che puoi scaricare direttamente su Google Earth … Per accedere alla 3D Gallery, non devi fare altro che visitare la pagina http://sketchup.google.com/3dwarehouse. Se hai già installato Google Earth sul tuo computer, puoi anche esplorare la 3D Gallery installando direttamente il 3D Gallery Network Link mentre sei in volo sul pianeta con Google Earth. Cliccando su questo link darai l'avvio a Earth ed inizierai contemporaneamente il processo di download. Una volta completato il download del Network Link, vedrai la 3D Gallery all'interno della cartella 'Luoghi Temporanei'. (Ricordati di salvarlo in 'Luoghi Personali' prima di chiudere l'applicazione Google Earth o dovrai ri-scaricare il network link al prossimo utilizzo). Vedrai inoltre una serie di casette blu apparire tutto intorno al globo: queste casette indicano la presenza di un modello 3D in quell'area geografica. Spostati a destra e sinistra ed utilizza lo zoom per vedere tutte le casette disponibili. Cliccando sulla singola casetta blu vedrai aprirsi una bolla contenente una descrizione più in dettaglio del modello 3D disponibile. Se desideri dare un'occhiata il modello in questione, clicca semplicemente su 'Scarica su Google Earth'".<br><br>

Due esempi di modelli 3D disponibili per l'Italia: <a href="http://sketchup.google.it/3dwarehouse/details?mid=a4fe03cf4770ed574d30ca930922d948">PANTHEON DI ROMA</a> - <a href="<a href="http://sketchup.google.it/3dwarehouse/details?mid=a4fe03cf4770ed574d30ca930922d948">PANTHEON DI ROMA</a>">STADIO DI ROMA</a>



]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=94]]></link></item><item><title><![CDATA[Speciale: Come funziona Youtube? Come caricare un video e renderlo popolare? Come inserire i video sul nostro sito web]]></title><description><![CDATA[Nonostante gli alti e i bassi dellacronaca recente non è ancora un servizio noto alla stragrande maggioranza delle persone, ma in meno di un anno dal suo lancio sul web <a href="http://www.youtube.com/">YOU TUBE</a> è cresciuto in maniera esponenziale: oggi possiamo dire che il 60% dei video che si guardano online passano attraverso questo sito, e – stando alle statistiche ufficiali – che il sito “serve” ai visitatori (o sarebbe più adatto chiamarli spettatori?) 100 milioni di clip video al giorno e che al momento ogni giorno l’upload ammonta a più di 65.000 clip.<br><br>

YouTube è il risultato finale di quello che già anni fa veniva prefigurato come videoblog o vlog (pochi ne avevano uno, e bisognava mettere le mani su parecchi settaggi e sul codice del proprio sito). Oggi tutti possiamo mostrare al mondo i nostri video con la stessa facilità con la quale blogghiamo o postiamo foto su Flickr. Se siamo dei maniaci della ripresa istantanea, YouTube è il nostro sito: è pieno di videoclip girati con cellulari, e del resto le modalità di visualizzazione privilegiano questo tipo di contenuti veloci e di qualità medio-bassa. Ma YouTube è fondamentale anche per chi produce corti più professionali, dato che un passaggio sul sito garantisce centinaia di accessi e contribuisce a far conoscere il proprio nome. Infine, <a href="http://www.youtube.com/">YOU TUBE</a> è una pacchia anche per chi, semplicemente, cerca spezzoni televisivi, discorsi di politici,vecchie pubblicità, trailer, videoclip storici, sketch comici e quant’altro. Una miniera di intrattenimento breve (il limite di lunghezza dei clip è di 10 minuti) a disposizione di tutti, anche se le major hanno già cominciato a montare un nuovo caso Napster.<br><br>

Iscriversi è semplicissimo: i dati da inserire sono veramente pochi, ed è sufficiente scegliersi uno user name e una password per incominciare ad utilizzare il servizio. I video sono comunque visibili anche da chi non è iscritto al sito, ma per commentare, inserire clip e interagire con il resto della community è necessario aprire un proprio profilo. Come la maggior parte delle applicazioni che hanno determinato il successo del web 2.0, YouTube ha un’interfaccia semplice e diretta, con un menu principale ben visibile in alto e i video più interessanti del giorno disponibili nella parte centrale della pagina. Sulla colonna di destra le iniziative particolari, i dati relativi al proprio profilo e una selezione dei gruppi e dei canali disponibili. Come è evidente da una prima occhiata, i video sono caratterizzati da un titolo, una descrizione e una serie di tag: proprio come per le foto in Flickr, i tag servono a cercare video interessanti e a definirli secondo le categorie scelte personalmente dall’utente. Ogni video ha poi il suo rating, gestito tramite l’universale sistema delle stelline.<br><br>

Ciccando sul thumbnail corrispondente a un video, si entra nella pagina specifica. Il video parte da solo (è una piccola interfaccia Flash, con controlli intuitivi di volume, playback e la possibilità di andare a tutto schermo) e intorno all’oggetto principale troviamo tutto il corollario di commenti testuali, commenti video, clip in qualche modo collegati e statistiche varie – non ultima la possibilità di avere direttamente il codice Html utile per integrare il clip in un sito o un blog.<br><br>

Nel menu principale di YouTube, accanto alla voce Video troviamo anche Channels, Groups e Categories. Si tratta di etichette che aiutano a trovare con più facilità i video. Le categorie sono quelle tradizionali che qualunque utente si potrebbe aspettare: intrattenimento, scienza, musica, clip personali, etc. I gruppi, analogamente all’esempio di <a href="http://www.flickr.com/">FLICKR</a>, sono contenitori tematici di videoclip creati direttamente dagli utenti di YouTube, mentre i canali sono veri e propri flussi personali di clip realizzati da un singolo utente. Ogni utente, infatti, può decidere di avere un suo canale e personalizzarne l’aspetto grafico, in modo che altri utenti possano "abbonarsi" ed essere avvertiti ogni volta che il "produttore" inserisce un nuovo video. I canali, a loro volta, possono essere di diversi tipi (comici, musicali, cinematografici, politici). In questo marasma di file e di etichette, è possibile orientarsi anche con la Quicklist, una sorta di promemoria che ci permette di memorizzare i video che vorremmo vedere magari in un secondo momento (è sufficiente cliccare sul segno “+” in basso a sinistra sull’icona del video).<br><br>

Per una questione legata a problemi di copyright, non è possibile scaricare sul proprio Pc i video di YouTube per rivederli con un qualsiasi player. In effetti, tra registrazioni di canali televisivi, spezzoni di film e videoclip musicali, YouTube non naviga in buonissime acque dal punto di vista legale. Fatte le dovute raccomandazioni, comunque, il modo di salvare i propri video preferiti c’è: esiste un add-on di Firefox chiamato Video Downloader (c’è anche il sito omonimo, adatto a chi non usa Firefox) che permette di scaricare i filmati in formato Flv, a sua volta poi convertibile in qualsiasi formato video, a patto di avere il codec giusto. Su questo fronte si è aperta un’aspra disputa tra i due produttori.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=93]]></link></item><item><title><![CDATA[Scrybe, la prima applicazione web 3.0? Guarda il video. Funziona online e anche offline]]></title><description><![CDATA[Non sono sicurissimo sul definire Scrybe un’applicazione Web 2.0, perchè vedendola in azione sarei fortemente tentato di usare il termine "Web 3.0".
Se n’è parlato molto in rete, e non a torto; Scrybe infatti è la prima (che io sappia) web application che funziona anche offline.<br><br>

Cos’è Scrybe?
Scrybe è un online organizer (pensate a Google Calendar, per cominciare) con molto, molto, molto altro. Interamente realizzato in Flash, ha un’interfaccia molto pulita ed intuitiva, ed il "funzionamento" (inserimento di appuntamenti, note ecc) avviene con una "interattività" ed un feel assolutamente particolari.<br><br>

Probabilmente la visione del video di presentazione di Scrybe chiarirà tutto, dato che è difficile spiegare il funzionamento di un’applicazione così "particolare".<br><br>

Perchè ve ne parlo solo oggi, anche se l’applicazione è stata presentata il 22 ottobre? Semplice: perchè ieri mi è arrivato l’invito per partecipare alla "Phase 1" del Beta Test di Scrybe.<br><br>

<object width="320" height="263" align="center"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1u3ekzwnYxw"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1u3ekzwnYxw" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="320" height="263"></embed></object>
<br><br>

Così come particolare è l’applicazione, altrettanto particolare è tutto il processo di test, che passa per tre fasi, dove verranno rese disponibili feature diverse dell’applicazione, in modo da testare in maniera efficace tutto il processo e la successiva integrazione; Scrybe ha inoltre predisposto un pdf con delle linee guida per il testing.<br><br>

Vi giuro che MAI ho partecipato ad un beta test "pubblico" (beh, i beta test privati, anche per applicazioni stand-alone, sono molto più complessi e coordinati) così rigoroso e valido, dove il feedback dei tester è preso in seria considerazione.<br><br>

Che dire… se tutte le promesse che avete visto nel video verranno mantenute (e non ho motivo per credere che non sarà così) ci troviamo di fronte ad un’applicazione che cambierà realmente il modo di gestire ed organizzare il proprio lavoro.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=92]]></link></item><item><title><![CDATA[Skype 3.0 Beta disponibile da scaricare.]]></title><description><![CDATA[Cos'è Skype?<br>
Skype è un programmino che ti consente di parlare gratis con chiunque, in qualsiasi paese del mondo. Chiamare è gratis e la qualità audio è veramente eccezionale. E se i tuoi amici, parenti o colleghi usano la webcam, potrete videochiamarvi gratis. Puoi anche chiamare telefoni fissi e cellulari a tariffe al minuto bassissime (e non è previsto alcun costo di attivazione o canone di abbonamento).<br><br>

Non solo chiamate<br>
Proprio come la messaggistica immediata, puoi usare Skype anche per chattare non solo con un'altra persona, ma fino a 100 persone con la chat di gruppo. Se crei una chat simpatica, puoi finanche registrarla per riprenderla in seguito, il che è comodissimo per le chat tra parenti o colleghi.<br><br>

Cerca persone con cui parlare<br>
Cerca e aggiungi contatti al tuo elenco e, quando disponi di utenti nel tuo elenco, potrai vedere se sono in linea, non in linea, occupati o momentaneamente non al computer.<br><br>

Importa contatti ti consente di rilevare chi tra i tuoi contatti usa già Skype. E anche se ancora non usano Skype, potrai comunque chiamare i tuoi contatti di Microsoft Outlook® direttamente da Skype.<br><br>

Gruppi condivisi se il tuo elenco contatti è sostanzioso, si rivelerà molto utile. Sarà facilissimo organizzare i tuoi contatti creando e gestendo gruppi. E con i gruppi condivisi tutti i tuoi amici o colleghi potranno essere automaticamente aggiornati quando una nuova persona entra nel gruppo.

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=91]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet: no a e.mail pubblicitarie senza consenso]]></title><description><![CDATA[Non è possibile inviare una prima e.mail al fine di ottenere il consenso a successive comunicazioni pubblicitarie. Lo ha ribadito l’Autorità garante per la tutela dei dati personali (di seguito, il Garante) in occasione di una decisione del 20 aprile 2006. Come noto, infatti, la normativa italiana a tutela dei dati personali (D. Lgs. 196/2003 o Codice Privacy) ha introdotto il principio essenziale per cui, per trattare i dati personali di un soggetto è necessario, prima, acquisire il suo consenso.<br><br>

A tale regola generale il Codice Privacy ha poi, in realtà, previsto delle eccezioni: ad esempio, è possibile fare a meno di un espresso preventivo consenso per i dati contenuti in elenchi pubblici accessibili a chiunque.<br><br>

Tuttavia, nessuna di tali eccezioni è applicabile all’e-marketing: a questa specifica forma di trattamento di dati personali, infatti, il Codice Privacy dedica una norma specifica (l’art. 130), con cui stabilisce espressamente che qualsiasi forma di comunicazione commerciale automatizzata richiede sempre e comunque un espresso e specifico consenso dell’interessato.<br><br>

Rientrano in tale previsione le comunicazioni inviate tramite e.mail, le informazioni commerciali inoltrate a mezzo fax, nonché le telefonate promozionali pre-registrate (dove, insomma, non c’è l’intervento di un operatore). In pratica, secondo le disposizioni del Codice Privacy, è possibile utilizzare questi mezzi di comunicazione a scopo promozionale solo se il destinatario si è precedentemente dichiarato interessato a riceverle, esprimendo chiaramente la propria approvazione.<br><br>

E’ possibile prescindere da un simile consenso preliminare solo nel caso in cui il destinatario dell’informazione promozionale sia già un cliente del mittente, e l’informazione contenga offerte relative a prodotti e servizi analoghi a quelli già venduti a tale cliente.<br><br>

Naturalmente, una simile decisione ha limitato notevolmente le possibilità di piccole e grandi imprese di raggiungere nuovi clienti. Alcuni, quindi, avevano fino ad oggi tentato di “interpretare” la disposizione in un senso più favorevole: alcuni operatori ritenevano fosse ancora lecito, insomma, inviare una prima e.mail contenente esclusivamente il proprio nome e l’indicazione della propria attività, con la richiesta di esprimere un consenso al successivo invio di materiale pubblicitario.<br><br>

Tuttavia, con il recente provvedimento citato in premessa il Garante ha chiarito una volta per tutte che anche una prima e.mail  - volta semplicemente ad illustrare l’attività svolta dal mittente – necessita comunque del preventivo consenso dell’interessato per l’invio. Nel caso di specie, un soggetto si era rivolto al Garante dopo avere ricevuto una e.mail non richiesta da parte di una società di prodotti informatici operante su internet.<br><br>

Di fronte al Garante, quest’ultima si era difesa sostenendo che la comunicazione elettronica contestata doveva considerarsi lecita, in quanto “volta esclusivamente a richiedere il consenso per il successivo inoltro di comunicazioni commerciali”. Ed invece, è necessario un preventivo consenso dell’interessato anche per un primo contatto finalizzato esclusivamente a presentare le proprie attività. Né è possibile aggirare la preclusione utilizzando per l’invio indirizzi di posta elettronica recuperati online: con il medesimo provvedimento, infatti, il Garante ha ricordato come la reperibilità di un indirizzo di posta elettronica sulla rete internet “non lo rende per ciò stesso liberamente disponibile”.<br><br>

La società, dunque, è stata condannata al pagamento di 500 euro di spese, oltre all’obbligo di sospendere ogni ulteriore comunicazione nei confronti dell’interessato ricorrente. Si conferma, quindi, la scelta di tutelare l’utente da qualsiasi forma di pubblicità indesiderata (cosiddetto “spam”). Rimane da verificare se un analogo rigore si applichi anche con riferimento alle comunicazioni commerciali inviate tramite i tradizionali mezzi di comunicazione (la posta cartacea e le telefonate con operatore): se ne parlerà nel prossimo intervento. ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=90]]></link></item><item><title><![CDATA[Microsoft: Microsoft lancia ufficialmente Live Search il motore di ricerca contro Google]]></title><description><![CDATA[Microsoft ha annunciato poche ore fa in un comunicato ufficiale la fine della fase beta di sviluppo per Windows Live Search e Live.com, e il rilascio finale dei due prodotti in 47 mercati internazionali. Il colosso ha annunciato anche la disponibilità finale di Live Local Search in Stati Uniti e Regno Unito. A partire da oggi Microsoft effettuerà la migrazione del suo nuovo servizio di ricerca web dalla fase beta alla release finale. Il motore di Live Search, sviluppato dal colosso per rimpiazzare MSN Search, verrà integrato anche sul sito MSN.com, il portale Microsoft dedicato ai media e all'intrattenimento. Con la versione finale di Live Search, Microsoft introduce migliori algoritmi di relevancy-ranking e capacità di query-refinement e ricerca video, oltre a miglioramenti per la funzione di ricerca immagini, come smart scroll, scratch pad, e ricerca "related-people".<br><br>

Secondo quanto riporta Derrick Connell, general manager della divisione Microsoft search business, il colosso effettuerà il rilascio finale di Windows Live Search in tre giorni: oggi verrà aggiornato il 5 percento delle search properties al codice finale Live Search, un altro 25 percento sarà aggiornato domani e la migrazione sarà completata il 14 Settembre. Alcune delle nuove funzionalità search-specific di Microsoft rimarranno in fase beta, tra queste Live Academic Search, Live Product Search e Live QnA.<br><br>

Nello contempo sempre oggi, 12 Settembre, Live.com, progetto di "home page" personalizzabile universale, reader RSS server-side e gadget-place web, strettamente legato a Live Search, è stato rilasciato in versione finale a livello internazionale. Live Local Search, servizio online dedicato a mappe e ricerche locali che consente agli utenti di accedere molto rapidamente a itinerari ed altre informazioni molto dettagliate attraverso una semplice interfaccia, debutta invece oggi in versione finale solo nei mercati US e UK. Local Search finale offre maggiore disponibilità di immagini "bird-eye", migliore integrazione e funzionalità per dispositivi portatili e vari miglioramenti nell'interfaccia e nei tool di personalizzazione.<br><br>

Solo qualche giorno fa Microsoft aveva realizzato un nuovo aggiornamento del portale Live.com. Per questo update gli sviluppatori di Microsoft si sono concentrati sulla "qualità" (cosa che ha fatto pensare subito ad una imminente release finale) e hanno corretto molti problemi segnalati dagli utenti e numerosi bug. Non sono state invece integrate nuove funzionalità, come evidenzia il team di sviluppo stesso sul blog ufficiale. Microsoft ha migliorato ricettività del servizio, interazione con l'applicativo, gestione e click su pagine diverse, rss rendering, esperienza in uscita, user flow, e accessibilità, e ha aggiunto nuovi Gadget. Anche La pagina di ricerca, l'interfaccia del motore Live Search, è stata migliorata: è molto più veloce e il search box è più ampio. Gli utenti possono notare che il "Jewel" (il drop down nell'angolo in alto a sinistra) è ora disponibile anche in questa pagina. Microsoft ha infine reso disponibili URL dirette per accedere alla pagina personalizzata (my.live.com e home.live.com) e a quella di ricerca (search.live.com).<br><br>

Microsoft spera che il rinnovato motore di ricerca riesca ad aiutare l'azienda a recuperare terreno sui rivali del settore. Secondo comScore Networks, a Luglio Google hanno gestito il 43.7 percento di tutte le ricerche online in US, Yahoo il 28.8 percento mentre i siti Microsoft hanno elaborato solo il 12.8 percento di tutte le query web.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=87]]></link></item><item><title><![CDATA[Smau 2006 promette la svolta. Scordatevi il passato]]></title><description><![CDATA[Una intensa attività di comunicazione per portare a Smau 2006 il più qualificato pubblico business e garantire a espositori e visitatori quattro giorni di contatti mirati.<br><br>

"Scordatevi il passato", è lo slogan della campagna pubblicitaria, firmata da Armando Testa, che sottolinea le novità di <b>Smau 2006</b>, la 43a edizione dell’Esposizione Internazionale di Information & Communications Technology si svolgerà dal <b>4 al 7 ottobre nel Nuovo Quartiere di Fiera Milano a Rho-Pero.</b><br><br>

La novità principale? Il rinnovato assetto del Salone che, <b>per la prima volta, è riservato esclusivamente agli Operatori Professionali</b>. 
Nelle quattro giornate di apertura, ai visitatori della Manifestazione verrà offerta una panoramica completa dello stato dell’arte del settore ICT: Tecnologie e Soluzioni per l’Impresa, Hardware e Software, Identificazione e Sicurezza, Telecomunicazioni, Networking, Sound & Vision, Digital Imaging, Tecnologie e Soluzioni Digitali per la Pubblica Amministrazione, E-Mobility, Ricerca di base e applicata, Editoria specializzata.<br><br>

Anche per il 2006, Smau propone avanzati servizi on line, finalizzati ad offrire ai visitatori tutti gli strumenti per programmare la visita al Salone e a garantire agli espositori sempre più efficienti modalità di gestione degli inviti e di rilevazione degli operatori presso gli stand.<br><br>

Sul sito <a href="http://www.smau.it" target="_blank">www.smau.it</a>, è attivo Easy Smau – Vieni a Smau Ticketless, l’innovativo servizio che consente al visitatore di pre-registrarsi on line e, se lo desidera perfezionare l’acquisto con carta di credito, per ridurre i tempi di attesa alle Reception del Salone. Al termine dell’operazione, il sistema provvederà a inviare una e-mail di conferma che consentirà di ritirare il badge personalizzato alle speciali casse riservate.<br><br>

A supporto di una più efficace gestione dei contatti business, la Manifestazione propone a tutti gli espositori One-to-One Smau – Aggiungi valore a Smau, il servizio web-based finalizzato a facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta. Si tratta di un’applicazione che, tramite un apposito lettore del bar-code presente su tutti i badge dei visitatori, permette l’immediata identificazione dell’operatore in visita allo stand, la registrazione automatica di data e ora della visita, l’inserimento di note e osservazioni aggiuntive.<br><br>

Non mancheranno, ovviamente, sul sito il programma completo dei seminari e dei percorsi di formazione e informazione di e-Academy e la possibilità di prenotare il proprio posto per essere così sicuri di non perdere un’occasione unica di aggiornamento professionale.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=86]]></link></item><item><title><![CDATA[Google segnala in automatico i siti ritenuti pericolosi]]></title><description><![CDATA[Google ha approffittato della pausa di agosto per introdurre nel suo algoritmo una nuova funzionalità che segnala in automatico all'utente che ha affettuato una determinata ricerca i siti potenzialmente pericolosi che sono comparsi nella lista di risultati.<br><br>

Google è il primo motore di ricerca ad introdurre un sistema automatico di questo tipo.<br><br>

Il servizio viene effettuato in collaborazione con StopBadWare.Org, un ente che si occupa di catalogare pagine ritenute pericolose perchè contententi spyware, dialer, sistemi di phishing e altri codici maligni.<br><br>

I siti potenzialmente pericolosi segnalati da Google sono, dunque, tutti quelli provenienti dal database di StopBadWare.Org.<br><br>

Una volta che compaiono i risultati della ricerca effettuata ( per il momento solo su Google.com ) i siti incriminati vengono segnalati con una vera e propria etichetta grafica e se ci si clicca sopra, prima che il sito venga effettivamente aperto, comparirà una pagina web che spiega all'utente i potenziali pericolosi ad accedere a quel sito indicando i problemi e le anomalie riscontrate.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=84]]></link></item><item><title><![CDATA[Apple e Google ora sono più vicini]]></title><description><![CDATA[C'è un piccolo importante spostamento nello scacchiere dei quadri dirigenziali Apple: il "board of director" si arricchisce infatti nientepopodimenoche del nome Eric Schmidt, l'attuale amministratore delegato di Google. Schmidt proviene da anni alla guida del gruppo Novell nonchè, antecedentemente, nel team Sun Microsystem in qualità di Chief Technology Officer.<br><br>

Per Apple il "board of director" è composto da nomi quantomeno altisonanti. Tra di essi figura ovviamente Steve Jobs, affiancato da anni anche dall'ex-candidato alla presidenza degli Stati Uniti Al Gore. Entusiasta il commento di Schmidt a caldo: «Apple è una delle aziende che più ammiro al mondo [...] Non vedo l'ora di lavorare con Steve». Entusiasta ovviamente anche il benvenuto della controparte, ove viene sottolineato il lavoro di innovazione apportato da Schmidt al GooglePlex. L'incrocio dei nomi si arricchisce, dunque, dopo che nei rispettivi quadri dirigenziali già un altro nome teneva i piedi in due scarpe: Arthur D. Levinson. Da non dimenticare, inoltre, il fatto che il "board of director" di Google annoveri altresì Paul Otellini, CEO di Intel, il che chiude un interessante triangolo nel momento stesso in cui Apple ha compiuto la storica virata.<br><br>

Inevitabilmente si inizia ora a pensare a quali potrebbero essere eventualmente le possibili sinergie tra due gruppi che non solo dimostrano apprezzamento l'uno per l'altro, ma che si completano con importante complementarità e che inoltre hanno in comune un importante motivo identitario: la contrapposizione a Microsoft. L'argomento è solo rinviato, ora il banchetto dei festeggiamenti è riservato a Schmidt. E in borsa si festeggia subito, con un importante recupero nell'after hour dopo che a contrattazioni aperte il titolo AAPL aveva lasciato sul campo oltre mezzo punto percentuale.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=83]]></link></item><item><title><![CDATA[30 Gennaio, Microsoft presenta Vista e Office 2007]]></title><description><![CDATA[Sia Microsoft Vista che Microsoft Office potrebbero essere in calendario per il 30 Gennaio. Tale data non arriva da un comunicato ufficiale, ma da una sorta di "sensazione" che il direttivo Amazon ha recepito parlando informalmente con responsabili di Redmond. L'occasione è ghiotta e Amazon non se la lascia sfuggire: Vista è virtualmente sugli scaffali dello store con prezzi che vanno dai 100 ai 400 dollari circa.<br><br>

Nei giorni scorsi i prezzi delle varie versioni del prodotto erano scaturiti per errore dal sito ufficiale canadese di Microsoft. Immediatamente rimossa, la pagina non ha avuto smentita alcuna anche se da Microsoft si asserisce ora il fatto che i prezzi sarebbero in realtà ancora in via di definizione e nulla di definitivo sarebbe mai stato comunicato ad alcun rivenditore. Quella di Amazon non può comunque essere una iniziativa troppo bislacca e le "sensazioni" potrebbero dunque avere alle spalle qualcosa di più concreto (soprattutto in virtù di una partnership conclamata dettata dall'abbandono di Google per passare agli ingranaggi di MSN Search).<br><br>

Dopo molti rinvii, dunque, l'epopea-Longhorn potrebbe essere giunta alla fine con Vista in distribuzione per la fine di Gennaio (in ritardo per le vacanze natalizie, ma il tutto in nome della qualità e della sicurezza promesse dal team di sviluppo). Da quanto emerge, tale distribuzione coinciderebbe con quella di Office 2007, la suite da ufficio che assieme ai sistemi operativi rappresenta gran parte del mercato di Microsoft. Office è in pre-vendita su Amazon al costo di 499 dollari.<br><br>

A partire dal 30 Gennaio inizia dunque un momento cruciale per la storia del gruppo: nel momento in cui la concorrenza sembra polarizzarsi su pochi nomi ben attrezzati, da Redmond si sfoggiano le armi migliori tutte in un colpo con Windows Live che continua a maturare nel calderone dello sviluppo online. Dopo 5 anni di lavoro Windows Vista potrebbe essere finalmente pronto ad affrontare un mercato che ha i colori di Redmond già su gran parte dei terminali, con l'importante antipasto "business" già servito (secondo previsioni confermate da tempo) a Novembre.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=82]]></link></item><item><title><![CDATA[Internet: 700 milioni di utenti collegati in rete]]></title><description><![CDATA[Nel mondo sono circa 694 milioni le persone che navigano in Internet. Lo ha stabilito uno studio americano. I cybernauti in Italia sono oltre 16 milioni. Il censimento è basato su uno studio dei principali mercati nel marzo 2006, India e Cina comprese. Gli Stati Uniti restano il Paese con più utenti della Rete, seguiti da Cina, Giappone, Germania e Gran Bretagna.<br><br>

La ricerca di ComScore Network ha censito i frequentatori della rete di età superiore ai 15 anni e ne ha trovati 152 milioni soltanto negli Stati Uniti, pari a un quarto del totale contro i due terzi di dieci anni fa. Appena fuori dal podio occupato da Usa, Cina e Gaippone, si piazzano invece Germani, 32 milioni di cybernauti e Gran Bretagna, 30 milioni. Al sesto posto della graduatoria dell'online si è piazzata la Corea del Sud, 24,6 milioni di utenti Web, davanti a Francia, 23,9 milioni, e Canada, 19 milioni. L'Italia è nona, con 16,7 milioni di cybernauti. Completa poi la top ten della Rete l'India, con 16,7 milioni di navigatori.<br><br>

Diversa invece la classifica, sempre secondo ComScore Network, per quanto riguarda le otre trascorso online. A passare più tempo su internet sono gli israeliani, con 57 ore al mese in media per persona, il doppio circa degli utenti statunitensi. In questa graduatoria seguono poi Finlandia, Corea del Sud, Olanda e Taiwan. Il popolo del Web cresce in tutto il mondo.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=77]]></link></item><item><title><![CDATA[Quali sono le parole che appaiono di più nei siti web?.]]></title><description><![CDATA[Curiosa ricerca realizzata da Google BlogoScoped: quali sono le parole più utilizzate e ricorrenti sulla grande rete delle reti?<br><BR>

Fino ad oggi si sono viste tante classifiche che riguardano le paroel più ricercate sui motori di ricerca. Ma quali sono quelle più scritte sui siti Internet?<br><BR>

Tralasciando le parole senza significato compiuto (a, The, To, And, For ecc), le parole più utilizzate sono queste:<br><BR>

Home (19,2 mld di volte alla 9a posizione)<br>
Site (16,42 mld alla 14a posizione)<br>
Contact (14,58 mld alla 21a posizione)<br>
Web (14,57 mld alla 22a posizione)<br><br>

Queste prime 4 parole sono chiaramente le classiche voci di navigazione di un
sito. E le altre? Quando si comincia a leggere termini che non abbiano
un nesso stretto con i medesimi siti Internet? Vediamo, ma ci sarà
ancora da aspettare...<br><BR>

Information (13,69 mld alla 25a posizione)<br>
Copyright (13,3 mld alla 27a posizione)<br>
Privacy (12,65 mld alla 29a posizione)<br>
Help (11,83 mld alla 33a posizione)<br>
Here (11,36 mld alla 35a posizione)<br>
Search (10,63 mld alla 36a posizione<br><BR>

Come vedete, si deve arrivare alla 9a posizione tra le parole a senso compiuto e alla 35a posizione su una classifica di quasi 25.000 parole prima di trovare un termine che non abbia un collegamento stretto con un sito internet (Here).]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=76]]></link></item><item><title><![CDATA[Le prestazioni inadeguate dei siti Web, soprattutto e-commerce, costano alle aziende oltre 730.000 euro.]]></title><description><![CDATA[Nonostante il 50% dei retailer e delle organizzazioni finanziarie europei dichiari di monitorare e gestire le prestazioni dei propri siti Web dedicati alle transazioni, solo il 6% di tali aziende dispone di informazioni specifiche sulla reale esperienza online degli utenti finali.<br><br>

Un'indagine commissionata da Compuware, società leader nella fornitura di software e servizi, ha rivelato che nonostante il 50% dei retailer e delle organizzazioni finanziarie europei dichiari di monitorare e gestire le prestazioni dei propri siti Web dedicati alle transazioni, solo il 6% di tali aziende dispone di informazioni specifiche sulla reale esperienza online degli utenti finali per ogni singolo accesso. Dalle dichiarazioni dei 200 responsabili IT interpellati è emerso che il 51% delle organizzazioni tiene sotto controllo solo il carico del server Web per garantire il corretto funzionamento del sito durante i picchi della domanda. Questo approccio non consente alle aziende di misurare e valutare l'effettiva esperienza degli utenti finali in tempo reale e fornire un'analisi delle probabili cause delle prestazioni inadeguate. Il 20% delle organizzazioni misura l'esperienza degli utenti finali utilizzando PC dedicati, ubicati in diverse postazioni, che simulano transazioni per fornire informazioni dettagliate. Questo metodo tuttavia non è reale e può risultare fuorviante, poiché offre una rappresentazione artificiale dell'esperienza dell'utente.<br><br>

Considerata l'insufficienza dei metodi utilizzati, non sorprende il fatto che siti Web per le transazioni con scarse prestazioni si traducano in una perdita di circa € 730.000 all'anno per un terzo dei retailer e delle società che operano nel settore finanziario in tutta Europa. Un ulteriore 21% degli intervistati ha stimato che le prestazioni inadeguate dei siti Web ammontino a una perdita di circa € 2,1 milioni, mentre per il 23% tale cifra è stimata intorno ai € 3 milioni.<br><br>

"I siti dedicati alle transazioni sono diventati un elemento essenziale per le attività commerciali di qualsiasi organizzazione, paragonabili alle vetrine dei negozi, pertanto è essenziale gestire l'esperienza online di ogni utente del sito. Nonostante le organizzazioni dei settori retail e finanziario ritengano di adottare le procedure adeguate per tutelare l'esperienza degli utenti, la realtà è differente. I retailer affrontano un momento difficile e molti sono costretti a chiudere i propri negozi portabandiera, mentre le istituzioni finanziarie faticano a differenziarsi in un mercato altamente competitivo. Per le aziende che operano in entrambi i settori non si tratta di una situazione ideale. Tali aziende infatti desiderano far fruttare i propri investimenti e-commerce e utilizzarli per migliorare il vantaggio competitivo", ha commentato Michael Allen, EMEA Sales Director, Performance Management, di Compuware. "Le aziende ritengono di gestire nel modo più appropriato l'esperienza degli utenti finali sui loro siti Web dedicati alle transazioni, tuttavia, come evidenziato dall'indagine, tale convinzione non corrisponde alla realtà. I metodi di misurazione attualmente adottati non sono rappresentativi né efficaci".]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=75]]></link></item><item><title><![CDATA[Finanziamenti per l'e-commerce con la legge 388: si attiva Aicel]]></title><description><![CDATA[L'associazione opererà concretamente per la creazione di ATI che permettano un accesso migliore ai finanziamenti.<br><br>

AICEL -  il maggior raggruppamento del panorama italiano di aziende attive nel commercio elettronico - opererà concretamente per la creazione di ATI che permettano un accesso migliore ai finanziamenti. In questi giorni ha preso il via il nuovo bando a sostegno della realizzazione di progetti di commercio elettronico.<br><br>

Rispetto a quanto proposto negli anni scorsi il presente finanziamento sposta la sua attenzione verso i raggruppamenti di imprese che pertanto si vedranno favoriti per l’ottenimento delle agevolazioni. Nel dettaglio le ATI – Associazioni Temporanee di Imprese – dovranno essere formate da almeno 14 aziende. Possono richiedere di partecipare tutte le imprese dei settori industria commercio e servizi ubicate nel territorio nazionale.<br><br>

Il tempo per poter richiedere il finanziamento si sta esaurendo e pertanto chi fosse interessato è invitato a mettersi in contatto quanto prima scrivendo all’e-mail barbara.bonaventura|at|aicel.it.<br><br>

Rispetto a quanto proposto negli anni scorsi il presente finanziamento sposta la sua attenzione verso i raggruppamenti di imprese che pertanto si vedranno favoriti per l’ottenimento delle agevolazioni. Nel dettaglio le ATI – Associazioni Temporanee di Imprese – dovranno essere formate da almeno 14 aziende. Possono richiedere di partecipare tutte le imprese dei settori industria commercio e servizi ubicate nel territorio nazionale.<br><br>

Il tempo per poter richiedere il finanziamento si sta esaurendo e pertanto chi fosse interessato è invitato a mettersi in contatto quanto prima scrivendo all’e-mail barbara.bonaventura|at|aicel.it.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=74]]></link></item><item><title><![CDATA[Creare Video Da Foto Digitali: Con Photo Slide Show Puoi Convertire Foto Digitali In Video E Aggiungere Effetti E Musica]]></title><description><![CDATA[Photo Slide Show è un software per Windows che ti permette di creare delle slide show con una risoluzione che è più alta di quella di un DVD commerciale e facilita la conversione di foto digitali in video standard che possono essere masterizzati su CD-ROM o DVD media.<br><br>

Con Photo Slide Show puoi inoltre aggiungere effetti visuali, transizioni e tracce musicali.<br><br>

Photo Show integra un sistema per la compressione di dati sia per l' audio che per il video.<br><br>

Photo Slide Show converte foto digitali e musica in formato AVI.<br><br>

Il tool ha 25 tipi di effetti e tu puoi decidere la durata delle foto e delle transizioni.<br><br>

Tutto quello che devi fare per creare lo slide show è: aggiungere foto, aggiungere musica e convertirla. Se lo desideri puoi cambiare la transizione e la durata cliccando sull'icona martello o cliccando con il tasto destro sull'elemento che desideri cambiare.<br><br>

Le opzioni ti permettono di nominare il file, scegliere la cartella dove inserirlo, cambiare la risoluzione, cambiare la compressione audio e video per coloro che sono familiari con compressione e bitrate.<br><br>

Il file di Help avverte che la maggior parte dei compressori audio potrebbero non funzionare e mandare in crash il programma che supporta XviD , WMV9 ed altri formati una volta installati i relativi codec.<br><br>

Qui le FAQ.<br><br>

Il programmma ti permette di cambiare l'ordine delle immagini e della musica e di fare un preview del risultato finale. In generale è un'applicazione semplice e facile da usare anche se l'interfaccia potrebbe migliorare.<br><br>
 
I formati di immagine supportati sono:<br><br>

Foto: BMP, JPEG, GIF, TGA<br><br>

Audio: MP3, WAV, WMA, MPA, MP2, AU, AIF, AIFF, SND<br><br>


Requisiti di sistema:<br><br>
Microsoft Windows 98/ME/NT/2000/XP/2003<br>
Microsoft DirectX 8.1 o successivi<br>
DivX codec per Windows 2000/XP o 98/ME<br><br>

Requisiti Hardware:<br>
2 GB di hard disk libero<br>
128 MB di memoria<br>
80 MHz CPU<br><br>

Puoi scaricare un esempio di video per vedere le foto con la musica.<br><br>

Prezzo:<br>
USD $35<br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=73]]></link></item><item><title><![CDATA[Guadagnare 5 miliardi di dollari al mese con giochi online gratuiti: il caso Kart Rider]]></title><description><![CDATA[Sempre più creatori di contenuti e media publisher stanno comprendendo come dare visibilità e libertà di accesso ai propri contenuti di qualità crei più alternative di monetizzazione che imporre una tassa per accedere al contenuto stesso.<br><br>

I buoni contenuti costruiscono il business attorno a te.<br><br>

Sempre più creatori di contenuti e media publisher stanno comprendendo come dare visibilità e libertà di accesso ai propri contenuti di qualità crei più alternative di monetizzazione che imporre una tassa per accedere al contenuto stesso.<br><br>

Un grande esempio di come questo modello di business possa essere sviluppato è quello di una compagnia asiatica specializzata nei giochi online.<br><br>

La bellezza di questo approccio sta nel fatto che questi giochi interattivi online sono usati da dieci milioni di persone nelle nazioni asiatiche e sono completamente gratuiti. Il modello di business ed i guadagni si basano sul fornire una grande esperienza utente.<br><br>

Con sede a Seoul, Korea, e con uffici in Giappone e Cina (dove vengono sviluppati i software), l’azienda Nexon si occupa di online gaming. Il suo gioco di corse automobilistiche, Kart Rider, è diventato uno dei più popolari indirizzi web dopo l’homepage Cyworld. <br><br>

I giocatori di Kart Rider hanno superato i 15 milioni di utenti in Korea con un record di 200.000 concorrenti in un giorno.<br><br>

Le iscrizioni a Kart Rider sono in una crescita fenomenale con più di 40.000 iscrizioni al giorno che rendono questo gioco online leader indiscusso del mercato. E Nexon, il distributore di Kart Rider, ha affermato di guadagnare più di 5 miliardi di profitto ogni mese.<br><br> 

Nel 2005 BusinessWeek ha scritto : "Nexon ha costruito un enorme business vendendo avatar – rappresentazioni digitali di giocatori online – ed accessori virtuali come macchine e occhiali. L’azienda ha guadagnato 110 milioni di dollari l’anno scorso, l’ 85% dei quali con questi gadget digitali. Quest’anno Nexon si aspetta vendite per 250 milioni di dollari."<br><br>

I due punti vincenti di Kart Rider sono:<br><br>

1) Kart Rider è estremamente semplice da usare. I giocatori devono utilizzare solo le frecce direzionali con i tasti Control, Alt e Shift. Nient’altro.<br><br>

2) Kart Rider non fa pagare nessuna tassa per giocare. La maggior parte dei giochi online multi-player fanno pagare una tassa mensile mentre Nexon permette ai giocatori di giocare in maniera gratuita offrendo loro un vasto stock di accessori per macchine personalizzati che permettono al giocatore maggiori performance durante le partite. Pitture speciali per la tua macchina costano un dollaro mentre un set di occhiali speciali $2.50.<br><br> 

Una BMW mini-cooper può costare $10 e Nexon vende alcuni dei maggiori modelli di macchine.<br><br>

Kart Riders vende BMW e Hyundai. Nel caso della BMW Mini Coopers, Kart Riders ha venduto 700 volte di più del reale produttore della macchina con 170.000 unità vendute conto i 253 della marca tedesca. In termini assoluti Kart Riders ha venduto più di 20 milioni di macchine mentre Hyundai e Kia hanno venduto insieme un totale di 4 milioni.<br><br>

In Kart Rider quello che è gratis funziona bene, quello che è a pagamento funziona meglio.<br><br>

Pochi giorni fa, ho avuto l’opportunità di incontrare Jay Kim Jung Ju, fondatore e CEO di Nexon, durante una conferenza internazionale sulla distribuzione dei contenuti digitali e qui ci sono alcune delle sue interessati risposte alle mie domande.<br><br>

Jay Kim ha fondato Nexon nel1994, e sviluppato una serie di giochi online incluso "The Kingdom of the Winds", "Crazy Arcade BnB" e "Mabinogi".<br><br> 

Ho chiesto a Jay Kim, se comprare macchine più costose fosse un modo per assicurarsi la vittoria, ma mi ha spiegato come Kart Rider non si basa solo sulla velocità, ma anche sulla personalizzazione della macchina con caratteristiche e funzionalità speciali che a volte danno più risultati della velocità.<br><br>

Jay Kim Jung Ju chiama questo approccio per monetizzare il contenuto interattivo online "Items Selling Business Model".<br><br>

Funziona dando libero accesso al contenuto di qualità, fornendo facilità d’uso ed una progettazione di una realtà di gioco in cui l’utente personalizza la sua esperienza e la condivide con altri. I soldi non vengono fatti tassando ma permettendo alle persone di creare infinite user experience.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=67]]></link></item><item><title><![CDATA[Conosci il tuo sito web?]]></title><description><![CDATA[<b>L'adagio degli antichi torna d'attualità su Internet. Perché conoscere il proprio sito Web, le sue funzionalità e la percezione che di essa hanno gli utenti rappresenta un vantaggio competitivo di non poco conto.</b><br><br>

L'efficienza della propria attività di e-business spesso sfugge persino ai responsabili stessi dell'azienda. È quanto emerge da una recente ricerca effettuata a livello europeo per conto di Compuware da una società specializzata in ricerche di mercato.
I dati raccolti intervistando oltre 200 dirigenti d'azienda dei settori retail e finanziario in Regno Unito, in Francia, Germania e nei Paesi Bassi sono stati incrociati con l'opinione di 400 consumatori. Il quadro che ne è uscito è quasi desolante: se la metà degli intervistati assicura di monitorare costantemente il traffico Web del proprio sito, soltanto il 6% di essi dispone poi di informazioni dettagliate sull'esperienza online dei consumatori.<br><br>

<b>Le perdite economiche</b><br>
Dall'analisi dei metodi utilizzati e secondo l'opinione degli stessi intervistati, la stima della perdita media, per mancate transazioni, ammonta complessivamente: per un terzo delle società a 730 mila euro l'anno, per un quinto a 2,1 milioni di euro, per un altro quinto ai 3 milioni di euro l'anno.
Pur nell'impossibilità di fare una valutazione seria pro quota, appare evidente che la stragrande maggioranza dei dirigenti conferma la sensazione dell'osservatore esterno: non disporre di informazioni dettagliate si tramuta in una perdita economica secca per ogni operatore professionale.<br><br>

<b>La validità generale</b><br>
Nonostante la ricerca sia incentrata su società del settore retail e finanziario, non c'è motivo per dubitare che i suoi risultati, almeno nelle linee generali, possano essere trasferiti su tutti i tipi di aziende che operano a livello commerciale sul Web. Parimenti, il fatto che l'Italia non sia stata presa in considerazione non deve far pensare che il nostro Paese se la cavi tanto meglio. Anzi, vista la particolare struttura media delle nostre imprese, PMI per la stragrande maggioranza, il dubbio è che l'analisi dell'efficienza dei siti sia condotta in maniera ancora più approssimativa, e quindi la perdita economica ancora più alta.<br><br>

<b>L'analisi mancante</b><br>
In particolare, la ricerca ha messo in evidenza forti carenze nell'intercettare la provenienza degli utenti del proprio sito (diretta, da altri siti o da motore di ricerca). Il 61% delle aziende, poi, non è in grado di capire se e quando un cliente abbandona una pagina, quante volte si aggiorna la pagina, che tipo di percorso viene svolto all'interno del sito.<br><br>

<b>Gli utenti visti dall'azienda</b><br>
Oltre la metà delle società chiamate in causa si limitano a effettuare il controllo quantitativo del carico sul server Web, essenzialmente per garantire la tenuta del funzionamento durante i picchi di transito. Un quinto di esse, cerca di misurare l'esperienza online degli utenti finali, ma lo fa in maniera del tutto sbagliata. Infatti, si ricorre spesso all'utilizzo di Pc dedicati che simulano transiti sul sito e transazioni economiche al fine di capire l'approccio degli utenti. È evidente che questo approccio, per quanto rappresenti un primo tentativo di conoscenza delle abitudini dei navigatori, sia da ritenere del tutto insufficiente, soprattutto se operato direttamente all'interno dell'azienda.<br><br>

<b>L'atteggiamento dei consumatori</b><br>
Dalla parte degli utenti, invece, si sono registrati pareri abbastanza netti sul metodo d'approccio ai siti Web: oltre il 70% non effettua la transazione se le prestazioni del sito sono insoddisfacenti. Quasi tutti questi insoddisfatti, il 68%, dichiara che se le aspettative non sono mantenute, probabilmente utilizzerà un sito alternativo per acquistare online. Solo il 43% degli utenti, poi, ritorna su un sito pur avendo trovato scadenti o insoddisfacenti le sue prestazioni.<br><br>

<b>Orientarsi al cliente</b><br>
In presenza di lamentele degli utenti, solo il 6% delle aziende prese in considerazione è in grado di intervenire con tempestività per correggere il tiro. In realtà, la correzione, per quanto utile, potrebbe già essere tardiva. Per attuare una politica incentrata sul cliente, le aziende dovrebbero lavorare in termine di prevenzione: individuare i problemi prima che si manifestino, risolverli rapidamente e gestire i propri servizi con costante attenzione all'utente finale. Per farlo, però, non si può prescindere dalla capacità d'analisi del proprio traffico, che parte dall'individuazione dei sistemi e dei browser in uso e termina con la misurazione delle performance di un singolo servizio o di una singola pagina.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=64]]></link></item><item><title><![CDATA[Audi sul web e sui motori di ricerca: un case history interessante.]]></title><description><![CDATA[Il marketing nei motori di ricerca consente di rendere visibili brand, aziende e prodotti, rispondendo a un preciso bisogno di informazione o contatto da parte del potenziale cliente nel momento in cui questo bisogno si manifesta.<br><br>

Il marketing nei motori di ricerca consente di rendere visibili brand, aziende e prodotti, rispondendo a un preciso bisogno di informazione o contatto da parte del potenziale cliente nel momento in cui questo bisogno si manifesta.<br><br>

Si tratta di un’opportunità importante anche per le aziende con un’immagine di alto prestigio, che possono così confermare la propria filosofia di perseguimento dell’eccellenza anche on line.<br><br>

Audi ha compreso le potenzialità che derivano dall’utilizzo del giusto mix di azioni con i vari strumenti di comunicazione, e già da qualche anno ha attivato insieme a TSW azioni di marketing nei motori di ricerca.<br><br>

Il sito Audi fino a qualche anno fa era assente dai motori di ricerca anche con parole chiave contenenti il brand, preceduto nei risultati da portali dedicati al mondo dell'automobile, siti di appassionati, siti informativi o di comparazione. <br><br>

Inoltre, le campagne di comunicazione dedicate al lancio di nuovi modelli attraverso gli altri media generavano un grande interesse ed un elevato numero di ricerche nei motori, che però non portavano gli utenti verso il sito ufficiale.<br><br>

Gli obiettivi dichiarati sono stati:<br>
» rafforzare il brand Audi on line<br> 
» dare visibilità alle vetture Audi in Rete<br> 
» dare visibilità alle sponsorizzazioni Audi<br> 
» dare maggiore visibilità alle sezioni di fidelizzazione presenti sul sito (Newsletter, Car configurator)<br><br>

Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta alle parole chiave legate alle sponsorizzazioni e agli eventi, in linea con lo stile di vita e gli interessi del target di riferimento, migliorando la visibilità del sito Audi con argomenti che identificano direttamente l’evento sponsorizzato (ad esempio "circuito ims") o più in generale il settore della sponsorizzazione (ad esempio, "regate di vela", "torneo di golf").<br><br> 

Nel corso del secondo anno di promozione, al posizionamento organico sono state affiancate delle campagne di posizionamento Pay Per Click sui principali circuiti (Google AdWords e Overture), in particolare per i lanci di nuovi modelli (ad esempio, la nuova A6 e la A8 Sportback).<br><br> 

Grazie alle attività di Search Engine Marketing, il sito Audi Italia è attualmente ben visibile ad un target altamente qualificato di visitatori. 
La miglior visibilità tra i risultati organici e le campagne Pay Per Click hanno portato ad un aumento di visibilità del 110% e un significativo aumento degli iscritti alla newsletter Audi.<br><br>

Molto interessanti, in particolare, i posizionamenti raggiunti con le parole chiave legate alle sponsorizzazioni (rilevazioni al 6/5/2005)<br><br>

» parola chiave: "regate di vela"<br>
motore di ricerca: Google.it<br>
posizione Audi Italia nei risultati della ricerca: 1, prima pagina<br><br>

» parola chiave: "torneo di golf"<br>
motore di ricerca: Google.it<br>
posizione Audi Italia nei risultati della ricerca: 1, prima pagina<br><br>

» parola chiave: "circuito ims"<br>
motore di ricerca: Google.it<br>
posizione Audi Italia nei risultati della ricerca: 1, prima pagina<br><br>

L’analisi dei dati statistici e in particolare dei percorsi di navigazione ha dimostrato come i visitatori entrati sul sito con le parole chiave sopra riportate abbiamo poi proseguito la navigazione nelle aree dedicate ai prodotti, evidentemente corrispondenti ai propri gusti e interessi.<br><br>

Nelle campagne di promozione del brand attraverso il Search Engine Marketing, i dati relativi alle visite al sito non sono l'unico dato da valutare. 
L'obiettivo primario viene raggiunto con la visualizzazione del marchio, l'impression del risultato di posizionamento, che contiene in posizione preminente l'indicazione del brand promosso.<br><br>

La diffusione del marchio Audi attraverso l'impression, a differenza di altre forme pubblicitarie - per esempio i banner - avviene senza costi contestuali per il cliente.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=65]]></link></item><item><title><![CDATA[La pubblicità online è pronta al web 2.0?.]]></title><description><![CDATA[Negli Stati Uniti da oltre due anni è iniziata la corsa per l'acquisizione dei migliori talenti da parte dell'industria della Comunicazione.<br><br>

Tra le ultime notizie, Edelman, quotatissima società di pubbliche relazione ha deciso di avvalersi della collaborazione di Steve Rubel, uno dei blogger più influenti e curatore del seguitissimo blog Micropersuasion.<br><br>

In Italia sembra che i diversi operatori del Marketing e della Comunicazione, vogliano fare tutto da soli e questo potrebbe comportare un ritardo sul time to market per i servizi avanzati di comunicazione, a vantaggio di nuove strutture specializzate che si stanno affacciando sul mercato.<br><br>

Sono infatti ben poche le agenzie italiane pronte ad esempio ad affrontare le nuove sfide del Web 2.0, o della progettazione della pubblicità multicanale, perché hanno sottovalutato la portata dei grandi cambiamenti in atto.<br><br>

Sembra una storia già vissuta, quando le agenzie di pubblicità, hanno perso il treno della comunicazione interattiva a vantaggio delle web agencies, che hanno saputo cogliere con prontezza le opportunità offerte da un nuovo mercato di internet.<br><br>

Errare umanum est......<br><br>

Quali saranno gli scenari per la Comunicazione Digitale 2.0?]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=66]]></link></item><item><title><![CDATA[Skype anche sui videofonini TRE italiani? ]]></title><description><![CDATA[Dopo la fase pilota ultimata in Svezia, Skype sarà disponibile sui videofonini di tutte le reti dell'operatore.<br><br>

A Skype non è sufficiente la Svezia: l'azienda di comunicazioni via Internet ha annunciato di aver stipulato un accordo con il gruppo H3G, che controlla anche l'operatore italiano TRE, per l'attivazione delle comunicazioni VoIP "Skype-based" su videofonino.<br><br>

"Questa partnership - recita una nota diffusa da Skype - consentirà ad Hutchison (Hutchinson Wampoa, di cui il Gruppo TRE è una divisione) di raggiungere direttamente i 75 milioni di persone che utilizzano Skype in tutti i territori coperti da Hutchison e di promuovere presso di loro i benefici derivanti dall'impiego di Skype sulle reti Hutchison".<br><br>

Si presume che il Gruppo TRE sia il primo a commercializzare dispositivi mobili abilitati all'utilizzo di Skype. Attualmente sono in corso alcuni test e si prevede di lanciare il prodotto nei prossimi mesi di quest'anno, a sperimentazioni compiute, in vari Paesi tra cui Austria, Australia, Hong Kong, Svezia, Regno Unito e Italia. Le sperimentazioni verranno eseguite utilizzando telefoni mobili, abilitati allo scopo, prodotti da più fabbricanti di apparecchi telefonici.<br><br>

La filiazione svedese di TRE offre già un pacchetto Skype con abbonamento 3G a tariffa flat. "Skype abilitato su smartphone 3G, schede dati ed altri dispositivi è un servizio che i nostri clienti saranno entusiasti di utilizzare. Con Skype possono parlare per tutto il tempo che desiderano con i loro amici in tutto il mondo. Esso rappresenta un'integrazione eccezionale della nostra attuale e già ampia gamma di servizi broadband mobili multimediali. Crediamo che Skype sarà un motivo in più per cui tutti vorranno scegliere 3: i clienti richiedono una scelta di servizi innovativi, e noi siamo entusiasti di lavorare con Skype per soddisfare questa loro esigenza", ha dichiarato Christian Salbaing, Direttore Generale della Europe Telecommunications presso Hutchison 3. "Siamo ansiosi di poter offrire questo servizio ai nostri abbonati nei nostri mercati principali, iniziando dalla Svezia e passando poi agli altri paesi non appena le prove con gli utenti saranno concluse".<br><br>

Le funzionalità consentite da Skype su dispositivi mobili sono:<br>
- chiamate Skype-to-Skype e SkypeOut<br>
- messaggistica istantanea e chat di gruppo<br>
- funzionalità di presenza, comprese quelle di: in linea, non in linea, assente, trasferimento di chiamata<br>
- segreteria telefonica<br>
- ricerca di contatto<br>
- autorizzazione richiesta di contatto e aggiunta di nuovo contatto<br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=62]]></link></item><item><title><![CDATA[Scopri tutte le potenzialità di guadagno del tuo sito]]></title><description><![CDATA[AdSense di Google è un modo <b>facile e veloce</b> per generare rendimenti tramite il proprio sito internet. Dal momento che gli annunci sono collegati a ciò che gli utenti stanno cercando sul vostro sito — o coincidono con le caratteristiche e gli interessi dell'utente che è attratto dal vostro contenuto — avrete in definitiva un <b>modo per monetizzare e per esaltare le vostre pagine di contenuti.</b><br><br>

AdSense rappresenta anche un modo per fornire ai propri utenti il servizio di ricerca di Google sul sito e sul Web e <b>guadagnare</b> pubblicando annunci Google su pagine di risultati di ricerca.<br><br> 

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</script>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=61]]></link></item><item><title><![CDATA[Myspace.Com: i giovani americani dai 14 ai 24 anni si incontrano tutti qui. Uno dei siti più visitati al mondo!.]]></title><description><![CDATA[A CASA il pc è sempre connesso. I ragazzi non smettono di restare in contatto. Prima ci si recava in piazzetta o si andava all’oratorio. Oggi ci si munisce di nickname e password e si entra nella community di Myspace.Com. La comunità virtuale è il nuovo fenomeno a “stelle e a strisce”.<br><br>

Secondo uno studio realizzato dal quotidiano americano Usa Today, quasi ogni americano d’età compresa tra i 14 e i 24 anni oggi frequenta il sito Internet mySpace.com. Ormai è una moda a cui è difficile sottrarsi: l’appartenenza a questo spazio virtuale costituisce uno status irrinunciabile per moltissimi teenager d’America. Si tratta di un vero e proprio luogo di ritrovo per moltissimi adolescenti. E’ quasi un rito, un culto. Ha sostituito i cinema, i centri commerciali, la discoteca, i bar e perfino la “piazzetta” .<br><br>

Per giovani americani che sono nati nell’era dell boom tecnologico senza aver mai conosciuto l’era pre-web, il ciberspazio è un luogo “reale” a tutti gli effetti. Ogni membro ha un suo profilo inpiduale all’interno di una propria pagina personalizzata. MySpace esiste da soli 2 anni ma già conta quasi 48 milioni di membri. E’ un sito gratuito. I profitti derivano dalla pubblicità.<br><br>

MySpace  è il quarto sito più ciccato negli USA, dopo Yahoo, Msn e Google. Precede anche  nomi altisonanti come eBay e Aol. Nessuno si aspettava tanta manna dal cielo. "Questo incredibile successo ci ha letteralmente colti di sorpresa", spiega il 29enne Tom Anderson, che insieme al 39enne Chris DeWolfe, ha acquistato il sito a luglio scorso dalla News Corp. di Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari.<br><br>

Tra i suoi “adepti” c’è chi definisce “MySpace” come una grande casa, che è possibile arredare  e decorare aggiungendo fotografie, disegni, poesie, slogan e le colonne sonore più amate.<br><br>

Motivo per il quale molte band americane hanno iniziato ad approfittarne.  Come il gruppo Hawthorne Heights, che è riuscito nell’impresa di pentare popolare grazie al debutto su MySpace. Lo stesso sito appena ha percepito d avere il “vento in poppa” ha  subito lanciato l’omonima etichetta discografica dando vita a concerti e festival. Inoltre sono in corso le trattativa per gestire una stazione radio satellitare.<br><br> 

Ciò che unisce e nello stesso tempo stimola i molteplici visitatori è la possibilità di conoscere nuovi amici con gli stessi gusti, interessi e hobby. E spesso il sito penta un rifugio o una forma di espressione anche per i più timidi e impacciati! Parola di Psicologa: "Anche il teenager più complessato e timido, che vive in uno sperduto paesino nel deserto dell’Arizona, non si sente mai solo", afferma la Dottoressa Anastasia Goodstein. "I teenagers oggi sono narcisisti ed esibizionisti e costantemente alla ricerca di approvazione"- prosegue - "Per loro MySpace è come una droga".<br><br>

Illuminante l’interpretazione del fenomeno di James Katz, docente di comunicazione alla Rutgers University. MySpace sarebbe la realizzazione di un’utopia, invano vagheggiata  nei secoli trascorsi: "Un luogo ideale dove incontrare gente coi tuoi stessi identici gusti, quando e come vuoi, senza supervisione e interferenze degli adulti. E soprattutto evitando tutti quelli che ti stanno antipatici".  Una specie di “Città del sole” dove è finalmente possibile scegliere con chi parlare, o forse una sorta di “Paese dei Balocchi” per i più piccoli dove di certo non si correrà il rischio di essere trasformati in asini, ma dove forse si perderà il piacere, il gusto e il fascino di capirsi con uno sguardo, un gesto, una smorfia.<br><br>
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=59]]></link></item><item><title><![CDATA[Findability: trovare chiunque, qualunque cosa, ovunque e in qualsiasi momento.]]></title><description><![CDATA[Il termine 'ambient findability' descrive un mondo in cui ciascuno può essere trovato ovunque ed in qualsiasi momento.<br><br>

Gli UFOs (ubiquitous-findable-objects) stanno arrivando.<br><br>

Il termine 'ambient findability' descrive un mondo in cui ciascuno può essere trovato ovunque ed in qualsiasi momento. Questo non è necessariamente un obiettivo, e non raggiungeremo mai la perfetta findability, ma siamo sicuramente indirizzati nella giusta direzione.<br><br>

<b>Un chiaro segno del progresso sta nell’emergere di oggetti “ubiquitous findable”</b> (UFO), cioè che permettono di trovare qualsiasi persona sempre. GPS, RFID, UWB, e triangolazione del cellulare ci permettono, per la prima volta nella storia di tracciare prodotti, proprietà, animali domestici che si muovono nello spazio e nel tempo. Di sicuro, non tutti sono felici di questo brave new world di UFO.<br><br> 

Mentre Bruce Sterling si entusiasma per gli spime, Katherine Albrecht lo fa per gli spychip.<br><br> 

Questo dibattito focalizza la nostra attenzione su sottoclassi di UFO,'ubiquitous findable organisms' che includono animali selvaggi, domestici, sospetti, venditori, pazienti, prigionieri, impiegati, bambini e noi stessi.Lo spazio delle applicazioni UFO comprende molti più settori di quanto possiamo pensare. Le applicazioni più importanti includono l’identificazione, il tracking, l’osservazione, la comunicazione e l’interazione.<br><br> 

Di conseguenza, il set di strumenti include videocamere in rete, sensori acustici, costellazioni via satellite, smartphone, missili radio guidati ed altre tecnologie emergenti, che si occupano di rendere trovabile, raggiungere o toccare qualcuno.<br><br>

<b>Ma andiamo oltre noi stessi.</b> Il futuro degli UFO si può bene illustrare con un esempio. Considera, per esempio, la quarta generazione di GPS collari GSM, che ci permette di tracciare (su di un Treo 650) la locazione fisica di leoni, elefanti che gironzolano per l’Africa o per le strade di Ann Arbor. Oppure pensiamo al GPS per localizzare i bambini, uno strumento per prevenire i rapimenti, resistente all’acqua e agli urti che permette di localizzare i bambini; basta inserirlo al polso del bambino e i genitori saranno in grado di tracciare e comunicare con il bambino 24 ore su 24. Sfortunatamente la batteria dura 4 ore e tra le mura domestiche è sostituito dal Wherifone. Ma non ci sono errori. Gli UFo stanno arrivando.<br><br> 

Alien Technology, Digital Angel, WaveMarket, OnStar, Networkcar, KinderCam, e Legoland sono solo alcune delle organizzazioni che identificano, tracciano e monitorano ‘assetti di alto valore’.<br><br> 

<b>E mentre alcuni attivisti sono preoccupati e pensano</b> che questi spychip saranno usati da corporazioni, governi e terroristi per tracciare ogni nostra mossa, il processso di chipping dei prodotti, della proprietà, di passaporti, animali domestici e persone è in pieno sviluppo.<br><br>

Mentre gli impianti sottocutanei sono usati per gli animali ed è possible che un RFID sia sotto la tua scarpa sinistra. Quando questi oggetti sono su pochi piedi non hanno alcun valore, ma non appena negozi, biblioteche, e scuole avranno fatto l’upgrade dei loro sistemi di sicurezza ed i governi avranno inserito lettori di chip nelle strade, quello che è nelle tue scarpe o la tua carta fedeltà) avranno un valore reale.<br><br> 

In concerto con i GPS e le capacità di triangolazione del tuo BlackBerry, i servizi basati sulla locazione avranno un’utilità.<br><br>

<b>Anti-Social Software</b><br><br>

<b>Gli attivisti polemizzano</b> perchè non hanno intenzione di sacrificare la privacy, ma le “loyalty card" sono state un successo ed i primi ad adottarle nell’ambito sorveglianza come il mio amico Ed Vielmetti, manualmente già condividono le loro coordinate via Plazes, Dodgeball, e Meetro. Infatti il numero di servizi di mobile social software è impressionante.<br><br> 

Le più grandi corporazioni stanno piazzando grandi scommesse su come condivideranno i loro dati ( e i loro profili) con famiglia, amici, co-lavoratori, amici di amici e potenziali amici da conoscere. Sicuramente, in qualità di INTJ, sono più interessato ad usare servizi come Introvertster per prevenire incontri non desiderabili. Presto sarò in grado di mixare Google Maps e la mia personale lista nera per incontrare persone non desiderate nei ristoranti. E’ anche possibile che le linee aeree mi permetteranno di specificare chi preferisco avere accanto. E sono sicuro che al più presto algoritmi di ottimizzazione della solutidine mi aiuteranno ad evitare il traffico sulle strade e le folle al mercato.<br><br>

<b>Come nota voyeur,</b> saremo tutti interessati alla collision detection.<br><br> 

Molto probabilmente Google Alerts ci notificherà un meetup tra due o più individui all’interno dei nostri network sociali. Saremo in grado di visualizzare deviazioni di significato all’interno delle folle o dei singoli.<br><br> 

<b>Body Tag</b><br><br>

Per rendere questo panopticon globale una realtà, tag d’identificazione saranno necessari ma non sufficienti. Molti utenti vorranno fare delle ricerche esploratrici su soggetti e argomenti. Perciò nel mondo degli UFO, metadati personali che descrivono i nostri interessi, storie, proprietà e relazioni saranno molto importanti. Avremmo bisogno di trovare un equilibrio tra dati fattuali (e.g., classifiche di crediti, storia medica) e metadati descrittivi (e.g., personalità, politica) per supportare vie multiple di scoperta.<br><br>

E, per assicurare la veridicità e autorità di questi metadati personali, i nostri body tag dovranno riflettere un equilibrio sociosemantico tra vocabolari controllati da esperti e folksonomie delle masse. Ognuno di noi necessiterà record bibliografici, come una pagina di prodotto in Amazon, che connette la gerarchia formale di alberi con pile miscellanee di foglie. Fortunatamente, stiamo già accumulando body tag. Ogni articolo, post di blog e commento è indicizzato da Google. Ogni mail che inviamo a riceviamo è taggata da Gmail.<br><br> 

Google Desktop traccia i contenuti dei nostri computer ed ogni sito che visitiamo. Delicious Library ha iniziato a fare l’inventario delle nostre case. Quando combini fonti pubbliche di metadati personali e database di Acxiom e Wal-Mart, siamo sulla strada della visione Memex di MyLifeBits. Sicuramente avremmo bisogno di filtri di AI e sistemi di risposta per limitare lo spam di body-tag, e qualcosa per fermare attacchi Googlebomb ai nostri dati personali.<br><br>

Le lezioni che abbiamo imparato da del.icio.us, Flickr e Wikipedia, aiuteranno a capire quali siano gli approcci migliori al Memetic Web.<br><br>

<b>La verità è fuori di qui.</b><br><br>

Ci sono ipotesi di complotto, come quelli degli autori di Spychip che vedono un perdita completa della privacy e vedono gli impianti RFID come "marchi sulle bestie" e mentre le paura di un grande fratello e il suo Patriot Act è comprensibile, non sono ancora convinto ad unirmi nella lotta contro IPv666.<br><br>

Come possiamo decidere l’uso di una tecnologia, prima di aver immaginato come poterla o doverla usare? Sono d’accordo con il monitor di EFF che dovremmo procedure con cautela dato l’enorme potenziale di conseguenze impreviste.<br><br> 

Preferisco non scegliere tra privacy e libertà, e sono ispirato dalla visione di David Brin di una società della trasparenza:<br><br>

"Le telecamere stanno arrivando. Puoi guidare contro oppure renderle un’estensione dei tuoi occhi."<br><br>

<b>Brin polemizza che,</b><br><br>

"Persone senza scrupolo sono più libere di fare danni in un mondo di segreti piuttosto che in uno dove tutto è alla luce del sole. "<br><br>

e si domanda:<br><br> 

"I cittadini condivideranno insieme al potere anche i diritti di accedere a questi monitor universali? Le persone comuni avranno la possibilità di sorvegliare i sorveglianti? "<br><br>

Io certamente spero di si <b>e ho dei suggerimenti pratici.</b><br><br> 

Proprio come i governi hanno comprato terre private per creare foreste nazionali e parchi pubblici, ora i governi dovrebbero comprare, per la gente, i diritti di accedere a un vasto arco di database e dati accessibili al momento solo dai ricchi e potenti.<br><br>

Se guardiamo a questa strada pavimentata con chip di silicone e oggetti trovabili che aumentano le possibilità dei nostri occhi e delle nostre orecchie, vedremo una nuova generazione internet fatta da network di sensori che arricchiranno la nostra intelligenza collettiva.<br><br>

Il mondo sarà migliore e più interessante. Ci preparerà per la Singularity e ci aiuterà quando i veri UFO arriveranno.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=58]]></link></item><item><title><![CDATA[Microsoft: Microsoft apre il codice sorgente di Windows. Svolta epocale?]]></title><description><![CDATA[Microsoft ha annunciato che offrirà in licenza tutto il codice sorgente della versione server di Windows relativo alle tecnologie contemplate dalla decisione, presa nel marzo 2004, della Commissione Europea con cui si imponeva al colosso una multa record obbligandolo a porre fine al suo "monopolio di fatto" sul mercato dei sistemi operativi per personal computer.<br><br>

L'azienda ha deciso di fare questa mossa in maniera volontaria per risolvere categoricamente tutti le obiezioni descritte nello Statement of Objections del 22 Dicembre 2005 della Commissione. Il documento denuncia che la documentazione tecnica precedente di Microsoft ha fornito informazioni insufficienti per permettere ai licenziatari di effettuare con successo l’implementazione di determinati protocolli di comunicazioni di Windows Server.<br><br>

In parole più semplici, la Commissione Europea ha richiesto a Microsoft di rendere disponibile tutta la documentazione possibile sul sistema operativo Windows e in maniera particolare su windows Server (che è il sistema operativo più completo) affinché qualsiasi società software sia in grado di creare applicativi che utilizzino il codice sorgente di Windows.<br><br>

Brad Smith, Microsoft Senior Vice President and General Counsel, afferma: "Oggi stiamo mettendo a disposizione la nostra proprietà intellettuale più importante in modo da placare le controversie sulla conformità tecnica e poter proseguire in una seria discussione del caso ... il codice sorgente di Windows rappresenta la più completa documentazione delle tecnologie Server. Con questo passo il nostro obiettivo è di risolvere tutti i dubbi riguardo la adeguatezza della nostra documentazione tecnica".<br><br>

"Questo codice - ha aggiunto concludendo il suo intervento - è l'ultima documentazione che possiamo offrire, è come il Dna di Windows. Questo è il massimo che possiamo offrire, è fuori di dubbio che abbiamo rispetto tutte le richieste della Commissione".<br><br>

Con l'odierno annuncio, Microsoft sta andando ben oltre la decisione di Marzo 2004 presa dalla Commissione Europea ed i relativi obblighi legali che le impongono di fornire alle aziende le caratteristiche tecniche dei suoi protocolli proprietari di comunicazione.<br><br>

La licenza di riferimento per il codice sorgente di Windows Server fornirà gli sviluppatori del software la descrizione più precisa e più autorevole possibile delle tecnologie di protocollo di Windows. Con essa, gli sviluppatori del software saranno autorizzati a consultare il codice sorgente di Windows per meglio capire come sviluppare i prodotti che devono interagire con Windows, senza tuttavia poter copiare il codice sorgente di Microsoft.<br><br>

Per gli sviluppatori di software server Microsoft precedentemente aveva creato più di dodici mila pagine di documentazione tecnica relativa alle specifiche dei protocolli di comunicazioni indicati nella Sentenza del 2004 e ad altre tecnologie non lì contemplate. Inoltre, Microsoft si era precedentemente offerta volontariamente di fornire fino a cinquecento ore di supporto tecnico gratuito per poter rispondere a tutte le domande dei licenziatari.<br><br> 

E' da ricordare che Microsoft mantiene già un programma di protocol licensing simile a quello oggi annunciato, ma che riguarda solo determinati protocolli nel sistema operativo desktop di Windows. Per continuare a promuovere la consistenza fra entrambi i programmi, il colosso di Redmond prevede di rendere disponibile la stessa licenza di riferimento per il codice sorgente dei protocolli di Server anche per la versione Desktop. Microsoft infine continuerà a lavorare per preparare una risposta al December Statement of Objections, prorogata al 15 Febbraio prossimo.<br><br> 

La risposta dell'unione Europea, alla decisione e alle affermazioni di Microsoft di quest'oggi, non si è fatta attendere: "La decisione se Microsoft si è conformata o meno - ha dichiarato il portavoce del commissario europeo per la concorrenza, Jonathan Todd - con quanto abbiamo deciso spetta a noi e non alla società Usa".<br><br>

Non solo: l'antitrust europeo ha aggiunto di aspettare con trepidazione non oltre il 15 febbraio, la risposta di Microsoft alla recente dichiarazione di obiezioni inviata dalla Commissione Ue il 21 dicembre scorso secondo le quali " Microsoft non ha aperto completamente e accuratamente la documentazione d'interfaccia per permettere ai server non-Microsoft di ottenere la piena interoperabilitá con i pc e server Windows, a dispetto dei suoi obblighi a farlo, come stabilito dalla decisione della Commissione Ue di marzo 2004".<br><br>

La battaglia tra Microsoft e L'Ue si fa sempre più dura. E' da sottolineare che la decisione di oggi di Microsoft si può considerare storica, un vero punto di svolta (probabilmente richiesto anche dalle attuali tendenze del mercato ICT) perchè mai nella sua storia la società di Bill Gates aveva accettato di rivelare così ampiamente il codice sorgente di Windows, che era già stato richiesto senza successo già in precedenza dalla amministrazione Clinton in un analogo procedimento antitrust.<br><br>
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=57]]></link></item><item><title><![CDATA[Usabilità Web e Ricerche: Le Scoperte Chiave Del 2005]]></title><description><![CDATA[Il team R&D di HFI, anche quest'anno ha riassunto le scoperte chiave per quanto riguarda l'usabilità, con notizie e ricerche presentate al seminario Dalla Ricerca alla Pratica 2005.<br><br>

Il team R&D di HFI, anche quest'anno ha riassunto le scoperte chiave per quanto riguarda l'usabilità, con notizie e ricerche presentate al seminario Dalla Ricerca alla Pratica 2005.<br><br>

Per mettere insieme questo seminario sull'usabilità il team R&D di HFI ha fatto sondaggi e studi su giornali e presentazioni in conferenze da tutti i settori di studio e di ricerca che forniscono informazioni e news importanti per gli specialisti di usabilità e fattori umani.<br><br>

Questi settori di studio e di ricerca includono:<br>
* Interazione Uomo - Computer<br>
* Ergonomia<br>
* Scienze Cognitive<br>
* Psicologia Sociale<br>
* Informatica<br>
* Marketing<br>
* Economia<br>

Come nel passato vengono presentate le scoperte e non delle linee guida.<br><br>

Ho avuto il permesso di selezionare e classificare per voi alcune di queste informazioni estremamente interessanti del Dr Eric Schaffer e listarle qui per voi.<br><br>

Sommario annuale sulle Ricerche di Usabilità.<br>
Originalmente scritto dal Dr. Eric Schaffer, Pragmatic Ergonomist.<br><br>

<b>SURFARE O RICERCARE</b><br>
Sui siti con etichette chiare e opzioni di navigazione semplici, gli utenti tendono a surfare piuttosto che a ricercare. La ricerca non è più veloce del browsing in questo contesto. (Katz and Byrne 2003)<br><br>

<b>COLORE E GRAFICA</b><br>
Spesso le cose che sono ovvie ad un designer sono invisibili a chi guarda la pagina Web. (Simons and Chabris, 1999)<br><br>

Colori, sfondi condivisi e co-locazioni tendono ad essere raggruppati di più rispetto al pezzo scritto. (Beck and Palmer, 2002)<br><br>

Il layout su di una pagina Web (spazio bianco e layout avanzato per header, indentazioni e figure) possono non influenzare le performance ma possono influenzare la soddisfazione del navigatore.(Chaperro, Shaikh, and Baker, 2005)<br><br>

<b>CREDIBILITA' E FIDUCIA</b><br>
Il Design è una determinante chiave per costruire la fiducia del consumatore online. Per gli utenti motivati di un sito di informazione, il cattivo design (layout occupato, lettere piccole, troppo testo) provoca ripercussioni negative mentre uno buono aiuta. (Sillence, Briggs, Fishwick, and Harris, 2004)<br><br>

Esperti e novizi valutano la credibilità di un sito in maniera differente. Gli esperti tendono a dare una maggiore importanza alla reputazione dell'autore e agli obiettivi del business dell'azienda che presenta il sito. I novizi si basano sul look and feel. (Stanford, Tauber, Fogg, and Marable, 2002)<br><br>

<b>EFFICACIA DEL DESIGN E CONTENUTO WEB</b><br>
Un testo scritto bene implica una soddisfazione per l'utente e una distribuzione efficace del messaggio. (Morkes and Nielsen, 1998)<br><br>

Gli utenti tendono a porre attenzione su non più di due item evidenziati. Lo spazio bianco intorno agli item evidenziati tende ad accrescere la loro rilevanza.(Olsen, 2002)<br><br>

L'uso di spazio bianco tra paragrafi e a destra e sinistra tende ad aumentare la comprensione di almeno il 20%. (Lin, 2004)<br><br>

Le formule di leggibilità base (e.g., Fogg and Fry) sono buoni punti di partenza per capire le difficoltà di comprensibilità del testo. Comunque, esse ignorano molti componenti del linguaggio e del discorso che influenzano la comprensione. E' necessario sviluppare misure più sofisticate per quanto riguarda il bisogno di coesione del testo. (Graesser, McNamara, Louwerse, and Cai, 2004)<br><br>

<b>PRESENTARE E OPZIONI AL CONSUMATORE</b><br>
I Designer possono aiutare gli utenti a prendere decisioni migliori e razionali presentando strumenti di comparazione. Quando il layout di un sito offre troppe scelte ma nessun meccanismo di comparazione, le decisioni del consumatore non sono buone.<br>
(Browne and Pitts, 2004; Jedetski, Adelman, and Yeo, 2002)<br><br>

Gli utenti preferiscono prodotti che presentano immagini da una parte e testo dall'altra. (Hong, Thong, and Tam, 2004)<br><br> 

<b>PUNTI DI DIFFICOLTA' PER L'UTENTE</b><br>
Gli utenti spendono più del 40% del tempo di fronte al computer per far funzionare le cose o per farle funzionare meglio; sfidano installazioni difficili, virus, problemi di connettività. Gli elementi che rallentano di più il loro lavoro sono sistemi operativi, email, web browsing.
(Ceaparu, Lazar, Bessiere, and Shneiderman, 2004)<br><br> 

<b>COMPORTAMENTO VISUALE</b><br>
Sui siti di giornali, le immagini attraggono l'attenzione per primi, ma gli utenti guardano per la maggior parte i titoli delle notizie, in particolare se c'è un breve paragrafo di descrizione. Gli utenti imparano dove sono le pubblicità e le evitano.<br>
(EyeTrackIII, September, 2004)<br><br>

<b>TOLLERANZA NELL'ATTESA</b><br>
Il tempo di tolleranza per l'attesa è 2 secondi. Gli utenti aspetteranno di più se c'è un feedback di mezzo.(Nah, 2004)<br><br> 

<b>LINK A TUTTI I LIVELLI DI GERARCHIA</b><br>
Le persone che sono abituate ad usare questi tipi di link che riassumono i passi compiuti dal ricercatore tendono ad usarli più spesso. Comunque gli utenti non li usano spontaneamente. (Hull, 2004)<br><br> 

<b>MESSAGGI DI ERRORE</b><br>
Messaggi di errore coinvolgenti ed emoticon (come quelli nei programmi di IM) possono influenzare la percezione dell'applicazione. (Tzeng, 2004)<br><br> 

<b>GRAFICA/ANIMAZIONE</b><br>
Sebbene i banner animati attraggono di più lo sguardo dell'utente, gli utenti ne ricordano meno il contenuto rispetto a quelli con contenuto statico.(Bayles, 2002)<br><br>

E' importante considerare per gli utenti l'uso di link o icone o entrambi. La performance iniziale è migliore quando si usa solo il link. Gli utenti che utilizzano il sito frequentemente usano icone e link nello stesso modo. Le icone non sono più veloci da apprendere rispetto ai link. (Wiedenbeck, 1999)<br><br>

<b>DESIGN DI NAVIGAZIONE</b><br>
Per linguaggi da sinisra a destra, gli utenti tendono a guardare a sinistra per quanto riguarda la navigazione. (Oulasvirta, Karrkainen, and Laarni, 2004)<br><br> 

<b>PERSONALIZZAZIONE</b><br>
Le caratteristiche di personalizzazione considerate di valore da parte dell'utente sono:<br>
1. L'abilità di loggarsi<br>
2. L'abilità di ricevere un supporto personalizzato per i propri prodotti<br>
3. L'abilità di listare gli acquisti precedenti da parte dell'utente e le raccomandazioni per gli accessori. (Karat, Brodie, Karat, Vergo, and Alpert, 2003)]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=56]]></link></item><item><title><![CDATA[Il futuro del Web e dei New Media.]]></title><description><![CDATA[<b>Il 2006 è appena iniziato.</b> Qui alcune delle mie previsioni per questo nuovo anno che devono essere aggiunte a quelle che ho elencato precedentemente una settimana fa. Elencherò dieci tecnologie che dal mio punto di vista troveranno nel 2006 un ampio sviluppo. Io penso che ci siano ancora molte innovazioni chiave e spero che questo articolo possa dare una visione ancora più completa rispetto alle tecnologie new media emergenti. Fai molta attenzione a questo articolo perchè le tecnologie elencate saranno in grado di travolgere molti di quei presupposti su cui si basano i mercati esistenti ed i corrispettivi leader.<br><br>

<b>1) Self Publishing</b><br><br>

Self-publishing, personal publishing, ed i piccoli sistemi di content management vedranno una crescita di interesse e di mercato. I sistemi esistenti conosceranno un evidente innovazione per mezzo di sistemi di publishing di blog che integrano audio e video, funzionalità di social networking, produzioni in formati e media multipli blogging strutturato, migliore protezione dallo spam e molto altro.<br><br>

Alcuni tra blog ed altri siti di news indipendenti otterranno una credibilità in grado di rivaleggiare in numerosi campi con le principali fonti di informazione; dal business aal’attivismo sociale, i blog giocheranno un ruolo importante come veicoli d’informazione non direttamente influenzata dai grandi media e dagli interessi aziendali.<br><br>

<b>2) Pubblicità Online</b><br><br>

Sebbene si siano espressi molti diverse punti di vista e proiezioni di ricerca sul futuro delle pubblicità online, io penso che questo settore vedrà un’ulteriore crescita.<br><br>

Le pubblicità contestuali basate sul testo, continueranno a prosperare e si svilupperanno tecnologie in grado di migliorare i metodi per garantire una maggiore rilevanza tra pubblicità e una maggiore trasparenza e protezione contro i tentative di click fraud. Emergeranno molte compagnie in settori “verticali” specifici agendo da mediatori tra siti e blog piccoli e medi e piccoli/grandi pubblicitari che operano nello stesso segmento di mercato. La crescita di AdSense, ed in minor modo di YPN, può far crescere i pubblicitari nella maggior parte delle categorie di mercato che comporterà una crescita di siti e blog altamente focalizzati con un maggiore ROI sia per i publisher indipendenti che per i pubblicitari.<br><br>

Io penso che canali di sola pubblicità specifici ed informativi su argomenti precisi e prodotti saranno un'opzione da esplorare seriamente. Ci sono molte varianti che posso vedere a questo approccio e tutte molto più promettenti e redditizie rispetto agli approcci di pubblicità online tradizionali.<br><br>

<b>3) Metriche e Misurazioni</b><br><br>

Le metriche giocheranno un ruolo importante in qualsiasi business online, fornendo una maggiore credibilità ed autorità per coloro che hanno i numeri per farlo. Per metriche intendo gli indicatori numerici che permettono sia ai publisher che alla loro audience di giudicare e misurare la portata, la credibilità, l’autorità e i valori di business possibili di un sito Web.<br><br>

Mi aspetto di vedere al più presto una serie di servizi che offrono una visualizzazione del traffico “certificata”, verificabile e trasparente. Google stesso potrebbe fornire questo servizio e Yahoo e MSN non possono certo aspettare.<br><br>

Proprio come tu hai un link all’'about' e alla pagina di 'contatto', così ci sarà un link al 'traffico'.<br><br>

<b>4) Immagini</b><br><br>

Si svilupperanno Archivi di immagini online aperti, e nuovi servizi e strumenti che permetteranno il facile uploading e condivisione di raccolte di immagini digitali.<br>
I modelli di business riguardo a queste clearinghouse di immagini utilizzeranno micropagamenti per le licenze e il riutilizzo, pubblicità contestuali e sponsorship.<br><br>

I prezzi per trovare immagini di qualità per le tue campagne di pubblicità e marketing abbasseranno drasticamente.<br><br>

Le agenzie di foto tradizionali, specialmente quelle medio-piccole, dovranno rivedere il loro modello di business a meno che non operino in un’area veramente di nicchia.<br><br>

<b>5) Ascolto della Musica</b><br><br>

L’ascolto di musica online sta trovando nuovi ed innovativi modi di distribuire se stessa, ed è difficile prevedere quello che potrà succedere e chi prevarrà in questo spazio.<br><br>

Quello che appare essere certo è che ci saranno modi nuovi di ascoltare la musica che andranno oltre i negozi di CD e l’acquisto di musica. Le stazioni di musica online offrono selezioni di musica di alta qualità senza pubblicità. I nuovi motori di musica come Pandora, Mercora o lastFM offrono modi efficaci di ascoltare la musica che più ti piace e di scoprire nuova musica del tuo genere preferito.<br><br>

La musica crescerà e vedrà, grazie soprattutto all’aumento di bande e gruppi indipendenti, sempre più autori pronti a condividere ed a distribuire la loro musica ai propri fan. Questo comporterà una maggiore pressione su quelle che sono le band tradizionali e le etichette di registrazione che utilizzano le classiche reti di distribuzione CD.<br><br>

Dopo alcune disavventure con la tecnologia rootkit per la quale Sony ha perso molta della sua credibilità, non ho più comprato CD da un anno. I modi in cui io ora accedo e ascolto la musica sono le soluzioni di cui ho parlato prima ed miei propri CD originali che ho ri-scaricato e convertito in MP3.<br><br>

<b>6) Filtrare il Web</b><br><br>

Il 2005 è stato l'anno del social bookmarking. Il 2006 vedrà ancora la crescita di questo settore e delle folksonomie che porteranno benefici a tutti gli attori coinvolti. Con il diluvio di nuovi servizi, tool e news da seguire, sarà solo abilitando il più gran numero di individui a partecipare attivamente ai processi di filtro dei contenuti che potremmo accedere all'informazione in maniera rilevante.<br><br>

Aggregatori e strumenti di newsmastering e news hub prospereranno in molteplici forme e setup offrendo punti di vista differenti ed suggerimenti.<br><br>

<b>7) Più Broadband</b><br><br>

Nuovi protocolli di connessione broadband promettono un salto nell'ammontare di banda che può essere consegnata e nell'efficienza della tecnologia di distribuzione adottata.<br><br>

Un'enorme quantità di persone saranno connesse wired o wireless ad una velocità che permetterà di fruire di contenuti video e audio a buoni livelli di qualità, di fare videoconferenze multi-party e di utilizzare connettività Internet in movimento. xMax, Wi-Max e Wi-Bro sono le tecnologie da seguire.<br><br>

<b>8) P2P-casting</b><br><br>

Questo è il futuro delle trasmissioni televisive. Potrebbe non accadere nel 2006, ma nonostante tutti gli sforzi che vengono fatti per fermarlo o rallentarlo questa eccezionale alterativa alla trasmissione tradizionale, rappresenta il fututo di cui farò la cronaca. Ci sono già più di 20 software differenti, la maggior parte creati in Cina, che permettono la distribuzione gratis P2P di qualsiasi stazione televisiva via satellite, via cavo, o criptata. Se tu puoi vederla, puoi anche ridistribuirla su Internet ad un numero infinito di utenti.<br><br>

Al contrario di quello che i grandi media ed i canali televisivi tradizionali vogliono farti credere, tutto questo è utile sia agli attori consolidati che all'armata di piccole stazioni televisive indipendenti.<br><br>

<b>9) Tecnologie Educative e D'Insegnamento</b><br><br>

Screencasting, podcasting e videoblogging: otterranno molta attenzione, come strumenti utili all'apprendimento in un gran numero di scenari differenti.<br><br>

Nonostante possano apparire alieni per gli insegnanti tradizionali, podcasting e videocasting offrono molte opportunità per migliorare l'apprendimento e per portare una conoscenza valida anche in mancanza di una classe.<br><br>

<b>10) Conferenze in tempo reale e Collaborazione Online</b><br><br>

Ancora più virale sarà la proliferazione della collaborazione online, del web conferencing e degli strumenti di presentazione in tempo reale. Prodotti gratuiti o di qualsiasi ordine di prezzo soddisferanno molta della domanda in crescita.<br><br>

Ma ci sono molti elementi da migliorare per quanto riguarda il design e l'operatività di questi strumenti. Infatti, i più grandi passi in avanti verranno fatti quando questi strumenti diverranno semplici estensioni di applicazioni e servizi web esistenti che necessitano della collaborazione in tempo reale.<br><br>

Instant messengers, Strumenti integrati con Skype, strumenti Flash-based e nuovi attori porteranno la collaborazione in tempo reale ad uno stato elevato.<br><br>

Nel 2006 (e per alcuni frangenti ancora ora) tutti saranno in grado di adottare strumenti di conferenza, che permettono meeting illimitati, VoIP integrati, text-chat, co-browsing, distribuzione di presentazioni PowerPoint e forse anche capacità di registrazione per meno di 50 $ al mese (per un guppo di 5 persone).]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=55]]></link></item><item><title><![CDATA[Connettività: Dvb-h e la tv arriverà sul cellulare. Sarà questa la più importante rivoluzione hi-tech nel 2006 in Italia?]]></title><description><![CDATA[DVB-H sta per Digital Video Broadcasting Handhelds e rappresenta uno standard di trasmissione delle informazioni simile al sistema broadcast della TV tradizionale, secondo cui i programmi sono inviati verso molti dispositivi riceventi, e l'ETSI (European Telecommunications Standards Institute) lo ha scelto come standard europeo per la televisione mobile in broadcasting. Questa tecnologia deriva dall'ormai diffuso DVB-T, lo standard per le trasmissioni della TV digitale terrestre.<br><br>

"La fotografia è stata la grande protagonista l'anno scorso, la musica quest'anno e il video l'anno prossimo", commenta Hugh Brogan, Presidente del produttore britannico Sendo.<br><br>

Intanto gli operatori mobili Orange e Vodafone hanno già fatto una breve incursione nei servizi video attraverso la loro rete di terza generazione (3G), offrendo ai rispettivi abbonati videoclip e una selezione di reti televisive in diretta come CNN. Orange Francia, inoltre, ha segnalato che i 35.000 abbonati 3G guardavano, in media, 25 minuti di televisione in diretta dal loro cellulare. Mentre, in sei mesi, gli abbonati mobili britannici di Hutchison Whampoa hanno ascoltato e osservato, in streaming, dieci milioni di videoclip musicali.<br><br>

Ma questi brevi video, trasmessi attraverso la rete degli operatori, non hanno nulla in comune con la vera televisione digitale su dispositivo mobile che arriverà.  Questa tecnologia DVB-H, infatti, permetterà agli utenti di accedere direttamente a una sessantina di reti diverse, così gli abbonati potranno passare ore "davanti alla TV" senza saturare la rete. I nuovi cellulari che permetteranno di accedere a questa televisione digitale utilizzeranno, allo stesso tempo, le infrastrutture degli operatori televisivi e quelle degli operatori mobili. Le trasmissioni saranno fluide, sempre disponibili, nulla a che vedere con i video che si sono potuto scaricare in streaming fino adesso con i cellulari UMTS. La vera differenza la farà la possibilità appunto di utilizzare un segnale molto simile a quello del digitale terrestre su onde radio e lo schermo dei nuovi cellulari con decine di milioni di colori.<br><br>

Nokia, ad esempio, ha annunciato che lancerà un apparecchio di questo genere entro l'anno prossimo (probabilmente il Nokia N92) basato ovviamente sullo standard europeo di diffusione video digitale DVB-H. I produttori di semiconduttori come Philips e Qualcomm, intanto, lavorano a ritmo serrato per produrre chip sufficientemente potenti ed economici in quantità prima della fine dell'anno. E, oltre a Nokia, anche altri costruttori di telefoni cellulari, seguendo l'esempio del sud coreano Samsung Electronics e del tedesco Siemens, paiono interessati alla TV e hanno rivelato a Cannes, in occasione del 3GSM World Congress, nuovi modelli dotati di display molto ampi.<br><br>

E per quanto riguardo le trasmissioni tv, pardon, via cellulare?<br><br>

Nokia, il principale promotore dello standard DVB-H ha iniziato a testare in proprio alcune trasmissioni lo scorso ottobre negli Stati Uniti, mentre in Giappone, come al solito, si è già ad un passo davanti, avendo l'ente pubblico Japan Broadcasting, insieme a cinque emittenti private, iniziato le prime trasmissioni TV basate su di uno standard locale già nel 2005 riscuotendo un ottimo successo.<br><br>

Ma la tv sul cellulare piacerà anche agli europei e agli americani?<br><br>

I test, fatti finora, con brevi videoclip che abbiamo citato all'inizio dell'articolo lo fanno supporre, ma visti i capitali che si stanno muovendo se il DVB-H non avrà successo, ci saranno aziende che piangeranno lacrime amare.<br><br>

L'Italia, popolo di amanti del cellulare, è in pole position rispetto alle altre nazioni Europee, con Tre che sta costruendo una rete propria pronta a trasmettere entro quest'estate e Mediaset che ha ufficializzato l'acquisto delle frequenze di Sport Italia, da Europa Tv, sulle quali nascerà, entro fine 2006, una nuova rete dedicata alla Tv su cellulare (parallela a quella che Tre sta costruendo). La userà Tim, affittandola da Mediaset, da cui riceverà anche i contenuti. Un accordo simile è in ballo (ma non è ancora ufficiale) con Vodafone.<br><br>

Tre avrà a disposizione dai 20 ai 30 canali per il Dvb-h; tra l'altro, vi trasmetterà il calcio: ha preso i diritti di Serie A 2006-2007 da Mediaset e ha un'opzione per la prossima Champions (per un costo di circa 14 milioni di euro). Ha inoltre un accordo con Rai per un canale dove ci sarà una selezione dei contenuti della tv pubblica. Tim invece prenderà tutto da Mediaset.<br><br> 

Gli operatori scommettono sul successo dei grandi eventi (per esempio sportivi) in diretta, ma anche i film e le fiction potrebbe occupare eventuali tempi morti, durante i viaggi in treno, per esempio, o mentre si aspetta all'aereoporto.<br><br>

Per quanto riguarda i costi non è ancora trapelato nulla. Vi sono però degli studi condotti da Nokia che hanno fatto emergere come i consumatori preferirebbero un abbonamento mensile senza limiti con un costo tra i 5-10 euro al mese massimo. E probabilmente sarà questa la strategia adottata dalle principali compagnie telefoniche, che, comunque, nonostante le piccole cifre dei singoli abbonamenti si aspettano grandi risultati anche in termini economici se la stessa Nokia Italia afferma che solo in Italia vi sarà un mercato da 100 milioni di euro al mese!<br><br>

Il 2006 sarà l'anno della Tv sul cellulare? Quello che è sicuro è che le prime trasmissioni partiranno durante la prossima estate e il primo operatore a dare inizio alle danze sarà 3.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=54]]></link></item><item><title><![CDATA[Ecco a voi Aperture]]></title><description><![CDATA[<b>Il 15 dicembre Apple organizzerà un seminario gratuito per illustrare l'uso di Aperture, il primo tool di post-produzione all-in-one per fotografi. La potenza di Aperture e di Mac OS X Tiger creano un workflow completo, perfettamente in linea con i requisiti degli ambienti digitali odierni. Venite a scoprirlo.</b><br><br>

<b>Dedicato ai fotografi professionisti</b><br>
Progettato specificamente per i professionisti, e con un workflow incentrato sul formato RAW, Aperture porta la gestione dei file RAW a livelli di semplicità analoghi al JPEG. Vi permette di importare, modificare, catalogare, organizzare, ritoccare, pubblicare e archiviare le immagini in maniera estremamente efficace ed efficiente, come mai prima d'ora. Dall'acquisizione al risultato finale, lavorate direttamente sui file RAW, senza mai doverli convertire in altri formati prima di visualizzarli, correggerli, organizzarli o stamparli.<br><br>

Aperture ha un workflow con gestione del colore e flessibili strumenti di design che vi consentiranno di realizzare stampe impeccabili, provini personalizzati e pagine web mozzafiato – bellissime come i vostri scatti. Aperture sfrutta al massimo i vantaggi dell'hardware Macintosh e di Mac OS X Tiger, garantendo velocità e qualità straordinarie per la manipolazione di immagini RAW, JPEG e TIFF.<br><br>

<b>A chi è rivolto il seminario</b><br>
Il seminario si rivolge ai fotografi che scattano enormi quantità di immagini digitali, soprattutto in formato RAW, e illustra le soluzioni più produttive per selezionare, ordinare ed effettuare il backup del materiale. Siete fotografi di moda? Siete specializzati in matrimoni, sport, ritratti, arte, pubblicità o reportage? Non mancate all'appuntamento!<br><br>

<b>Che cosa imparerete</b><br>
Scoprirete che la piattaforma Apple è solida e sicura, e Aperture vi permette di ottenere risultati di altissima qualità nel rispetto delle scadenze. 
Capirete perché con Aperture la gestione dei file RAW è altrettanto semplice dei JPEG. 
Imparerete a utilizzare in modo innovativo – e in digitale – strumenti tradizionali come la loupe e il tavolo luminoso; conoscerete il motore di elaborazione di immagini non distruttivo di Aperture, che offre creatività e flessibilità alla massima potenza.<br>
Vedrete gli strumenti di output di Aperture, facili da usare, che vi permettono di mostrare i lavori ai clienti in tempi ancora più brevi.<br><br>

<b>Agenda</b><br>
10:00 - Accoglienza e registrazione<br>
10:30 - Apple Showcase<br>
12:30 - Esposizione soluzioni con catering<br>
13:30 - Termine evento]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=51]]></link></item><item><title><![CDATA[I primi 100 domini nella storia di Internet ]]></title><description><![CDATA[Sapete qual'è il primo dominio Internet "dot com" (.com) registrato nella storia di Internet? SYMBOLICS.com registrato nel lontano 15 marzo del 1985. Oltre 20 anni fa.<br><br>

Il secondo (BBN.com) e il terzo domino (THINK.com) risalgono allo stesso anno, rispettivamente al 24 aprile e il 24 maggio.<br><br>

Si dovrà aspettare fino all'anno successivo prima che aziende del calibro di HP, Bellcore, IBM, SUN e Intel decidano di registrare un proprio dominio.
Qui di seguito la classifica dei primi cento domini .com<br><br> 

01.      15-Mar-1985    SYMBOLICS.COM
02.      24-Apr-1985    BBN.COM
03.      24-May-1985    THINK.COM
04.      11-Jul-1985    MCC.COM
05.      30-Sep-1985    DEC.COM
06.      07-Nov-1985    NORTHROP.COM
07.      09-Jan-1986    XEROX.COM
08.      17-Jan-1986    SRI.COM
09.      03-Mar-1986    HP.COM
10.      05-Mar-1986    BELLCORE.COM
11.      19-Mar-1986    IBM.COM
11.      19-Mar-1986    SUN.COM
13.      25-Mar-1986    INTEL.COM
13.      25-Mar-1986    TI.COM
15.      25-Apr-1986    ATT.COM
16.      08-May-1986    GMR.COM
16.      08-May-1986    TEK.COM
18.      10-Jul-1986    FMC.COM
18.      10-Jul-1986    UB.COM
20.      05-Aug-1986    BELL-ATL.COM
20.      05-Aug-1986    GE.COM
20.      05-Aug-1986    GREBYN.COM
20.      05-Aug-1986    ISC.COM
20.      05-Aug-1986    NSC.COM
20.      05-Aug-1986    STARGATE.COM
26.      02-Sep-1986    BOEING.COM
27.      18-Sep-1986    ITCORP.COM
28.      29-Sep-1986    SIEMENS.COM
29.      18-Oct-1986    PYRAMID.COM
30.      27-Oct-1986    ALPHACDC.COM
30.      27-Oct-1986    BDM.COM
30.      27-Oct-1986    FLUKE.COM
30.      27-Oct-1986    INMET.COM
30.      27-Oct-1986    KESMAI.COM
30.      27-Oct-1986    MENTOR.COM
30.      27-Oct-1986    NEC.COM
30.      27-Oct-1986    RAY.COM
30.      27-Oct-1986    ROSEMOUNT.COM
30.      27-Oct-1986    VORTEX.COM
40.      05-Nov-1986    ALCOA.COM
40.      05-Nov-1986    GTE.COM
42.      17-Nov-1986    ADOBE.COM
42.      17-Nov-1986    AMD.COM
42.      17-Nov-1986    DAS.COM
42.      17-Nov-1986    DATA-IO.COM
42.      17-Nov-1986    OCTOPUS.COM
42.      17-Nov-1986    PORTAL.COM
42.      17-Nov-1986    TELTONE.COM
42.      11-Dec-1986    3COM.COM
50.      11-Dec-1986    AMDAHL.COM
50.      11-Dec-1986    CCUR.COM
50.      11-Dec-1986    CI.COM
50.      11-Dec-1986    CONVERGENT.COM
50.      11-Dec-1986    DG.COM
50.      11-Dec-1986    PEREGRINE.COM
50.      11-Dec-1986    QUAD.COM
50.      11-Dec-1986    SQ.COM
50.      11-Dec-1986    TANDY.COM
50.      11-Dec-1986    TTI.COM
50.      11-Dec-1986    UNISYS.COM
61.      19-Jan-1987    CGI.COM
61.      19-Jan-1987    CTS.COM
61.      19-Jan-1987    SPDCC.COM
64.      19-Feb-1987    APPLE.COM
65.      04-Mar-1987    NMA.COM
65.      04-Mar-1987    PRIME.COM
67.      04-Apr-1987    PHILIPS.COM
68.      23-Apr-1987    DATACUBE.COM
68.      23-Apr-1987    KAI.COM
68.      23-Apr-1987    TIC.COM
68.      23-Apr-1987    VINE.COM
72.      30-Apr-1987    NCR.COM
73.      14-May-1987    CISCO.COM
73.      14-May-1987    RDL.COM
75.      20-May-1987    SLB.COM
76.      27-May-1987    PARCPLACE.COM
76.      27-May-1987    UTC.COM
78.      26-Jun-1987    IDE.COM
79.      09-Jul-1987    TRW.COM
80.      13-Jul-1987    UNIPRESS.COM
81.      27-Jul-1987    DUPONT.COM
81.      27-Jul-1987    LOCKHEED.COM
83.      28-Jul-1987    ROSETTA.COM
84.      18-Aug-1987    TOAD.COM
85.      31-Aug-1987    QUICK.COM
86.      03-Sep-1987    ALLIED.COM
86.      03-Sep-1987    DSC.COM
86.      03-Sep-1987    SCO.COM
89.      22-Sep-1987    GENE.COM
89.      22-Sep-1987    KCCS.COM
89.      22-Sep-1987    SPECTRA.COM
89.      22-Sep-1987    WLK.COM
93.      30-Sep-1987    MENTAT.COM
94.      14-Oct-1987    WYSE.COM
95.      02-Nov-1987    CFG.COM
96.      09-Nov-1987    MARBLE.COM
97.      16-Nov-1987    CAYMAN.COM
97.      16-Nov-1987    ENTITY.COM
99.      24-Nov-1987    KSR.COM
100.      30-Nov-1987    NYNEXST.COM]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=48]]></link></item><item><title><![CDATA[Rivoluzione Web: Virgilio, il portale generalista di proprietà della Telecom Italia, sta per chiudere i battenti.]]></title><description><![CDATA[Rivoluzione Web: Virgilio, il portale generalista di proprietà della Telecom Italia, sta per chiudere i battenti. Del "Bello di Internet" rimarrà solo il motore di ricerca. Il gruppo guidato da Tronchetti Provera ha deciso, infatti, di lasciare tutta la scena ad Alice, il nuovo marchio diventato celebre con lo spot pubblicitario interpretato dalla bella Fernanda Lessa.<br><br>

E mandando di fatto dietro le quinte lo storico brand della Rete.<br><br> 
 
L'anticipazione è stata data dal quotidiano online "Affari Italiani", mentre l'annuncio ufficiale è arrivato direttamente Ramon Grijuela, amministratore delegato di Matrix, società che controlla Virgilio, e responsabile broadband content development di Telecom Italia Wireline, nel corso della Iab Forum, il convegno di Internet Advertising Bureau Italia di Milano.<br><br>

Una notizia che, nei nostalgici della new economy, lascia sicuramente il segno e che rappresenta, in un certo senso, la fine di un'era. Telecom Italia continua quindi a portare avanti il progetto di riorganizzazione del ramo Internet.<br><br> 

Progetto che ha come scopo quello di creare un unico forte brand online: Alice. Alice diventerà quindi l'unico grande portale di Telecom Italia, che racchiuderà tutte le attività e i contenuti online del gruppo.<br><br> 

Sarà uno spazio multidevice, raggiungibile indifferentemente da qualunque terminale, sia esso un pc, un telefonino o una tv. La scelta, ha precisato Grijuela, è stata dettata dalla necessità "di evitare la dispersione dell'immagine web in tanti brand diversi". E così dello storico portale Virgilio rimarrà solo il motore di ricerca, incastonato, nella nuova piattaforma Web.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=45]]></link></item><item><title><![CDATA[Il motore di ricerca specializzato per gli acquisti online ha adottato un nuovo sistema per generare le keyword sulle sue pagine]]></title><description><![CDATA[Kelkoo, il sito leader per la comparazione dei prezzi online, ha introdotto un nuovo metodo per identificare i termini caratterizzanti dei suoi contenuti, in modo da migliorare l’indicizzazione del sito per i motori di ricerca.<br><br>

Il sistema originale utilizzato dallo shop comparison, per l’estrazione delle keyword, è ideale per i contenuti ben strutturati, come per esempio le offerte dell’elettronica di consumo o i biglietti aerei. È invece poco adatto a contenuti non ben definiti, come per esempio le offerte d’abbigliamento.<br><br>

Per porre rimedio a questo problema Kelkoo si è rivolto all’esterno, utilizzando la soluzione software proposta dalla start up Sight Up. Questo tipo di tecnologia si avvale di un’intelligenza artificiale per la determinazione delle keyword.<br><br>

Non è necessario creare dizionari o sistemi di regole per realizzare i tag delle pagine. Il processo avviene mediante un metodo di auto-apprendimento, che rende molto semplice la gestione dell’indicizzazione di nuove categorie prodotto.<br><br>

Il software crea un glossario per ogni categoria, generando una serie di esempi, che vengono arricchiti nel tempo. In questo modo non si utilizzano metodi statistici o basati su relazioni semantiche, ma si identificano le keyword rilevanti sulla base dei prodotti presenti nel data base e si auto-aggiornano con il metodo di auto-apprendimento.<br><br>

La tecnologia di Sight Up è utilizzata attualmente per 60 categorie merceologiche di Kelkoo, in 11 paesi, soprattutto per i prodotti d’abbigliamento, prima fra tutti la biancheria.
]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=46]]></link></item><item><title><![CDATA[Web 2.0: inizia una nuova fase di Internet.]]></title><description><![CDATA[Si parla molto in questo ultimo periodo di <b>Web 2.0</b>, non si tratta di un nuovo protocollo, di una release di un software, ma di un termine utilizzato per descrivere un nuovo modo di intendere e di utilizzare la rete.<br><br>

Si parla molto in questo ultimo periodo di Web 2.0, non si tratta di un nuovo protocollo, di una release di un software, ma di un termine utilizzato per descrivere un nuovo modo di intendere e di utilizzare la rete grazie allo sviluppo di una molteciplità di applicazioni che sono già state lanciate e che lo saranno nei prossimi mesi e che contribuiranno a <b>modificare la morfologia della rete.</b><br><br>

Tim O' Reilly ha cercato sul suo sito di delinearne alcune caratteristiche creando anche un grafico che ne sintetizza i concetti base.<br><br>

Siamo naturalmente ancora a livello di brainstorming. <b>Robin Good</b> ha pubblicato una mini guida al web 2.0 di cui raccomando caldamente la lettura.<br><br>

E' prevedibile nei prossimi mesi una moltiplicazione di conferenze anche nel nostro Paese e di articoli e blog che si prefiggono di comprendere le potenzialità della nuova rete, che si sta riprogettando sotto i nostri occhi. Come al solito, lo sviluppo tecnologico è più veloce della nostra capacità di razionalizzazione.<br><br>

Per coloro che si occupano di editoria, di marketing e di comunicazione, si tratta di ripensare il modo in cui progettare l'informazione poiché possiamo già intuire dei cambiamenti epocali:<br><br>

a) il contenuto sarà completamente svincolato dalla sua rappresentazione<br><br>

b) l'informazione verrà aggregata e riaggregata secondo i bisogni degli utenti e sarà fruibile su diverse piattaforme di distribuzione, utilizzando diversi device<br><br>

c) oltre alla capacità di comunicare in nuovi ambienti, si dovrà anche imparare a gestire nuove dinamiche relazionali di tipo peer to peer<br><br>

d) la comunicazione diverrà sempre più flessibile e adattata ai contesti ed ai comportamenti di fruizione<br><br>

e) si assisterà ad un aumento di nuovi contenuti creati oltre che a diverse nuove modalità di ricombinazione di vecchi contenuti che renderanno obsoleti i tradizionali concetti di protezione dei diritti e di digital right management.<br><br>

f) con grande probabilità cadrà la distinzione tra contenuti caldi e contenuti freddi, i cui confini diventeranno sempre più labili<br><br>

g) si progetteranno i metadati con la stessa cura con cui verranno costruiti i contenuti<br><br>

<b>Questo è solo l'inizio di un grande cambiamento di cui non riusciamo nemmeno ad intuirne i contorni.<br>
Sarebbe pertanto importante cominciare a pensarci se vogliamo che il nostro Paese non continui ad essere la Cenerentola dell'innovazione.</b>

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=44]]></link></item><item><title><![CDATA[Attenti ai falsi Google, MSN e Yahoo sparsi per la Rete ]]></title><description><![CDATA[La Panda Software produttrice del noto antivirus lancia l’allarme per la presenza in Rete di falsi cloni dei noti motori di ricerca Google, MSN, Yahoo.

Secondo Patrick Hinojosa responsabile dell’area tecnologia della stessa Panda Software il problema si verifica nel momento in cui nel sistema dell’utente viene installato il software PremiumSearch il quale è distribuito da molti siti pornografici o che fornisco software pirata.

Una volta installato, il programma è in grado nel momento in cui l’utente tenta di collegarsi verso un dei tre motori di ricerca di re-indirizzarlo verso le loro copie clone il cui unico scopo è quello di fornire falsi risultati di ricerca e quindi spingere l’utente verso appositi siti truffa.

“Siamo di fronte ad un vero business gestito da organizzazioni criminali” è quanto affermato dalla stesso Hinojosa il quale ha confermato l’installazione nel sistema dell’ignaro utente anche di una falsa toolbar di Google.

]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=41]]></link></item><item><title><![CDATA[Luci e ombre tra CSS2 e CSS3 di Fabio Brivio]]></title><description><![CDATA[L’utilizzo dei Fogli Stile è sempre più diffuso. Ma mentre la prassi lavorativa che divide nettamente il momento della strutturazione dei contenuti da quello della loro formattazione è adottata da un numero crescente di sviluppatori, i CSS2 sono oggetto di revisione e le promesse dei CSS3 lentamente prendono forma.<br><br>

Tutto questo deve far riflettere. La domanda che forse vale la pena - nuovamente - porsi è: perché fino a oggi i CSS hanno faticato a imporsi? Perché molti sviluppatori hanno preferito proseguire sulla strada della fusione tra struttura e presentazione magari utilizzando editor in modalità solo visuale, assolutamente non adatta a produrre pagine conformi agli standard?<br><br>

<script language="javascript">
pid='1713';
key='internet';
wd='360';
ht='60';
font='VERDANA';
font_size='8pt';
font_color='000000';
link_color='0099FF';
link_color_over='CCCCCC';
table_background='FFFFFF';
table_border='2';
table_border_color='FFFFFF';
price_color='000000';
des='1';
desln='40';
results='1';
cols='3';
</script>
<script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/wizard/loadwizard.js"></script><br><br>


Prima di proseguire voglio sottolineare che chi scrive è un sostenitore dell'utilizzo dei CSS fin dal momento della prima visita nell'oramai famigerato <a href="http://www.csszengarden.com/">CSS Zen Garden</a>.<br><br>

È stato proprio navigando nella galleria di Dave Shea che ho cominciato a interessarmi a questa tecnologia e alle sue potenzialità. I vantaggi mi sono parsi fin dall’inizio evidenti. La separazione di struttura e presentazione - unita all’applicazione degli standard codificati dal W3C, XHTML e CSS - permette tempi di sviluppo e manutenzione ridotti, pagine più leggere e veloci da caricare (con conseguente riduzione dello spreco di banda), codice più pulito e semanticamente più corretto (quindi con maggiori possibilità di essere ben indicizzato dai motori di ricerca), il tutto senza sacrificare l’aspetto grafico, il layout. Vantaggi quindi, anche economici, per utenti, sviluppatori e relativi clienti.<br><br>

Partendo da questi presupposti la faticosa adozione dei CSS (quantomeno del level 2) e delle relative tecniche di sviluppo che generalizzando si possono porre sotto l’etichetta di no table, non sembra spiegabile se non con la pessima, o incompleta, implementazione che alcuni browser di ampia diffusione ne fanno, o meglio ne hanno fatto.<br><br>

<script language="javascript">
pid='1713';
key='internet';
wd='360';
ht='60';
font='VERDANA';
font_size='8pt';
font_color='000000';
link_color='0099FF';
link_color_over='CCCCCC';
table_background='FFFFFF';
table_border='2';
table_border_color='FFFFFF';
price_color='000000';
des='1';
desln='40';
results='1';
cols='3';
</script>
<script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/wizard/loadwizard.js"></script><br><br>

Allo stato attuale, il problema maggiore, lo scoglio più arduo da superare lavorando con i CSS, è quello dell'impaginazione. Chi ha provato a cimentarsi con la formattazione di una pagina basata solo su elementi di blocco (normalmente <div>) e regole CSS per posizionamenti assoluti, fissi o float, sa bene quanto sia difficile, per esempio, ottenere un'impaginazione a tre colonne completamente omogenea sui più diffusi browser. Da qui la necessità di ricorrere a hack o trucchi, non necessariamente complicati ma che certo non si trovano nelle specifiche ufficiali e che si imparano con pazienza, dedicando tempo allo studio e alla navigazione in Rete tra forum e siti tematici.<br><br>

Tempo che non tutti hanno. Il tempo, si sa, è denaro: il cliente aspetta preoccupato più che altro dall’aspetto del suo sito, non da come questo è stato ottenuto. Quindi perché non lavorare ancora impaginando a tabelle e utilizzando tag presentazionali?<br><br>

Questa difficoltà indiscutibile sembra aver scoraggiato molti professionisti del Web, ma da sola non è sufficiente a giustificare il mancato interesse verso i Fogli Stile.<br><br>

Impaginazione a parte, i CSS sono sufficientemente completi e ben supportati per definire in maniera funzionale e creativa tutti gli altri elementi di una pagina web. Per esempio l'applicazione di :hover agli elementi permette di costruire con semplicità menu di navigazione funzionali e esteticamente ricchi di delicati effetti, il tutto senza Javascript.<br><br>

<script language="javascript">
pid='1713';
key='internet';
wd='360';
ht='60';
font='VERDANA';
font_size='8pt';
font_color='000000';
link_color='0099FF';
link_color_over='CCCCCC';
table_background='FFFFFF';
table_border='2';
table_border_color='FFFFFF';
price_color='000000';
des='1';
desln='40';
results='1';
cols='3';
</script>
<script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/wizard/loadwizard.js"></script><br><br>

Queste e altre applicazioni dei Fogli Stile sono veramente alla portata di tutti, così come alla portata e all'interesse di tutti è utilizzare i CSS per avere un sito web portabile su diversi dispositivi o media (PC, palmare, cellulare, stampante, TV ecc.).<br><br>

Insomma vantaggi indiscutibili e attuali, a cui si oppone l'ostacolo dell'impaginazione.<br><br>

Tuttavia questa impasse è facilmente superabile, con un impegno in termini di tempo e formazione minimo, basta un minimo di flessibilità.<br><br>

Se utilizzare i CSS per definire le griglia di una pagina non è oggi alla portata di tutti, tutti possono invece imparare in poco tempo la sintassi CSS per lavorare professionalmente alla presentazione dei contenuti.<br><br>

Quindi i webmaster meno esperti possono con tranquillità sfruttare e godere e potenzialità dei CSS, delegando alle tabelle la definizione della griglia di una pagina. Un approccio di sviluppo che rispetta così la separazione di struttura da presentazione, il cui unico neo consiste nell'utilizzo semanticamente non corretto delle tabelle. Uno step di apprendimento intermedio e non traumatico, per avvicinarsi a una tecnologia di cui nel futuro non si potrà fare a meno.<br><br>

Già, perché nel futuro non ci saranno veramente più scuse.<br><br>

Se fino a oggi problemi di compatibilità e implementazione tra browser e limiti tecnici sono stati gli scudi dietro cui si sono nascosti i detrattori dell'utilizzo dei CSS, con CSS3, attualmente in fase di sviluppo, si spalancherà veramente un nuovo orizzonte.<br><br>

Ho parlato prima delle difficoltà di impaginazione. Bisogna a questo proposito dire che esse sono tali anche perché CSS2 non prevede altre possibilità per definire la griglia di una pagina se non la definizione di un equilibrio tra blocchi. Allo stesso modo non c'è nessuna regola che permette di controllare la forma dei bordi di un box, il che vuol dire che per arricchire le pagine con angoli arrotondati bisogna ricorrere all'utilizzo e la combinazione di apposite immagini sagomate in modo da ottenere l'effetto desiderato (una tecnica non semplice da imparare).<br><br>

Questi limiti non sono sfuggiti al gruppo di lavoro che sta attualmente sviluppando il <a href="http://www.w3.org/Style/CSS/current-work">working draft di CSS3</a>. Tra le proprietà che la prossima generazione dei Fogli Stile promette di portare con se spiccano infatti quelle legate al layout a più colonne o alla formattazione degli angoli degli elementi di blocco.<br><br>

<script language="javascript">
pid='1713';
key='internet';
wd='360';
ht='60';
font='VERDANA';
font_size='8pt';
font_color='000000';
link_color='0099FF';
link_color_over='CCCCCC';
table_background='FFFFFF';
table_border='2';
table_border_color='FFFFFF';
price_color='000000';
des='1';
desln='40';
results='1';
cols='3';
</script>
<script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/wizard/loadwizard.js"></script><br><br>

Pagine a più colonne con angoli variamente arrotondati saranno quindi realizzabili solo con  poche righe di codice CSS attraverso le proprietà column-count e border-radius. E a queste nuove funzionalità è ragionevole pensare che se ne aggiungeranno altre, anche più entusiasmanti.<br><br>

Ci sono quindi i presupposti affinché nel futuro i CSS diventino a tutti gli effetti la tecnologia principe per la formattazione delle pagine web. A questi presupposti bisogna poi aggiungere i vantaggi reali - non trascurabili - che CSS2 già oggi permettono, pur nella loro implementazione incompleta.<br><br>

Vale quindi la pena cominciare a prendere confidenza con tutto quello che il level 2 oggi consente, perché, si sa, il futuro arriva spesso velocemente e l'alba che si vede all'orizzonte promette di spazzare via definitivamente le ombre del recente passato.<br><br>

Articolo scritto da: Fabio Brivio<br>
Tratto da: <a href="http://www.apogeonline.com" target="_blank">APOGEO ON LINE</a>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=40]]></link></item><item><title><![CDATA[Google allunga il passo ]]></title><description><![CDATA[Le statistiche sull'uso dei motori di ricerca sono rimaste stabili nel mese di agosto.<br><br>

Le quote di mercato dei motori di ricerca, registrate da ComScore Networks nello scorso mese di agosto, rimangono quasi invariate. Tuttavia bisogna segnalare che Google continua a crescere di oltre un punto percentuale, rimanendo al comando della classifica mondiale dei search engine con il 37.3% di share, registrando una crescita dell'1,2%.<br><br>

Al secondo posto si piazza Yahoo!, con un tasso di incremento di quasi 1%: si è attestato a quota 29.7%. Ad agosto hanno messo a segno una crescita anche MSN di Microsoft e Ask Jeeves (recentemente acquisito da IAC/InterActiveCorp).<br><br>

Msn è passato a quota 15.8% dal precedente 14.4%, e Ask Jeeves è salito allo share pari del 6% dall'anteriore 5,9%. Aol di Time Warner Network perde invece un punto percentuale, calando al 9.6%.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=39]]></link></item><item><title><![CDATA[Seconda edizione dell' International Festival del Webdesign]]></title><description><![CDATA[Il 18-19 novembre 2005 preselezioni in parallelo in 4 continenti e in oltre 14 paesi.<br><br>

Finale nella città di Limoges il 2-3-4 febbraio 2006<br><br>

Iscrizioni e informazioni sul sito ufficiale : www.webdesign-Festival.com<br><br>

-Mentre il Webdesign International Festival prepara la sua edizione 2006 (2, 3 e 4 febbraio 2006), Limoges crea il suo centro di formazione per il mestiere di webdesigner.<br><br>

-La regione intende in questo modo formare i propri webdesigners.<br><br>

-I primi 20 candidati al diploma universitario 'Webdesign sensoriale e strategie di creazione on line' verranno accolti all'inizio dell'anno accademico.<br><br>

Il webdesign, al centro dei progetti di promozione regionale, ventiquattro ore di competizione non-stop tra decine di équipe di webdesigners provenienti da tutto il mondo; conferenze e incontri d'affari per i professionisti del settore; esposizioni e serate ad hoc per gli appassionati e gli amatori della creazione Web. Questo è il programma del WIF 2006, una seconda edizione per lo sviluppo delle nuove tecnologie nell'ambito della regione del Limousin.<br><br>

Il Festival Internazionale di Webdesign è l'incontro intorno al quale si organizza una strategia di sviluppo verso l'ICT. Il Festival, grazie al quale è possibile scovare talenti, ha dato il via alla creazione di una rete internazionale di competenze in webdesign e alla creazione di un polo di competenze nell'ambito della regione.<br><br>

La regione Limousin è stata così coinvolta in diversi programmi europei, tra i quali Practiciel, un 'laboratorio europeo d'innovazione' che raggruppa e sostiene le competenze regionali innovative ed aiuta le imprese ad acquisire nuove capacità e ad organizzare progetti in grado di rispondere alle necessità delle regioni nell'ambito di questo settore innovativo.<br><br>

Un diploma di laurea in webdesign.<br><br>

Un Diploma Universitario richiamerà nella regione innanzitutto talenti messi in luce in occasione del Festival, il 15 ottobre 2005. Limoges è già pronta ad accogliere il suo corso di 20 webdesigners.<br><br>

Si tratta di studenti con un diploma di laurea breve di 2 anni o di professionisti operanti che desiderano ampliare il proprio curriculum.<br><br> 

Il WIF offrirà loro, a partire da febbraio, opportunità di contatti, incontri sbocchi professionali nel mondo intero.<br><br>

L'università, situata in prossimità del polo tecnologico di Limoges, dei laboratori di ricerca e vicino ad imprese del settore scientifico ed high tech, punta a formare una nuova generazione di webdesigners, d'architetti dell' informazione, di capo progetti Internet e specialisti in animazione Flash.<br><br>

La regione Limousin e Limoges, capitale della creazione Web ? Certamente un segno importante della volontà di continuo sviluppo delle regioni francesi.<br><br> 

Un programma di formazione completo ed innovativo<br><br>

Il programma di formazione si organizzerà in un ambito comune: grafica e webdesign , tecnologie Internet e multimediali (Flash, 3D in tempo reale...), strategie di comunicazione, etc. Si aggiungono dei moduli specifici a scelta.<br><br> 

Design e creazione multimediale,<br>
Semiologia ed estetica del web,<br>
Marketing e management di progetto,<br>
Conoscenze di base (tecnologie, inglese commerciale, teorie della comunicazione...)<br>
Conoscenza delle norme di utilizzo (ergonomia, interattività dei contenuti, standard W3C...).<br><br>

La formazione su 10 mesi vale 5 crediti formativi.<br><br>

Partecipanti ed insegnanti sono professionisti del settore, ricercatori presso Università, conoscitori a livello mondiale di alcune discipline provenienti dal festival WIF.<br><br>

Le candidature vanno inviate a l'Università di Limoges.<br><br>

Information: Isabelle KLOCK-FONTANILLE : isabelle.klock-fontanille@unilim.fr<br><br>

Nicole PIGNIER : nicole.pignier@libertysurf.fr : Limoges non è solo un centro della porcellana. La regione ha da sempre saputo trovare nuove opportunità di sviluppo: dall'agroalimentare al settore della plastica, dall'industria del legno alla meccanica di precisione fino alla cosmetologia. Oggi ospita imprese di tutte le dimensioni e altamente innovative. Sono presenti sul territorio anche leader mondiali e francesi quali: LEGRAND, INTERNATIONAL PAPER, BRISTOL MYERS SQUIBB, UNILEVER, DANONE, ISOROY, WESTON.<br><br>

La regione Limousin<br><br>

Sin dal 1996 la regione si è mostrata molto attiva nell'ambito delle nuove tecnologie e dell'informazione, lanciando il programma Actilimousin.<br><br>

Centro economico e culturale, Limoges offre strumenti e servizi di alta qualità.<br><br>

L'Agenzia Regionale per lo Sviluppo del Limousin, creata nel 1992, è incaricata di occuparsi dello sviluppo regionale nell'ambito delle nuove tecnologie e di sviluppare nella regione un polo di competenze specifiche legato alle nuove infrastrutture Internet.<br><br>

Il Webdesign International Festival 2006<br><br>

Il Festival sarà luogo di competizioni, sperimentazioni, installazioni multimediali, appuntamenti d'affari, teleconferenze, creazioni Web.<br><br>

Appuntamento il 2, 3 e 4 febbraio 2006 ! ]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=36]]></link></item><item><title><![CDATA[Macromedia Suite 8]]></title><description><![CDATA[Macromedia ha annunciato la nuova versione della sua suite di multimedia creation tools, chiamata Studio 8, che includerà i nuovi prodotti Dreamweaver, Flash, Fireworks, Contribute e FlashPaper.<br><br>

Macromedia ha inoltre rilasciato una nuova versione della pre-release publica di Flash Player 8, colonna portante della piattaforma Flash e definito come "major update" ricco di nuove funzionalità.<br><br>

Stephen Elop, CEO di Macromedia, commenta: "Studio 8 is a huge leap forward ... There are tremendous improvements to features and performance allowing designers and developers to build and deliver more expressive and compelling experiences for the web and devices in less time than ever before."<br><br>

Le novità in Dreamweaver includeranno più largo supporto CSS, integrazione drag-and-drop XML, miglioramenti al processo di workflow, e il supporto per l'inserimento di nuovi elementi, come i Flash Video, nei siti web.<br><br>

Flash Video sarà una delle caratteristiche peculiari del nuovo Flash. In aggiunta alle nuove funzionalità video e animazione, Flash 8 includerà nuovi effetti grafici e miglior supporto per lo scripting così come i popolari tools di video editing e encoding. In Flash 8 sarà introdotto anche il supporto per contenuti destinati ai dispositivi mobili. Flash Lite player infatti sarà integrato in circa 70 dispositivi cellulari, la maggior parte dei quali destinati al mercato asiatico. Flash 8 consentirà all'utente di testare in emulazione il risultato dell'editing di questi tipo di contenuti.<br><br>

Brad Brockhaug, senior director di Forum Nokia, commenta: "We are excited about the possibilities afforded by the Flash Professional 8 authoring tool to develop exceptional mobile applications ... The new mobile testing features will save Flash developers and designers valuable time as they continue to bring to market innovative content and applications for mobile devices."<br><br>

Macromedia Fireworks infine integrerà supporto per i menu pop-up CSS-based e migliore capacità di importazione ed interazione con gli altri prodotti della suite Studio 8.<br><br>

Macromedia Studio 8 includerà anche Contribute, un tool di content management, e FlashPaper 2, che consentirà la conversione di qualsiasi tipo di file nei formati PDF o SWF.<br><br>

La nuova suite è prevista sul mercato a Settembre ad un costo si $999 per una full license e di $399 come upgrade. Durante lo stesso mese dovrebbe concludersi l'annunciato accordo che porterà alla fusione di Macromedia con Adobe Systems Incorporated, famosa azienda informatica attiva nei settori del Desktop Publishing.]]></description><link><![CDATA[http://www.mmimmagine.it/WEB_news_page.asp?cod=34]]></link></item><item><title><![CDATA[Connettività: Messaging: Talk fa rima con Google]]></title><description><![CDATA[Una manciata di ore: è questo il tempo impiegato da Google per dare un nuovo significato alla parola ''Talk''. Con Google Talk, neonato software di instant messagi